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Re: coronavirus e fotografia
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Domanda alla quale ognuno può rispondere con dati oggettivi o in base alle proprie idee e convinzioni. In ogni caso è facile cadere nel tranello di tirare in ballo luoghi comuni ed amenità varie. Io (fregandomene di sciorinare luoghi comuni) provo a rispondere in base a quello che io credo.
Sono convinto che per ottenere un’immagine realizzata con alla base ottima tecnica e cultura fotografica sia necessario da parte di chi la realizza possedere tali capacità. Ma non mi fermo qui. Anche da parte del fruitore occorre essere dotato di cultura fotografica per apprezzarla ed essere conscio che tale immagine possiede tali doti. E non parlo del semplice effetto wow che permea talune fotografie ma di ben altri connotati. Vi è allora tale differenza fra ieri ed oggi ? Intendo differenza nel livello di cultura fotografica del realizzatore e anche del fruitore ? Io sono portato a dire di no. Secondo me la vera e gigantesca differenza fra ieri ed oggi risiede unicamente nel numero di immagini in circolazione. Se ieri erano 100, realizzate per il 60% da professionisti (si spera tutti capaci), oggi sono 10000 e realizzate per lo 0,2% da professionisti capaci. Il livello di cultura fotografica non penso sia oggi inferiore rispetto a quanto lo fosse ieri. Semplicemente tale cultura è molto molto molto diluita e dispersa in una miriade di immagini che sono in ogni dove. Se per assurdo la stessa quantità di foto fosse stata realizzata negli anni ‘60 o ’70 rispetto a quante ne circolano oggi…..non penso che ci troveremmo in una situazione molto diversa.

Marco

Inviato: Ieri alle 15:07
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Re: coronavirus e fotografia
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quanto dici è vero, tuttavia il fatto di essere un esperto di tecnica, cultura fotografica e modus operandi non rende in automatico capace di avere un’anima e sensibilità della situazione in questione. Come dici ci sono fotografi e fotografi. Tendenzialmente sono convinto che ci voglia meno ad imparare la tecnica fotografica e la cultura fotografica che fare propria a vivere un certo tipo di sensibulità e comunanza con i fatti che si vorrebbero descrivere.

Marco

Inviato: 6/4 9:31
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Re: coronavirus e fotografia
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“la qualità delle immagini prescindendo dallo strumento con cui sono fatte, abbisognano anche di un'anima che può apportare solo chi è dotato di "consapevolezza del linguaggio e della grammatica dell'immagine”

Mmmm……che la qualità dell’immagine richieda conoscenza del linguaggio, tecnica e grammatica dell’immagine non posso contestarlo e sono d’accordo. L’anima che può permeare e rendere vive e reali le scene penso invece che non sia (in casi come questo) appannaggio di un fotografo. Un fotografo non vive realmente ed in prima persona quanto provano sulla pelle coloro che vivono quotidianamente lavorano negli ospedali. Scene non solo viste ma vissute in prima persona. Certo, vivere le cose non vuole dire essere “capaci” automaticamente di raccontarle per immagini, ma sicuramente la vera consapevolezza di quelle cose non permea in egual modo e misura chi le vive in prima persona e chi le sfiora.

Marco

Inviato: 3/4 9:55
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Re: qual è la fotocamera che avete trovato più assurda?
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Citazione:

AlbertoR ha scritto:

....l.L'unica che realmente aveva problemi era la prima che ho usato: una Petri FT.....



Petri, anche tu l’avevi. Quanti ricordi. E’ stata la prima reflex che ho usato. Era (se non erro) una Petri MF-101, non mia ma prestito di un conoscente di mio padre e l’ho tenuta ed usata per un annetto.

Marco

Inviato: 25/3 15:49
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Re: qual è la fotocamera che avete trovato più assurda?
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Ciao,
da parte mia non posso dire di essermi mai trovato male con una delle fotocamere che ho posseduto. Non con quelle a pellicola e neppure con quelle digitali. Metto nel gruppo tutto quello che ho avuto, sia compatte che reflex che MF. Questo non perché sia un genio delle scelte oculata (spesso sono andato a naso) ma fondamentalmente perché ho posseduto ed usato relativamente poco e per puro e semplice culo. Tendenzialmente scatto relativamente poco e poi spremo per bene quanto ho in mano.
Ricordo le reflex a pellicola: una Petri, una Canon ed una EOS, una Yashica a telemetro, due Rolleiflex Biottica MF. Poi tre compatte digitali (una ormai vecchissima Nikon Coolpix da 2 Mpixell), e (udite udite) solo 3 Reflex digitali: tutte Canon, una 300D, una 5D ed ora una 6D…..la 6D per una DSRL è sorpassata e dovro’ cambiarla…..ma c’è tempo e poi per quanto faccio basta ed avanza. Fondamentalmente aspetto di vedere come butterà con le mirrorless vs DSRL. OK, tante parole ma infine non ho risposto alla domanda del post…

Marco

Inviato: 25/3 11:11
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Re: sulla durata delle stampe
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Vedendo l'effetto sulle stampe mi vengono in mente subito i vecchi libri conservati in qualche modo, magari in uno scantinato. Hanno proprio i bordi delle pagine che cambiano colore e sono un pelo rovinati ed accartocciati sui lati. Ma parliamo di libri di 30, 50 o piu' anni e non di certo di carta archiviabile...e parliamo di decenni non di pochi mesi. Nemmeno la copia della Gazzetta dello Sport di quando l'Inter vinse la Champions League (forza Inter) vecchia di 10 anni è ridotta così


Marco

Inviato: 17/3 17:21
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Re: sulla durata delle stampe
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Veramente strano. Non sono un esperto ma trovo particolari alcune cose. Prima di tutto le zone laterali dove è comparso il giallo; solo in quelle posizioni e non in altri punti più centrali, dove la stampa presenta elementi chiari dove il fenomeno si sarebbe subito visto. Strano perché è una carta in fibra di cotone, pH neutro, senza OBA e chi più ne ha più ne metta…quindi garantita per dare la massima durata se usata con i pigmenti. Io ho utilizzato quella carta e non mi ha dato alcun problema (ho stampe sia chiuse in una scatola sia incorniciate ed appese. Per dirla tutta ho delle stampe appese da quasi 15 anni e fatte su Epson Matte che non hanno alcun artefatto. E la Epson Matte è archiviabile un’inezia rispetto alla Ilford. Poi, per quanto ne so io eventuali segni del passare del tempo non dovrebbero dare segni tanto delineati su una sola zona ma un graduale sbiadimento o viraggio dei colori abbastanza uniforme o almeno uniforme su taluni toni identici. Quei segni gialli mi paiono troppo localizzati, precisi linearmente e marcati cromaticamente per essere dovuti a scarsa archiviabilità. E poi un anno mi pare veramente troppo poco per un effetto del genere. A naso direi che qualcosa ha macchiato la carta direttamente e non problematiche di tenuta. Ripeto non sono esperto ma una cosa del genere io non l’avevo mai vista e ripeto, propenderei per altro che poca archiviabilità.

Marco

Inviato: 13/3 11:53
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Re: Dittico/specchio
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Citazione:

nikophoto ha scritto:
si piace molto anche a me.. ed anche per me merita una serie


Grazie. Per la serie ho in mente un progettino.....

Marco

Inviato: 6/3 10:31
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Re: Dittico/specchio
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Ciao,
grazie per i commenti.
questo scatto, che ho definito una opera unica forse vedrà svilupparsi un lavoro più articolato. Il tutto ha avuto origine circa 2/3 anni fa con il mio portfolio “reinterpretation” formato da dittici asimmetrici. Per chi lo ricorda erano scatti macro di vegetali realizzati non focalizzandomi sulla semplice correttezza scientifica e formale ma giocando con sovrapposizioni, scomposizioni, forme e tinte. Come detto il tutto nacque per gioco e voglia di provare l’abbinata ob. macro e tubi di prolunga. Poi il lavoro andò alla deriva dagli intenti iniziali verso un qualcosa di maggiormente estetico e di conseguenza (ma solo come conseguenza naturale, non era questo il mio intento iniziale) verso una rilettura del reale “altra” da come lo percepiamo. Adesso l’idea (che forse svilupperò) dovrebbe essere un proseguo dell’idea alla base di “Reinterpretation”, ma non incentrata su scatti macro di vegetali benesi con un paio a dare un tassello dell’insieme. La prima fotografia (che ho postato) è giusto una macro. Fondamentalmente non ho ancora le idee chiare al 100% sul lavoro nel dettaglio; ma le linee generali sono definite.
Circa le considerazioni e pareri sull’essere fotografia e su cosa è fotografia non mi sento in grado di dare una risposta esaustiva. Quanto posso affermare è che nello scatto postato non vi è il minimo intervento riconducibile alla grafica. Per assurdo, benché con ben altro tempo, mezzi ed impegno, quasi tutto si potrebbe anche fare con l’argentico: duplicazione del fotogramma, rotazione, specchiatura, rivisitazione dei toni, colori, contrasti ecc. Detto questo apprezzo le opinioni ricevute, tutte fonte per me di riflessione, imput ed idee. Non posso sostenere che vi sia un “vero” sgambettamento del modus operandi fotografico tradizionale, e forse (come detto) l’idea iniziale non verteva su questo. Tuttavia si tratta di un input che ho ricevuto (grazie Mxa) di portata rilevante del quale devo e voglio tenere conto.

Marco

Inviato: 4/3 9:03
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Dittico/specchio
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Ciao,

posto questo scatto. Che ne dite ? Si è uno solo, ma tanto per provare...

Non è una sola fotografia con due parti "trattate" in modo diverso, ma la stessa fotografia duplicata x due, dove le 2 parti sono state elaborate in diverso modo e poi una ribaltata ed accostata all'altra.

Marco

Allega:



jpg  dittico-specchio.jpg (876.61 KB)
68_5e5cf376674b3.jpg 1400X1050 px

Inviato: 2/3 12:52
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Re: mouse tavoletta intuos 3 ptz630
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Non posso aiutarti. Mi rendo conto che sovente, quando ci sono di mezzo problemi “informatici” è come scontrarsi con un muro di gomma. Posso unicamente dirti una parola di conforto….nell’attesa che intervenga (si spera) qualcuno maggiormente ferrato.

Marco

Inviato: 2/3 12:45
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Re: Around the waterfront
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Lo reputo un doppio lavoro. Doppio perché a mio avviso composto da due parti abbastanza a sé stanti. comuni per luogo ritratto, diverse per tipologia di ripresa. Mi riferisco ai fotogrammi che includono la spiaggia ed a quelli con le case lungo il litorale senza riferimenti visivi al mare. sono un poco critico riguardo alle fotografie dei caseggiati perché non contengono elementi certi circa la loro ubicazione e tipologia. Alcune potrebbero essere dettagli di case non inequivocabilmente di vacanza.

Marco

Inviato: 24/2 12:20
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Re: Annuncio: canale YouTube in italiano sul grande e ultra grande formato
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Innanzi tutto un grande in bocca al lupo per l’iniziativa.
Io non uso ne ho mai usato ne (probabilmente) userò mai il GF, figurati l’ULF ma non posso che dirmi veramente contento di un’iniziativa come questa, perché riguarda un ambito poco conosciuto in Italia e ignorata completamente da moltissimi che non sanno neppure che esiste. Penso che il conoscere una cosa seppur magari non usandola mai sia sempre un plus ed apporti stimoli anche rimanendo in ambiti diversi.
Mi ritrovo poi molto d’accordo con il pensiero di archifoto, che sottoscrivo al 100%. Ricordo che anni fa avevo postato un intervento dove dicevo che gli utilizzatori di GF dovevano, secondo me, proporre “qualcosa” di nuovo senza rimanere ancorati al passato ed alla prassi e spingere le loro idee e passione. Forse mi espressi io male, forse fui male interpretato ma ne è scaturito un putiferio gigantesco dove sono passato per critico verso il GF e chik lo usa. Ragion per cui non faccio altro ora che augurarti in bocca al lupo. Un’occhiata la darò di sicuro.

Marco

Inviato: 24/2 12:06
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Re: Consumo Ink
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Io ho detto che non si tratta di un sito indipendente perché coinvolto commercialmente nella questione. Non mi permetterei mai di dire che i dati riportati sono inventati. Non ho le basi tecniche per dire se l’ABW Epson funziona meglio con le carte Epson rispetto a quelle di altri. Quello che posso dire è che nelle stampanti Epson si seleziona la tipologia di supporto Epson anche per carte di terzi e poi (chiaramente) si applica il profilo di quella carta/azienda.
Riguardo la stampa B&N non posso dire di avere una grande esperienza a proposito rispetto al colore. Quello che posso dirti è che ho ottenuto buoni risultati avvalendomi del ABW. Leggermente migliori che con i profili ICC (profili canned e non fatti su misura). Io attualmente uso profili forniti e non fatti su misura e non sento la necessità di averne fatti ad hoc, e forse i profili dedicati forniscono risultati migliori come dici. Solitamente io setto tonalità neutra e tono più scuro e spesso neutro.

Marco

Inviato: 29/11/2019 14:22
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Re: Consumo Ink
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Ciao Orso. Perdona ma il link che hai postato e che asserisce la superiorità dei profili B&N rispetto al ABW non è il massi mo. Ci vendono anche i profili, logico che ne asseriscono la superiorità. Come se io indeciso fra una. Mercedes e una BMW andassi a chiedere pareri sulla Mercedes da un concessionario BMW. Dai...
Comunque dalle tue prove il ABW non ti soddisfa. Io invece lo trovo buono e non ci vedo i difetti che descrivi, anzi direi che da quel punto di vista è ottimo.

Marco

Inviato: 27/11/2019 21:35
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Re: Consumo Ink
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Inviato: 27/11/2019 11:25
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Re: Consumo Ink
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Il tuo flusso di stampa viene gestito da PS. Per ottenere il B&N vengono utilizzati non solo le cartucce di nero – nero light e nero light light ma anche le cartucce colore opportunamente miscelate. Per questo se stampi B&N (per assurdo) consumi anche gli ink a colori. Devi stampare avvalendoti dei driver della stampante e NON lasciare il tutto sotto controllo di PS. Otterrai stampe B&N migliori senza il minimo accenno di dominanti colore e senza consumare gli ink colore perché userai solo gli ink neri. Fidati funzions meglio cosi’ per il B&N. Se cerchi in rete troverai decine di articoli sulla questione. Un conto è il colore con le Epson, altro conto è il B&N.

Marco

Inviato: 27/11/2019 11:20
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OBA
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OBA……questi affari misteriosi…..che sono poi gli sbiancanti ottici, ossia una “sostanza” aggiunta ai fogli di carta per stampa inkjet allo scopo di renderla bianca. Si perché una carta, per bianca che sia, non lo è mai al 100% indipendentemente dal processo di lavorazione o dai costituenti (cotone, cellulosa ecc.) ma presenta sempre e comunque una colorazione che si avvicina al bianco ma non lo è al 100%. allora vengono aggiunti gli sbiancanti ottici che rendono il bianco più bianco. Sembrerebbe tutto perfetto, ma ci sono anche i contro. infatti “sembrerebbe” che questi OBA hanno degli effetti collaterali, ossia la tendenza a degradarsi con il passare del tempo, dando come conseguenza l’ingiallimento del supporto e perdita della fedeltà originale dei colori. in rete si leggono 1000 e più opinioni riguardo a questi benedetti OBA, ma io ci vedo una scarsa uniformità di convinzioni ed una palese assenza di dati quantitativi. Le domande alle quali non ho trovato risposta certa sono molteplici. Partendo dal presupposto che gli OBA siano deleteri per l’archiviabilità (pure questo punto basilare non è certo al 100%) mi domando: dopo quanti anni si inizia a vedere qualcosa? Le conseguenze sono ben evidenti o solo marginali? dopo quanto (se succede)la stampa è rovinata? Dopo 150 anni? Dopo 15? La quantità di OBA presenti ha un suo peso? Si perché alcuni supporti hanno bassa quantità di OBA e tale dato viene messo in evidenza (marketing o dato fondamentale?).
Insomma io chiedo se ne sapete qualcosa perché le carte fine art in fibra ecc. e senza OBA hanno un costo di molto superiore alla media….a dire il vero ci sono pure carte fine art in fibra con OBA dichiaratamente presenti che hanno un costo mostruoso……insomma non si riesce a capire un cavolo. Tendenzialmente i supporti Cotton Rag o in alfa cellulosa hanno costi di anche più del doppio rispetto agli equivalenti RC, vuoi per la maggiore “bellezza” della superficie, vuoi per la completa archiviabilità (cosa non valida per gli RC)….ma poi vedi supporti fine art che contengono OBA. E allora, se è vero che contengono OBA ed è vero che sono deleteri dove è questa completa archiviabilità? Perché sarà pur vero che tali supporti sono esteticamente migliori ma mi scappa la voglia di spendere 4 euro per un foglio perlato se posso spenderne 1,5 per un perlato RC. Per cosa poi? per una differenza estetica che per me non è fondamentale data la sua entità a fronte di un’archiviabilità non garantità…e poi, sinceramente, chi piangerà per la perdita delle mie stampe fra 50 anni? (anche fra 10 se vogliamo dirla tutta…).

Marco

Inviato: 11/11/2019 15:28
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Re: Fine Art vs Cotton Rag
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Qualcosa di stampa e supporti conosco. Che i termini cotton rag e quello 100% cellulosa si riferiscono al supporto cartaceo è palese e che non ha influenza sulla bontà di stampa pure. Il coating è altra cosa. Volevo sapere se supporti di cotone o cellulosa danno al foglio caratteristiche fisiche diverse (rigidezza, archiviabilità, facilità di manipolazione nella stampante…). Insomma perché alcuni supporti pregiati sono cotone e altri cellulosa e non solo di un tipo? Lavorazioni in un caso complicate? Risultati sovrapponibili? Allora perché due tipologie.

Marco

Inviato: 6/11/2019 16:56
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Fine Art vs Cotton Rag
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Una curiosità che vi chiedo da ignorante in materia. Vi sono supporti pregiati (definiti Cotton Rag) su base fibra di cotone ed altri sempre pregiati (definiti Fine Art) su base cellulosa 100%. Che caratteristiche hanno? Quale è meglio? Pro, contro, rigidità, archiviabilità…insomma perché l’uno o l’altro?

Marco

Inviato: 5/11/2019 17:04
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