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Re: Il regolamento di una giostra a cavallo del 1515

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Ho capito cosa intenti, probabilmente si, diciamo che più anticamente i cavalieri si battevano per conquistare il cuore di una dama (almeno è ciò che ci fanno credere i poeti e cantori dell'epoca)in questa giostra in palio c'erano i "schei" (in questo erano più moderni) e c'era l'agonismo di due fazioni che si contrapponevano, mentre più anticamente forse era più una gloria individuale. Comunque quello che ha riscosso il mio interesse era il regolamento che verosimilmente non doveva essere dissimile dalle giostre più antiche e ci dice come si svolgevano, cosa che prima ignoravo. Infatti si usavano gli stessi strumenti, ferri molati e lance di frassino da giostra. Un po' come il Palio di Siena che anche se corso fra un pubblico moderno, ha le stesse regole antiche.
Credo comunque che fosse ancora un avvenimento di forte richiamo e di una certa importanza, tanto da indurre la Signoria Veneziana a tornare sui suoi passi (come ci dice lo storico Michiel) per non fare una pessima figura a livello internazionale.

Inviato: 26/11 16:57
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Re: Camera scanning Valoi

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Riguardo alla qualità della scansione con fotocamera secondo me non ci sono problemi, io utilizzo un obiettivo da ingrandimento montato rovesciato su una datata Sony nex3 da 14 Mp e le stampe A3+ vengono benissimo, ma penso anche un A2, specie se si usa una fotocamera con maggior risoluzione. Per sapere quale sia la differenza con lo scanner basta guardare le dimensioni della scansione, ovvio che uno scanner professionale che ti restituisce un35 mm di 16.000 x 12.000 pixel darà una stampa A2 più dettagliata (bisogna vedere però che tipo di pellicola e ottica si sono usate per il negativo).
Ma la definizione non è tutto in fotografia, dipende dal tipo di fotografia che si deve fare e a cosa è destinata la stampa.

Comunque ne avevo già parlato verso la fine della discussione di Orso sulla incurvatura dei negativi.
Metto due prove che ho fatto con lo scanner per negativi Nikon LS30 e con un aggeggio per duplicazione che mi sono costruito, con un Rodenstock 50/2.8.





Allega:



jpg  Scanner-rid.jpg (762.92 KB)
2722_6381ea8451feb.jpg 1400X939 px

jpg  Rodenstock-e-Sony-rid.jpg (891.62 KB)
2722_6381eaa023178.jpg 1400X949 px

jpg  Scanner-crop rid.jpg (742.00 KB)
2722_6381eabe8939b.jpg 1186X1143 px

jpg  Rodenstock-e-Sony-crop rid.jpg (972.45 KB)
2722_6381eacecea50.jpg 1265X1188 px

Inviato: 26/11 11:33
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Re: Fascino e piacere
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Ci sono macchine che danno piacere nell'uso (tra le mie, direi la Contax RTS III e la Sony A7III che - una volta aggiustata nei settaggi - trovo molto comoda ed immediata) ed altre che invece sono belle da vedere, forniscono ottime foto come diceva sopra archifoto, ma non sono particolarmente comode nell'uso, tipo la Linhof Technikardan, sempre per rimanere tra quelle che possiedo.

L' ideale sarebbe una macchina che compendiasse entrambi gli aspetti, ma non me ne viene in mente una in particolare.
La Rolleiflex biottica citata da pamar5 per esempio, a me non risulta particolarmente comoda e facile nell'uso e non mi dà tutto questo piacere, anche se riconosco che è un apparecchio abbastanza semplice e capace di grandi risultati.


Inviato: 25/11 13:54
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Re: Fascino e piacere

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Personalmente vivo più il fascino estetico se posso chiamarlo così. Faccio un esempio, mi piace molto il design dell'hasselblad e trovo che dopo 65 anni sia ancora estremamente iconico e contemporaneo, un classico che non invecchia infatti è stato ripreso dalla serie 907x, ma nell'utilizzo credo sia la macchina più scomoda del mondo e non è che ti faccia venire particolare voglia di fare foto anzi te la fa passare in fretta se te la porti in giro al collo! Pesa due chili, se non hai un cavalletto è quasi impossibile tenerla ferma, vibra e fa rumore e senza mirino vedi tutto destra sinistra. Ci ho fatto migliaia di foto per lavoro e no e mi piace molto di più il risultato che offre (la foto quadrata degli interni con l'ampio grandangolo o la resa del 100 in bianco e nero) che il maneggiare la macchina per farla. Quando la uso, poco ormai, è solo perchè voglio ottenere quella particolare visione che altre macchine non mi danno.

Inviato: 25/11 11:03

Modificato da archifoto su 25/11/2022 11:19:51
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Fascino e piacere
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Forse dirò una banalità. Tuttavia ci tengo a fare questa osservazione. A mio avviso la vogli di usare un oggetto è profondamente dipendente dal piacere che trasmette nel farlo. Rimanendo in ambito fotografico, non sono rari gli esempi di apparecchi che hanno riscosso notevole successo, non solo per le caratteristiche tecniche ma anche per il lato estetico e piacere d’uso. A fronte, non sono rari gli esempi di strumenti ottimali per caratteristiche tecniche che, invece, non hanno riscosso altrettanto successo.
Io personalmente ho a volte sperimentato questo in prima persona. Ho avuto o maneggiato qualche macchina fotografica e mi sono imbattuto in strumenti che hanno su di me un fascino particolare. Parlando di macchine del passato non posso non citare le Biottiche Rolleiflex. Il piacere fisico che danno nel prenderle in mano è. Per me, unico. Basta impugnarla per avere voglia di giocarci e magari scattare senza pellicola. Solo per il piacere di farlo. Restando a prodotti attuali mi è capitata la stessa cosa con una macchina digitale. Si tratta della Fujifilm X-E4. Dopo essere stato legato a Canon per anni, avevo deciso di acquistare un mirrorless piccola e portatile. Alla fine ho scelto quella. Tutta l’impostazione è fondamentalmente diversa a quello a cui ero abituato. Per me a tratti meno intuitiva e più macchinosa. Eppure l’usarla mi piace un casino e mi soddisfa. A volte mi ritrovo a fare scatti inutili solo per il gusto di maneggiarla e settare i vari comandi. Incredibile…cose da bambini, eppure è così. E per voi ? E’ solo una mia paturnia o avete provato qualcosa di simile? Diciamo che, se si vuole trovare un lato costruttivo della vicenda, forse la soddisfazione d’uso porta a scattare qualcosa di migliore…..sarà vero???

Marco

Inviato: 24/11 12:57
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Re: Camera scanning Valoi
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Io farei un discorso diverso. Basato su facilità, costo, tempi.
Penso sia assodato che, peer stampe fino ad una certa dimensione (A3+ o leggermente maggiori), l’uso di una macchina digitale+Lente macro non abbia nulla da invidiare ad uno scanner dedicato. E per scanner dedicato intendo d’alta gamma. Ora, io mi chiedo quanti e in che numero necessitino di gigantografie. Detto questo mi viene spontaneo pensare al mercato attuale degli scanner. Per strumenti d’alta gamma in produzione vedo prezzi mostuosi. L’usato? Buona alternativa, ma in bocca al lupo per assistenza e pezzi di ricambio per oggetti delicati ed un mercato che, salvo eccezioni, è commercialmente morto. Insomma, il mercato consumer d’alto livello sta sparendo. Si, esiste il settore professionale d’altissima gamma (tamburo et simili) ma è forse appannaggio di un privato non milionario?
Per concludere, trovo l’alternativa macchina digitale sempre piu’ valida per il 99% degli usi. Poi per quell’1% esistono service appositi (anche questi con i loro bei prezzi…, ma tant’è).

Marco

Inviato: 24/11 9:30
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Re: Il regolamento di una giostra a cavallo del 1515
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Interessante.
Forse appariva già un poco datato in quell'epoca, non saprei dire.
Tipo il Don Chisciotte, per capirci, sebbene il capolavoro di Cervantes sia uscito circa un secolo più tardi.
Mia impressione.




Inviato: 23/11 23:39
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Re: Camera scanning Valoi

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Probabilmente, il massimo è usare le due tecnologie in funzione degli scopi.

Ad esempio, si può usare la macchina fotografica con stativo e ottica macro per archivio, o per fare un primo esame qualitativo delle fotografie (con 20 e più megapixel si dovrebbe stampare bene fino anche al formato A3, conti alla mano anche qualcosina in più, senza perdite tremende di qualità) dalle quali trarre una selezione; fatta poi la scelta degli scatti "eletti" (da stampare in grande e/o da mostrare senza compromessi qualitativi), questi si possono dare, poi, in pasto ad uno scanner "come si deve", usando il tempo che serve sicuri di non perderne troppo su scatti da non usare.
Per archivio, l'uso di stativo e fotocamera probabilmente è molto comodo; per l'uso "di fino" non so ancora dire, ma forse lo scanner è meglio, almeno per negativi di grande formato e, forse, medio.

Prima o poi, avendo a disposizione, oltre ad una buona macchina (anzi, due...) e un paio di ottiche macro di qualità, un vecchio ma solido e "furbo" tavolo da riproduzione IFF, con tanto di fonte luminosa con cui regolare "di fino" la temperatura colore e maschere per diversi formati fino al 4x5", farò prove a confronto (ma allo scanner piano, un V800, avendolo usato ancora poco do ancora "del lei"...

Gli accrocchi Valoi sono affascinanti, sembrano molto ben costruiti, ma sono anche molto costosi: con un po' di lavoro manuale di fino e con una buona fonte luminosa a temperatura controllata, probabilmente si possono ottenere risultati identici con una spesa decisamente inferiore. In questo forum erano comparse idee a riguardo, appena ricapitano sotto il naso aggiorno...

Inviato: 23/11 18:09
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Il regolamento di una giostra a cavallo del 1515

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Più Off Topic di così! A volte pubblico nel Web le ricerche storiche che faccio sulla Venezia medievale, anni fa vidi qui una serie di foto di una delle manifestazioni che si fanno in Italia in costumi d'epoca, spesso con vere e proprie giostre, tornei e battaglie. Pubblico questo se a qualcuno interessa.


IL REGOLAMENTO DI UNA GIOSTRA A CAVALLO DEL 1515

Nel febbraio del 1514 (per noi 1515 perché a Venezia l’anno cominciava il 1 marzo) un letterato e storico veneziano, il nobile Marcantonio Michiel, racconta in una sua cronaca dei fatti della repubblica, che l’11 del mese un certo Bartolomeo Liviano, Capitano Generale dell’esercito veneziano stanziato a Padova, aveva dato luogo ad una Giostra “a ferri moladi” (cioè con armi smussate com’ era in uso già dal XIII sec).
Racconta anche che a Venezia il Consiglio dei Pregadi, quando fu presentata la proposta, la respinse dicendo di posticiparla (c’erano nemici che si stavano radunando a Badia Polesine e non era proprio il caso) ma fu approvata due giorni dopo quando il Capitano rispose che ormai aveva già sparso la voce, che era un segno di festeggiamento al nuovo re di Francia, era anche per far vedere ai nemici che loro non erano demoralizzati e per far esercitare i combattenti, inoltre le domande di partecipazione erano già approvate, i soldi per l’organizzazione già reperiti e che far marcia indietro avrebbe esposto i veneziani ad una meschina figura.
La giostra ebbe luogo a Padova in Prato della Valle. Parteciparono 60 cavalieri a gruppi di 20 al giorno e la vinse un Baglioni (antica famiglia veneziana). Tre cavalieri furono disarcionati, uno ferito ad un braccio e uno alla testa. Furono spettatori anche 4 spagnoli (che erano nemici nella guerra in corso) con uno speciale salvacondotto del Capitano Generale, i quali (come disse il Capitano) si meravigliarono molto del valore dei cavalieri veneziani e dei loro cavalli. La successiva domenica di Carnevale giostrarono ancora il Baglioni con altri 6 cavalieri contro il conte Sertorio di Collalto (potente famiglia di origine longobarda stanziata nel Trevigiano tuttora esistente) con i suoi 6 e vinse di nuovo. Con la prima gara vinse 100 ducati d’oro (grossa cifra per l’epoca, circa 350 grammi di oro puro a 24 carati).

L’editto con il regolamento della giostra

Ciò che me lo rende affascinante è che le regole non dovevano essere molto diverse da quelle con cui giostravano i cavalieri nel medioevo, periodo precedente di sole due tre generazioni e che faceva parte dei libri e film della mia infanzia. Le lance da giostra avevano le punte smussate ed erano costruite in frassino, legno che si spezzava nell’urto, prova inconfutabile che l’avversario era stato colpito in pieno (e probabilmente l’urto risultava anche meno violento). Il punteggio consisteva nell’accumulo di colpi portati a segno (definiti “botte”). C’erano indicati pure i colpi proibiti e se uno mirava al cavallo dell’avversario veniva espulso e doveva pagare i danni al proprietario. Nei casi dubbi c’era una giuria che decideva. I partecipanti dovevano iscriversi per tempo e dichiarare chi portavano con sé. Trascrivo in italiano corrente il testo originale.

CAPITOLI
Pubblicati da Bartolomeo Liviano Capitano generale per la Giostra da darsi in Padova.

Si rende pubblico e noto come l’ illustrissimo sig. Bartolomeo Liviano Capitano Generale della illustrissima Signoria di Venezia ha deliberato, sia per dare divertimento e piacere a tutti, che per esercitare e intrattenere la gente d’ armi, di fare una giostra il giorno 11 febbraio prossimo in questa città di Padova, sopra il Prato della Valle, a ferri molati ed armi gagliarde da battaglia e di donare al vincitore una borsa con cento ducati d’oro. E però si invita tutti e ciascun condottiero, luogotenente, caposquadra, portabandiera e ogni privato uomo d’armi sia del Cristianissimo Re (francese), come della illustrissima Signoria, alla detta giostra sotto (ad osservare) i capitoli (regole) sottoscritti.

- Primariamente che tutti coloro che vorranno giostrare devono venire o mandare a farsi iscrivere otto giorni prima della giostra cioè entro tutto il quarto giorno del citato mese di febbraio, altrimenti passato il citato termine non potranno correre e (per iscriversi) ciascun condottiero venga con i suoi (compagni) o mandi l’elenco.
- Che tutti quelli che saranno iscritti debbano giurare di correre sinceramente e senza odio e passione, e che successivamente alla giostra non porteranno odio a chiunque per qualunque cosa che giostrando fosse accaduta.
- Che tutti debbano venire armati di armi buone, forti e rinforzate, e con una buona cavalcatura e ciascuno sia in grado di gareggiare sei volte con lance con punte di ferro smussate come sopra le quali gli saranno consegnate per mano del citato illustrissimo signor capitano e colui che avrà più botte debba avere il premio.
- Che tutti debbano portare le loro lance sane e fare un buon scontro, e chi ferirà dalla fibbia della corazza, cioè dalla metà del petto in su rompendo la lancia guadagni una botta, e non rompendola mezza botta.
- Chi colpirà la bandiera e romperà la lancia guadagni due botte e non rompendola, una.
- Chi romperà (la lancia) in testa come sopra avrà vinto tre botte, non rompendo, due.
- Chi romperà nello spallazzo o spalarolo e lo disarmerà guadagni due botte, non rompendo (la lancia) e disarmando, una botta, non rompendo né disarmando, mezza botta.
- Chi romperà nella “schifa” (non so cosa fosse) guadagni una botta, non rompendo mezza botta.
- Chi butterà l’uomo e il cavallo per terra e romperà la sua lancia, guadagni cinque botte e tutte le botte del disarcionato, non rompendo guadagni quattro botte e tutte quelle del disarcionato.
- Chi butterà via di netto l’uomo dalla sella e romperà la lancia, guadagni sei botte e tutte le botte del vinto, non rompendo cinque botte e quelle del vinto.
- Chi giostrando appoggerà la sua lancia sull’orlo della (sua) sella o altrimenti romperà la lancia nella sella (dell’altro) o (colpirà) dalla fibbia della corazza in giù perderà le botte (vinte) e andrà fuori dalla giostra (espulso).
- Chi colpirà il cavallo del compagno (concorrente) perda le sue botte ed esca dalla giostra e ferendo (se avrà ferito) il cavallo, lo paghi.
- Chi farà uscire uno dalla giostra in ogni caso, oltre quelli sopraddetti, però con il colpo della sua lancia, guadagni due botte e quelle del colpito.
- Che ciascuno possa, senza venir espulso dalla giostra, cambiare ogni pezzo dell’armatura eccetto il corpo della corazza e l’elmo, e possa anche cambiare il cavallo per stanchezza o altra causa e la sella qualora si rompesse o danneggiasse.
- Che uno, facendo uscire dalla giostra il suo concorrente, possa aspettare un altro scontro, possa togliersi l’elmo e rinfrescarsi e capitando di non avere concorrenti, possa concorrere contro colui che ha accumulato alla fine più botte.
- Dichiarando che i primi che verranno a farsi iscrivere concorreranno per primi a seconda di come parrà all’illustrissimo Signor Capitano Generale.
- Dichiarando anche che quando capitasse qualche caso che non fosse compreso in questi capitoli si debba stare al giudizio di quelli che saranno deputati giudici sulle botte.
- E affinché il vincitore riscuota dalla sua vittoria onore e guadagno, il predetto Signor Capitano Generale promette che se sarà della sua compagnia, oltre al dono di cento ducati, gli accrescerà lo stipendio di cinquanta ducati ed esorta tutti i magnifici comandanti a fare altrettanto con i loro.

Padova 27 gennaio 1514 (per noi 1515)

@ Pino Alessi novembre 2022


Allega:



jpg  Giostra rid.jpg (461.47 KB)
2722_637e4f563a329.jpg 640X635 px

Inviato: 23/11 17:51
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Re: Camera scanning Valoi
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Il ragionamento di orso è corretto, almeno credo.
Però, se mi metto a scansionare ad alta risoluzione una 8x10" con il flatbed Epson, ci faccio notte.
Invece fotografando con una digitale ed un buon/ottimo obiettivo macro (questo è certamente un altro punto da considerare irrinunciable o quasi), me la sbrigo molto velocemente e le correzioni di post con LR o PS sono parecchio più intuitive e veloci dei software Epson e VueScan, almeno per me che non bazzico molto di scanner.
E quindi penso che si debba fare un bilancio tra qualità cercata e velocità ed agilità operativa.
Se poi uno avesse la fortuna di ritrovarsi con una digitale medio formato, magari addirittura di ultima generazione da 100 Mp, o che permetta il multi shot con un conseguente file di uscita di magari 250 mp, chissà se i risultati non consentirebbero comunque di realizzare gigantografie e quindi di essere a tutti gli effetti, adeguati ad ogni esigenza pratica.

Comunque, GF a parte, credo che per la scansione di negativi 35 mm e magari anche MF fino almeno al 6x6, sia una strada da valutare con interesse , purchè si possieda una digitale da discreta in su (ed un macro).

Inviato: 23/11 17:29
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Re: Camera scanning Valoi

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Si Orso hai ragione stavo cercando di correggere la mia domanda perchè è ovvio che se hai un negativo più grande e la risoluzione del sensore con cui riproduci rimane la stessa e non fai montaggi di più scatti non puoi avere alcun migioramento! E dire che ho anche fatto l'esame di matematica ma è passato tanto tempo e mi sono rincoglionito! Grazie!

Inviato: 23/11 15:59
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Re: Camera scanning Valoi

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No, io parlavo di rapporto di riproduzione 1:1, dove il "contenuto" di un negativo 24x36 finisce su un sensore di pari dimensioni.
Se parti da un negativo più grande, dove c'è più "roba" e la devi comprimere su un sensore più piccolo, penso che un buon scanner piano come quelli che hai citato, che più il negativo è grande e più rendono, offra maggiore qualità.
Non ho mai fatto prove, è solo una mia idea, ma col 4x5" ne sono quasi certo.

Inviato: 23/11 10:27
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Re: Camera scanning Valoi

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Citazione:

orso ha scritto:
Comunque, se parliamo di originale 24x36 con sensore FF (1:1), credo non ci voglia molto a superare la qualità ottenibile con uno scanner piano di quelli che hai citato.


Quindi senza fare nessuno stacking anche se fotografi un negativo più grande tipo 6x6 o 4x5 ottieni una qualità migliore con la macchina che con lo scanner che ho detto giusto?

Inviato: 23/11 9:56
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Re: Camera scanning Valoi

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Se l'immagine viene fotografata tutta in una volta sola (quindi niente slitte e successivo stacking), credo dipenda molto dalla qualità dell'obiettivo.
Comunque, se parliamo di originale 24x36 con sensore FF (1:1), credo non ci voglia molto a superare la qualità ottenibile con uno scanner piano di quelli che hai citato.

Inviato: 23/11 9:03
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Re: Ripristino testina stampante

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L'ho portata in assistenza. Mi hanno detto che si tratta di una pulizia energica con liquido detersivo. Ho scommesso 20 euro, vedremo...

Le laser per me sono un mondo sconosciuto...
Ho bisogno di una multifunzione con scanner, stampa fronte/retro automatica, stampa su cartoncino 260 g/mq, BN e colore, con costi di gestione minimi.
10 cartucce dell'attuale, 4 BN da 30 cc, e 2 per colore da 20 cc, con le quali vado avanti 2 anni stampando 2000 fogli, costano attualmente 5,27 euro. E' questo che vorrei continuare ad avere.

Inviato: 23/11 8:58
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Re: Camera scanning Valoi
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Secondo me, con diversi sensori attuali, la qualità è almeno pari. Poi, l’Imacon certamente sarà un’altra cosa, ma….

Inviato: 22/11 23:57
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Re: Camera scanning Valoi

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A parte il sistema che certamente è più veloce di uno scanner, non ho mai capito se un sensore di macchina fotografica 24x36 è meglio del sensore dello scanner, parlo di scanner medio tipo epson v 700 -800 e non tamburo o imacon ovviamente.

Inviato: 22/11 8:52
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Camera scanning Valoi
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Che vi sembra di questo sistema per ottenere scansioni del negativo tramite fotocamera (possibilmente opportunamente dotata di un buon/ottimo obiettivo macro) ?

QUI

Inviato: 22/11 0:43
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Re: Ripristino testina stampante

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Da qualche tempo ho scoperto le stampanti laser e mi è cambiata la vita, dimenticato cartucce e cicli di pulizia. Parlo di stampe da ufficio ovviamente e non fotografiche ma se capisco bene questa non è una stampante fotografica.

Inviato: 21/11 18:00
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Ripristino testina stampante

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Ho una multifunzione Epson WF-3520 che dal 2013 funzionava magnificamente con ink di terze parti (Alfaink).
All'ultimo cambio cartuccia, la testina del nero ha smesso di funzionare. Tanti inutili cicli di pulizia, ma niente. I 3 colori invece vanno benissimo, non manca un solo trattino alla prova ugelli.
L'assistenza mi dice che i ricambi non esistono più, ma che si potrebbe provare a "ripristinate" la testina. A volte resuscita, altre volte no. Si paga comunque, e se il giochino non riesce si butta via tutto.
L'alternativa sarebbe acquistarne una nuova, la WF-3820.
Io vorrei mantenere la vecchia per 2 motivi: la nuova sicuramente mi dura molto meno, e soprattutto gli ink di terze parti, a parità di cc, costano circa 10 volte quelli della vecchia!!!

Qualcuno ha fatto "ripristinare" una testina, o almeno sa cosa vuol dire? Poi torna a funzionare come prima e si va avanti?

Inviato: 21/11 17:29
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