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Re: L’evoluzione della fotografia
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archifoto ha scritto:


E ci credo! "ciò che vedi è ciò che fotografi" può andare bene per uno slogan pubblicitario e nient'altro perchè con qualunque macchina al mondo dal banco ottico alla leica alle reflex alle mirrorless non stanno così le cose.
A parte l'ovvietà che nessuno vede in bianco e nero, c'è tutto il capitolo stampa. In un bel video in rete il figlio di Ansel Adams mette a fianco due stampe di moonlight, una come scattata (quello che ha visto dal vetro o con gli occhi?) e una stampata con la sua tecnica, quella che poi è diventata famosissima. Ovviamente c'è un mondo tra le due! Ma senza scomodare Ansel Adams, chi ha mai stampato un negativo senza alcuna mascheratura? Lo stesso dicasi per il digitale reflex o mirrorless che sia, c'è qualcuno che stampa le fotografie come escono dalla macchina credendo che quello che ha fotografato è quello che ha visto? C'è qualcuno che crede che la fotografia riproduca fedelmente quello che l'occhio vede? Io credo proprio di no perchè altrimenti dovremmo riscrivere completamente la filosofia della fotografia!


No scusa. Stiamo parlando di due cose diverse. Vedo quello che fotografo significa che fotografo quanto vedo dal reale nel momento in cui premo il pulsante di scatto. Quanto faccio dopo (anche la selezione al momento di tempi e diaframmi) è altro. Con il termine “vedere” ci si riferisce alla scena reale e non filtrata e non dal vivo ma attraverso un monitor. N.B. Non dico che la penso in ugual modo, cito solamente quanto da alcune fonti si sostiene. Sono questioni filosofiche delle quali, nell’uso pratico, non vi è molto peso.

Marco


Inviato: 8/7 10:44
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Re: E comprare una Leica (analogica) nuova?
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A me personalmente, Leica non è molto simpatica. Io mai ne comprerei una. Senza ombra di dubbio sono strumenti costruiti a regola d’arte e con tutti i crismi. Impeccabili direi. Tuttavia, come in ogni campo, il nome ha un suo peso. Nel caso di Leica tale peso è esageratamente rilevante. Si sfocia troppo spesso (forse sempre) nel collezionismo puro. Detto questo, io ho un’altra convinzione. Senza buttare i soldi, se uno può farlo, penso sia bello potere soddisfare i propri desideri. Quindi, Luciano, se non vai in bancarotta fraudolenta, ti dico di comprartela. Il piacere e la soddisfazione di avere per le mani un oggetto del desiderio non ha prezzo. E poi che ti frega; se ti penti o stufi a posteriori un oggetto del genere lo rivendi senza problemi e senza rimetterci.

Marco

Inviato: 7/7 11:32
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Re: L’evoluzione della fotografia
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Il titolo che ho scelto per questo 3ad non è corretto. Tutto l’ambito creativo del fotografare non c’entra nulla. La mia voleva essere una valutazione dell’evoluzione strumentale delle macchine fotografiche (ed in parte del marketing). Ho giusto illustrato l’esempio delle automobili per fare un parallelo con gli strumenti fotografici.
Circa l’affermazione “quello che vedi è quello che fotografi”, devo dire che si, è vero che con le mirrorless riesci ad avere la visione di come sarà la fotografia. Tuttavia il punto non è questo. Come sarà la fotografia dipende dall’esposizione scelta e non c’entra con l’idea di vedere direttamente la scena inquadrata. La visione diretta con l’occhio della scena è (filosoficamente parlando) diversa dal vederla proiettata su uno schermo. In un caso vedo la scena. Nell’altro vedo una sua immagine ripresa da un sensore. Sono fondamentalmente questioni che non hanno peso nel “fare fotografia”, ma molti sottolineano tale diversità concettuale. Io personalmente non do alla cosa peso, ma ho voluto riportarla. Quanto è veramente diverso e ha creato una rivoluzione di considerevole portata, è il cambiamento tecnico e costruttivo dello strumento fotografico.
Poi vi è tutto il discorso legato alla ricerca fotografica, alla creazione. Come ha detto Luciano, pure io spesso trovo difficile ipotizzare nuovi possibili scenari creativi legati alla tecnologia digitale. Sovente (anzi sempre o quasi) mi trovo a creare fotografie che avrei potuto scattare anche con l’argentico. D’altronde (forse mio limite) ho sempre reputato il digitale al pari dell’argentico. Trovo poi spesso difficile mettere paletti a quanto è da considerare fotografia e quanto sfocia in altri ambiti (grafica, elaborazioe). Forse non si dovrebbe piu’ parlare di fotografia ma di ricerca (artistica?) legata all’immagine.

Marco

Inviato: 7/7 10:41
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L’evoluzione della fotografia
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I nostri tempi sono caratterizzati da un’evidente accelerazione dell’evoluzione tecnica in ambito fotografico. Oltre al progresso tecnologico, vi è anche una velocità molto molto accresciuta dei tempi del mercato. Tutto questo comporta un ricambio veloce, e una scomparsa e sostituzione di quanto appare attuale, con una nuova tipologia di apparecchi. Tutto questo capita in fotografia e parimenti, in tutti i campi industriali. Basta considerare le automobili. Nei precedenti (100?) anni, l’improvement più evidente e notevole è stato l’avvento dell’iniezione elettronica. Ora, nel giro di 10/15 anni si parla di automobili ibride o plug-in o di vetture solo elettriche…addirittura si parla di sostituire tutti i motori a combustione con propulsori elettrici. Sta sparendo il vero cuore di un’automobile come la conosciamo da 100 anni e passa. Prima si trattava di accessori o parti dell’insieme. Ora si parla dell’essenza. Una vettura degli anni ’40, di base, era basata sugli stessi principi di una del 2010. Prima, ciò che caratterizzava e connotava una vettura, di base, era il tipo di motore a combustione del quale era dotata. Poi veniva tutto il resto. Ora il motore a scoppio scompare…
Tornando al discorso fotografico, qui le cose sono un vortice di cambiamenti. Cambiamenti che sradicano le basi che apparivano certe ed inamovibili. Prima l’avvento delle macchine digitali; ma a voler ben vedere si è trattato di un cambiamento non drastico, perché le macchine sono rimaste le stesse come tipologia. Quello diverso è il supporto che raccoglie la luce, pellicola vs sensore. Certo, questo ha causato profonde diversità legate al modo di fotografare, all’approccio allo scatto ed alla filosofia fotografica. Ma parlando solo e solamente delle caratteristiche tecniche e meccaniche del mezzo fotografico, non è una rivoluzione totale. Con l’avvento del digitale si è indubbiamente assistito ad un turnover accelerato ed obsolescenza veloce degli apparecchi fotografici. Fondamentalmente perché il sensore (e processore che lo gestisce), che è fisso e parte inamovibile della macchina, implica il cambiamento di tutto l’apparecchio e non, come avveniva con la pellicola, del solo supporto che raccoglie la luce. Quindi tempi stretti e spinta del marketing al ricambio. Restando all’ambito solo tecnico, l’avvento delle mirrorless (per me) è stato una rivoluzione totale e ha portato alla scomparsa di quello che credevo eterno: le reflex. Sembrerebbe una modifica non di rilevanza assoluta, in fondo si tratta solo di uno specchio che sparisce no? Non esistono e sono esistite le telemetro che non hanno uno specchio? Si, vero, ma con le mirrorless non si tratta solo del fare a meno di uno specchietto. Cambia un aspetto fondamentale. Scompare la vera caratteristica basilare delle reflex: la visione diretta del reale inquadrato. Si vede quanto è trasmesso su uno schermo. Vero è che, oramai, non sussistono le problematiche dell’esordio delle mirrorless riguardo refresh ecc., ma quanto è cambiato è un connotato fondamentale che ha fatto la fortuna delle reflex. Fotografo quello che vedo e quello che vedo è quanto c’è. Senza contare che si inizia a vociferare che cadrà nell’oblio anche una parte di primo piano come l’otturatore (con l’avvento dell’otturatore elettronico, che poi un otturatore non è, in sostituzione di quello meccanico). Io ero convinto che nulla avrebbe reso obsolete le reflex…ma poi spariranno davvero? Probabilmente si; modelli nuovi in tale campo non se ne vedono e salvo poche case di nicchia, il settore è fondamentalmente sulla via del tramonto. Concludendo, la combinazione nuova tecnologia + marketing, rende un apparecchio top di gamma superato nel giro di una manciata di anni. Basta pensare a 20 o più anni fa: se si acquistava una reflex top di gamma, si era a posto una vita.

Marco


Inviato: 6/7 13:15
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Re: Annusate i vostri negativi.
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Conservare. Rendere inattaccabili dagli effetti dello scorrere del tempo. Chi non desidererebbe ciò per le opere fotografiche? Se non tutte le proprie almeno qualcuna o quelle altrui giudicate capolavori meritevoli. Rimanendo nel proprio orticello, sono convinto che ognuno vorrebbe che una decina delle fotografie prodotte, magari a fronte di migliaia scattate, fosse in grado di sfidare il tempo ed essere immune dal suo scorrere. Io personalmente, non sono propenso a credere alla modestia di chi fotografa. Almeno di chi, seppur hobbista e dilettante, la pratica con cognizione di causa e con un certo background. Anzi, fotografare non su commissione (e questo vale anche per i professionisti che sviluppano un portfolio fuori dall’ambito lavorativo), ma seguendo il proprio credo e idee, porta ad una sorta di affezione a quanto prodotto ed a una sopra-valutazione di esso; con conseguente formazione di un legame molto molto forte. Come ho prima detto non di tutto il prodotto ma senz’altro di una parte. Magari esigua. Pronto ad essere smentito (in fondo parlo di una mia convinzione personale) ma credo fermamente che qualsiasi fotografo vorrebbe che una parte, magari esigua, di quanto prodotto sopravvivesse in eterno. In soldoni io non ci credo quando sento un fotografo dire: “se tutto il mio sparisse o venisse distrutto, non me ne importerebbe un fico secco”. Ripeto: magari se sparisse il 99% potrei fregarmene, ma quell’1% no. Sbaglio ed ho torto?
Comunque, supponendo che si voglia/debba rendere duraturo uno scatto, cosa conviene fare? Affidarsi ad un file digitale o ad un concreto e tangibile manufatto fisico? In teoria un file è eterno ed inattaccabile, ma abbiamo visto ed elencato i problemi/pericoli ai quali è esposto. Pericoli legati al “dove” è ospitato fondamentalmente (obsolescenza, cancellazioni accidentali, non leggibilità). Una fotografia impressa su un supporto, essendo un qualcosa di fisico, incorre agli insulti del tempo. Quindi? Quindi occorre avvalersi di supporti e tecnologie allo stato dell’arte, con dispositivi di conservazione e di backup ad hoc….con spese molto molto rilevanti e garanzie non del 100%.
Infine, perché io fotografo? Risposta banale: perché mi da qualcosa.
Mi appaga, mi piace. Sono sempre convinto che creerò un qualcosa di buono. Immodesto? Si, forse. Ma sono realista e riesco a discernere e giudicare quanto faccio con cognizione di causa. Su miriadi d scatti che faccio sono conscio che magari solo uno o due sono sopra le righe. Ma in fondo quanto mi piace della fotografia (quando non è il semplice punta e scatta) è il suo essere una sorta di input per riflessioni, ricerca e documentazione che vanno in ogni ambito dello scibile.

Marco


Inviato: 28/6 14:53
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Re: A volte ritornano...
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Felice di ritrovarti.

Marco

Inviato: 24/6 13:21
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Re: Per gli appassionati di Leica e non solo
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Una delle false credenze riguardo il digitale (in qualsiasi ambito) è la sua infinita permanenza e conservabilità (è eterno, infinitamente duplicabile) . Restando in ambito fotografico si è portati a credere che un file immagine sia eterno. Effettivamente un file lo è. Sfortunatamente non si può dire la stessa cosa riguardo i supporti che lo ospitano. Vuoi perché si possono danneggiare, vuoi perché l’obsolescenza non li rende facilmente fruibili (non sono passati secoli da quando tutti i PC avevano un lettore di floppy). Vuoi per una erronea cancellazione. Se una fotografia su carta o un negativo possono essere distrutti da un evento avverso, un file si può perdere in una frazione di secondo per un semplice e banale errore. A chi non è mai capitato di cancellare inavvertitamente una scheda di memoria? Tutto questo, come ha detto Luciano, vale per ogni ambito digitale. I geroglifici Egiziani sono giunti fino a noi. Se fossero stati “scritti” su un foglio di testo informatico sarebbe accaduta la stessa cosa?
Ricordo un vecchissimo film (non rammento il titolo) dove in un futuro ipotetico una guerra combattuta sulla terra aveva provocato una tempesta elettromagnetica che aveva spento tutti i sistemi informatici del mondo. L’effetto era stato il ritorno all’età della pietra per gli uomini, visto che tutto quanto basato sulla tecnologia aveva smesso di esistere.

Marco

Inviato: 22/6 12:44
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Re: Un nuovo giocattolino: PhaseOne P25
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Di dorsi digitali come il suddetto non ne ho mai usati e non ne so un piffero. Quindi non posso aiutarti in alcun modo. Quanto posso fare è dirti che hai fatto benissimo a prendertelo. Non vivi di fotografia; è qualcosa che pratichi perché ti da imput e soddisfazione. Dici che le tue idee e gusti sull’attrezzatura raramente coincidono con quelli altrui? E chi se ne frega. Non devi portare a casa il lavoro con scadenze tassative, giusto? E allora vai e divertiti.

Marco

Inviato: 9/6 12:27
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Re: Ecco...ormai ci siamo
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Oscar, hai citato un genere fotografico molto particolare, dove scattare senza accorgimenti (con l’apparecchio in mano a caso) porta a risultati scadenti. Questo vale indipendentemente dall’apparecchio usato, telefonino o attrezzatura professionale che sia. Come tu stesso hai poi precisato, se vengono adottati certi criteri, il risultato può essere buono anche con uno smartphone. Certo, questo vale se si rivede lo scatto su un piccolo monitor, ed è proprio questo il punto della questione. Io ho sostenuto che, oggi il 99% degli scatti sono ad uso di tali piccoli supporti (l’ambito professionale è cosa diversa). Continuo a sostenere che, visti su tali schermetti, le immagini sono per me impossibili da ricondurre al mezzo usato per riprenderle. Questo vale ancora maggiormente per scatti di una festa di compleanno, street o paesaggi. Poi, chiaramente, se il file lo vedo su un monitor con dimensioni e risoluzione decente, le differenze ci sono e saltano fuori. Se poi voglio stamparlo in dimensioni maggiori di un francobollo, allora non ne parliamo.
Sono convinto che tale andazzo ha reso il pubblico incapace di spirito critico, visto che (e lo ripeto) siamo si sommersi da immagini, ma immagini “filtrate” dalla modalità con la quale ci sono presentate.

Marco

Inviato: 9/6 11:12
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Re: Ecco...ormai ci siamo
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Alla fine probabilmente non ha senso fare un distinguo fra committente e pubblico al quale esso si rivolge.
Se il committente accetta il prodotto fatto col telefonino e non vede differenze fra due modus operandi diversi, allora neppure il pubblico percepirà tali diversità. Non c’è da stupirsi allora nella tendenza ad affidarsi a chi, comunque, ti fa la foto ma a con costi (e di molto) inferiori.
Probabilmente tutto nasce dalla tendenza attuale della visione delle immagini su schermetti di dimensioni irrisorie e con tempistiche mordi e fuggi. Sicuramente vi sarà capitato (a me spesso) di vedere una fotografia, appena scattata, sul display di una macchina digitale e pensare fosse perfetta. Poi una volta scaricata e vista in grande, la delusione nel rilevare (per esempio) un dettaglio pessimo o il fuoco non ottimale. Ma cavolo, vista sulla macchina sembrava ottima. Se consideriamo che il 95% delle immagini odierne vanno ad essere viste su schermi relativamente piccoli, ecco il punto. Io sfido a capire se un’immagine, vista poi su uno smartphone è stata scattata con una medioformato dotata di una lente professionale o con un iPhone. Magari qualcuno ci riesce (io no) ma penso non il 99.9% delle persone non addette ai lavori. Mi è capitato spessissimo di sentire conoscenti, genitori di compagni di scuola delle mie figlie, restare stupiti quando gli dicevo che per dare loro alcuni scatti mi sarebbe servito del tempo perché dovevo scaricarli, convertirli e magari ottimizzarne alcuni……mi sono sentito dire che era inutile perché se li avessi fatti con lo smartphone potevano averli subito con watsApp. Tutto questo per dire che la modalità comune di questi tempi di vedere un’immagine, si traduce in una perdita di capacità critica e di giudizio della stessa. Ne consegue che, se il pubblico al quale sono indirizzate le fotografie, ha smarrito la capacità critica, il committente trova insensato spendere 10 volte tanto per avere uno scatto ad hoc, che comunque non gli porterà alcun plus ma solo ed unicamente un costo maggiore.

Marco

Inviato: 8/6 12:54
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Re: sconto programmi Affinity
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L'ho acquistato pure io un4 anni fa. Sottoscrivo quanto detto da Galeno.

Marco

Inviato: 24/5 15:57
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Re: prezzi troppo bassi?
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Avevo letto un articolo con i consigli di tutela dell’acquirente che acquista sulla baia. Uno dei primi riguardava il non fidarsi di un venditore che cerca di comunicare con il compratore fuori dai canali ufficiali di ebay (per esempio email personale). Questo perché l’assicurazione di ebay per l’acquirente, che lo mette al riparo da frodi o merce non conforme, decade e non è applicabile per transazioni fuori dai canali certificati ebay. Quest’obbligo di ebay è nato perché era avvenuto che acquirente e venditore si erano messi d’accordo per fregare ebay tramite la loro garanzia. Ebay usando esclusivamente il suo canale certificato riesce a stoppare tale prassi. Di contro, come detto, se la transazione avviene su canali personali, la garanzia soddisfatti o rimborsati decade. Quindi diffidare sempre se un venditore propone contatti e/o transazioni fuori da ebay.

Marco

Inviato: 23/5 14:22
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Re: Notate un qualche ritorno della fotografia analogica?
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Non saprei. Forse hai ragione e vi è un nuovo interesse per l’analogico. Io stesso, entusiasta del digitale, ogni tanto un rullo di argentico lo espongo.
Tuttavia, io personalmente amplierei il discorso circa il microcosmo dell’immagine ai nostri giorni. Dico il mondo dell’immagine e mi guardo dal dire mondo della fotografia, perché sono cose diverse e non comuni.
Vedo i ragazzini ed i bambini. Se dici “fotografia” subito pensano allo schermo di uno smartphone, tablet o comunque ad un monitor. Se dicevi fotografia ad un ragazzino trenta anni orsono, subito riconduceva la parola alla carta ed a un negativo. Se dicevi fotografia una ventina di anni orsono molti ragazzini pensavano ad un monitor ma altrettanti ad una stampa.
A mio avviso negli anni si è smarrita la nozione di fotografia. Oggi esistono solo le immagini. Fotografia è altra cosa. Vero che fra fotografia argentica e fotografia digitale vi è una notevole differenza, ma tale diversità è un infinitesimo fra quella che ci passa fra fotografia ed immagine. Basta riflettere un attimo. Se parto da un rullino, lo espongo, lo sviluppo e poi stampo. Se parto da una macchina digitale, impressiono il sensore, ottimizzo il file e lo stampo. Ci sono tutte le differenze ed i distinguo del mondo ma sono alla fine ben quantificabili. Se prendo uno smartphone impressiono il sensore”, fine. Il presunto ritorno alla fotografia argentica è in fondo un ritorno alla fotografia. Il pianeta della fotografia digitale viene accostato e fuso con quello dell’immagine digitale. Logico quindi che, chi ha il desiderio di provare la fotografia, miri alla sua forma più vera e totalmente priva di artefatti, quindi l’argentico. Ma in fondo, a mio parere, la vera discriminante è fra fotografia ed immagine.

Marco

Inviato: 4/5 15:45
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Re: Per chi è seriamente interessato alla macro/microfotografia
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Interessante.

Grazie


Marco

Inviato: 26/4 16:14
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Re: WorkShop Contact 17/18 Settembre Last Session
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Ciao e grazie per la risposta.
Ci tengo ad aggiungere due cose. Con il mio intervento di prima non vorrei essere passato per saccente e dispensatore di consigli non richiesti. Senza dubbio tu hai la situazione sotto mano direttamente. Il mio intervento è stato, in parte, provocato da un fatto che recentemente mi è stato raccontato. Un mio conoscente si vede costretto a non vedere un futuro per la sua attività (che aveva avviato suo padre). E’ un artigiano che confeziona valige, accessori da viaggio in pelle. Complice il lockdown e lo sviluppo del mercato di questi tempi, i figli non continueranno la sua attività. Non per loro non passione o voglia, ma perché non regge le leggi di mercato attuali. I suoi prodotti sono di alto artigianato, impeccabili e vere opere uniche. Ma non reggono minimamente il confronto in termini di prezzo, con la produzione industriale e quanto si trova negli ipermercati. I suoi prodotti durano una vita invece che qualche anno? Sono fatti a mano con dedizione? Chi se ne frega, costano il triplo. Perdona il parallelo con l’ambito fotografico ma forse il discorso è in fondo simile. Un’immagine è un’immagine, che sia una stampa a contatto o un file su smartphone. Una foto è uguale no? Chi se ne frega del come e perché. In aggiunta io ci vedo una perdita anche e soprattutto dal punto di vista della cultura. Non è solamente un questione di capacità del fare, ma anche e soprattutto un tassello di cultura.

Marco


Inviato: 13/4 12:40
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Re: WorkShop Contact 17/18 Settembre Last Session
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Parlo io e ti dico la mia. E tu, giustamente, mi dirai: che parli a fare, tu che NON stampi e usi pochissimo l’argentico? Sarebbe come se un pizzaiolo dissertasse di pratiche di un centro estetico. E’ vero. Mi permetto tuttavia di ficcare il naso…
L’argomento che tratta il tuo workshop è, fuori da ogni dubbio, di nicchia. Pochi al giorno d’oggi si dedicano alla C.O. Pochissimi vi uniscono passione per tecniche “particolari” quali quelle che tratti.
Ma, a mio avviso, sono anche pochissime le possibilità pratiche in Italia. Quante iniziative come la tua esistono nel nostro paese? per me si contano su una mano. Sintetizzando affermo che i pochi interessati possono contare su un numero di iniziative ridottissimo. E allora mi sorge un dubbio. Non per farmi gli affaracci tuoi, ma tale workshop di quale diffusione pubblicitaria ha goduto? Non è che forse la notizia del suo attuarsi è rimasta troppo “nascosta”? Magari ho detto un fracco di stupidate. Nel caso perdonami.

Marco


Inviato: 12/4 12:42
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Re: intrepid camera, infiltrazioni luce
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Citazione:

sander ha scritto:
p.s. la intrepid l'ho usata sempre come macchina per gli "appunti" da prendere in previsione di un progetto da realizzare poi con altri strumenti, Sinar in primis.


Hai tutta la mia ammirazione.
Io da quando ho una mirrorless portatile, la Fujifilm X-E4, ho delle remore a portarmi in giro una “dimensionalmente contenuta” DSRL full frame come la Canon 6D…..
Sono proprio pigro.

Marco

Inviato: 30/3 11:53
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Re: Uno stato che agevola la fotografia e i fotografi
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Citazione:

Galeno ha scritto:
Un po' quello che succede a Roma dove è vietato usare il treppiede ovunque, a meno che non si abbia la licenza per farlo, pagandola al comune ovviamente. E non pensiate che sia difficile trovare il vigile che, se vi avvista, viene subito a controllare se siete in regola.


Ecco, io questa cosa dei treppiedi non l’ho mai capita. Occupazione di suolo pubblico, mi pare che dica così la norma. Io vorrei capire che occupazione ed intralcio alla circolazione ed al movimento può dare un treppiede. Certo, se lo piazzi in talune aree può benissimo essere. Ma in molte altre proprio no. Secondo me non si può fare di ogni erba un fascio ma vanno distinte circostanze ed ambiti diversi. Può dare più fastidio un cavalletto in una piazza semi deserta o un gruppo di persone ferme in piedi a bere un drink in una via assiepata in centro di una città ?

Marco

Inviato: 24/3 13:10
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Re: Uno stato che agevola la fotografia e i fotografi
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Negli ultimi anni, fotografare opere architettoniche e/o persone è diventato di una complicazione molto rilevante. Norme, divieti, obblighi, postille e casistiche sono aumentati di numero in modo esponenziale. Lo dice un non addetto ai lavori, che bazzica la questione solo di striscio e per sentito dire. Basta che un non professionista giri per i siti di stock per trovare norme e regole ed eccezioni varie. Basta bazzicare un social network come Instagram per imbattersi in decine di pubblicità di esperti e legali che offrono consulenze su diritti, leggi, copyright fotografico. Se è pieno di offerte di consulenza significa che le cose non sono uniformi e chiare. Io mi sono fatto un’idea di massima sulla questione. Penso che le norme risalgano, nelle basi, a parecchi anni orsono. Non essendo più adeguate ad abbracciare tutte le casistiche sviluppatesi nel tempo, sono state “arricchite” di postille, aggiunte, varianti relative a casi specifici. Il problema è che, a fronte di cambiamenti rilevanti, non è stato fatto tutto il regolamento ex novo, ma è stato tenuto tutto il vecchio e mano mano riempito di postille, eccezioni, novità. In tal modo si è giunti ad avere un castello di regole e norme che se uno non è esperto della questione richiedono la consulenza di un legale.

Marco

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When I pick one up, the hard work's already been done"

“To photograph reality is to photograph nothing.”

Duane Michals


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Re: Ilford XP2
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Annoiato???
Io non so molto di sviluppo, ma leggere le tue parole per me è stato fantastico. Non mi sarei mai stancato e avrei voluto che continuassi ben oltre. Grazie e vivissimi complimenti. Top one.

Marco

Inviato: 22/3 1:30
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