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L’evoluzione della fotografia
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I nostri tempi sono caratterizzati da un’evidente accelerazione dell’evoluzione tecnica in ambito fotografico. Oltre al progresso tecnologico, vi è anche una velocità molto molto accresciuta dei tempi del mercato. Tutto questo comporta un ricambio veloce, e una scomparsa e sostituzione di quanto appare attuale, con una nuova tipologia di apparecchi. Tutto questo capita in fotografia e parimenti, in tutti i campi industriali. Basta considerare le automobili. Nei precedenti (100?) anni, l’improvement più evidente e notevole è stato l’avvento dell’iniezione elettronica. Ora, nel giro di 10/15 anni si parla di automobili ibride o plug-in o di vetture solo elettriche…addirittura si parla di sostituire tutti i motori a combustione con propulsori elettrici. Sta sparendo il vero cuore di un’automobile come la conosciamo da 100 anni e passa. Prima si trattava di accessori o parti dell’insieme. Ora si parla dell’essenza. Una vettura degli anni ’40, di base, era basata sugli stessi principi di una del 2010. Prima, ciò che caratterizzava e connotava una vettura, di base, era il tipo di motore a combustione del quale era dotata. Poi veniva tutto il resto. Ora il motore a scoppio scompare…
Tornando al discorso fotografico, qui le cose sono un vortice di cambiamenti. Cambiamenti che sradicano le basi che apparivano certe ed inamovibili. Prima l’avvento delle macchine digitali; ma a voler ben vedere si è trattato di un cambiamento non drastico, perché le macchine sono rimaste le stesse come tipologia. Quello diverso è il supporto che raccoglie la luce, pellicola vs sensore. Certo, questo ha causato profonde diversità legate al modo di fotografare, all’approccio allo scatto ed alla filosofia fotografica. Ma parlando solo e solamente delle caratteristiche tecniche e meccaniche del mezzo fotografico, non è una rivoluzione totale. Con l’avvento del digitale si è indubbiamente assistito ad un turnover accelerato ed obsolescenza veloce degli apparecchi fotografici. Fondamentalmente perché il sensore (e processore che lo gestisce), che è fisso e parte inamovibile della macchina, implica il cambiamento di tutto l’apparecchio e non, come avveniva con la pellicola, del solo supporto che raccoglie la luce. Quindi tempi stretti e spinta del marketing al ricambio. Restando all’ambito solo tecnico, l’avvento delle mirrorless (per me) è stato una rivoluzione totale e ha portato alla scomparsa di quello che credevo eterno: le reflex. Sembrerebbe una modifica non di rilevanza assoluta, in fondo si tratta solo di uno specchio che sparisce no? Non esistono e sono esistite le telemetro che non hanno uno specchio? Si, vero, ma con le mirrorless non si tratta solo del fare a meno di uno specchietto. Cambia un aspetto fondamentale. Scompare la vera caratteristica basilare delle reflex: la visione diretta del reale inquadrato. Si vede quanto è trasmesso su uno schermo. Vero è che, oramai, non sussistono le problematiche dell’esordio delle mirrorless riguardo refresh ecc., ma quanto è cambiato è un connotato fondamentale che ha fatto la fortuna delle reflex. Fotografo quello che vedo e quello che vedo è quanto c’è. Senza contare che si inizia a vociferare che cadrà nell’oblio anche una parte di primo piano come l’otturatore (con l’avvento dell’otturatore elettronico, che poi un otturatore non è, in sostituzione di quello meccanico). Io ero convinto che nulla avrebbe reso obsolete le reflex…ma poi spariranno davvero? Probabilmente si; modelli nuovi in tale campo non se ne vedono e salvo poche case di nicchia, il settore è fondamentalmente sulla via del tramonto. Concludendo, la combinazione nuova tecnologia + marketing, rende un apparecchio top di gamma superato nel giro di una manciata di anni. Basta pensare a 20 o più anni fa: se si acquistava una reflex top di gamma, si era a posto una vita.

Marco


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Re: L’evoluzione della fotografia

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pamar5 ha scritto:
. Quindi tempi stretti e spinta del marketing al ricambio.
Concludendo, la combinazione nuova tecnologia + marketing, rende un apparecchio top di gamma superato nel giro di una manciata di anni. Basta pensare a 20 o più anni fa: se si acquistava una reflex top di gamma, si era a posto una vita.

Marco



Perfettamente d'accordo con quello che dici ma cambierei il titolo perchè tutto questo cambiamento o rinnovamento ha riguardato la macchina fotografica e non la fotografia. All'evoluzione tecnica che descrivi non è seguita altrettanta evoluzione nel campo della ricerca fotografica. Anzi a mio parere le idee fotografiche e le sperimentazioni visive sono rimaste intrappolate in tutta questa rincorsa tecnologica che ti fa credere di esere un miglior fotografo se hai la macchina ultimo tipo da 40 mp e la raffica da 20 fps per poi fotografare il tramonto sul mare e banalità varie. Al contrario vedo ricerce maggiormente interessanti in campo fotografico da parte di chi, lontano da questa rincorsa tecnologica, sviluppa nuovi sguardi con tecnologie obsolete per non dire antiquate come il grande formato, il bianco e nero etc...Uno tra tutti Alec Soth ma la lista è lunga.

Inviato: 6/7 15:01
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Re: L’evoluzione della fotografia
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A parte il rilievo che effettivamente i cambiamenti riguardano più la tecnologia fotografica che non l'aspetto più propriamente iconografico, personalmente questa cosa che con le reflex "ciò che vedi è ciò che fotografi" non mi convince affatto.

Certamente quando le reflex comparvero si disse così, ed effettivamente rispetto alle precedenti macchine a telemetro o alle biottiche tipo Rolleiflex o ad apparecchi tipo Graflex ecc, l'aderenza tra quanto inquadrato e quanto ripreso era nettamente superiore.
Ma poi questa immagine ripresa poteva risultare ampiamente sovra o sottoesposta, mossa, non perfettamente nitida, ecc. Insomma, manco per niente era garantito che quanto vedevi era poi quanto ti ritrovavi sul negativo o peggio ancora sulla diapositiva, dove bastava un mezzo stop in più o in meno per rovinarla (e difatti in quei casi si usava fare l'esposizione a forcella, sperando di azzeccarne almeno una).

La vera coincidenza anche cromatica, di nitidezza, ecc. tra l'inquadrato ed il file registrato è proprio solo con le mirrorless che si è cominciata a vedere.
Ed è uno dei motivi, assieme a molti altri, per cui non mi sognerei mai e poi mai di tornare alle reflex, usando il digitale (con le analogiche naturalmente il discorso è diverso).

Inviato: 6/7 16:27
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Re: L’evoluzione della fotografia

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L'avvento del campionamento prima e poi della digitalizzazione nella musica classica contemporanea - a cominciare dagli anni 70 - ha rivoluzionato la composizione e liberato formidabili energie creative. I risultati compositivi - non ancora filtrati dal tempo - vanno ovviamente dal mediocre al sublime. Però è stata una rivoluzione i cui echi sono ancora oggi ben presenti.

L'avvento del digitale nella fotografia? Poco o nulla. Sembra che si continui a fotografare come se ci fosse la pellicola dentro.

Onestamente ci sono un sacco di campi fotografici dove la digitalizzazione ha certamente reso il lavoro meno ansiogeno e/o complesso ma non ha modificato - e va bene così - il rapporto tra il fotografo e il fotografato. Infatti non mi lamento di questo.

Il mio dispiacere è diretto verso coloro che interpretano la fotografia come ricerca visiva. Qui il digitale apre orizzonti immensi, così come li aveva aperti nella musica classica contemporanea. E quello che vedo in giro - certo, non sono un professionista del settore, quindi tante sono le cose che non vedo e non so - mi sembra essere poca cosa, considerato che la tecnologia è a disposizione da una ventina di anni.

Un paio di ragioni per capire il perchè di questo mi vengono subito in mente. Una è il sistema critico-curatore-gallerista che è ancora ancorato - anche per colpa del pubblico, cioè di noi - ad una compartimentalizzazione delle arti visive. Un'altra è la presenza dei prelati della purezza fotografica che vanno in giro affibbiando l'orrida etichetta di "computer graphics" a fotografie in cui la post-produzione ha superato una certa soglia - decisa da loro, ovviamente. (La musica elettronica e la computer music furono accolte dal mondo musicale con curiosità ed interesse, mai con dileggio.) Poi ci sono i concorsi fotografici dove c'è da sempre una nutrita presenza di critici che interpretano la fotografia come veicolo di denuncia sociale e/o di rappresentazione del vissuto. E in questi campi onestamente il digitale non cambia certo il modo di fotografare (anzi, se vogliamo ha un effetto corrosivo in quanto facilità grandemente la manipolazione non solo dell'immagine ma della realtà).

Inviato: 6/7 16:28
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Re: L’evoluzione della fotografia
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Mxa ha scritto:
L'avvento del campionamento prima e poi della digitalizzazione nella musica classica contemporanea - a cominciare dagli anni 70 - ha rivoluzionato la composizione e liberato formidabili energie creative. ...

L'avvento del digitale nella fotografia? Poco o nulla. Sembra che si continui a fotografare come se ci fosse la pellicola dentro.



Magari la Fotografia è una forma artistica meno soggetta a variazioni dipendenti dalla tecnica rispetto alla musica.

Anche in letteratura, non mi pare che i romanzi scritti sul computer differiscano significativamente da quelli scritti con la macchina per scrivere o con la penna. Semmai, - e chi sa non dipenda dalla facilità con cui a computer si possano spostare, modificare, smontare blocchi di scrittura - sono spesso più scadenti (cosa che mi sento di dire anche per una buona fetta della attuale produzione fotografica digitale).

Io ho certamente serissimi limiti creativi e quindi non faccio testo, ma tutti questi orizzonti fotografici immensi aperti dal digitale non solo non li vedo, ma neppure riesco ad immaginarli.
Quello che spesso constato è che quando si esagera in elaborazioni, sperimentazioni e manipolazioni digitali, si esce dritti dritti dal campo fotografico e si entra di filato in quello della illustrazione.
Che sarà cosa bellissima e degnissima, ma a mio parere con la Fotografia, proprio non ci azzecca.

Inviato: 6/7 18:51

Modificato da luciano su 7/7/2022 7:43:13
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Re: L’evoluzione della fotografia

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luciano ha scritto:

Quello che spesso constato è che quando si esagera in elaborazioni, sperimentazioni e manipolazioni digitali, si esce dritti dritti dal campo fotografico e si entra di filato in quello della illustrazione.
Che sarà cosa bellissima e degnissima, ma a mio parere con la Fotografia, proprio non ci azzecca.


Perfettamente d'accordo, purtroppo oggi è una tendenza che si sta affermando sempre di più, non solo nel mercato dell'arte ma anche perchè alcune eleborazioni piaciono al grande pubblico. Lavori di grafica digitale vengono spacciati per fotografie e i commenti sono: - che bella fotografia -, ma non solo, può capitare che una foto che non è stata manipolata, magari un paesagio venuto bene, viene definita da qualcuno "photoshoppata" perchè è stato orecchiato il termine ma applicato senza capire un c...o. Indice comunque che oggi il problema di un confine tra fotografia e grafica esiste.

Il risultato è il trionfo del kitsch, una foto non viene più valuata per un messaggio, una comunicazione, una documentazione, ma solo per l'effetto emozionale che per fare un esempio può essere dato da una luna gigantesca che stende una luce fiabesca su un golfo di notte. Tutto falso ma emozione vera e 99 persone su 100 dicono che è una bella foto.

Venendo ai temi esposti da Marco (Pamar5), penso che chi possiede una reflex digitale o una buona mirrorless degli ultimi 10 anni con relative ottiche, se la deve tenere cara, sono strumenti evoluti con cui si può fare tutto ciò che serve. Credo che nei prossimi anni, sia per la involuzione del mercato a causa della congiuntura economica, sia per l'inflazione, sia per i costi di produzione sostenibili solo con un mercato abbastanza ampio, acquistarle con relative ottiche a prezzi accessibili sarà sempre più difficile.

Inviato: 7/7 10:29

Modificato da Pino su 7/7/2022 10:46:19
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Re: L’evoluzione della fotografia
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Il titolo che ho scelto per questo 3ad non è corretto. Tutto l’ambito creativo del fotografare non c’entra nulla. La mia voleva essere una valutazione dell’evoluzione strumentale delle macchine fotografiche (ed in parte del marketing). Ho giusto illustrato l’esempio delle automobili per fare un parallelo con gli strumenti fotografici.
Circa l’affermazione “quello che vedi è quello che fotografi”, devo dire che si, è vero che con le mirrorless riesci ad avere la visione di come sarà la fotografia. Tuttavia il punto non è questo. Come sarà la fotografia dipende dall’esposizione scelta e non c’entra con l’idea di vedere direttamente la scena inquadrata. La visione diretta con l’occhio della scena è (filosoficamente parlando) diversa dal vederla proiettata su uno schermo. In un caso vedo la scena. Nell’altro vedo una sua immagine ripresa da un sensore. Sono fondamentalmente questioni che non hanno peso nel “fare fotografia”, ma molti sottolineano tale diversità concettuale. Io personalmente non do alla cosa peso, ma ho voluto riportarla. Quanto è veramente diverso e ha creato una rivoluzione di considerevole portata, è il cambiamento tecnico e costruttivo dello strumento fotografico.
Poi vi è tutto il discorso legato alla ricerca fotografica, alla creazione. Come ha detto Luciano, pure io spesso trovo difficile ipotizzare nuovi possibili scenari creativi legati alla tecnologia digitale. Sovente (anzi sempre o quasi) mi trovo a creare fotografie che avrei potuto scattare anche con l’argentico. D’altronde (forse mio limite) ho sempre reputato il digitale al pari dell’argentico. Trovo poi spesso difficile mettere paletti a quanto è da considerare fotografia e quanto sfocia in altri ambiti (grafica, elaborazioe). Forse non si dovrebbe piu’ parlare di fotografia ma di ricerca (artistica?) legata all’immagine.

Marco

Inviato: 7/7 10:41
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Re: L’evoluzione della fotografia

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pamar5 ha scritto:
Il titolo che ho scelto per questo 3ad non è corretto. Tutto l’ambito creativo del fotografare non c’entra nulla. La mia voleva essere una valutazione dell’evoluzione strumentale delle macchine fotografiche (ed in parte del marketing). Ho giusto illustrato l’esempio delle automobili per fare un parallelo con gli strumenti fotografici.


Non è che siamo tanto fuori tema, la conseguenza di ciò che si diceva riguardo la commistione fra fotografia tradizionale e grafica digitale, e ciò che dicevo sui gusti del grande pubblico (quello che di fotografia non capisce un c...o) è che usciranno strumenti che gli daranno quello che vuole. Anzi ci sono già. Non so se hai mai visto una trasmissione che si chiama "Propaganda live", l'altro giorno c'era il conduttore che era diventato una specie di avatar, una caricatura in tempo reale con due labbroni esagerati che faceva una telecronaca. Da questo a scattare scene che la fotocamera o lo smartphone manipolano con qualche semplice impostazione, non ci vuole niente per i maghi del software e per la potenza dei microprocessori. Questa potrebbe essere una possibile evoluzione che sarà anche una involuzione verso immagini di un mondo che non esiste, verso il trionfo di un frustrante mondo come vorremmo che fosse.

Inviato: 7/7 11:23
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Re: L’evoluzione della fotografia

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luciano ha scritto:
personalmente questa cosa che con le reflex "ciò che vedi è ciò che fotografi" non mi convince affatto.


E ci credo! "ciò che vedi è ciò che fotografi" può andare bene per uno slogan pubblicitario e nient'altro perchè con qualunque macchina al mondo dal banco ottico alla leica alle reflex alle mirrorless non stanno così le cose.
A parte l'ovvietà che nessuno vede in bianco e nero, c'è tutto il capitolo stampa. In un bel video in rete il figlio di Ansel Adams mette a fianco due stampe di moonlight, una come scattata (quello che ha visto dal vetro o con gli occhi?) e una stampata con la sua tecnica, quella che poi è diventata famosissima. Ovviamente c'è un mondo tra le due! Ma senza scomodare Ansel Adams, chi ha mai stampato un negativo senza alcuna mascheratura? Lo stesso dicasi per il digitale reflex o mirrorless che sia, c'è qualcuno che stampa le fotografie come escono dalla macchina credendo che quello che ha fotografato è quello che ha visto? C'è qualcuno che crede che la fotografia riproduca fedelmente quello che l'occhio vede? Io credo proprio di no perchè altrimenti dovremmo riscrivere completamente la filosofia della fotografia!

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Re: L’evoluzione della fotografia

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archifoto ha scritto:
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luciano ha scritto:
personalmente questa cosa che con le reflex "ciò che vedi è ciò che fotografi" non mi convince affatto.


E ci credo! "ciò che vedi è ciò che fotografi" può andare bene per uno slogan pubblicitario e nient'altro perchè con qualunque macchina al mondo dal banco ottico alla leica alle reflex alle mirrorless non stanno così le cose.
A parte l'ovvietà che nessuno vede in bianco e nero, c'è tutto il capitolo stampa. In un bel video in rete il figlio di Ansel Adams mette a fianco due stampe di moonlight, una come scattata (quello che ha visto dal vetro o con gli occhi?) e una stampata con la sua tecnica, quella che poi è diventata famosissima. Ovviamente c'è un mondo tra le due! Ma senza scomodare Ansel Adams, chi ha mai stampato un negativo senza alcuna mascheratura? Lo stesso dicasi per il digitale reflex o mirrorless che sia, c'è qualcuno che stampa le fotografie come escono dalla macchina credendo che quello che ha fotografato è quello che ha visto? C'è qualcuno che crede che la fotografia riproduca fedelmente quello che l'occhio vede? Io credo proprio di no perchè altrimenti dovremmo riscrivere completamente la filosofia della fotografia!


Esatto, la fotografia può essere solo "verosimile", non è mai "vera", per i motivi citati e per molti altri. Dopo lo scatto le scene che riproduce diventano più o meno "verosimili". Secondo me le fotocamere di un prossimo futuro daranno immagini sempre meno verosimili perchè incorporeranno, come dicevo, potenti strumenti di manipolazione dotati di intelligenza atificiale (magari collegate con database nel web) che renderanno la foto bella secondo certi stereotipi. A quel punto il bello del mirino reflex sarà una cosa che non avrà più senso, e non stiamo parlando da qui a 50 anni.

Inviato: 7/7 20:42
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Re: L’evoluzione della fotografia
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archifoto ha scritto:


E ci credo! "ciò che vedi è ciò che fotografi" può andare bene per uno slogan pubblicitario e nient'altro perchè con qualunque macchina al mondo dal banco ottico alla leica alle reflex alle mirrorless non stanno così le cose.
A parte l'ovvietà che nessuno vede in bianco e nero, c'è tutto il capitolo stampa. In un bel video in rete il figlio di Ansel Adams mette a fianco due stampe di moonlight, una come scattata (quello che ha visto dal vetro o con gli occhi?) e una stampata con la sua tecnica, quella che poi è diventata famosissima. Ovviamente c'è un mondo tra le due! Ma senza scomodare Ansel Adams, chi ha mai stampato un negativo senza alcuna mascheratura? Lo stesso dicasi per il digitale reflex o mirrorless che sia, c'è qualcuno che stampa le fotografie come escono dalla macchina credendo che quello che ha fotografato è quello che ha visto? C'è qualcuno che crede che la fotografia riproduca fedelmente quello che l'occhio vede? Io credo proprio di no perchè altrimenti dovremmo riscrivere completamente la filosofia della fotografia!


No scusa. Stiamo parlando di due cose diverse. Vedo quello che fotografo significa che fotografo quanto vedo dal reale nel momento in cui premo il pulsante di scatto. Quanto faccio dopo (anche la selezione al momento di tempi e diaframmi) è altro. Con il termine “vedere” ci si riferisce alla scena reale e non filtrata e non dal vivo ma attraverso un monitor. N.B. Non dico che la penso in ugual modo, cito solamente quanto da alcune fonti si sostiene. Sono questioni filosofiche delle quali, nell’uso pratico, non vi è molto peso.

Marco


Inviato: 8/7 10:44
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Re: L’evoluzione della fotografia

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Marco tu non vedi quello che fotografi, tu vedi coi tuoi occhi, ma mentre avvicini una maccina all'occhio vedi quello che ti fa vedere la macchina anche per il solo fatto che un mirino genera un ritaglio e ti fa vedere con un occhio solo, e le lenti generano una deformazione alla tua visione! Che sia un banco ottico una reflex o una mirrorless quello che vuoi il concetto è il medesimo. Blow up di Antonioni ne è la dimostrazione più chiara ed efficace! Casomai fotografi quello che vedi, cioè traduci in immagine quello che vedi ma è tutta un'altra cosa. Poi la filosofia della fotografia può anche non servire all'uomo comune ma non cestiniamola in una battuta.

Inviato: 8/7 12:16
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