Tutti i post (archifoto)Re: Commenti a fotografie |
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29/5/2009 11:05 Da Bologna
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Pino se non accetti commenti di questo tipo non pubblicare foto! Credo che nessuno voglia insegnare niente ad altri ma si fa per avere un dialogo, "io la farei così" non vuol dire che devi farla tu, vuol dire che io la vedo in questo modo, tu in altro etc...ognuno ha la sua idea di fotografia e credo che lo scambio sia sempre utile. Io non pubblico fotografie qui perchè lavoro per progetti e non per singole immagini (mi piacerebbe molto ma non riesco ancora) quindi diventerebbe complicato. Ma sarei felice di ricevere commenti sui miei lavori. Recentemente, durante la presentazione del libro sulla chiesa, è stata criticata la foto di copertina perchè non si vede la chiesa...ma la scelta era proprio quella di raccontare l'architettura per frammenti e non nell'insieme. Ognuno la vede a suo modo e si va avanti.
Inviato: Oggi alle 13:47
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Re: Londra. Una scena fotografata 100000 volte |
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29/5/2009 11:05 Da Bologna
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L'architettura di per se è stata fotografata mille volte, chi più chi meno ma non esiste un'architettura inedita e se esiste è così nuova che non può ancora essere fotografata, ma appena se ne andrà il cantiere ci sarà già un fotografo pronto a documentarla. Questo non vuol dire che le fotografie migliori siano quelle che si fanno a cantiere concluso per la pubblicazione sulle riviste o sui libri, anzi. Come insegna Szarkowsky per le architetture di Sullivan, riprese 60 anni dopo la costruzione, per non dire di Portoghesi con Borromini dopo circa 300 anni, l'architettura può essere fotografata all'infinito e offrire sempre visioni inconsuete. Questo tema mi è particolarmente caro perchè l'ho sviluppato (nel mio piccolo) per i libri sul villaggio Eni, fotografato anch'esso a circa 60 anni dalla costruzione, cercando visioni inedite. Per le fotografie di Londra invece concordo con quanto detto da Ricciardi, personalmente le trovo viste troppo distanti perchè preferisco immagini più ravvicinate o, se da lontano, riprese con ottiche lunghe ma questo è un altro tema.
Inviato: Oggi alle 8:16
Modificato da archifoto su 17/2/2026 8:32:52
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Re: Parigi 1978 (foto 4) |
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29/5/2009 11:05 Da Bologna
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mi piace questa fotografia, cinema o non cinema, perchè non succede niente.
Inviato: Ieri alle 13:40
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Re: Parigi 1978 (foto 03) |
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Si di sicuro ogni foto è documentazione del tempo che passa, a Bologna non devi aspettare 50 anni per vedere locali storici che chiudono e al loro posto aprire ristoranti e mangiodromi vari in stile finto antico. Bastano 50 mesi se non 50 giorni! quindi il lavoro fotografico sarebbe più facile e direi infinto!
Inviato: 10/2 8:15
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Re: Domanda: siamo ad un nuovo step rispetto al passato (anche recente) |
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Non ho mai pensato a questo sentimento riguardo gli obiettivi però mi piace, e forse inconsapevolmente, lo metto in pratica per le moto e, col pensiero, per gli orologi.
Inviato: 10/2 8:11
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Re: Divieto di sosta |
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29/5/2009 11:05 Da Bologna
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E' sempre una questione di unti di vista o di titoli che, come si diceva, influenzano la lettura: per te divieto di sosta, per me potrebbe essere parcheggio! (i cartelli parcheggio sono anche molto più visibili del divieto di sosta).
Inviato: 9/2 13:28
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Re: Domanda: siamo ad un nuovo step rispetto al passato (anche recente) |
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E' nato prima l'uovo o la gallina? Ovvio come dice Marco che il nome ha il suo peso nello stabilire il prezzo di una lente o di un orologio. Jager Le Coultre ad esempio testa i propri orologi per mille ore prima di metterli in commercio, Patek non ha gli stessi standard di Lavorazione di Longines e infatti costa dieci volte di più, ma se sono diventati Patek e Le Coultre ci sarà un motivo che va oltre il marketing. Poi la foto puoi farla uguale con l'ottica cinese e l'ora la puoi guardare dal Casio ma portare un Patek (mi piacerebbe) ha a che fare con la possibilità di possedere un pezzo di elevato prestigio, così come le ottiche leitz hanno a che fare con una mitologia che non sarà nata dal nulla. Insomma credo che gli oggetti di qualità non abbiano solo il nome ma che il nome sia nato prima di tutto dalla qualità, soprattutto se parliamo di case che fanno lenti o orologi o qualsiasi altra cosa da più di un secolo.Poi è ovvio che nel mondo reale uno cerca di barcamenarsi e, come dice giustamente Luciano prende la lente con uno stop in meno e va bene lo stesso.
Inviato: 5/2 15:02
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Re: Domanda: siamo ad un nuovo step rispetto al passato (anche recente) |
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La mia esperienza diretta: ho notato differenze soprattutto meccaniche tra il 24 ts-e Canon e l'analogo Samyang. La qualità ottica si può anche paragonare (fatto prova da nuovo) ma ci sono problemi meccanici non risolvibili (portato da un amico dal fotoriparatore) che riguardano la stabilità della parte shift. Quindi la parte software ok la puoi risolvere e lo trovo anche corretto dato che oggi si lavora la fotografia in modo digitale ma non è sufficiente, ci sono altri aspetti che non puoi risolvere con un click e allora li paghi. L'affidabilità secondo me vale più della resa ottica e non è un elemento trascurabile perchè se ti trovi a metà lavoro con l'obiettivo che fa le bizze allora imprechi contro Cina e Corea insieme! Poi è ovvio che se ci fai due foto al mese e sei un appassionato di fotografia va bene tutto e puoi permetterti anche qualche problema ma in sostanza credo, come dicevo nell'altro messaggio, che è un po' presto per valutare e che si debba vedere nel lungo periodo. Zeiss fa ottiche da 180 anni e Canon da 90, e se ancora esistono posizionati ad altissimi livelli credo non sia solo questione di marketing.
Inviato: 5/2 8:32
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Re: Viltrox |
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Faccio, come si dice, l'avvocato del diavolo: non le conosco e mi fido dei pareri che circolano, non dubito sulla qualità però dobbiamo vedere questi prodotti nel complesso, costano poco ok ma durano quanto una lente canon - leica- zeiss? Hanno la stessa assistenza? Forse essendo prodotti nuovi non abbiamo ancora questi dati per cui una valutazione più precisa andrà fatta nel tempo. O no?
Inviato: 3/2 8:40
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Re: Siegfried Hansen |
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29/5/2009 11:05 Da Bologna
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No direi di no perchè come dicevo anche HCB faceva questo gioco quasi un secolo fa quando i computer non erano neanche nei pensieri. Si ci vuole una certa abilità ma come in tutte le cose si acquisisce facendo, ti abitui a ragionare in questo modo allora riesci a beccare il momento una volta due volte etc... Ecco forse più che modificate al pc credo che con le macchine di oggi che scattano a raffica puoi scattare cento foto e scegliere quella buona, cosa che il buon Cartier Bresson non poteva fare.
Inviato: 30/1 12:16
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Re: Siegfried Hansen |
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29/5/2009 11:05 Da Bologna
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Grazie Luciano per inserire nuovi stimoli di discussione.
Ho visto la home page e parte delle interviste, e le sue fotografie funzionano solo in un preciso istante e se scatta un secondo dopo non funziona più nulla: la donna col cappotto rosa esce dal mirino, quella che cammina sul "filo" cade e così tutte le altre figure che vengono catturate in quel preciso momento in cui la scena gioca il suo effetto. Non credo che il mondo sia fatto di istanti decisivi ma di un continuo scorrere e quindi non ho mai amato HCB proprio per questa abilità a tenere tutto in equilibrio instabile, ancora meno amo questo fotografo che fa le stesse cose cent'anni dopo. La fotografia dovrebbe darmi la possibilità di andare oltre il semplice dato visivo, qui vista una viste tutte, il gioco è svelato immediatamente, sono foto "simpatiche", e poi?
Inviato: 30/1 8:10
Modificato da archifoto su 30/1/2026 8:25:59
Modificato da archifoto su 30/1/2026 8:57:59 |
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Re: Troppa Grazia... |
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Si questo l'avevo capito ed è ovvio, ma non tutti abitano vicino all'Arsenale di Venezia, qui a Bologna non esiste un marinaio neanche a cercarlo, ed è altrettanto ovvio dato che il mare non è proprio fuori porta! Ma a parte questo il discorso titoli mi sembra sempre fuorviante, anche lo stesso HCB che personalmente non amo ma di street se ne intendeva, non dava titoli alle foto ma indicava luogo e data, come faceva anche Elliott Erwitt, immagini ironiche si ma senza titolo. Poi certamente è sempre l'autore che decide cosa mettere o non mettere nella foto, ma ho espresso questo parere perchè cerco, nel mio lavoro prima di tutto, fotografie che vadano oltre il puro dato visivo.
Inviato: 28/1 8:07
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Re: Troppa Grazia... |
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Ciao Pino e bentornato non ti si vedeva da un po'. Il titolo mi sembra sempre una cosa in più, come a voler dare una interpretazione guidata in partenza e, in questo caso, trasforma una bella immagine in una scenetta quasi da vignetta umoristica. Per il mio modo di guardare le fotografie l'avrei preferita senza la signora, immagine pulita e senza fronzoli. Credo non sia usuale vedere per strada una ventina di marinai. Ma come dico sempre la foto l'hai fatta tu e se piace a te va bene così.
Inviato: 27/1 15:59
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Re: Buon Natale e Buon Anno a tutti ! |
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Buon Natale a tutti !
Inviato: 25/12 11:51
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Re: Tatsuo Suzuki |
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29/5/2009 11:05 Da Bologna
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Tra gli approcci per nulla aggressivi cito Massimo Vitali, che non fa foto di strada certo ma comunque riprende persone in spiaggia perfettamente riconoscibili di cui non si preoccupa minimamente di mascherare i volti e pare che non abbia mai avuto un problema. Lo spiega qui https://flash---art.it/article/massimo-vitali/
Inviato: 21/12 21:14
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Re: Tatsuo Suzuki |
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Ricciardi a me non disturba nulla figurati, circa 25 anni fa fotografavo giardini di periferia col 4x5 e c'erano persone e anche bambini che entravano nell'inquadratura (usavo un 58 e ci entrava mezzo mondo) di cui non mi preoccupavo di cancellare i volti. https://oscarferrari.com/portfolio/la-citta-giardino-1999-2000/ Cartier Bresson è un mito e io non sono nulla quindi si fa per parlare e il mio parere vale quello che vale; a me non interessa tanto la questione privacy, di cui io stesso ho violato le regole, ma il concetto dell'istante decisivo e che si debbano fare queste capriole per afferrarlo.
Inviato: 19/12 11:53
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Re: Tatsuo Suzuki |
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Credo che avrebbero la stessa notevole importanza anche se fossero scattate un secondo prima o dopo e tutta la scena non stesse in equilibro instabile tra gioco di sguardi movimenti e salto di pozzanghera. Ciò che secondo me che le rende importanti non è il momento decisivo (per quanto a lungo celebrato) ma il luogo e la storia che raccontano. Ma questo è solo il mio parere di fotografo statico che crede che di decisivo non ci sia nulla in fotografia.
Inviato: 19/12 11:42
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Re: Tatsuo Suzuki |
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Trovo irritante il suo balletto sulle punte, forse ad uso della cinepresa, spero che Tatsuo Suzuki si muova normalmente senza questi balzi furtivi. Però non ho mai capito perchè la poetica dell'istante decisivo abbia avuto tanta fortuna, come se l'abilità di un fotografo fosse quella di congelare in una frazione di secondo lo scorrere del tempo. Non ho mai amato C.B. perchè trovo il suo modo chiuso e irripetibile e ho venduto l'unico libro che avevo.
Inviato: 19/12 8:20
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Re: Tatsuo Suzuki |
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29/5/2009 11:05 Da Bologna
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MI è venuto in mente un episodio che ha parzialmente a che fare col tema privacy etc. Ora è noto che io fotografo architettura ed è ovvio che mi muova con zaino e cavalletto e per le riprese serali che ormai sono la maggior parte del mio lavoro,indosso anche un gilet giallo quindi sono decisamente visibile. Mi capita a volte che persone si piazzino davanti al cavalletto chiedendomi di essere fotografate e fin qui si scherza e se ne vanno subito ma un pomeriggio di questa estate, dietro piazza Verdi che è un ricettacolo di tossicodipendenti, stavo facendo il mio sopralluogo per le foto serali anche con una certa apprensione perchè temevo di essere importunato al buio durante le riprese. Ad un certo punto una ragazza si avvicina e comincia a parlarmi lamentandosi di varie cose e poi si mette in un angolo vicino al muro chiedendomi insistentemente di fotografarla. Le dico che se vuole una foto la faccio col suo telefono e lei a dire no falla con la tua macchina e poi la pubblichi etc. Valle a spiegare che non lavoro per i giornali,e che non fotografo le persone, fatto sta che ho resistito in tutti i modi perchè il suo stato era un po' alterato e desideravo finire il mio giro più in fretta possibile e non certo farle una fotografia che poi non avrei saputo gestire. Questo per dire che a volte forse è sufficiente creare un dialogo con le persone che si vogliono fotografare perchè se mi fosse interessato fotografare questa ragazza e le avessi puntato in faccia la macchina di sorpresa forse si sarebbe alterata, così invece dopo un po' di chiacchiere sconclusionate si è decisa ad andarsene salutandomi e lasciandomi lavorare. Per fortuna alle nove di sera la zona era vuota.
Inviato: 16/12 19:16
Modificato da archifoto su 16/12/2025 19:34:02
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Re: Tatsuo Suzuki |
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29/5/2009 11:05 Da Bologna
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A questo punto mi viene il dubbio: Questa fotografia di strada è morta per colpa dei permessi privacy etc. o è morta di per se? Cioè se escludo i reporter che dice Ricciardi che lavorano per grosse agenzie ed espongono il loro lavoro in varie mostre festival e libri, esiste ancora un interesse per la fotografia di strada? Ci sono possibilità di esporre o pubblicare libri per "l'amatore appassionato" che non appartiene ad alcuna agenzia? Perchè se uno deve impazzire con permessi liberatorie e altri problemi del genere per tenersi le fotografie nel cassetto mi sembra che non valga la pena, uno può pure regolarsi e poi?
Inviato: 16/12 8:27
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