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Ilford XP2
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Mi è ricapitato in mano dopo tanti anni un vecchio volume sul BN (The Black and White Handbook by Roger Hicks, David & Charles Ed. 2000, London) e sebbene mi renda conto di quanto sia ingenuo basarsi su riproduzione tipografiche, nondimeno mi hanno colpito delle magnifiche immagini realizzate con pellicola XP2 Ilford, caratterizzate da una gamma amplissima di sfumature di grigi e da una notevolissima resa dei forti contrasti luce/ombra.

Mi ero pure scordato della sua esistenza, e non credo neppure di averla mai utilizzata.

Per questo chiedo a chi ha avuto esperienze pratiche cosa ne pensa.
Ed ai cultori del BN analogico classico chiedo vantaggi e svantaggi nel suo utilizzo.

Per chi non conosce questo prodotto, dirò che è una pellicola negativa colore...ma senza colori ! Che quindi si sviluppa nei normali bagni C-41 degli altri negativi colore minilab compresi , ma restituisce un negativo monocromatico che può essere stampato sulle carte BN tradizionali (o passato allo scanner per stampe inkjet BN).
Del negativo colore conserva la latitudine di posa molto elevata e la grana molto fine con resa del dettaglio notevole.
Ma quali sono i difetti, rispetto alle pellcole BN tradizionali, ammesso ve ne siano?

Inviato: 18/3 17:18
Tessera C.F.A.O n. 3

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Re: Ilford XP2

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Da Torino
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Buongiorno Luciano,
un mio ricordo vago è che presentasse qualche difficoltà a stamparsi su carta a contrasto variabile per via della sua colorazione.Discreta quando stampata su carta colore.

Inviato: 19/3 11:03
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Re: Ilford XP2

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Da Eboli
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Ricordi vaghi anche i miei, l'ho usata un po' anni fa quando non sviluppavo ancora BN. Poi sono passato alle pellicole BN vere.
Comoda pecche si può sviluppare con le altre negativo colore e perché ha una ottima latitudine di posa. Naturalmente grana fine.
Quelli "bravi", come ha scritto anche sender, divevano che se si stampa su carta BN sono meglio le vere pellicole BN.
Sicuramente adatta alla scansione.

Gianluigi

Inviato: 19/3 16:23
Gianluigi
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Re: Ilford XP2
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Da lombardia
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Ho ordinato alcuni rulli 120 e vedrò.
Da quanto leggo - e specificamente sulla scheda tecnica Ilford - ne viene consigliato l'uso proprio con le carte Multigrade Ilford e quindi non so. Forse le difficoltà di stampa riguardavano la versione originaria e non la vesione Plus di più recente introduzione.
Non resta che provare.
Mi attirano e mi invogliano a provarla diverse cose e fronte di un unico svantaggio: 1) io mi faccio in casa (quando riesco) il trattamento C-41 che è standard e non deve dunque essere adattato specificamente alla propria catena di lavoro, secondo quanto prescrive non solo il SZ, ma anche la semplice buona pratica di CO in BN
2) tale trattamento C-41 rimane invariato esponendo la XP2 Plus tra 50 ed 800 ISO (la sensibilità nominale è di 400 ISO)
3) secondo quanto riportato in letteratura tecnica, esponendo a 200 ISO si dovrebbero ottenere ottimi dettagli nelle ombre, un contrasto attenuato e la capacità di incassare forti differenze di luminosità, come nelle gionate di sole pieno con ombre chiuse. Esponendo invece a 400 ed ancor di più ad 800 ISO, si ha un aumento di contrasto per fare "venire bene" anche le situazioni di luce piatta.
Se si dimostrasse vero, questa diventa probabilmente l'unica pellicola che si possa esporre con diversa sensibilità da un fotogramma all'altro, senza dover modificare i tempi di sviluppo, ed ottenendo comunque un negatico "giusto" per (quasi) ogni situazione. Se è vero, non è poco !
4) grana finissima, a livello di una 100 ISO, notevole gamma tonale e , sebbene la cosa mi interessi meno, ottima risposta nelle scansioni, visto che la struttura della pellicola non si basa sui classici granuli di argento.

Il contro è che appunto, perchè non basata sulla struttura dell'argento metallico, ma su quella delle altre negative colore, i negativi non hanno probabilmente la stessa persistenza nel tempo, sebbene non sembra si sappia di preciso. Potrebbero essere 30-50 anni. Chissà.
Quindi, è meglio continuare ad utilizzare il BN argentico tradizionale se si è convinti di scattare immagini memorabili e che meritano di resistere all'inesorabile scorrere del tempo,
Ma non è il mio caso.


Inviato: 19/3 18:31
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Re: Ilford XP2

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Le pellicole cromogeniche sono state uno dei prodotti più sottovalutati della storia della fotografia; l'unica superstite attuale, la XP-2, che ho testato a fondo, è una pellicola dalle caratteristiche eccezionali. A livello di grana e di definizione ha poche rivali nella stessa fascia di sensibilità; invece per quanto riguarda la gradazione tonale è di fatto un concetto di "vecchio retaggio" che non ha alcuna base di verità dato che intrinsecamente tutte le pellicole sono in grado di riprodurre una pressoché infinita gradazione di toni tra la densità base+velo e la densità massima, chi lamenta problemi di gradazione tonale nei fatti sta sbagliando lo sviluppo. Diverso invece il concetto di gamma dinamica, cioè il massimo contrasto della scena gestibile dalla pellicola con adeguata separazione tonale, nel qual caso la XP-2 ha una gamma dinamica che approssima i 19 stop, a 20 stop la separazione è al limite dell'utilizzabile e va in saturazione a 22 stop (per intenderci da Zona I a Zona XX con texture presente da Zona III a Zona XVII)... siamo a oltre due stop in più della pur splendida dinamica della T-Max 400.
La nitidezza mi ha stupito per essere una pellicola cromogenica in cui l'immagine è composta da "nuvole" di colorante che si formano durante lo sviluppo cromogeno intorno all'alogenuro colpito dalla luce e quindi, proprio per il meccanismo di formazione, più grandi dell'alogenuro stesso. L'immagine è nitidissima fin nei dettagli più minuti, complice anche la granulosità praticamente inesistente alla sensibilità nominale -200 ISO-. Su questo punto spendo due parole; la "grana" della pellicola, cioè la sensazione soggettiva della discontinuità dell'immagine, è data non tanto dalla dimensione del granulo stesso quanto dallo spazio che intercorre tra un granulo e l'altro, e questo è uno dei motivi per cui gli sviluppi al pirogallolo e al catecolo hanno un comportamento finegranulante sulle alteluci dovuto alla presenza di "stain" (colorazione) che va a formare una densità di colorazione inattinica che "riempie" lo spazio tra un granulo e l'altro rendendo meno visibile la transizione granulo-spazio-granulo e generando una sensazione di diminuzione o assenza di grana. Dato che la colorazione negli sviluppi tannanti è causata dai prodotti di ossidazione dello sviluppo e quindi è direttamente proporzionale all'annerimento, la "finegranulosità" del catecolo o del pirogallolo è quasi assente nelle ombre, dove ci sono pochi alogenuri esposti e quindi lo sviluppo si ossida molto meno, mentre è massima nelle alteluci in cui la gran quantità di alogenuri esposti ossida in maniera massiccia lo sviluppo che genera una grande colorazione che va a ricoprire il gap tra i granuli stessi; è questo il meccanismo fisico-chimico che sottintende alla decantata cremosità e pastosità delle alteluci di questa categoria di sviluppi.
Nelle pellicole cromogeniche si instaura un meccanismo simile. La formazione di colorante è direttamente proporzionale al grado di ossidazione dello sviluppo cromogeno; la parte cromogena dello sviluppo colore, il componente CD4, è attivato dai prodotti di ossidazione di un normale sviluppo in bianco e nero a base di para-fenildiamine (lo sviluppo colore del C41 era uno splendido sostituto del technidol-LC per lo sviluppo della compianta Technical Pan 2415), quindi alteluci con tanti alogenuri esposti, tanto rivelatore ossidato, tanto colorante; tanto colorante significa che le nuvole di colorante che si formano attorno agli alogenuri esposti tendono a sovrapporsi una sull'altra andando quindi a riempire lo spazio vuoto tra di loro che è quello, come visto nell'esempio sopra, che genera la sensazione di grana dell'immagine. Per contro nelle ombre le nuvole di colore tendono ad essere più piccole e più distanziate tra di loro aumentando la granulosità dell'immagine; chi non ha in archivio una stampa a colori di un negativo pesantemente sottoesposto che presenta zone d'ombra marrone scuro e pesantemente granulose alzi la mano. Quindi la XP-2 ha anche la peculiarità di avere alteluci ariose e, perdonatemi la licenza, "creamy" che sono perfette per il ritratto femminile, ancor più se accompagnate da un leggerissimo filtro soft o da una buona ottica da ritratto che ne stempera appena l'acutanza.
La XP-2 va trattata in C-41 che in teoria è un trattamento estremamente rigoroso in termini di tolleranze in temperatura e tempi, ma a riguardo bisogna fare un doveroso distinguo. Il C-41 nasce come trattamento per il negativo colore, le moderne emulsioni tripack sono formate da almeno 8-9 strati sovrapposti dove lo strato più esterno riceve molta più luce di quello più interno e dove lo strato più esterno comincia a svilupparsi quando lo sviluppo ancora non ha raggiunto gli strati più profondi dell'emulsione: tutti gli strati devono poi svilupparsi con egual densità e contrasto in poco più di tre minuti, tutto questo per ottenere la massima qualità e purezza cromatica ed evitare slittamenti cromatici, dominanti e cross-over. E' l'enorme complessità di di tutto questo meccanismo che rende necessarie le tolleranze strettissime del C41 (temperatura di 100°F che corrispondo a circa 37,8°C e non 38° come solitamente si fa, con una tolleranza di -0.3F e +0.3°F che corrispondono a +- 0.15°C e un tempo del trattamento di tipo rapido usato oggi di 3'15" +-5"). La XP-2 non è tripack, non ha strati colorati ma soprattutto non deve mantenere un equilibrio cromatico per cui il trattamento può essere molto più tollerante ed è possibile, entro certi limiti, spingersi in push e pull anche per variare il contrasto. Ma anche se non ci si vuole imbarcare in una serie di test di sviluppo N+ e N- è possibile avere un leggero aumento di contrasto saltando il bagno di sbianca, almeno con i kit a tre bagni che mantengono la sbianca e il fissaggio in bagni separati. Col salto di sbianca (bleach by-pass in inglese) l'immagine in BN formata in dagli alogenuri d'argento che hanno innescato la formazione di colorante non viene eliminata andandosi a sommare all'immagine formata dal colorante stesso, in questo modo si ha un leggero aumento del contrasto dato che alle densità dell'immagine a colori si sommano anche quelle dell'immagine argentica (che nel normale trattamento a colori viene sbiancata e fissata via dai bagni di sbianca e fissaggio). Col salto di sbianca la grana tende ad essere più visibile e più brutta dato che è presenta anche la granulosità degli alogenuri sviluppati.
Per ultimo aggiungo anche che con la XP-2 si possono ottenere negativi di ottima qualità e perfettamente stampabili anche utilizzando il normale trattamento in BN, anche se in questo modo la pellicola si comporterà come una normalissima pellicola all'argento di sensibilità medio-alta (200 ISO) perdendo gran parte dei vantaggi della sua natura cromogenica e la cosa, a mio modesto parere, non vale la candela.
Mi scuso per la prolissità dell'intervento, magari ho detto cose che erano risapute ma spero comunque di non aver annoiato nessuno.

Inviato: 22/3 0:02
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Re: Ilford XP2
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Annoiato???
Io non so molto di sviluppo, ma leggere le tue parole per me è stato fantastico. Non mi sarei mai stancato e avrei voluto che continuassi ben oltre. Grazie e vivissimi complimenti. Top one.

Marco

Inviato: 22/3 1:30
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"I'm not a photographer the moment I pick up the camera.
When I pick one up, the hard work's already been done"

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Duane Michals


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Re: Ilford XP2
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chromemax ha scritto:
.....


Che dire? Standing ovation !!!

Inviato: 22/3 14:01
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Re: Ilford XP2

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Grazie

Inviato: 23/3 14:00
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Re: Ilford XP2
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Citazione:

chromemax ha scritto:
Grazie


Grazie a te, ora mi è più chiaro il perché della resa di questa bellissima pellicola.
Quello che non mi è chiaro è perché i negativi si conservino peggio rispetto ai C41 “colorati”.

Inviato: 23/3 21:09
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Re: Ilford XP2

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In linea di principio le pellicole "cromogeniche", sia a colori che in BN, possono essere meno longeve delle pellicole BN perché l'immagine è formata appunto da coloranti, per cui trovare una molecola che reagisca con la chimica di trattamento formando il giusto colore con la specifica risposta spettrale e con adeguata tenuta nel tempo non è una cosa proprio facile, e nel caso il parametro meno "significativo" dal punto di vista del fabbricante potrebbe essere proprio la tenuta nel tempo (della serie si vende meglio una foto che oggi ha bei colori sgargianti e domani chissà, piuttosto di una dai colori scialbi e spenti sia oggi che pure tra cent'anni).
Le pellicole cromogeniche in BN (XP-2) da questo punto di vista non fanno eccezione; anche se non vanno incontro ad una degradazione cromatica, i coloranti di cui è composta possono essere facilmente attaccati da batteri e funghi (imprescindibile il bagno di stabilizzazione per tutti i materiali a colori), o sbiadiare selungamente esposti a radiazioni UV, me è anche vero che un negativo ben trattato e ben conservato non dovrebbe avere troppi problemi di stabilità rispetto ai negativi BN tradizionali, anche in considerazione del fatto che la durata nel tempo dipende per la maggior parte da come si conservano i negativi dopo il trattamento più che dalla bontà del trattamento stesso; in pratica non è affatto detto che un negativo trattato a regola d'arte e conservato in condizioni stressanti si conservi più di un negativo lavato approssimativamente ma conservato in condizioni ottimali.
Per quel che vale (poco o niente) ho dei negativi di XP-1 sviluppati nei fotolab "in un ora" nel 1986-87 che sono ancora in ottime condizioni (ma anche i negativi BN "argentici" non sono da meno).

Inviato: 24/3 15:46
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Re: Ilford XP2
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Quello che ho notato nel mio piccolo è che le uniche pellicole nel mio archivio sono delle XP1 risalenti a fine anni Ottanta: negativi a colori degli stessi anni - conservati allo stesso modo - non hanno riportato variazioni evidenti. All'epoca facevo sviluppare le pellicole C41 nello stesso laboratorio.

Inviato: 25/3 1:44
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Re: Ilford XP2
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chromemax ha scritto:

.... (imprescindibile il bagno di stabilizzazione per tutti i materiali a colori ) ...



Scusami, intendi un bagno tipo il Sistan?


Inviato: 25/3 8:18
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Re: Ilford XP2

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Bellissima spiegazione Chromemax. Molte cose non le sapevo. Grazie!
Personalmente non ho mai preso in considerazione le cromogeniche, diciamo che le normali pellicole BN hanno sempre soddisfatto ogni mia esigenza.

Inviato: 27/3 21:11
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Re: Ilford XP2

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luciano ha scritto:


Scusami, intendi un bagno tipo il Sistan?



Scusa il ritardo nella risposta, no non è il Sistan ma l'ultimo bagno dello sviluppo colore che è appunto lo stabilizzatore, l'equivalente in BN dell'imbibente.
La pellicola a colori al termine del trattamento è sostanzialmente costituita da plastica, gelatina e coloranti organici (tutto l'argento, esposto e non esposto, è stato eliminato dalla sbianca-fissaggio). Gelatina e coloranti sono un ottimo terreno di cultura per muffe, batteri e funghi che, insieme al fading del colorante, sono tra le prime cause di degrado dei negativi colore (invece nelle pellicole BN è l'azione antisettica dell'argento metallico a preservarle da questi agenti distruttivi).
Il bagno di stabilizzazione è composto da sostanze antibatteriche e antimicotiche, oltre che fissativi che stabilizzano i coloranti e in ultimo da imbibente per permettere una asciugatura uniforme e senza macchie.
La maggior parte dei kit amatoriali in circolazione utilizzano chimica C-41RA che è quella ottimizzata per i minilab, che ha il ciclo di trattamento più veloce, elimina i risciacqui intermedi e anche il lavaggio finale (nasce per i minilab installati senza attacco idrico) per cui il passaggio nel stab, anzi meglio più passaggi (in questi kit la quantità di concentrato di stab è sempre abbondante), è assolutamente necessario e non è sostituibile con l'imbibente BN.
Il fatto di poter saltare il lavaggio finale non deve farci inorridire; nelle pellicole in BN è lo zolfo presente nei residui di fissaggio rimasti nell'emulsione ad attaccare l'immagine che è formata da argento metallico, metallo non nobile e abbastanza debole all'aggressione chimca, per cui un accurato lavaggio dal fix è condizione necessaria alla buona condizione. Nelle pellicole a colori non c'è argento che possa essere solforato dai residui di fissaggio e una volta "incapsulati" i coloranti con sostanze che li proteggono e li conservano, ciò che rimane sulla pellicola, plastica e gelatina, è abbastanza inerte da poter resistere senza problemi anche senza il lavaggio.
Nonostante tutto però io trasgredisco alle indicazioni dei fabbricanti di chimica e un po' di lavaggio lo faccio lo stesso, non eccessivo perché è inutile se non addirittura dannoso, ma così dormo più tranquillo

Inviato: 30/3 16:21
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Re: Ilford XP2
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Da lombardia
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Grazie !
Beh...fortunatamente entrambi i kit che utilizzo per il C-41 (il Fuji X-Press o in alternativa il Rollei Colorchem) comprendono il bagno di stabilizzazione

Inviato: 1/4 8:11
Tessera C.F.A.O n. 3

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