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Re: Kodak TMax 400 vs Rollei 400S

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23/2/2009 22:15
Da Albiate (MB)
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Alla luce delle prestazioni generali direi che il confronto è impari. La Rollei 400S ha una sensibilità effettiva (al piede) che a occhio è almeno 2 stop inferiore rispetto alla T-Max 400, si nota dalla chiusura delle ombre delle immagini postate, oltretutto si tratta di scansioni dovre il recupero delle ombre è assai più facilitato, si facessero stampe analogiche l'esposizione della pellicola Rollei dovrebbe essere ancora più abbondandante.
Per un confronto più equo sulla grana sarebbe sarebbe interessante metterla a confronto con una pari sensibilità effettiva, una Delta 100 o una T-Max 100 o anche una FP-4.
Comunque nella microfotografia della T-Max 400 mi sembra che si riescano a vedere le liste delle tapparelle che con la Rollei 400S sono confuse.

Inviato: 14/11 18:32
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Re: Grana fine *e* alta acutanza?

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Da Albiate (MB)
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Ho come l'impressione che il rinnovato interese nella fotografia analogica stia riportando in auge una serie di tematiche che erano già discutibili nell'era d'oro della pellicola e che questo revival sia anche in parte causato dalle nuove generazioni che scavano la rete alla ricerca di informazioni.
Lo "sviluppo definitivo" è sempre stato il sacro graal della fotografia analogica e anche oggi la ricerca di dello sviluppo magico prosegue con rinnovato vigore portato avanti anche dalle nuove generazioni. Ma mi pare anche che certe qualità degli sviluppi vengano attribuite sulla base delle scansioni e che l'influenza del passaggio analogico/digitale sull'immagine venga, consapevolmente o meno, ignorato. Non basta dire che non si è fatta postproduzione per cancellare magicamente gli interventi "nascosti" degli algoritmi dei software interni degli scanner e del driver, il che alla fine riduce tutto ad un gran minestrone dove diventa difficile racappezzarsi.

L'interessante articolo postato da Luciano usa l'efficace semplificazione del triangolo, anche se a mio parere è più completo prendere come riferimento un quadrilatero i cui vertici rappresentano sensibilità, acutanza, granularità e gradazione tonale. In maniera molto semplificata e anche un po' rozza, ma efficace, si può pensare l'area del quadrilatero come costante per cui all'aumentare di uno o più parametri gli altri diminuiscono e viceversa. Detto in altri termini, uno sviluppo che riduce la grana perde in acutanza, uno sviluppo ad alta acutanza in genere perde in grana e gradazione tonale, ecc.

Faccio due premesse:
l'effetto della grana è complesso e agisce su più livelli. Da una parte una grana grande riduce la risolvenza della pellicola, cioé la capacità di registrare i dettagli più fini, ma per assurdo a livello percettivo la grana ha un ruolo importante nella percezione di nitidezza di un'immagine. Una stampa con una grana ben visibile ma anche ben netta e nitida conferisce all'immagine una sensazione di nitidezza percepita maggiore rispetto ad una stampa in cui la grana non è visibile.

secondo, quasiasi sviluppo, a meno di non essere veramente magico e sfidare le leggi della fisica, non può aumentare il potere risolvente di una pellicola, ma ogni sviluppo ne aumenta invece l'acutanza, cioè il microcontrasto al bordo tra due microzone di diversa densità, e la riprova è data dai grafici MTF delle pellicole che in alcune condizioni hanno risposte superiori al 100%.

Partendo da queste premesse concordo con fer che uno sviluppo finegranulante, che basa la sua azione sulla capacità solvente dell'alogenuro da parte delle sostanze chimiche presenti nella formulazione dello sviluppo, fa perdere in risolvenza e sensibilità --si perdono parte degli elementi costituenti l'informazione stessa, gli alogenuri d'argento esposti--, in acutanza --se l'azione solvente è data dal solfito questo agisce anche da conservante prevenendo l'esaurimento dello sviluppo fattore determinante per la creazione delle linee di mackie--, su immagini ingrandite in cui la grana è visibile si perde anche l'effetto percettivo perché la grana risulta meno nitida e secca.

Al contrario uno sviluppo ad alta acutanza lavora sull'enfasi delle linee di mackie quindi in genere si usano agenti rivelatori energici ma fatti lavorare vicino all'easurimento (es. alta diluizione e/o poco solfito) e basso rateo di agitazione. La mancanza di solventi e l'elevata energia intrinseca degli agenti rivelatori provoca un aumento delle dimensioni della grana; il basso rateo di agitazione aumenta il gradiente di sviluppo delle ombre con relativo aumento della sensibilità ma poiché a livello micro le linee di mackie comprimono la scala tonale si ha anche una perdita di gradazione tonale (oltre al fatto che oltre certi ingrandimenti l'effetto è veramente brutto).

L'eccezione che può quadrare il cerchio potrebbero essere gli sviluppi stain/tan a base di pirogallolo o catecolo. Con questi sviluppi l'acutanza viene aumentata dall'effetto di indurimento della gelatina, proporzionale al grado di ossidazione dello sviluppo, e quindi dell'annerimento (vedi immagine), mentre la grana viene ridotta dallo stain della gelatina stessa che va a "coprire" con una densità gli interstizi tra un granulo e l'altro diminuendo la sensazione di discontinuità che è quella che ci fa percepire la grana (in altre parole quella che definiamo grana non è data tanto dalla dimensione dei granuli d'argento quanto dalla dimensione degli spazi vuoti tra un granulo e l'altro).
Ma gli sviluppi stain/tan, che stanno vivendo un vero e proprio revival, hanno anche qualche caratteristica meno ricercata. Sono più difficili da reperire e più costosi, usano composti un po' più sporchi, non molto rispetto all'idrochinone ma sicuramente più di un rivelatore a base di ascorbico e fenidone. Lo stain è vero che aiuta a ridurre la percezione della grana ma solo dove è più presente, cioè sulle alteluci, mentre nelle ombre lo stain è meno presente e la grana più visibile; inoltre lo stain comprime visibilmente le tonalità chiare e questo può essere poco utile in alcune situazioni.

Concludo con un paio di considerazioni lapalissiane; se esistesse "lo sviluppo magico" tutti userebbero quello, mentre la grande varietà di prodotti commerciali e formule pubblicate stanno proprio ad indicare che per ogni esigenza bisogna scegliere il giusto sviluppo... e poi se la maggior parte dei grandi fotografi hanno sempre usato o sono tornati ad usare sviluppi "generici" (D-23 HC-110 D-76, Xtol, ecc) evidentemente un motivo ci sarà

Allega:



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Inviato: 5/11 17:47
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Re: Kodak

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Ogni negozio fisico che vende pellicole di solito offre anche il servizio di sviluppo e scansione/stampa, direi che sviluppare un rullino a colori oggi come oggi non è un grande problema.

Inviato: 2/10 12:40
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Re: Pellicole BN Rollei, qualche curiosità

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Riporto questa discussione su photrio che potrebbe dare spunti interessanti.
Non so se quanto affermato corrisponde al vero, bisognerebbe fare dei test sensitometrici, che adesso non ho tempo di fare, per poterne avere una conferma oggettiva.
Le mie esperienze con queste due pellicole risalgono a parecchi anni fa, non le ho più usate sia perché non mi piace proprio il supporto in PET sia perché per il mio workflow le sensibilità effettive erano ben lontante da quelle "di targa", il contrasto difficilmente gestibile e la "superpancromaticità" fa a cazzotti con alcuni soggetti (es. ritratto)

Inviato: 18/8 19:47
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Re: 35mm Kodak Vision3 bundle con sviluppo e scansione

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Da prove che ho fatto in ambito fotografico le Portra sono superiori alle Vision, quest'ultime hanno una grana più sottile (gli schermi cine sono graaandi) ma hanno una dinamica inferiore rispetto alle Portra (una stampa RA4 di una Portra 400 esposta a 25 iso è indistinguibile di una esposta alla sensibilità nominale).
Le pellicole colori cine hanno il rem-jet che complica il trattamento casalingo, oltre al fatto che l'ECN-2, al contrario del C-41, non è tutto alla stessa temperatura (lo sviluppo colore va fatto a 41°C, il resto tra i 27 e i 38°C). Le pellicole cine possono essere trattate efficacemente anche in C-41 ma il rem-jet ne impedisce il trattamento nei laboratori (il rem-jet si scioglierebbe nei bagni sporcando la sviluppatrice e costringendo il gestore alla sostituzione delle soluzioni e alla completa pulizia della macchina), ma è sempre possibile il trattamento casalingo.
La differenza principale tra ECN-2 e C-41 è nel contrasto che per il trattamento cinematografico è più basso; le pellicole cine vogliono un contrasto più basso essendo destinate alla stampa su interpositivo con contrasto superiore rispetto alla carta (la regola è che maggiore è il contrasto del meduim finale minore deve essere il contrasto dell'intermedio).
I negativi di pellicole cine trattati in ECN-2 e stampati su RA4 restituiscono immagini leggermente più morbide, cosa che può anche essere utile in condizioni di soggetti contrastati. Chiaramente in scansione queste differenze si compensano facilmente.
Sul blog di Ars-Imago si trovano delle veloci schede sulle pellicole a colori con informazioni interessanti.

Citazione:

luciano ha scritto:
Ma poi, il problema è che ormai non si riescono più a trovare carta da stampa colore RA-4 e di conseguenza i negativi ottenuti vanno scansionati e digitalizzati nei vari modi possibili.

A me, questo obbligo, proprio non va giù.
Se scatto in negativo colore è , perchè poi voglio anche stampare in analogico il negativo colore.

Altrimenti, tanto vale scattare direttamante in digitale.

Sto vedendo che la carta RA4 si trova da fotomatica e fotoimpex. Se poi si vuole risparmiare e si è "coraggiosi" si può comprare una bobina e tagliarla a misura, magari dividendola con qualche amico.

Inviato: 8/12 16:04
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Re: Percezione dello sfocato nel mirino

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Potrebbe essere a causa del fattore di ingrandimento, che è linearmente inversamente proporzionale alla pdc, e che nei mirini delle reflex è all'incirca 1; una controprova potrebbe essere fatta esaminando a occhio nudo i provini a contatto e controllare se lì la pdc percepita è simile a quella vista nel mirino momento dello scatto.

Inviato: 6/9/2024 16:34
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Re: testa panoramica

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Anche io ho usato lo stesso sistema empirico (mi pare ne esista un altro che prevede delle tracciature su carta, forse il punto di fuga, ma ho solo ricordi molto vaghi).
Giusto per inutile pignoleria ai fini pratici, la rotazione deve avvenire sul piano della pupilla anteriore e non sul piano nodale

Inviato: 6/6/2024 17:20
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Re: Lamelle del diaframma più sono meglio è ?

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Dovrei andarmi a ripassare i fondamenti di ottica fotografica, ma non credo che la forma del diaframma abbia una influenza sulla qualità ottica, che dipende dallo schema, ma sicuramente la ha invece sullo sfuocato, o bokeh. In cinematografia sono esistite ottiche con diaframma triagolare e questa soluzione viene tuttora proposta come possibilità da angeniux per le sue ottiche prime

Inviato: 20/5/2024 13:04
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Mi sento di escludere che le T-Max siano prodotte in Cina, da quanto ne so la produzione delle pellicole, sia cine che fotografiche, è fatta dalla Eastman Kodak, la Kodak Alaris è solo la distributrice del prodotto.
Sulle pellicole 135 il numero di emulsione viene stampato sul bordo fotogramma ad inizio rullino, in prossimità dei primi fotogrammi.
Non so da cosa possa dipendere il difetto riportato ma so che con le tank Paterson più si aumentano le spirali più aumenta il rischio di disuniformità di sviluppo tanto che nel modello di tank più grande direi che è altamente consigliato fermarsi a 7 spirali perché sull'ottava è probabile avere disuniformità.
Per cultura fotografica e curiosità personale questi video sono molto interessanti e aiutano a capire come sono prodotte le pellicole.

How Does Kodak Make Film? (Kodak Factory Tour Part 1 of 3)

How Does Kodak Make Film? (Kodak Factory Tour Part 2 of 3)

How Does Kodak Make Film? (Kodak Factory Tour Part 3 of 3)

Inviato: 26/2/2024 12:48
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Re: Ipse dixit

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Citazione:

archifoto ha scritto:
... ma la grande differenza che in digitale gli errori non costano niente puoi fare mille errori e tornare indietro finchè non sei soddisfatto, mille fogli di carta sono un'altra cosa.


Ed è per questo che allora è molto meglio un negativo ben esposto e ben sviluppato rispetto al soggetto ripreso, cioè usare il sistema zonale

Inviato: 17/1/2024 10:42
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Re: Grande Formato Abruzzo

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Grazie per la condivisione, ne ho già letti alcuni con spunti veramente interessanti di riflessione.
Peccato che, a mio modestissimo avviso, alcuni scritti sono veramente troppo "verbosi" tali da renderemi faticoso arrivare a fine lettura, e la presenza di alcuni "fraintendimenti" concettuali, peraltro molto comuni, sul sistema zonale, portino a tratti a far "deragliare" il filo del discorso.
Piano piano spero di leggermi tutto l'archivio.

Inviato: 11/1/2024 19:16
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Re: Technical Pan e tono continuo: alternative al Technidol?

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Il problema principale della TP2415 è la bassa sensibilità quando sviluppata in tono continuo, siamo intorno ai 12 iso se si vogliono delle buone ombre e ancora meno se si scattano scene contrastate.
Come sviluppi consigliati il Technidol Liquid era il non plus ultra ma non si trova più, come alternativa c'è il POTA, o anche lo sviluppo colore del C-41 che personalmente trovo migliori rispetto al rodinal 1+100.

Inviato: 5/10/2023 16:52
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Re: Voglia di ingranditore ?

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Nella prospettiva di vendita della foto però potrebbe avere un senso...

Inviato: 31/5/2023 13:20
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Re: Carta per bianco e nero... e adesso cosa comprare?

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Citazione:

luciano ha scritto:
Citazione:

chromemax ha scritto:
...



certo che quanto dici sul fatto che ci siano problemi crescenti col reperimento delle materie prime, le restrizioni ecologiche ed i costi di produzione, non induce all'ottimismo sul futuro anche del BN analogico.


Temo che non induca all'ottimismo sul futuro in generale... un mio amico ha la macchina elettrica ferma da tre mesi perché non arrivano pezzi di ricambio, e temo che il motivo sia lo stesso della carenza di materiale fotografico... Però Foma se ne è uscita con una nuova pellicola Insomma aspettiamo e vediamo

Inviato: 23/5/2023 11:54
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Re: Carta per bianco e nero... e adesso cosa comprare?

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In effetti a livello di carte il panorama è piuttosto sconsolante e mi pare di capire che anche la nicchia industriale della fotografia analogica stia soffrendo molto per l'interruzione/riassetto/contrazione delle linee di approvigionamento delle materie prime seguite al covid, con l'aggiunta di norme ambientali sempre più stringenti.
Considerando anche che il mercato delle carte da stampa BN è sostanzialmente in perdita e che la produzione è sostenuta solo dalla vendita delle pellicole e che anche queste stanno subendo contrazioni (più produttive che di vendita perché sembra che la domanda sia alta) limitando i flussi di cassa dei produttori.
Oramai gli impianti di stesa sono solo in Europa, gli ultimi pacchi di Oriental che mi sono capitati in mano (oramai u lustro fa, prima del covid) erano stati stesi in europa, come anche la Lodima per stampare a contatto.
Foma è sempre piuttosto vivace nel lanciare sul mercato nuovi prodotti, l'ultima arrivata a livello di carta, la Foma Retrobrom, è notevole ma è a singola gradazione fissa, e non è dato sapere se verrà riproposta. Le altre carte della Foma sono bei prodotti e sono anche molto rebrandizzate nei marchi Rollei, Tetenal e Arista Edu (linea economica indirizzata agli studenti di fotografia dei college statunitensi). Anche la Fomatone, se piaciono i toni seppia senza bisogno di viraggio, è una carta stupenda.
La linea Ilford è quella classica; la MG Classic è una carta stupenda, la Warm è stata modificata più volte tanto che oramai non so più che aspettarmi se devo stampare in un formato diverso da un pacco acquistato qualche tempo prima o dopo. La Cooltone non è poi così fredda come vorrebbe far intendere il nome, forse bisogna giocarci con il giusto rivelatore, ma in ogni caso è una carta di ottima qualità.
Infine la ART 300 è molto particolare, molto bella e, per alcuni soggetti, imprescindibile, anche a fronte del costo fuori da ogni logica; in fondo penso che sia anche questo il motivo per cui la vendono in pacchi con meno fogli rispetto alla norma.
Le carte Adox sono molto belle...se si trovassero; la lupex mi piace, sarebbe il top se la facessero un po' meno contrastata, coi negativi al pyro è una sfida ogni volta tenere a bada il contrasto.
Concludo con una considerazione di tipo economico... non sono assolutamente esperto di stampa digitale, che non pratico, ma così a occhio anche stampare ink-jet allo stesso livello di una stampa in BN fatta in co a mano non mi pare che sia poi così tanto meno costoso; cioè con una stampante di livello più o meno "casalingo" che arriva all'A3, non so se una carica di cartuccie di inchiostro dura un pacco di carta di tipo fine art e, anche con un sistema profilato, non è che è sempre buona "la prima", anzi... (ma magari è solo mia ignoranza)

Inviato: 22/5/2023 11:53
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Nuova pellicola di Ferrania

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Buongiorno, la Ferrania recentemente ha presentato una nuova pellicola, la Ferrania Orto 50 che, come dice il nome, è una ortocromatica da 50 iso.
Ho potuto testare questa pellicola e ho pubblicato i risultati del mio test qui.
Le giornate si stanno allungando e con la buona stagione ci sono le condizioni migliori per farsi un giro di prova con questa nuove pellicola interamente prodotta in Italia

Inviato: 21/4/2023 11:47
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Re: Chi conosce questo scanner?

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La signorina è in realtà la signora Bessonova-Boedekker, moglie di Mirko Boedekker proprietario di Fotoimpex e Adox, ci sta che possa aver accesso ad attrezzature di alto livello

Inviato: 16/2/2023 14:12
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Re: Tempi con Jobo e C-41

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luciano ha scritto:

Avevo cercato un documento del genere, ma non lo avevo trovato. Ed anche adesso che so che esiste, partendo dal sito di Kodak Alaris ho fatto una certa fatica per risalire a questo pdf. Direi che lo tengono ben nascosto!
Comunque, è perfetto e non posso che ringraziarti ancora una volta per il prezioso aiuto !!


E' che Kodak il suo C-41 lo chiama "Flexicolor" e col nome giusto compare come prima voce della ricerca. Non proprio intuitivo ahahah
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Inviato: 10/2/2023 13:44
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Re: Tempi con Jobo e C-41

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La documentazione Kodak è veramente invidiabile quanto a dettaglio e precisione delle informazioni fornite e infatti la pubblicazione Kodak z131 copre tutto lo scibile sul trattamento C-41, anche quello fatto con i drum. Nello specifico a pagina 6 della sezione 3 (pagina 37) è riportato che nei 3:15 sono compresi 10 secondi di riempimento e svuotamento, la tolleranza sul tempo è di 5".
Come regola generale vale che lo sviluppo inizia appena lo sviluppo tocca la pellicola e finisce non appena lo stop (o la sbianca in questo caso) tocca la pellicola, quindi il timer va fatto partire nel momento in cui si versa il chimico e il tempo di sviluppo finisce nel momento in cui si inserisce lo stop in tank, quindi dopo lo svuotamento.
Il pdf contiena anche una mole incredibile di informazioni e vale la pena dargli una lettura per fugare molti dubbi e prplessità.

Inviato: 7/2/2023 13:43
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Re: Deluso dalla baritata...

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Sulle scomodità delle baritate spendo i mei due centesimi. Partendo dal presupposto che non tutti, aimè, siamo Gursky, che non tutte le stampe debbano essere "stampe della vita" e che il termine "achivial" deve essere contestualizzato, le differenze in comodità tra politenata e baritata si riducono di parecchio.
La procedura "archivial" suggerita da Ilford prevede un fissaggio di 60" in fix rapido a bassa diluizione, un lavaggio di 5 minuti, un passaggio di 10 minuti in HCA e un lavaggio finale di altri 5 minuti di minuti in acqua. Già con queste premesse la differenza di trattamento rispetto alle politenate si riduce di un bel po', se poi aggiungiamo che non è detto che tutte le stampe debbano essere "archivial" e che quindi la procedura sopra può essere amorbidita, si può vedere che il divario diminuisce ancora.
Personalmente per le stampe "di casa" uso un fix rapido concentrato basico per 60", che permetterebbe (condizionale d'obbligo) di evitare l'HCA ed eseguo un lavaggio di una decina di minuti in acqua a temperatura tra i 24 e i 26°C (il lavaggio diventa molto più efficace all'aumentare della temperatura dell'acqua). Quanto dureranno queste stampe? IL test con la soluzione Kodak HT-2 (nitrato d'argento e acido acetico) è negativo ma sinceramente non saprei dire. Le mie prime stampe, risalenti ai primi anni '80, trattate con modalità che non possono essere più lontane dal trattamento archivial, sono ancora lì belle pimpanti dentro una scatola; certo fossero state esposte forse non sarebbe così, ma del resto, a Dio piacendo, a me basterebbe una durata di 25-30 anni, poi non sarà più un mio problema...

Inviato: 11/11/2022 18:33
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