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Re: orbital
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Ciao Alfonso,
grazie per il report, mi era sfuggita l'esistenza di questo sistema.
Ha un setup molto semplice rispetto alle CPE/CPP, conservando il principale beneficio dello sviluppo rotativo (poco volume di chimici).
Per il BN, che non necessita di un controllo della temperatura precisissimo e quando si hanno poche lastre da sviluppare, direi che è una valida alternativa al Jobo.

Già aggiunto alla lista dei desideri

A presto.

Fabio



Inviato: 9/11 10:29
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Re: orbital

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aggiornamento: ho sviluppato una lastra 8*10 ilford hp5, sviluppo perfettamente omogeneo e fissaggio perfetto. consigliabile.

Inviato: 7/11 19:45
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Re: Illuminazione per foto con apparecchi grande formato

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luciano ha scritto:
Mxa, scusami, non vorrei apparire pedante e pignolo, ma quello che chiami softbox, come si evince anche dalla descrizione dell'oggetto, è più propriamente un Beauty Dish.
Molto versatile come accessorio, Produce certamente una luce abbastanza morbida, molto usata soprattutto - come dice il nome - nelle foto di ritratti e di Beauty.


Fai bene a correggermi perché temo di usare il termine ”softbox” in modko poco preciso. Il baracco in questione viene con tre componenti con cui variare il tipo di luce. La prima è un nido d’ape, la seconda un coperchietto opalino che messo al centro della parabola ne fa un Beauty Dish. La terza componente è un semplice telo bianco circolare con cui coprire la parabola. Io uso solo quest’ultimo e in questa configurazione lo chiamo “softbox”. Da quello che dici mi sorge il sospetto che il semplice coprire la parabola con un telo bianco non ne faccia un softbox. Basta guardare l’ultimo link che ho dato - quello di un vero softbox - per vedere che la distanza tra la luce e la tela è molto maggiore di quella che c’e nell’aggeggio di cui sopra. Insomma, il softbox è profondo.

Ha senso quello che dico?

Nel campo luci sono ai primi passi, quindi correzioni e appunti mi fanno solo piacere perché ho molto da imparare.

Inviato: 6/11 1:37
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Re: Illuminazione per foto con apparecchi grande formato
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Mxa, scusami, non vorrei apparire pedante e pignolo, ma quello che chiami softbox, come si evince anche dalla descrizione dell'oggetto, è più propriamente un Beauty Dish.
Molto versatile come accessorio, Produce certamente una luce abbastanza morbida, molto usata soprattutto - come dice il nome - nelle foto di ritratti e di Beauty.

Inviato: 5/11 17:42
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Re: Illuminazione per foto con apparecchi grande formato

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Disperso ha scritto:

Per gli stativi hai qualche modello da suggerirmi?

Grazie
Alessio


Guarda, con i softbox, snoot e fresnel consigliati sopra (piccolini) puoi piu' o meno prendere dei cavalletti da pochi soldi (20 euro l'uno o giu' di li). Basta chiuderli e aprirli con calma, muoverli in giro con attenzione e lentamente, non pretendere di metterli in posizioni precarie e cosi' via. Insomma, un uso da appassionato e non da professionista.

Con i softbox piu' grandi il discorso cambia completamente. Puoi prendere quelli poco costosi e ballonzolanti di cui dicevo sopra, con la sicurezza quasi matematica che prima o poi il softbox spostera' il centro di gravita' del cavalletto facendo precipitare tutto per terra o sul soggetto fotografato.

Morale: io non spenderei meno di 50 euro per cavalletto (nuovo). Comunque.


Inviato: 5/11 15:02
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Re: Illuminazione per foto con apparecchi grande formato

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Cercali usati sulla baia o altri siti: ce ne sono per tutti i gusti. I più solidi del mio armamentario sono i Tre-D Delta, ma sono pesanti e costosi e, sebbene li preferisca agli altrettanto costosi manfrotto perché sono più stabili anche con il vento (e i pesi, of course), li raccomando solo a chi schiena dura o li usa in studio. Se hai bisogno di stativi leggeri da trasporto Manfrotto. Ne ho una pletora di economici, ognuno con il suo bravo difetto: uno che non stringe bene, uno che stringe troppo, uno con la zampa lesionata, uno leggermente storto, uno con lo spigot che gira su se stesso...

Inviato: 5/11 11:39
Franz ...Tessera "Bromuro d'argento" C.F.A.O. n. AgBr 31......
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www.franzgustincich.it - Empirici di tutto il mondo, unitevi!......
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Re: Illuminazione per foto con apparecchi grande formato

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Grazie mille per i preziosi consigli ed è interessante anche il tuo nuovo acquisto.

Per gli stativi hai qualche modello da suggerirmi?

Grazie
Alessio

Inviato: 5/11 11:12
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"il 35 mm urla, il grande formato è ... silenzio!"
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Re: Illuminazione per foto con apparecchi grande formato

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Disperso ha scritto:
Ciao a tutti,

riprendo questa discussione aperta da me per concretizzare il tutto.
Dopo svariati ripensamenti ho deciso di lanciarmi e attrezzarmi per foto macro e ritratti in studio.

Pensavo di cominciare con 2 o magari 3 Godox - SL-60W, i dubbi sono sugli accessori necessari come stativi e/o aggiuntivi per iniziare, cosa mi consigliate attingendo al mondo amazon?

Grazie per ogni aiuto.

Alessio


Ciao Alessio,

oltre ai due Godox 60W che ho da un sei mesi, ho comprato ieri (non ancora arrivato) questo terzo illuminatore, sempre Godox.

Per quanto riguarda i due Godox SL-60W, ecco i miei light shapers:

Fresnel.

Softbox.

Snoot.

In piu' c'e' la classica parabola che viene con l'acquisto del Godox SL-60W.

Tutto da amazon.de. come vedi

Consiglio il Fresnel se si fa macro, altrimenti non penso sia molto utile (essendo un concentratore, la luce e' durissima)

Ho anche due softbox parecchio piu' grandi ma li adopero poco perche' - pur fornendo una luce migliore dei piccoli softwbox segnalati sopra - sono ingombranti e faticosi da mettere insieme.

Ciao!



Inviato: 4/11 17:02
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Re: Illuminazione per foto con apparecchi grande formato
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Come stativi ti consiglio i C-stand. Su Amazon trovi quelli marchiati Andoer che vengono anche venduti in coppia o in tris a prezzi ragionevoli.
Sui modificatori dipende dal tipo di luce che preferisci. L’attacco dei Godox mi pare sia il classico Bowens; quindi trovi di tutto, dalle parabole ai softbox di ogni tipo e dimensioni. Personalmente partirei con due softbox di medie dimensioni (per macro e still life direi che 40x50 cm bastano, ma per ritratti meglio quelli ottagonali da almeno 80- 100 cm, oppure semplici ombrelli riflettenti con notevole risparmio economico).

Inviato: 4/11 15:57
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Re: Illuminazione per foto con apparecchi grande formato

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27/3/2004 10:06
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Ciao a tutti,

riprendo questa discussione aperta da me per concretizzare il tutto.
Dopo svariati ripensamenti ho deciso di lanciarmi e attrezzarmi per foto macro e ritratti in studio.

Pensavo di cominciare con 2 o magari 3 Godox - SL-60W, i dubbi sono sugli accessori necessari come stativi e/o aggiuntivi per iniziare, cosa mi consigliate attingendo al mondo amazon?

Grazie per ogni aiuto.

Alessio

Inviato: 4/11 9:47
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Re: quano si dice grande formato

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Mxa ha scritto:
Grazie per le considerazioni molto interessanti, Oscar.


Di nulla anzi mi fa molto piacere che tu le trovi interessanti grazie Marco

Inviato: 3/11 9:34
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Re: quano si dice grande formato

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Grazie per le considerazioni molto interessanti, Oscar.

Inviato: 3/11 0:21
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Re: quano si dice grande formato

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pamar5 ha scritto:
è che il tempo necessario posso “ritagliarlo” poco per volta a sprazzi nei mesi quando ho tempo a disposizione. Se però per scattare una singola fotografia mi ci vogliono 3 giorni di fila, senza interruzioni e continuati allora le cose sono ben diverse. non mi interessa impiegare 3 giorni per uni scatto, ci sta anche. 72 ore ritagliate in un mese ci sono, 72 ore consecutive e senza interruzioni è un altro paio di maniche.

Marco




Credo che la differenza tra chi fa l'artista ad alti livelli e chi fa foto per proprio interesse sia anche questa, potersi permettere 3 giorni per una foto perchè di fatto il tempo impiegato è lavoro. Io sinceramente invidio chi ha le idee per farlo dato che il tempo non mi manca...

Inviato: 2/11 17:24
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Re: quano si dice grande formato
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interessanti considerazioni. Tu che sei nel campo sei sicuramente più informato di quanto possa esserlo io. Non fatico a credere che in campo architettonico la professionalità faccia la differenza. Tuttavia in molti settori meno “complessi” probabilmente il lavoro di un professionista può essere appaltato a un non-professionista a prezzi di molto inferiori. La fotografia architettonica presuppone criteri tassativi, non per forza di cose per altri settori fotografici.
Per quanto riguarda il tempo invece probabilmente non sono stato chiaro io nell’esporre le cose. Che un progetto richieda magari molto tempo ci sta. Per fare poche foto serve probabilmente molto. Questo perché alla base può esserci tutto un lavoro di progettazione e documentazione e pianificazione molto lungo. Anche per me è così, per completare un portfolio ci vogliono mesi. la differenza fondamentale è che il tempo necessario posso “ritagliarlo” poco per volta a sprazzi nei mesi quando ho tempo a disposizione. Se però per scattare una singola fotografia mi ci vogliono 3 giorni di fila, senza interruzioni e continuati allora le cose sono ben diverse. non mi interessa impiegare 3 giorni per uni scatto, ci sta anche. 72 ore ritagliate in un mese ci sono, 72 ore consecutive e senza interruzioni è un altro paio di maniche.

Marco



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Re: quano si dice grande formato

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pamar5 ha scritto:
Se consideriamo l’ambito commerciale (chi con la fotografia ci campa), risulta evidente che, con la diffusione del digitale e della presunta capacità di fare tutto in proprio, la concorrenza arrivata da ambiti non professionali ha minato molte basi. ........

Tempo e complicazioni procedurali e scomodità varie. Parlando solo del tempo necessario (alla fine quasi tutti gli impedimenti possono essere ricondotti ad esso), mi domando come viene affrontata la questione? Ossia, per una persona che pratica la fotografia non come attività primaria ma ha un altro lavoro come 2trova” il tempo richiesto? Lavoro, famiglia, vita frenetica ecc. e non penso che per chi è un fotografo di professione le cose siano poi diverse: un conto è il tempo richiesto per il lavoro professionale, altro paio di maniche queste realizzazioni. Insomma, se ci vogliono tre giornate per un singolo scatto…come funziona? Forse ci stanno 2 o 3 scatti all’anno…..
Insomma, le passioni ci stanno e ci vogliono, ma un conto è ritagliarsi qualche oretta alla settimana, ma questo mi sembra ben altro.

Marco




Separo in due la citazione e rispondo a pezzi

1- Sono sempre stato convinto che la concorrenza non professionale -almeno nel mio ambito- non abbia provocato nulla ma a minare le basi sia stata piuttosto la crisi in cui ci troviamo, perchè se prima un architetto aveva un margine per le foto oggi non l'ha più, e non è che si rivolge ad una concorrenza "sleale", semplicemente non o fa le foto o se le fa da solo o fa fotografare un progetto su 5 magari il migliore. Ma le commesse serie che richiedono foto professionali ci sono ancora per fortuna. e credo che un ente pubblico che cerca un lavoro di qualità non si può di fatto rivolgere al caso.

2-Il tempo non è così determinante a mio parere, o almeno non è il problema principale. Dedicare tempo ad un progetto significa che questo ha delle basi e sta in piedi, e non sia un lavoro casuale. Il tempo può anche servire per definire meglio il progetto. E' pieno il mondo di artisti che impiegano anni per un lavoro. La cosa difficile secondo me è trovare la motivazione per lavorare ad un progetto. Ogni lavoro artistico implica un sacco di tempo, ma se sei motivato e hai la possibilità di esporre ti prendi il tuo tempo e vai avanti. L'altro giorno sentivo Jeff Wall al Mast e diceva che anche le sue produzioni sono lunghissime, lui poi lavora per immagini singole e non per temi, ma i tempi sono biblici.(che poi le sue cose costino milioni è un altro discorso...).
Io stesso che non sono nessuno, per il lavoro chiamato black-out ho impiegato circa 6 mesi per fare meno di 20 foto, non per mia scelta ma per trovare i luoghi, chiedere i permessi attendere le risposte etc... Forse (mia ipotesi) chi fa fotografia non come attività principale fatica più di un professionista a trovare le motivazioni necessarie a dedicarsi con costanza agli impegni gravosi necessari per la messa a punto e realizzazione di un progetto complesso senza poi essere certo della sua uscita. Non so se rendo l'idea ma -parlo per me- trovo molto più difficile mettere in piedi la filiera che mi porta dal progetto al lavoro finito che trovare il tempo effettivo da dedicare alle riprese; per essere chiaro oggi senza avere una motivazione finale, cioè senza una via d'uscita prevista trovo molto faticoso anche il solo montare la macchina su cavalletto ...

Inviato: 31/10 18:53
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Re: quano si dice grande formato
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Negli ultimi (10/15?) anni ho notato un crescente interesse per le “tecniche antiche”. Intendiamoci, questo sempre nell’ambito di fotografi e/o appassionati evoluti, non riferendomi ad hobbisti e alla gente non addentro al fenomeno fotografia/immagine. Insomma, rispetto agli anni precedenti, anche curiosando in rete, si trovano articoli, tutorial, testimonianze d’uso ed interventi nei forum specializzati dedicati alle tecniche antiche. Non che prima non ci fossero, ma indubbiamente oggi il fenomeno è presente in misura grandemente maggiore. Perché? Io non sono addentro il mondo ed il mercato fotografico e posso formulare delle ipotesi da non addetto ai lavori. Fondamentalmente ci ravviso due filoni distinti ma che a volte hanno dei punti di sovrapposizione. Ci sono coloro i quali sono fermamente convinti del valore di tali tecniche dal punto di vista artistico. Entrano in gioco aspetti quali l’unicità, l’estetica, il perché di tali tecniche rapportato al fine espressivo dell’opera ecc. Poi c’è l’aspetto legato al fare acquisire a tali lavori un connotato capace di farle emergere e distinguersi per avere un riscontro concreto ossia un valore concreto (commerciale). Se consideriamo l’evoluzione dell’universo fotografico (sia commerciale che artistico che hobbistico che sociale) degli ultimi tempi, dovrebbe essere palese che esso ha subito un profondo stravolgimento ed ha visto cadere dei postulati e delle prassi che prima sembravano inamovibili. Se consideriamo l’ambito commerciale (chi con la fotografia ci campa), risulta evidente che, con la diffusione del digitale e della presunta capacità di fare tutto in proprio, la concorrenza arrivata da ambiti non professionali ha minato molte basi. In questo ambito le tecniche antiche, chiaramente, non c’entrano un tubo. Per quanto riguarda l’ambiente artistico si è visto un proliferare a dismisura di proposte e tentativi di ingresso in quel mondo “dorato”. Non parliamo poi del fenomeno sociale con social network e vagonate di pseudo testimonianze fotografiche immediate ed effimere. Probabilmente siamo sommersi da un numero di immagini in un mese quante ce ne erano in giro prima in 5 anni. Questo ha spinto chi vuole emergere nel panorama artistico, a creare qualcosa di diverso e a suo modo unico e “non conforme”. Come ha testimoniato Mxa (con il quale su tale punto mi trovo in accordo) vi è poi quel mercato legato alla ritrattistica dove scattare un pezzo non comune ed unico ha il suo significato per un certo tipo di acquirente. Io ero convinto che, lo stesso principio, valesse per le gallerie & co. (smentito dall’esperienza raccontata da Mxa). Proporre un qualcosa che si distingue dalla massa rappresenterebbe senza dubbio un plus. Non saprei, ma il poter vendere un qualcosa che non è così comune e facilmente distinguibile dovrebbe essere un punto vincente per la galleria stessa, e conseguentemente per il fotografo. quindi spesso i due aspetti, di per sé distinti e separati, si sovrappongono. vi sono indubbiamente veri cultori ed appassionati delle tecniche antiche che, propongono al mercato i propri lavori, ed anche chi sfrutta tali tecniche per farsi strada e cercare di emergere. Senza dubbio il ricorrere a tali tecniche richiede tempo e tempo ed ancora tempo. Tempo e costi. Tempo e complicazioni procedurali e scomodità varie. Parlando solo del tempo necessario (alla fine quasi tutti gli impedimenti possono essere ricondotti ad esso), mi domando come viene affrontata la questione? Ossia, per una persona che pratica la fotografia non come attività primaria ma ha un altro lavoro come 2trova” il tempo richiesto? Lavoro, famiglia, vita frenetica ecc. e non penso che per chi è un fotografo di professione le cose siano poi diverse: un conto è il tempo richiesto per il lavoro professionale, altro paio di maniche queste realizzazioni. Insomma, se ci vogliono tre giornate per un singolo scatto…come funziona? Forse ci stanno 2 o 3 scatti all’anno…..
Insomma, le passioni ci stanno e ci vogliono, ma un conto è ritagliarsi qualche oretta alla settimana, ma questo mi sembra ben altro.

Marco


Inviato: 31/10 16:49
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orbital

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come titolo suggerisce, ho acquistato una Paterson Orbital (per ora a rotazione manuale, poi, se lo trovo a costo ragionevole, aggiungerò il rotore) per sviluppare lastre 8*10, devo dire che fa molto bene il suo dovere, ho solo aggiunto, dopo averne letto qualcosa, degli spessori sul fondo per tenere sollevata la lastra e far scorrere i liquidi al meglio. poca spesa,ottima resa.

Inviato: 31/10 11:02
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Re: misure copal 3

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Grazie Mxa, anche il venditore è curioso di capire a cosa si debba la difformità. Ho comunque risolto tramite il tornitore del quale ho dato indicazioni in altro intervento.

Inviato: 31/10 10:57
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Re: misure copal 3

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63,5mm sono esattamente due pollici e mezzo. Non può essere un caso. Penso quindi ad un otturatore britannico o americano, ma i soliti sospetti (ilex e kodak/acme) non possono essere, quindi ... mah.

Inviato: 31/10 8:35
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Re: valutazione

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Grazie per la risposta, quello che proprio non mi torna è il prezzo richiesto che mi sembra esageratamente alto. Ho usato il 240 su lastre 8x10 e i movimento permessi sono inaspettatamente (almeno per me, trattandosi della prima volta che lo utilizzavo su tale formato) ampi. Ricordo che lo acquistai per utilizzarlo su 4x5 a un prezzo inferiore al milione in condizioni pari al nuovo e non credo che nel passare degli anni abbia acquisito valore al pari di un Barbaresco o un Barolo.

Inviato: 30/10 11:46
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