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Re: Sensori Full frame 20Mpx, 50Mp e Medio Formato
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ste17 ha scritto:
Se per esempio volessi fare dei ritratti tra nikonf5 e mamiya7 cambierebbe la qualità della pellicola molto più grande quindi più informazione di colore e gradazione e dettagli e meno grana.

Invece con il digitale le differenze nella riproduzione del viso?
Con 50Mp avrei più gradazione di colori? più imperfezioni della pelle e il rumore?

E tra 50Mp e medioformato?

Su Dpreview mi sembra di capire che non c'è grande differenza di qualità tra full frame e medioformato


Forse il paragone fra pellicola e sensore non regge. La pellicola 35 mm e medio e grande formato è strutturalmente sempre identica. Quanto cambia è solo la dimensione del pezzo. Poi logicamente il prodotto del negativo viene “proiettato” su carta. Chiaramente vi è differenza fra proiettare una superficie di 24 x 36 mm ed una grande N volte sulla medesima superficie di carta. In un sensore digitale FF la superficie è identica sia che abbia 20 che 50 Mpx. Cambia la tipologia dimensionale dei singoli fotodiodi, il loro essere ammassati ecc. Quindi per assurdo a volte e per taluni parametri è meglio e piu’ pulito o resistente agli ISO alti un sensore con 20 Mpx che 50. Il MF digitale? Bisognerebbe sempre considerare tipologia dei fotodiodi, loro densità ecc. Insomma il rapporto Mpx e sup. occupata.

Marco

Inviato: 7/5 17:31
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Re: Sensori Full frame 20Mpx, 50Mp e Medio Formato
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Come ti diceva archifoto il panorama è molto variegato ed è difficile stilare una graduatoria con pregi e difetti fra macchine così diverse. Diverse non tanto solo per i sensori ma anche per tutto il resto e nello specifico per il fine d’uso per le quali sono pensate ed eccellono. Quelle, per esempio, che definisci top di gamma hanno sensore da 20 Mpx mentre altri modelli hanno sensori da 40-50 Mpx. Perché ? Il top dovrebbe avere un sensore migliore a livello di Mpx. Non è vero. L’unica cosa che hanno in comune è l’essere full frame. Stop. Una Canon serie 1 ha doti che una 5Ds non ha. Ne ha di altre ma non quelle. Una 1D ha raffica, reattività, resistenza, pulizia del file salendo con gli ISO, lavorabilità del file ecc. La 5Ds ha ricchezza estrema di pixell e sforna file grandi e ricchi di dettagli. Se mettiamo a confronto le due macchine per foto di paesaggio du cavalletto sicuramente privilegio la 5Ds. Per foto d’azione o sportive magari con luce non ottimale stravince la 1D. Sono macchine diverse per scopi diversi. Per il medio formato il filone è quello. Ai tempi della sola pellicola hai mai visto un fotografo che si dedica alla fotografia naturalistica o sportiva usare una medio formato? per il digitale l’andazzo è quello. Quindi calza a pennello il paragone automobilistico di archifoto. Tu andresti al mare con la famiglia con una Ferrari potendo optare per una station wagon?

Marco

Inviato: 7/5 12:57
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Re: Dead flowers
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Sono passati 10 anni da quando hai postato questo lavoro. Ai tempi, per vicissitudini personali, non seguivo molto e non l’ho proprio visto. Oggi è “riapparso” ed io lo vedo per la prima volta. Devo dire che la primissima impressione che ho avuto vedendolo è stata lontano dall’idea di macrofotografia (e questo senza avere letto le tue parole). Diciamo che se mi avessero chiesto di collocare il lavoro in un genere fotografico, di primo acchito non avrei tirato fuori il genere macro. Fondamentalmente perché non ravviso i connotati “scientifici” e classici degli scatti macro. Un poco la stessa cosa che caratterizza un mio lavoro basato su dittici macro che avevo chiamato “Reinterpretation”. Questo, se non si fosse capito, lo reputo un connotato che toglie ogni parametro di giudizio tipicamente adottato nel valutare uno scatto di macrofotografia classica. Esteticamente trovo sia accattivante e capace di incentrarsi su forme e colorazioni tenui e piacevoli date dall’uso di fiori/piante secche. molte foto, vero, io personalmente non trovo che alcune siano da scartare; ci vedo piuttosto una certa possibilità di dividere il lavoro nel suo insieme, in tre filoni. Prima di tutto i fiori predominanti nella parte finale (quelli rossi/viola tipo orchidee) per il loro essere discordanti rispetto al resto perché appaiono maggiormente “freschi” forse anche per il loro colore ed in parte (ma solo in parte) per una certa modalità di inquadratura maggiormente ariosa in alcuni scatti. Poi io ci vedo una certa distinzione fra i fotogrammi che mostrano il contenitore di plastica trasparente che contiene i soggetti e quelli dove è assente o solo parzialmente intuibile. La mia personale predilezione è per gli scatti che mostrano chiaramente il contenitore, percgé esso a tratti perde la sua connotazione di semplice accessorio/vasetto ma diviene quasi struttura geometrica che “contiene”, delimita ed incanala il soggetto. Mi riferisco in particolare ai fotogrammi 2 jpg, 4 jpg, 6 jpg ,11 jpg. Un buon lavoro e come avrai capito ho una predilezione per gli scatti prima citati. Un curiosità: dopo dieci anni cosa ne pensi ora? si è sviluppato?

Marco

Inviato: 30/4 9:27
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Re: dpreview
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Diciamo che ho l’impressione che dpreview porti la casa gialla e nera in palmo di mano e quella con la scritta rossa sotto i piedi.


Marco

Inviato: 1/4 17:00
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Re: Rolleiflex TLR: di tutto un po'
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Leggendo le tue parole Marco, mi posso immedesimare in quanto dici. Intendiamoci, noi siamo diversi come esperienze d’uso ed affezione/disaffezione ad alcuni strumenti e pratiche fotografiche. Tuttavia mi rivedo nell’approccio che descrivi con le TLR Rolleiflex. Vorrei raccontare qualcosa che mi riguarda fotograficamente parlando. Io ho iniziato con la pellicola (quella c’era…) totalmente colore, ed ho imparato con quella da autodidatta. Ragazzino, divoravo manuali e saggi di tecnica, attrezzatura e composizione. Poi ho abbandonato. Intendo completamente. Anni senza prendere in mano una fotocamera, quasi neppure per le foto delle vacanze. E poi un evento chiave. Mi hanno regalato una macchinetta digitale. Proprio una baracchetta di quelle quasi punta e scatta. e la passione si è riaccesa. Chiaramente quanto avevo non mi bastava neppure lontanamente e allora via di DSRL. Del digitale, che ho sempre considerato equivalente alla pellicola come risultati, mi ha affascinato la possibilità di avere sotto pieno controllo e fare io stesso tutto dalla A alla Z. Scatto, post produzione, stampa e prodotto finito. E via di calibratori, stampante, programmi vari. avevo tutto quello che mi mancava con la pellicola, forse anche perché, usando il colore, non ho mai stampato da solo. Essendo nato con la pellicola sono sempre stato un utente digitale atipico: niente scatti a ripetizione o amenità varie del mondo digitale, ed anche ora aborro i selfie da postare al volo sui social network. forse anche per questo, per avere sempre usato il digitale con lo spirito della pellicola mi hanno sempre fatto incazz… certe prevenzioni dei pellicolari verso il digitale. Tuttavia, non sfociamo in altri lidi. fondamentalmente il digitale corrisponde alla mia rinascita fotografica. Da quando uso il digitale mai e poi mai avrei detto di tornare ad utilizzare l’argentico. E poi ecco che spunta una Rolleiflex. Perché arriva? Per puro caso. La scusa è stata il voler fare un lavoro da stampare con dimensioni che quanto c’era in giro di digiale non mi consentiva. Mi sono documentato ed ho scelto una TLR Rolleiflex fondamentalmente per la sua immediatezza, facilità d’uso e mercato dell’usato florido. Poi ho scelto fra i vari modelli disponibili documentandomi e con qualche aiuto (grazie Hologon). E poi via, una volta avuta in mano passione inarrestabile. Poi pausa totale dovuta a vicissitudini personali varie e….di nuovo passione. Perché? In fondo io uso per il 95% il digitale (e ne sono convinto). Rapportata ad una DSRL attuale ha caratteristiche tecniche risibili. Tempo minimo di 1/500 di s, destra/sinistra invertiti. Scatto a raffica? Niente ottiche intercambiabili. Focheggiatura a volte problematica. Esposimetro spot? Zonale? Ma dai. Eppure godo nell’usarla. Anzi, solo a maneggiarla. A volte mi ritrovo in giro ad inquadrare solo per vedere che effetto fa e non scatto nulla. A volte la maneggio scarica solo per il gusto di farlo. E poi quando scatti quel manettino da muovere a pendolo…il mirino a pozzetto da aprire e sollevare per guardare il vetro smerigliato…e poi tutta meccanica, niente elettronica, niente pile (manco funziona bene l’esposimetro nelle mie). Insomma, fascino puro ed insostituibile. Premetto, per completezza di informazioni, che non faccio uso di sostanze stupefacenti quando maneggio le biottiche.

Marco

Inviato: 1/4 11:51
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Re: dpreview
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Non saprei, non guardo così spesso dpreview per potere esprimere un giudizio sensato. Tuttavia lo guardo con una certa frequenza e ritrovo oggi, come ieri, (ma oggi ancora maggiormente marcata) una certa propensione nel voler accentuare le (presunte) mancanze di una Casa di apparecchiature fotografiche. Pecche sottolineate che spesso non trovano pari riscontro leggendo altrui recensioni. Ora io non sono in grado, date le mie conoscenze tecniche, di giudicare con criterio tali recensioni ma nell’inconscio intravedo una certa tendenza. A quale casa mi riferisco? Non lo dico….vediamo se altri l’hanno ravvisata…

Marco

Inviato: 1/4 10:39
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Re: Aiuto e consigli pellicola 120 B&N
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Ciao a tutti e grazie mille per le dritte sulla pellicola B&N. Poi, lo immaginavo, è uscita l’idea di fare io stesso lo sviluppo del negativo. (A proposito, grazie Alessio per la gentile offerta). Attualmente uso per il 98% il digitale. Da qualche anno ho affiancato il MF (Rolleiflex), dopo che per anni non ho proprio mai usato la pellicola. Tuttavia io sono nato, come fotografia, con la pellicola. Quando ho iniziato non c’era in giro il digitale….non sono mica un giovincello. Scattavo con il 35 mm. Ho imparato con una telemetro (Yashica) e poi una reflex meccanica e solo manuale (Petri) poi sono passato al sistema Canon EOS a pellicola. In seguito molti anni di disaffezione completa dalla fotografia. Successiva ripresa completa e maniacale grazie al digitale ed abbandono completo dell’argentico. Non ho mai sviluppato e stampato. Non ho mai avuto una CO. Tuttavia sono abbastanza ignorante ma non completamente digiuno. Ho assistito alcune volte a sviluppo e stampa grazie ad un amico. non ricordo assolutamente nulla di pratico ma ho visto. Mettermi ora a sviluppare il B&N? A caldo risponderei “no”, pero’ pensandoci qualche spiraglio c’è. Fondamentalmente per i vantaggi in termini di prodotto finale. Al giorno d’oggi purtroppo la trafila argentica offre il 5% dei negozi di prima e fra i pochi rimasti bisogna cercare con il lanternino per trovare risultati soddisfacenti. Quando io ho ripreso a scattare con l’argentico (una decina di anni fa) ma soprattutto ora, ho trovato e trovo il deserto dei tartari. Io abito a Varese, non una grande città come Milano o Roma ma neppure un paesino sperduto. Ebbene i rulli 120 devo acquistarli in rete. Sviluppo? figuriamoci….scansione o cazzatine oppure nisba. Pellicola medio formato 120??? Che cavolo sarà mai?
Visto che per il colore lo sviluppo casalingo esula da quanto posso e voglio fare, per il B&N ne varrebbe anche la pena. Io prediligo il colore e voglio/amo il risultato della pellicola negativa colore. Il B&N mi piace ma attualmente lo faccio in digitale. Certo che però avere tutto in mano con la pellicola B&N mi alletta. Diciamo che attualmente voglia pochina ma ci penso.

Marco


Inviato: 18/3 11:41
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Re: Aiuto e consigli pellicola 120 B&N
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orso ha scritto:

Ma il problema è un'altro: quando estrai il rullino dalla macchina, la "foto" non c'è ancora, ed hai in mano una "cosa" in balìa di tutto ciò che segue.
Lo svilupperai tu? con cosa?
Lo farai sviluppare da un lab specializzato BN?
Lo darai ad un lab generico che lo butterà nel brodo primordiale?


Sono un argentico atipico, diciamo solo tangente all’argentico.. Non uso la pellicola perché può darmi qualcosa (come risultati estetici), per il mio lavoro fotografico, che non ho con il digitale. Tutto deriva dalla mia infatuazione per le rolleiflex biottiche. Usarle mi appaga e mi diverte e piace tantissimo. Io sono sempre stato un fautore del colore, solo ultimamente ho “scoperto” il B&N e lo pratico con il digitale con buone soddisfazioni. Visto il mio debole per le Rolleiflex (che ho sempre usato con pellicola a colori) ho deciso di provare anche il B&N. Usare le biottiche mi appaga un casino ma non ho nessunissima intenzione di mettermi a sviluppare un bel nulla. Primo perché, come detto, uso le Rolleiflex perché mi esalta usarle per scattare e stop. Secondo perché non ho il tempo e gli spazi e (soprattutto) la voglia di mettermi a sviluppare. Quindi mi avvarrò delle scansioni del negativo e successiva stampa inkjet. Lo sviluppo del negativo? Lo delego ad altri. Poi via di scansioni senza pretese tanto per vedere i risultati e poi, nel caso, per gli scatti che meritano (tanto saranno pochi…) scansioni ad hoc e stampa inkjet.

Marco

Inviato: 12/3 16:29
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Re: Aiuto e consigli pellicola 120 B&N
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Grazie a tutti.

Citazione:

archifoto ha scritto:
.....anche se la maggior parte delle stampe avviene però via inkjet e non con l'ingranditore.


idem come sopra.....e non inorridiscano i puristi

Marco

Inviato: 11/3 23:22
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Aiuto e consigli pellicola 120 B&N
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Io non so un bel niente di pellicola B&N. Come da titolo chiedo dritte per la pellicola B&N 6x6. Cerco qualcosa soprattutto per foto non di persone ma paesaggio, architettura e altro. Non è per me una discriminante il fattore grana. Gradirei opinioni corredate da motivazioni. Grazie a tutti. Ricordate che rispetto all'argentico colore, del quale qualcosa so, del B&N argentico sono tabula rasa. Probabilmente un bambino dell'asilo è più infortmato di me.

Marco


Inviato: 10/3 22:14
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Re: Rolleiflex TLR: di tutto un po'
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Non ho mai tagliato o sagomato un vetrino di maf, e neppure mi è mai capitato di assistere all’operazione, quindi non ho esperienza diretta della cosa. Ai tempi avevo trovato in rete diverse testimonianze della cosa (taglio di vetri delle Mamiya RB/RZ) fatte da diverse persone per ricavare vetrini 6X6 proprio per le biottiche Rolleiflex. Tutti descrivevano una certa semplicità e fattibilità dell’operazione, anche senza dovere avere doti particolari di manualità. Nessuno tirava in ballo collimatori, sbavature o cose del genere. Si citava unicamente la bontà di tali vetrini dovuta al loro spessore ottimale tale da assicurare la corretta messa a fuoco sulle rolleiflex senza dovere poi ricorrere ad +”aggiustamenti” particolari quali spessori, prove varie ecc.

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Inviato: 6/3 8:11
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Re: Rolleiflex TLR: di tutto un po'
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Mxa ha scritto:


Ma non sono delle 6x7? Vanno tagliati?


Si ma tagliarli dovrebbe essere elementare e fattibilissimo con un semplice taglierino.

Marco

Inviato: 5/3 19:10
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Re: Ma perchè i nuovi obiettivi sono così grossi?
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Le mie conoscenze di ottica e di ingegneria legata agli obiettivi fotografici è quasi nulla. Parlo solo per sensazioni e pensieri personali da non addetto ai lavori. Perché lenti sempre più grosse ed imponenti per massa e volume?
Il boom delle mirrorless è partito mettendo in evidenza (commercialmente parlando, quindi agli occhi degli acquirenti) un paio di caratteristiche: dimensioni e pesi minori rispetto ad una reflex e, in aggiunta, la possibilità di montarci qualsiasi tipo di lente di terze parti, anche e soprattutto obiettivi “vintage”. Il primo fattore di marketing, quello degli ingombri del corpo macchina, sembra attualmente essere passato in secondo piano. A fianco di modelli con ingombri da vecchia reflex sono nati tutta una serie di lenti con masse e volumi molto rilevanti. Tant’è che sorpassano in buona misura anche gli equivalenti obiettivi per reflex. Anzi, se negli ultimi anni erano sorti tutta una serie di obiettivi ultra compatti per i corredi reflex (tipo pancake) sembra proprio che per le mirrorless FF questo fenomeno venga saltato a piè pari.
quindi una dote millantata per le ML sembra già morta: la compattezza e leggerezza non ci sono proprio. Non solo, taluni obiettivi, sempre esistiti con ingombri contenuti, tipo i fissi 50 mm vengono ora proposti con caratteristiche impensabili. Perché? Non sono in grado di dire se tali ingombri abbiano un obbligo legato a certe prestazioni sopra la media. Sono tuttavia abbastanza convinto di una cosa: ad oggi le possibilità di correzione in PP di un file per quanto riguarda i difetti e le imprecisioni di un obiettivo dati dalle sue caratteristiche costruttive e progettuali sono quasi perfetti. Fenomeni quali distorsione, vignettatura ecc. sono immediati da correggere e, scattando in raw, il file finale subisce ben poche tracce evidenziabili. Se io personalmente, mi devo portare in giro il doppio del peso e dell’ingombro, per ottenere un file ottimale, quando posso averlo in PP usando una lente ben piu’ maneggevole e con decadimento qualitativo del file impercettibile…be’, personalmente non avrei dubbi su cosa scegliere. A parte il fatto che sfido molti a distinguere una fotografia scattata con una lente piuttosto che un’altra, a meno che una delle due sia un bidone. Riassumendo quindi preferisco andare leggero sapendo che il file finale non sarà proporzionato per bontà alla fatica ed intralci che dovrei sopportare portando in giro un mattone. Voglio dire: ad un tanto rilevante incremento di ingombri e pesi corrisponde un rilevabile e proporzionale incremento di prestazioni? E tale miglioria, se presente, vale il gioco? A naso il volere avere un obiettivo tanto massiccio è anche un volere “sfoggiare” un qualcosa dal look super professionale. Poi usarlo è un altro paio di maniche.

Marco


Inviato: 5/3 16:20
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Re: Rolleiflex TLR: di tutto un po'
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Trovato. Sono i vetri di maf della Mamiya RB o RZ.

Marco

Inviato: 28/2 12:29
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Re: Rolleiflex TLR: di tutto un po'
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Il vetrino di messa a fuoco…..io quando ho acquistato la 2,8F sono stato preso dalla sindrome del “compero tutto e di più ”. preso dall’entusiasmo (e scollegando il cervello) mi sono ritrovato a scandagliare ogni dove in cerca di ricambi originali, accessori dei più disparati e notizie fantascientifiche che millantavano la imprescindibile necessità di quel pezzo. E il tutto, udite udite, prima di avere scattato almeni un paio di rulli. Poi fortunatamente ho acquistato solo il pochissimo che veramente mi serviva. altrimenti se uno si fa prendere e vuole gli accessori originali è facile che arriva a spendere anche di piu’ di quanto ha speso per la biottica. Naturalmente c’erano anche varie dritte per quanto riguarda i vetrini di messa a fuoco. Nel mare magnum che si legge io ho capito che: gli originali sono vecchiotti e quelli in condizioni buone costano come una Bentley. Esistono poi alcuni produttori di vetri che sono dedicati alle biottiche. Altri produttori di vetrini “generici” (non dedicati alle biottiche) che vanno solo tagliati delle giuste dimensioni. Questi produttori terzisti propongono pezzi che vanno da cifre basse a costi considerevoli. Se non ricordo male alcuni vetrini Cinesi hanno costi bassi ma di contro la focheggiatura è difficile e sono molto scuri. Un produttore Americano (?) invece fornisce un pezzo ottimo sotto tutti i punti di vista ma a prezzi da brivido. Sono sicuro che poi la scelta forse migliore consiste nel riadattare un vetrino di una MF di altra marca (adesso mi sfugge il nome….Mamiya? Non ricordo se ti interessa provo a trovarlo). Circa le voci di problemi di precisione di focheggiatura con vetrini non originali, le ho lette anche io da molte parti in rete. Tuttavia qualcuno le sottolinea e altri le negano. Ai tempi non avevo trovato qualcosa di incontestabile e certo. Alla fine io i vetrini di maf sulle mie non li ho cambiati. Riportano i segni dell’uso e un po’ di graffi e segni ma fortunatamente a livello di luminosità sono ottimali.

Marco

Inviato: 28/2 12:00
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Re: Rolleiflex TLR: di tutto un po'
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Racconto la mia vicenda con le Rolleiflex TLR. tutto è iniziato nel 2008 quando acquistai una Rolleiflex.
Perché un convinto digitalista come me ha acquistato una MF a pellicola? A dirla tutta non so neanche io spiegarmelo. Ho iniziato a leggere, per puro caso, vari articoli e recensioni di tale strumento. La cosa mi ha appassionato. Volevo poi un qualcosa che mi permettesse di ottenere certe dimensioni in stampa e non avevo nessunissima intenzione di tirare in ballo qualcosa di maggiore come formato di una MF. Non utilizzavo da anni la pellicola e ai tempi non ero andato oltre il 35 mm. La Rolleiflex mi è subito parsa una MF di relativa immediatezza, semplicità e facilità di uso/gestione rispetto ad altre tipologie di apparecchi MF. Casualmente (ma neanche tanto….ogni tanto guardavo nel mercato dell’usato) mi sono imbattuto in un’offerta che mi è parsa molto buona….e senza pensarci troppo ho comprato una 2,8F. Perché quel modello? Perché una F e non una 3,5? Perché….non saprei. Perché avevo trovato una buona offerta per quella….non è vero, non avevo fretta e potevo aspettare. Probabilmente mi sono fatto trascinare dal fascino di quegli apparecchi e da una sorta di impulso. Fatto è che una volta acquistata ne ho subito immancabilmente il fascino. Passavo del tempo a “giocarci” senza che fosse carica, solo per il gusto di maneggiarla. Ho buttato ore a leggere questo e quello e a documentarmi su caratteristiche, modelli, offerte ecc. Quanto l’ho usata veramente? Poco, anzi pochissimo….pochi rulli. Poi, per varie vicissitudini personali l’ho “dimenticata”. Come non l’avessi mai avuta. E poi, un tre anni fa mi è tornata fra le mani. Stessa morbosa passione di quando l’avevo comprata, anzi peggio. Il fascino di scattare con la pellicola e con quel mezzo mi ha ripreso. Ora ci gioco spesso ma la uso pure (molto poco per la verità) e l’ho fatta revisionare completamente. E un giorno, un annetto fa mi ha preso nuovamente la scimmia e ho acquistato d’impulso una Rolleiflex 3,5T. Il rivenditore l’ha garantita revisionata e a quel prezzo non potevo farmela sfuggire….Che dire, secondo me sono strumenti semplici, lineari, meccanici che hanno poco di una normale macchina MF. Sono un mondo a parte ed hanno un appeal indescrivibile. Personalmente penso che la scomparsa di Rollei sia in molta parte dovuta a loro mancanza di capacità di adeguarsi ai tempi. Non hanno voluto (saputo?) rimanere “sul pezzo”. Perché immagino solo se avessero avuto la voglia di mantenere una linea vintage ma affiancata ad una moderna linea di biottiche digitali.

Marco

Inviato: 25/2 17:09
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Re: Filtro neutro vs diaframmi chiusi
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Citazione:

Mxa ha scritto:


.....magari apro un thread specificatamente sulla Rolleiflex.....




Apri, apri.....

Marco

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Re: Filtro neutro vs diaframmi chiusi
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Ciao Mxa,

ti rispondo circa il flare. Io possiedo una Rolleiflex T (3,5) ed una 2,8F. Le ho sempre usate con il paraluce. Uno originale per la 2,8F ed uno replica (ma identico all’originale) per la T; quindi non l’ho mai usata senza ed avevo comprato quello replica per la T avendo anche io letto che è propensa al flare. In pratica quindi non le ho mai utilizzate senza paraluce. Inoltre non le ho mai neppure usate con il sole o la fronte luminosa frontale. Nel mio caso quindi non ho mai avuto problemi di flare ma, come puoi capire, sono casi d’uso dove una lente anche se soggetta al flare non è nella situazione di subirlo. Il vero esperto di Rolleiflex TLR è Hologon. Se qualcuno è ferrato sull’argomento senza dubbio è lui.

Marco

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Re: Filtro neutro vs diaframmi chiusi
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https://www.ebay.it/itm/Bay-3-III-a-52 ... id=p2349624.c100935.m2460

Il primo trovato. Ma la tipologia e' questa.

Marco

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Re: Filtro neutro vs diaframmi chiusi
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Uso anche io delle Rolleiflex e ho presente il problema. Non lo avevo comprato ma so che c'e' un aggeggio per evitare i costi esorbitanti dei filtri dedicati a baionetta. Se cerchi su ebay ci sono adattatori per montare comuni filtri a vite (mi pare 50 meno) sulla baionetta II e III. Se trovo ti giro un link.

Marco

Inviato: 5/2 22:07
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