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Re: Ortocromatica ?

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Alcuni matti usano nell'ultra grande formato film per raggi X perchè si trovano ancora nel formato standard 14x17 (pollici) e costano pochissimo (paragonato ad una Ilford FP4 nel formato 14x17 ... 30 euro a pellicola).

Esistono due tipi di film per raggi X, quelli sensibili su entrambi i lati e quelli su un lato solo. Questi ultimi sono quelli che si usano in fotografia.

Esistono poi due categorie di film per raggi X, quelli sensibili (quasi solo) al blu e quelli sensibili (quasi solo) al verde (e al blu).

I primi sono quelli che potrebbero far al caso tuo. Compri una scatola formato 14x17 di quello sensibile su un solo lato e solo al blu, tagli il negativo al buio per il formato che usi tu e sei a posto.

Parere personale: l'acquisto di un filtro blu, usato con pellicola pancromatica, è molto meno complicato


Inviato: Ieri alle 12:12
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Re: il filtro blu

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Grazie! È esattamente la spiega di cui avevo bisogno, adesso ci capisco. L’uso che ne fai é molto interessante, per me il filtro blu é sempre stato quello che “schiarisce il cielo”, piuttosto che “aumenta la foschia”. Adesso capisco quanto semplicistiche fossero queste due affermazioni (per quanto sostanzialmente corrette).

In bocca al lupo per il progetto!

Inviato: 6/7 14:10
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Re: il filtro blu

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Oscar, in cambio del mio aiuto - quandohaitemposenzafretta - dovresti rispiegarmi/ci l’uso che ne intendi fare perché non ci ho capito molto. Sono tontolino ma purtroppo mooolto curioso

Inviato: 6/7 13:10
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Re: il filtro blu

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Inviato: 6/7 8:47
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Re: il filtro blu

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Se vai su ebay troverai un‘ampia scelta - da vetracci immondi a B+W - se il diametro che cerchi non é troppo esotico. Io ho usato il blu solo come conversione, quindi non ho esperienza con il BN.


Inviato: 5/7 8:26
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Re: Linhof Technika: mamma mia che confusione!

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Fabio,
Sei un grande, come al solito. La specifica Master Technika non mi interessa perché io ho già un recentissimo viewfinder (comprato per l’ULF) della Master Technika. Quindi la Master Technika ideale per me ha la impugnatura ma NON ha il viewfinder.

Tutti i tuoi commenti, come anche tu hai detto, si applicano però anche ad un‘altra occasione.

GRAZIE!!!!!!!!!!

Continuo la caccia (ma non dimentico la Graflex, fidati ...)


Inviato: 3/7 19:29
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Re: Linhof Technika: mamma mia che confusione!

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Seguo ormai da un mese l'andamento delle offerte di Master Technika su Ebay e devo dire che è abbastanza sconfortante. Non si capisce bene cosa venga venduto, i prezzi sono da tutte le parti, una macchina sembra in ottimo stato (cosmeticamente) poi si vede un "Made in West Germany" e quindi si capisce che come minimo ha 30 e passa anni ... magari la finta pelle è nuova di cinque anni ma la meccanica è decotta?.

Vengono mostrati particolari che - immagino - evidenziano delle manchevolezze, ma senza essere un guru delle Master Technika non ci capisci nulla, magari è una stupidata evidenziata da un venditore superprecisino, magari invece un qualcosa di serio che Linhof ti chiederà 500 euro per sistemare. Il soffietto ha buchini oppure no? E chi lo sa.

Insomma, un po' deprimente se non sei disposto a giocare alla roulette. È vero, molto probabilmente se la mandi alla Linhof te la sistemano, ma dato che i prezzi su Ebay sono comunque elevati c'è il rischio di un salasso alla fine (leggi: acquisto su Ebay più CLA - o peggio - da Linhof).

Mah.




Inviato: 2/7 20:38
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Re: Way Beyond Monochrome - Second Edition

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desertglow ha scritto:
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luciano ha scritto:
Lina Bessanova è decisamente una persona piena di entusiasmo (e di possibilità)


Decisamente...il livello qualitativo del canale è notevole. Le attrezzature e le prove che fa implicano investimenti non da poco. Forse l'idea è costituire un polo di attrazione per appassionati ed offrire servizi come noleggio, corsi di camera oscura , ecc.ecc.
In ogni caso le auguro le migliori fortune, chissà che non si riveli un buon investimento ..


L’ultimo video è di otto mesi fa. Suona come un esperimento che si è concluso.

Inviato: 30/6 4:06
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Re: Shutter Speed Tester

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Il Filmomat con fotocellula funziona. Bisogna usare un iPhone moderatamente nuovo e - se l'iPhone supporta nativamente solo cuffie Bluetooth - comprare il cavetto che permette di usare cuffie con i cavi.

Io ho messo l'obiettivo su piastra sulla standarta anteriore della mia Sinar P2 e ho tolto quella posteriore. Il problema è che la mano sinistra deve scattare con il cavo flessibile, mentre la destra tiene l'iPhone in mano e punta la fotocellula appesa da un cavetto molle all'iphone contro l'obiettivo. Ci vogliono tre mani e io ne ho solo due. Bisognerebbe trovare una soluzione più comoda. Detto questo, ce la si fa comunque.

Il posizionamento delle due barre verticali per segnalare l'inizio e la fine dell'otturatore aperto nella app è critico, ma è anche comprensibile se uno pensa a come funzionerebbe un otturatore centrale. Il Calumet ignora tutto questo e sembra più semplice, ma in realtà' offre un'approssimazione. (Che all'atto pratico va bene, però).

Purtroppo devo fermarmi qui per emergenze di famiglia e non penso di riuscire a seguire il thread.

Comunque: funziona.


Inviato: 23/6 20:52
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Re: Shutter Speed Tester

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Con il buon vecchio test casalingo mi metto a fotografare con la mia 8x10 un giradischi per ogni velocità del mio otturatore. Diciamo una decina di negativi. Poi sviluppo tutti i negativi e prendo le misure con un righello sul negativo.

Se invece uso il 4x5 oppure il formato 135 o 120 devo ingrandire i negativi e stamparli, poi prendere le misure. Oppure scansiono i negativi e li stampo ingranditi con una inkjet. Poi misuro. Questa soluzione mi sembra più percorribile. Magari la misura si può fare con precisione direttamente a video, evitando così la stampa.

Io rimango con il mio Calumet. Anche perchè prendo 3/5 misure per ogni velocità e faccio la media. Oppure se sono maniaco ne prendo 20 e calcolo pure la deviazione standard. Stesso discorso con il Filmomat (se e quando funziona).


Inviato: 20/6 5:33
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Re: Shutter Speed Tester

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Nel frattempo ho passato il pomeriggio a misurare tutti i miei otturatori con il vecchio Calumet che ho tolto dalla naftalina dopo almeno 15 anni di riposo.

Messa la pila nuova, ripartito a razzo.

Funziona benissimo .....

Inviato: 19/6 18:10
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Re: Shutter Speed Tester

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Aggiornamento.

Al momento il pirillo non funziona, ma ci sono forti probabilità che il problema sia mio e non suo (almeno spero). Lo uso con un vecchissimo iPhone 4s (ios 9.3) perchè è l'unico che abbiamo con ingresso cuffia (che è dove si infila il pirillo). La app "Shutter Speed" Filmomat in modalità audio (misura il tempo di apertura dell'otturatore dall'analisi del rumore che fa di apertura-chiusura) apparentemente gira sul 4s ma però non mi da la misurazione, mentre invece sul mio iPhone Xs va benissimo.

Ho ordinato un adattatore jack cuffia per il mio iPhone Xs, in un paio di giorni mi arriva. Poi vedremo.


Inviato: 19/6 18:06
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Re: Martini per veri uomini

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chromemax ha scritto:


BTW aspetto il seguito sul "dirty", in cambio ti converto i file dei tuoi test per l'app Expodev


Il dirty martini è più complicato del martini.

Io ci vedo tre problemi.
1. Che gin usare.
2. Come gestire le olive.
3. Come berlo.

Mentre nel martini sono assolutamente refrattario a qualunque compromesso, nel dirty martini riconosco la difficoltà del problema e sono accomodante, oserei dire magnanimo. Nel dirty martini “la vita è bella perchè è varia”. Nel martini “la vita è bella perchè è una sola e silenzio.”

Cominciamo dal terzo punto. Il modo elegante di berlo è un bicchiere classico triangolare superghiacciato con dentro il gin e - a parte, perbacco!!!!! - una minuscola caraffina con dentro XYZ. Versi la quantità di XYZ che preferisci dentro al tuo bicchiere di gin ultra gelato, apprezzi l’annuvolamento del liquido nel bicchiere, e hai il tuo dirty martini. Vuoi fare il bauscetti (*) e metterci pure un'oliva sola e abbandonata a se stessa che giracchia nel fondo del bicchiere? Io mi oppongo ... ma ti perdono.

Il problema è capire cosa sia XYZ, e siamo al punto 2. sopra. Se vai a vedere le ricette online per il dirty martini XYZ è in pratica il liquido (una specie di salamoia) in cui sono affogate le olive nel vasetto che compri al supermercato. Per me Trump in tanga è meno ributtante di un intruglio di questo genere. Poi un sacco di persone lo bevono così e nel dirty martini sono magnanimo (vedi sopra) e se loro sono contenti lo sono anch’io. La vita è bella blah blah blah

Il mio XYZ è invece spremitura di olive, fatta al momento. Quali olive? Verdi sicuramente, ma quanto dolci? A me piacciono le Belle di Cerignola, ma per un dirty martini sono troppo dolci. Preferisco quelle verdi di media dimensione (più piccole quindi) strettamente non condite (se si trovano solo condite le lavo in acqua abbondante). Mi preoccupa il fatto che siano sempre troppo salate, nonostante l’abbondante lavaggio in acqua. (Un po’ salate ci sta, ma non troppo.) Le spremitura va filtrata perchè di polpa anche micrometrica non ne voglio vedere dentro al bicchiere (altri la pensano diversamente, e ci sta pure quello). Ma ... spremute ... come? Questi sono affari miei e non lo svelerò neppure sotto tortura; neppure se mi costringete a bere un martini in un bicchiere da cognac.

Siamo adesso al punto 1. Io - lo ammetto - qui sono conservatore e poco creativo. Per me il dirty martini è la continuazione del martini, per cui uso gli stessi gin del martini cioè ultra-super secchi. Sono il primo ad ammettere che è un mio limite, e che nel dirty martini c'è spazio per sperimentare con dei gin dal giusto profumo. Però questo va fatto con moderazione e classe, perchè se il succo di oliva non si sente per niente e rimane solo l’oleosità - combinata magari con un sapore che non centra nulla - si ottiene un Frankenstein liquido, terribile. A me forse manca sia il coraggio che la classe per sperimentare, quindi mi adagio nella soluzione tradizionale e tranquilla. (Ma lotto ferocemente per la miglior gestione delle olive, questo si.)

Esempio. Dato che il gin è diventato di moda negli ultimi anni - dopo aver vissuto nelle catacombe per decenni, mantenuto in vita da noi animali urbani notturni - un sacco di produttori di superalcolici si sono buttati a produrre gin. (Alcuni con ottimi risultati.) Nella zona alpina italiana alcuni produttori - che usano il pino mugo nella loro produzione di superalcolici - si sono messi a fare gin con il pino mugo come essenza caratteristica. Personalmente è una soluzione che non mi convince molto in un gin tonic (è ovviamente per me improponibile in un martini), però se a qualcuno piace … va bene così. Quando però si propone un dirty martini con un gin al pino mugo (l’ho visto fare) devo insorgere e dichiarare tale operazione un atto di terrorismo bevitorio.

Quindi in realtà ho un paio di posti dove bevo il dirty martini, perchè lo fanno giusto; a casa non lo faccio quasi mai, troppo stress nella preparazione.




(*) Antico termine longobardo.

Inviato: 19/6 8:37
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Re: Loupe per bianco nero? Chi mi aiuta?

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Si potrebbe anche usare una digitale tascabile vecchia di 15 anni che ha il modo "monochrome". Per quale decina di euro la si trova. Come trasportabilità non è lo stesso, richiede pile e si rompe, però è più intuitiva da usare e fa il suo lavoro anche in scarsità di luce.

Inviato: 17/6 10:22
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Re: Shutter Speed Tester

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Arrivato pirillo Filmomat. Test nei prossimi giorni.


Inviato: 17/6 8:06
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Re: Equivalenza tra livelli di grigio in RGB e opacità (photoshop)

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Io l'ho fatta agendo sull'opacità.

Layer 1: nero 100%
Layer 2: nero ma con opacità 90%
Layer 3: nero ma con opacità 80%
......
e così via

Oppure di 5% in 5% per avere 20 livelli.

Il risultato comunque è lo stesso


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Inviato: 17/6 8:00
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Re: Martini per veri uomini

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Citazione:

luciano ha scritto:

- sul ghiaccio durissimo versare qualche goccia di vermuth, meglio se Noilly-Prat e mezzo cucchiaino da caffè di angostura

- scuotere nello shaker e buttare via il liquido, trattenendo solo il ghiaccio che ha assorbito traccia dei due profumi

....


Eh si, questa è l'unica alternativa all'usare il nebulizzatore. La filosofia dietro è la stessa: (1) trasferire gli aromi del vermut al gin ma non il suo sapore; (2) non intorbidire il gin o peggio colorarlo

Sull'angostura ... thanks but no thanks ...

Il martini deve essere chiaro come acqua di sorgente.


P.S. Per i non esperti non si è ancora detto che "martini" non ha nulla a che vedere con la "Martini & Rossi". Su internet potete vedere un paio di storie sull'origine del nome.




Inviato: 17/6 7:36
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Re: Loupe per bianco nero? Chi mi aiuta?

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Disperso ha scritto:
https://www.coopathome.ch/en/supermark ... 2XbQ_IEAYYASABEgJVQ_D_BwE


... me la portano anche a casa





Se trovi un'acqua tonica altrettanto buona con poche calorie e senza strani dolcificanti fammelo sapere ... sono sempre interessato a novità

Inviato: 17/6 7:27
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Re: Martini per veri uomini

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Se i prezzi sono un problema, segnalo a livelli di prezzo più ragionevole il Finsbury Platinum, vecchia marca britannica che fa pochissima pubblicità e che secondo me ha un eccellente rapporto qualità/prezzo.

Ci si può fare un ottimo Martini.




Inviato: 16/6 20:27
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Re: Martini per veri uomini

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Scegliere il gin come bevanda superalcolica è una precisa scelta politica e sociale.

Perchè il gin non invecchia.


Il gin non costa 2000 euro alla bottiglia invecchiato di 100 anni. Il gin è contemporaneo. Il gin è urbano. Il gin è cool jazz. Il gin è Philip Glass. Il gin è sociale, non è buttare in faccia al tuo prossimo che tu-ti-puoi-permettere-un-bicchiere-di-cognac-da-300-euro.

Da qui deriva tutto il resto.

L'unico Martini che esiste è quello secco che più secco non si può. Tutti questi Gin profumati li lascio (con pochissime ma importanti eccezioni) a dilettanti allo sbaraglio o a ricchi ignoranti.

Il mio Martini richiede strettamente il classico bicchiere triangolare, anche se Umberto Eco se lo beveva un un bicchierone di vetraccio da cucina. Ma lui era Umberto Eco.

Necessario un classico cocktail shaker con il suo lunghissimo cucchiaio e lo strainer. Il gin è Londra, quindi abituatevi all'uso dell'inglese. Se volete far finta di essere seri compratevi pure un misurino.

Sbuccia un limone bio, gratta via la pellicina bianca interna, e crea striscioline che - opportunamente arrotolate attorno a una matita o una biro - sono diventati delle speci di piccoli cavatappi gialli. Mettere da parte. Le olive nel martini non le metto, ma se uno le mette non gli tolgo il saluto. Ci sta. Però due al massimo e in un bello stecchino.

RIempi lo shaker con un quintale di ghiaccio. Lo lasci li (io preferisco usare la parte di vetro dello shaker, non quella in acciaio) per un cinque minuti in modo che ghiacci il vetro, poi butti via con lo strainer l'acqua che si è creata.

Versa il gin nello shaker e mescola con passione (stirred, not shaken, of course). A questo punto togli il bicchiere dal freezer (se non lo avevi tenuto pieno di ghiaccio fuori) e spruzza con un nebulizzatore il vermut sulle pareti interne del bicchiere. Tre, quattro spruzzi max.

Usando lo strainer versa il gin dentro al bicchiere. Volando sopra il bordo del bicchiere strizza un paio di bucce di limone in modo che l'olio del limone si depositi sul bordo del bicchiere. Se vuoi (hmmmmmmmm ....) puoi pure strisciare fisicamente la buccia del limone sul bordo del bicchiere.

Butta dentro le striscioline di limone.

Enjoy.

---------------------

Scelta del gin.

Sopra a tutti, ancora inarrivabile, è il Sacred.

Seri pretendenti al trono, in ordine di eccellenza:

Cotswolds (vicinissimo al Sacred), Ki no bi, Copperhead, Krater Noster, Berkeley Square, Sipsmith London

Il vermut. Io uso solo Vermouth Royal "La Quintinye", francese. Sta da parte in modo elegante e non mi rovina il gin. Anche per questo uso il vaporizzatore, per non caricare troppo il Martini di vermut.

Geograficamente i britannici sono ancora il punto di riferimento. Al secondo posto ci sono i giapponesi, seguiti dai tedeschi. Il problema con i giapponesi è - io ho questo dubbio - che i migliori gin se li tengono loro, in Europa non arrivano. Quelli che nomino qui sono fatti in Europa su licenza giapponese. Buoni, alcuni ottimi, eccellenti per gin tonic creativi. L'eccezione è il Ki no bi che è giapponese DOC distillato a Kyoto con la loro acqua e che infatti - guarda un po' - è sontuoso. Chissà che capolavori nascosti questi bravissimi giapponesi ci nascondono.

Anche i tedeschi non sono da sottovalutare, accesso a ottime acque nella Foresta Nera. Una mia particolare scoperta è il Krater Noster (il Monkey 47 - vedi sotto - è invece molto noto).
=======================================

Poi ci sono i gin "facili". Raccomandati a chi si vuol fare un ottimo gin tonic, ma non ci farei mai un martini. Io li considero già profumati, quindi .... vanno dritti dentro l'acqua tonica. Sono prodotti ottimi e raccomandatissimi, non voglio essere male interpretato: li compro e li bevo regolarmente.

Monkey 47, Jinzu, Hanami (ottimo con delle fragole nel gin tonic), Roku, Gin Mare.

Una segnalazione speciale spetta a The Botanist, che nel campo dei gin per gin tonic è forse il campione, veramente superlativo. Anche il Gin Mare - nel suo genere molto speciale (si beve con un rametto di rosmarino) - è interessante, simpatico, ma molto/troppo di moda.

Per il gin tonic - se non è richiesta un guarnizione speciale come per il Gin Mare o l'Hanami - io uso sempre un quarto di lime dentro al bicchiere e una leggera spruzzata di succo dentro.

=======================================

Poi c'è il dirty Martini, ma questo ad un altra puntata.


Inviato: 16/6 20:16
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