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Re: I Becher a Bologna
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Capisco cosa intendi dire e da questo punto di vista non posso darti torto. Il loro progetto lo hanno portato avanti identico per 40 anni. Il paragone che ho fatto precedentemente dell’attore imprigionato nel suo personaggio non regge. Perché un attore prigioniero ha comunque tentato di fare altro ma senza successo. I Becher non sono rimasti prigionieri ma hanno invece perseguito costantemente quel progetto di loro volontà. Non hanno mai avuto l’intenzione di fare altro.
Hai usato la definizione “progetto scientifico”. Questa definizione rispecchia in pieno i Becher. E qui è il punto, secondo me. A mio avviso c’è una profonda differenza fra scienza ed arte. E comunque, se non vogliamo chiamare arte quella dei Bacher possiamo certamente dire che è parte dell’espressione estetica e/o grafica. I postulati di base di una ricerca scientifica non sono (neppure lontanamente) quelli di un’espressione estetica o artistica. Secondo me è questo uno dei contro del lavoro dei Bacher. L’applicazione pedissequa di un rigore immutabile a qualcosa che non è scienza.

Marco

Inviato: Ieri alle 14:31
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Re: Cosa fare delle mie foto
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8/1/2005 22:33
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Alla fine direi che hai trovato una bella soluzione e ne sei soddisfatto. Io trovo sia buona ma per me non risolutiva, a meno di comprare piu' monitor ...
Questo perche' mi chiedo: e le foto verticali?

Marco

Inviato: Ieri alle 12:25
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Re: Cosa fare delle mie foto
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Beh, è davvero interessante! Ed è fantastico che ti sia arrivato senza difetti, forse su questa serie prestano un pochino più attenzione al controllo di qualità.

Trovo veramente ingiustificabile, invece, che il software di gestione sia così limitato.

La faccenda delle cornici aggiunte automaticamente (non disattivabile come opzione globale) è una di quelle cose che mi farebbe imbestialire ai massimi livelli...

Grazie della recensione! Gran bella soluzione hai trovato.

Fer

Inviato: 14/5 18:57
Tessera C.F.A.O. n°14
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Re: Cosa fare delle mie foto

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Citazione:

Fer ha scritto:
Marco, per chi non ha troppa simpatia per i video, potresti scriverci due righine due qui sul forum?

Grazie

Fer



**Cosa fare delle nostre foto?**

Mi sento un po' il criceto nella ruota — continuo a correre senza andare da nessuna parte. Continuo a fotografare; il tema è irrilevante, digitale o pellicola, continuo a fotografare. Ma cosa ne faccio di queste foto?

Mi sono già fatto i miei album — album della mia vita passata, dei miei ricordi, degli amici che ho avuto, e così via. Quelli sono a posto. Ne farò forse un altro con le foto della mia vita, della vita di mia moglie, degli affetti, dei posti dove sono stato e dove ho vissuto — un libro di memorie. Ma ho fotografato tanto altro. Alcune di quelle immagini sono genuinamente interessanti; la maggior parte sono mezze ciofeche, e va bene così. Non ho il coraggio di buttare i negativi, né i file digitali — li lascio lì. Però tra di loro ci sono foto che mi piacerebbe poter vedere spesso.

C'è anche un'altra dimensione. Sia in passato che adesso, mi è sempre piaciuto molto fare stitching, soprattutto quando viaggio. Ho foto panoramiche di luoghi in cui sono stato che, se stampate, sarebbero circa 1,5 per 3 metri. Vere gigantografie che, appese a un muro, mi riporterebbero in quei posti. Posti che amo. Ma i muri di casa mia hanno una dimensione finita. Non ho spazio per stampe di quelle dimensioni. E personalmente non apprezzo particolarmente appendere le mie foto in casa — ho tanta arte alle pareti, ma sono tutte di altri fotografi e artisti.

Tutto questo insieme porta alla stessa situazione: file scansionati o nativamente digitali che giacciono su hard disk, sostanzialmente abbandonati. Non mi metto a guardarli sul monitor. Non li stampo, perché anche se lo facessi, dove li metterei? In un cassetto. E stiamo parlando di decine e decine di immagini — non necessariamente capolavori, ma foto che ricordano luoghi e momenti, immagini che sarebbero mortificate ridotte a un'A4 in un fotolibro.

Così si continua a scattare, e ci si continua a chiedere: cosa sto creando, e come potrò mai godermelo?

**La soluzione: Samsung The Frame Pro**

Penso di aver trovato la risposta, e si chiama Samsung The Frame Pro. Come potete vedere qui nella versione da 65 pollici — la più piccola; esistono anche il 75 e l'85 — è a tutti gli effetti un televisore: ingresso antenna, Wi-Fi, servizi in streaming. All'inizio mi aveva un po' confuso; mi aspettavo un prodotto pensato esclusivamente per mostrare arte. Ma ovviamente, una volta che hai tutta quella elettronica dentro, aggiungere le funzioni TV costa pochissimo e allarga enormemente il mercato. Quindi sì, è un televisore.

Ma è un televisore progettato con le fotografie in mente. Cosa significa in pratica? Prima di tutto, e soprattutto, il pannello è completamente opaco — nessun riflesso. Era una delle mie preoccupazioni maggiori; l'altro televisore che ho è uno specchio continuo di tutto quello che c'è dietro di me. Questo no. Davvero non riflettente.

Quando arriva un pannello del genere, ci sono due problemi potenziali da verificare subito. Primo: pixel bloccati — spenti, accesi, o fermi su un singolo colore. Guardando video non si noterebbe, ma con immagini statiche diventano molto visibili. Secondo: difetti di uniformità della retroilluminazione, dove certe zone del pannello appaiono leggermente più chiare o più scure in modo fastidioso. Il mio è arrivato in condizioni perfette. Avevo preparato schermate di prova — blu uniforme, verde, rosso, bianco e nero — per verificare entrambi i problemi immediatamente. Tutto perfetto.

Ce l'ho da meno di un mese, ma posso dire onestamente che ha risolto il mio problema. Questa è la risposta a cosa fare delle mie fotografie, almeno per me.

**La cornice e le alternative**

Il televisore viene con una cornice nera. È possibile cambiarla con altri colori, tra cui il bianco, per €79 — che, per quattro pezzi di plastica, è un prezzo non indifferente. Per quanto riguarda le alternative: LG ha un concorrente diretto in arrivo, apparentemente entro pochi mesi. E poi c'è un prodotto cinese di altissima gamma con caratteristiche di accuratezza cromatica e gamma dinamica davvero museali — vi invito a cercarlo — ma a prezzi stratosferici.

**L'interfaccia: dove delude**

Dove questo prodotto delude è nel software. Per un dispositivo posizionato come display per fotografia fine art, è stato dedicato davvero poco pensiero all'interfaccia.

Le opzioni di temporizzazione dello slideshow sono limitate: minimo 3 minuti, poi 5, 10, 15, un giorno, una settimana. Non c'è flessibilità.

La gestione delle foto avviene tramite un box separato che comunica col televisore via Bluetooth — il che significa che l'unico cavo che esce dal televisore è quello dell'alimentazione. Se si incassa la presa nel muro, si ottiene un display completamente senza cavi. Bellissimo. Le foto si caricano sul box tramite USB e si sincronizzano con la memoria interna del televisore.

Ma la gestione delle cartelle non esiste. Mettiamo che ho una serie di foto del Giappone e una di Berlino. Non posso caricarle entrambe e scegliere quale far scorrere. Devo cancellare le foto del Giappone, caricare Berlino, poi in seguito cancellare Berlino e ricaricare il Giappone. Noioso — non un dramma, visto che di solito si tiene una serie per settimane, ma una scomodità evitabile.

L'altro problema è la cornice automatica. Per default il televisore aggiunge un suo passepartout decorativo attorno a ogni immagine. Io preparo tutte le mie foto esattamente a 3840×2160 pixel in Photoshop, con i miei bordi se li voglio, e voglio che il televisore le mostri così come sono. Si può disattivare il passepartout — ma solo immagine per immagine, una alla volta. Se carico 40 foto, devo rimuoverlo da ognuna singolarmente. E temo — anche se non l'ho ancora verificato — che questa impostazione non venga salvata per ogni immagine, il che significherebbe dover ripetere l'operazione ogni volta che si ricarica una serie.

Quindi l'interfaccia non è il suo punto di forza. La consolazione è che impostare 40 immagini richiede forse 10 minuti, e poi ci si gode il risultato per tre settimane. E il risultato è davvero bello. Il pannello è eccellente. Il sensore di movimento che spegne il display quando non c'è nessuno nella stanza, e lo riaccende al ritorno, funziona perfettamente — non bisogna mai ricordarsi di spegnerlo la sera.

Questa, in sostanza, è la mia soluzione alla domanda su cosa fare di una vita di fotografie. Non solo le migliori — molte di queste immagini non sono tecnicamente eccezionali — ma quelle che portano con sé una memoria, che ti riportano in un luogo, che meritano di essere viste in grande. Finalmente le vedo.

Inviato: 14/5 16:40
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Re: Cosa fare delle mie foto
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Marco, per chi non ha troppa simpatia per i video, potresti scriverci due righine due qui sul forum?

Grazie

Fer

Inviato: 14/5 1:34
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Re: I Becher a Bologna

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pamar5 ha scritto:
Posso infatti apprezzare il progetto iniziale e come lo hanno portato avanti, ma trovo che siano rimasti prigionieri dei binari da loro creati. Mi vengono in mente quegli attori rimasti prigionieri di un personaggio per tutta la loro carriera. Tipo Tom Sellek, tutti lo ricordano per Magnum P.I., poi ha fatto decine di film ma a chi ne viene in mente qualcuno?
Guardando ora le opere dei Becher rimango affascinato, ma dopo averne viste un certo numero inizia a venirmi una certa sonnolenza. Non noia, questo mai, diciamo una eccessiva assuefazione…

Marco


Anch'io a volte ho avuto questo pensiero perchè mi annoiano gli artisti prigionieri del loro personaggio, vedi Martin Parr di cui avevo già detto tempo fa, oppure Gabriele Basilico, Guido Guidi e tanti altri che ripetono uno stilema formale e compositivo per anni in una sorta di comfort zone dalla quale non riescono ad uscire. Ma poi ho capito che la potenza dei Becher è proprio lì, nell'aver portato avanti un progetto sistematico e direi quasi scientifico, di catalogazione di strutture industriali per mezzo mondo. Non hanno fatto foto simili o riproposto uno stile, ma hanno fatto proprio foto uguali,la stessa costruzione dello spazio con la stessa luce, la stessa prospettiva; come lo scienziato del settecento che cataloga le piante e le divide per specie. Ricordo a proposito che Hilla Becher nel 2009 al museo Morandi, in un dialogo col pubblico citava proprio Linneo. Se i Becher avessero fotografato 20 altoforni e 20 torri d'acqua e poi fossero passati ad altro avrebbero fatto certamente un bel lavoro ma avendo compilato un catalogo sterminato di forme industriali per 40 anni con migliaia di immagini hanno prodotto qualcosa di straordinario e irripetibile in ambito fotografico, o per meglio dire artistico; e non a caso vennero premiati a Documenta per la scultura e non per la fotografia. Che avessero qualcosa di straordinario e che va oltre lo stilema lo dimostra anche il fatto che come insegnanti alla scuola di Dusseldorf hanno partorito allievi del calibro di Ruff, Gursky, Struth, Hutte etc. Non voglio difendere i Becher perchè non ne hanno bisogno, la penso così da tempo e li ammiro da che li conosco,(fine anni 80) mi piacerebbe avere in casa una loro fotografia ma non posso permettermela. E, da fotografo, mi sarei accontentato di avere un decimo della loro chiarezza progettuale!

Inviato: 13/5 16:21
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Re: Foto Missione Artemis II

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Se non l'avete vista, la puntata di Amedeo Balbi sulla missione Artemis non è da perdere, dice cose che non ho trovato altrove, molto interessanti. https://www.youtube.com/watch?v=ntcfKh_a1ZU


In effetti chiarisce le difficoltà attuali, per non dire totali mancanze, di strumenti per allunaggio.

Visti gli obiettivi che si erano prefissati in NASA sembra una cosa ancora abbastanza lontana.

Al di là della mancanza di motivi forti per tornare sulla Luna, l'attuale stazione spaziale è più che sufficiente per la maggior parte degli studi, resta comunque una cosa molto affascinante.

Inviato: 12/5 21:55
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Re: Foto Missione Artemis II

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29/5/2009 11:05
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bellissima la sequenza di foto su Dpreview grazie. Mi piace molto quella con la fila di macchine e telecamere imballate col cellophane, una tecnologia molto terra terra...

Inviato: 12/5 11:29
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Re: Cosa fare delle mie foto

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Grazie Luciano!
Mi sembra di capire che la serie della LG avrá formati piú piccoli.

Inviato: 11/5 16:13
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Re: Curiosità su Kodak Pro Image 100 e Vision3

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11/11/2009 11:27
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Se ricordo bene erano tre pellicole denominate press (100,400,1600) avevano la caratteristica di non richiedere la conservazione in frigo (cosa ancora richiesta per tutte le pellicole Kodak pro il che ne dicano i fornitori attuali, un tempo nessun negozio di fotografia si sognava di non avere un frigo per le pellicole pro)Le usavano i reporter che per esigenza di lavoro dovevano sottoporre i rulli ad alte temperature e non potevano svilupparle in breve tempo: L'unica superstite è la 100 che ora si chiama ProImmage ma nel nuovo corso Kodak ricambierà nome.

Inviato: 11/5 15:18
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Re: Cosa fare delle mie foto
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13/5/2004 17:25
Da lombardia
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Ottima recensione e complimenti per l'acquisto.

65" di misura minima per me sarebbero eccessivi (le mie foto non necessitano tali ingrandimenti ; ma un bell'oggetto di cui prima di questo post, ignoravo del tutto l'esistenza. Vedrò se in futuro presenteranno altri modelli più piccoli.


Inviato: 11/5 9:46
Tessera C.F.A.O n. 3

"Tempo fa ero indeciso, ma ora non ne sono più così sicuro" Boscoe Pertwee

https://500px.com/lucinio

http://www.flickr.com/photos/15773975@N00
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Re: Cosa fare delle mie foto

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25/8/2005 8:38
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Citazione:

CarpeDiem ha scritto:
Che bella recensione.

Complimenti per l'acquisto e per il tuo canale!


Grazie delle belle parole!

Non mi piace nei video ululare con affermazioni roboanti ma - detto in confidenza - l'interfaccia è veramente orribile.

Anche se però dopo averci pensato un po' la cosa potrebbe non essere casuale, ma voluta. Quello che non dico nel video è che esiste un programma di abbonamento a immagini - a pagamento. Per esempio puoi comprare una collezione di foto di Gregory Crewdson. Anche tutto questo discorso sui finti passe-partout pensa ad un pubblico che *non* è quello del fotografo impegnato.

Non sto difendendo Samsung, il software rimane deludente, sto cercando di capire dove in realtà vogliono andare.


Inviato: 11/5 8:30
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Re: Cosa fare delle mie foto

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29/8/2006 1:18
Da Campi Bisenzio
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Che bella recensione.

Complimenti per l'acquisto e per il tuo canale!

Inviato: 10/5 22:20
...
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Re: Cosa fare delle mie foto

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25/8/2005 8:38
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Ho comprato il Samsung The Frame Pro e ho fatto una recensione sul mio canale.

https://youtu.be/fY8X6f3nJcQ


Inviato: 10/5 16:10
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Re: Foto Missione Artemis II

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Se non l'avete vista, la puntata di Amedeo Balbi sulla missione Artemis non è da perdere, dice cose che non ho trovato altrove, molto interessanti.

https://www.youtube.com/watch?v=ntcfKh_a1ZU


Inviato: 9/5 19:55
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Re: Foto Missione Artemis II
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Il Voyager-1 ha raggiunto una distanza di circa 26 miliardi di km dalla Terra.

Un giorno-luce, più o meno.

Il che non cambia di una virgola la tua considerazione, naturalmente.

Fer

Inviato: 9/5 15:59

Modificato da Fer su 10/5/2026 12:29:11
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Re: Kodak riprende in mano le sue pellicole
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Citazione:

pamar5 ha scritto:

C’è Kodak, ma vista la situazione attuale non puo’ fare altro che vendere nomi e marchi a terzi. E questi terzi? Tolte aziende Europee o USA…speriamo nella Cina


Ma no Marco, le cose non stanno così per fortuna.

Kodak (Eastman) ha continuato ininterrottamente a produrre ottime pellicole, la cui *commercializzazione* è stata gestita *finora* da Kodak Alaris.

Ha sempre avuto a listino le sue ottime BN (TMax, Tri-X e via dicendo), con l'ultima versione della TMax 400 introdotta 19 anni fa.
Ha sempre avuto a listino le sue ottime negative a colori (Portra per la gamma pro, Gold etc. per la gamma consumer, Ektar a metà strada), con l'ultimo nuovo prodotto introdotto 18 anni fa (Ektar 100) e l'ultima evoluzione 16 anni fa (Portra).
Ha quasi sempre avuto a listino le sue valide diapositive a colori, con l'attuale Ektachrome 100, introdotta 9 anni fa che è sostanzialmente la E100G (che per pochi anni non è stata disponibile) con piccole differenze legate alla reperibilità di alcuni componenti.
E naturalmente ha sempre avuto a listino le sue ottime pellicole cinematografiche; la Vision3, che è la negativa a colori, ha ricevuto proprio da pochi mesi un ulteriore step evolutivo che ha permesso la rimozione del fastidioso rivestimento "remjet", sostituito con un nuovo doppio strato antialone all'argento.

Insomma nonostante le vicissitudini e il fortissimo ridimensionamento, è ancora lì che sforna pellicole di qualità per il piacere di chi le ama. Peccato solo per i costi molto alti e la ridotta scelta di formati.

Fujifilm ha scelto da tempo altre strade e buon per lei.

Ilford continua a studiare la possibilità di tornare alla produzione di pellicole a colori, riformulate da zero avendo perso il know-how precedente (cosa che non è successa a Kodak, per fortuna) https://www.dpreview.com/articles/9285 ... ng-a-brand-new-color-film e perfino Adox sta provando a inventarsi qualcosa, avendo una coating machine capace, in teoria, di produrre il "tripack" necessario alle negative a colori.

Fer

Inviato: 9/5 15:03
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Re: Kodak riprende in mano le sue pellicole

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Citazione:

Fer ha scritto:
Le pellicole che abbiamo a disposizione oggi, anche senza poter purtroppo contare su Fujifilm, sono tecnicamente valide. Chi come me ama la pellicola può solo sperare che continuino a produrle.

Fer


Sottoscrivo.

Il mio problema è di poter contare su una costanza dei materiali e delle chimiche, stando lontano da farfugli di marketing in cui usando in modo furbetto la parola "innovazione" o "riformulazione" - ma guardandosi bene dal chiarire esattamente in che cosa consistono, sempre che ci siano, beninteso - ti costringono per sicurezza a rifare i test per (ri)caratterizzare pellicole o sviluppi.

Per questo motivo io vado di FP4+ e HP5, le uniche pellicole che scalano dal 35mm al mio 14x17 e che - fin'ora, incrociamo le dita - non sono state sottoposte a "miglioramenti" troppo spesso. La cosa triste è che nessuna delle due mi esalta, potessi preferirei la Tmax 100 / Delta 100 e la Kodak Tmax 400, quella in senso assoluto che mi piace di più.

Comunque negli ultimi sei mesi ho usato solo (135 e 120) la Ilford XP2 400. Non ne ho ancora fatta sviluppare una, sono molto curioso di vedere come va.





Inviato: 8/5 15:46
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Re: Kodak riprende in mano le sue pellicole
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Mxa ha scritto:
Il fallimento di Kodak è stato studiato con attenzione. Il lavoro di riferimento è stato fatto dalla business school di Harvard ma è disponibile solo a pagamento.

Questo lavoro invece

https://pradeepsingh.com/kodak-digital-revolution/

trae spunto da quello di Harvard ed è disponibile gratuitamente. Una lettura interessante.

Entrambi i lavori fanno riferimento alle ricerche di Christensen sull'innovazione distruttiva. Avendo vissuto in prima persona uno di questi eventi (la morte di Digital Equipment) anche lui studiato in lungo e in largo, vi posso assicurare che - vissuto da dentro - le cose sembrano molto meno difficili da capire e chi prende le decisioni molto meno deficiente di quello che appare.



Milto, molto interessante. Grazie

Marco

Inviato: 8/5 12:59
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Re: Kodak riprende in mano le sue pellicole

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Il fallimento di Kodak è stato studiato con attenzione. Il lavoro di riferimento è stato fatto dalla business school di Harvard ma è disponibile solo a pagamento.

Questo lavoro invece

https://pradeepsingh.com/kodak-digital-revolution/

trae spunto da quello di Harvard ed è disponibile gratuitamente. Una lettura interessante.

Entrambi i lavori fanno riferimento alle ricerche di Christensen sull'innovazione distruttiva. Avendo vissuto in prima persona uno di questi eventi (la morte di Digital Equipment) anche lui studiato in lungo e in largo, vi posso assicurare che - vissuto da dentro - le cose sembrano molto meno difficili da capire e chi prende le decisioni molto meno deficiente di quello che appare.


Inviato: 8/5 10:56
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