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Re: Mostra: I Custodi del Borgo – Ritratto della comunità di Caporciano e Bominaco

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FabioBi ha scritto:
Il progetto prevedeva fin dall’inizio la donazione delle stampe esposte ai soggetti ritratti, perché uno degli scopi era proprio quello di ri-abituare le persone ad avere dei ritratti di famiglia.

L’amministrazione comunale ha contribuito, ma comunque non avevo un budget elevato, quindi ho dovuto fare del gran risparmio creativo:

- Formato 50x60 (5cm di bordo bianco), quindi l’immagine era 40x50.

- Carta Canson Photosatin Premium RC; una dignitosa carta premium, ma non la Baryta Prestige che è tutt’altra storia e che adoro (scoperta per “colpa” di Orso che ne ha parlato qui più volte).

- Niente cornice, niente pannello, solo la stampa … e come cavolo si tenevano in piedi? Così:

Ottima presentazione, formato importante, vista la donazione a fine mostra credo fosse l'unico modo di esporre le stampe, ma è davvero piacevole.
Il libro è un'idea bellissima che resterà nel tempo. Tienici informati.

Inviato: 12/11 5:32
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Re: Mostra: I Custodi del Borgo – Ritratto della comunità di Caporciano e Bominaco

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Guardate e riguardate, bellissime! E molto interessante il progetto.
Una bella foto prima o poi viene a tutti, ma un numero così elevato di immagini con un’alta qualità uniforme non è cosa da poco.
Fosse stata inserita nei Rencontres di Arles di quest'anno, tanto per dire, indubbiamente per me sarebbe stata la mostra migliore (forse anche perché vado poco d'accordo con le linee guida dell'ultimo direttore...)

Personalmente avrei fatto anche le ultime due in BN.

Tanto per immaginarmi di aver visto la mostra (troppo distante da Torino), su che carta erano stampate, formato, cornice, vetro o senza?

Inviato: 8/11 7:25
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Re: Venetian lights

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Veramente stupenda. A parte il gondoliere che non è vestito da gondoliere, tutto il resto a mio avviso è perfetto, la luce, l’inquadratura, le tonalità dei colori dei muri e dell’acqua, persino il lampione “acceso” dal controluce, ogni più piccolo dettaglio sembra trovarsi esattamente al suo posto.
Con “Venezia e l’Oriente”, due tra le più belle immagini a colori della Venezia delle calli e dei rii che abbia visto.
(però questa volta il titolo in inglese non mi piace, avrei preferito Lusi de Venexia... )

Inviato: 8/11 7:18
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Re: Addio anche a Mimmo Jodice

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Uno dei miei Maestri di riferimento.
R.I.P.

Inviato: 8/11 7:08
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Re: Kodak TMax 400 vs Rollei 400S

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Utile confronto tecnico, grazie.
Fa piacere ritrovare ogni tanto queste prove rigorose alle quali il “Fer di una volta” ci aveva abituati.



Citazione:

Fer ha scritto:
Inoltre è complessivamente (base + emulsione sviluppata) più sottile della Kodak: 104 micron contro 125. Da esperienze precedenti, questo spostamento del piano di fuoco di 20 micron è tutt'altro che ininfluente nell'ottenimento di una precisa messa a fuoco.
Fer

Col 35 mm non dovrebbe essere un problema in quanto il lato emulsione viene pressato contro le guide che stanno sul piano di fuoco.
Non mi ricordo come funzioni la cosa sui magazzini medio formato.



Citazione:

luciano ha scritto:
anche se credo che questa tendenza ad arrotolarsi non sia molto comoda neppure per la scansione.

Col Nikon 5000 non riesco neppure a scansionare bene la TMax per la leggera curvatura che presenta, figuriamoci questa Rollei...

Inviato: 8/11 7:07
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Re: Mostra: I Custodi del Borgo – Ritratto della comunità di Caporciano e Bominaco

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FabioBi ha scritto:
Tuttavia, tutte le fotografie saranno visibili sul mio sito dopo il 17 Agosto.

Per ragioni di distanza non ce l'avrei mai fatta a venire.
Mi indichi il link al tuo sito dove si possono vedere le foto? Di sicuro non sarà la stessa cosa che vederle stampate, ma dovrò accontentarmi.
Anche la locandina nel post di apertura, se ci clicco sopra mi da una pagina bianca.
Grazie.

Inviato: 7/10 6:23
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Re: Venezia e l' Oriente

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Pino ha scritto:
come dico spesso, in questo genere di fotografia ci vuole anche fortuna, quella ragazza si é trovata nel posto giusto, con il vestito giusto, nel momento giusto

Sì, ci vuole fortuna... per tanto che abbia girato per Venezia una immagine così io non l'ho mai vista. Ma anche se mi fosse capitato di vederla, non sarei mai stato in grado di fotografarla.

Alle considerazioni di Gianluigi, Luciano e Mxa, che condivido in pieno, ne aggiungo altre due che per me la valorizzano, tipiche della "mia fotografia" (che con la street non c'entra nulla).
1) L'assenza di altre persone, anche in lontananza, cosa che a Venezia non è mai tanto facile avere.
2) Il titolo. Contrariamente a molti che non amano titoli o didascalie, io li considero parte integrante dell'immagine e ci dedico molto tempo cercando di sceglierli in modo che aggiungano qualcosa alla foto (ultimamente ho passato un intero pomeriggio per scriverne uno di una dozzina di parole). L'avessi intitolata "Ragazza vestita di blu" sarebbe stato banale e non avrebbe aggiunto nulla, ma "Venezia e l'Oriente" a mio modo di vedere è semplicemente perfetto e aggiunge qualcosa all'immagine.

Inviato: 7/10 6:18
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Re: L' uso corretto del 50 mm

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Plafoto ha scritto:

Prova a "scegliere" il 50 come focale unica per un annetto...

No… per me vorrebbe dire cambiare totalmente modo di fotografare, e se ho scelto una reflex ad ottiche intercambiabili (vado dal 18 al 600) significa che mi occorre quella per fotografare come voglio.
Il 50 è la focale che amo di meno in assoluto, e ci faccio un 2-3% delle foto. Però per quelle poche foto lì occorre proprio il 50… (un modestissimo Nikkor AiS f/1,8 pagato 70 euro usato, piccolo leggero e molto nitido).

PS: uno più bello dell’altro i ritratti di Luciano.

Inviato: 6/10 21:20
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Re: presento il mio libro

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archifoto ha scritto:
mi sono dato la massima libertà cercando una visione personale e non strettamente descrittiva,

Credo sia il massimo che si può pretendere da un lavoro su commissione.
Complimenti anche da parte mia.

Inviato: 6/10 21:15
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Re: Cambiamento drastico di strumenti e filosofia

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Quando ho letto il titolo ho pensato: sta’ a vedere che è passato alla stenopeica in GF… scherzi a parte, non riesco a capire come passando da una reflex digitale a obiettivi intercambiabili con sensore 24x36 ad una reflex digitale a obiettivi intercambiabili con sensore grosso la metà si possa parlare di “cambiamento drastico di strumenti e di filosofia”.
Al di là della riduzione di pesi ingombri e costi, per me sono esattamente la stessa cosa. Ma magari mi sto perdendo qualcosa…

Inviato: 6/10 21:12
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Re: Vedere in grandangolare

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L’occhio umano, nel suo funzionamento, non è assimilabile a nessun tipo di obiettivo fotografico. Per cui, accostandolo al mirino di una fotocamera, dove vedrà l’immagine prodotta da un obiettivo su un vetrino smerigliato, non vedrà mai con nessuna focale ciò che vede guardando direttamente la scena.
Si potrebbe azzardare a paragonarlo ad un ipotetico obiettivo con angolo di ripresa di un grandangolare spinto, con la prospettiva di un normale, e con il campo nitido di un lungo tele. Però è sempre in movimento, e dietro ha un processore formidabile che fonde le immagini tra loro e corregge tutte le distorsioni.
Le difficoltà ad abituarsi alla prospettiva di un grandangolare sono principalmente dovute alla distorsione prospettica laterale che rende l’immagine che vediamo nel mirino assai diversa da quella percepita ad occhio nudo.
Pensiamo solo alle linee cadenti. Entrate in una cattedrale gotica e inquadrate tenendo la macchina leggermente puntata verso l’alto: le linee cadenti appariranno subito. Staccate l’occhio dal mirino e osservate la stessa scena: le linee cadenti scompariranno immediatamente.
Con la macchina in bolla inquadrate un gruppo di persone: quelle ai bordi appariranno più grasse. Staccate l’occhio dal mirino e osservate lo stesso gruppo di persone: quelle ai bordi riacquisteranno immediatamente il loro peso reale.
Io uso molto i grandangolari e mi sono abituato a queste cose, in alcuni casi mi danno fastidio, in altri le sfrutto ai fini della composizione dell’immagine.

Inviato: 6/10 21:10
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Maurizio Rebuzzini

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Ricorderò sempre la prima volta che ci siamo incontrati. Una quarantina d’anni fa io e mia moglie avevamo tolto il sedile posteriore alla 2CV ed eravamo andati a Milano alla SMAF di via Timavo a prendere il Durst Laborator 1200 con testa a colori. Mentre stavamo parlando con Mario Mattiolo, addetto al reparto professionale, arrivò Maurizio con due marmocchi, Ciro e Filippo, credo gemelli, e ne seguì una piacevole conversazione.

A quei tempi veniva inviato ai professionisti il Fotonotiziario, un settimanale di informazione sulle attrezzature fotografiche, dove scrivevano recensioni e confronti sui nuovi prodotti Maurizio Rebuzzini su ripresa e studio fotografico, e Bruno Palazzi su camera oscura e fotofinishing. A parte questo c’erano soltanto il Sicof e qualche altra fiera minore, ma a cadenza annuale.
Posso dire di essere nato professionalmente proprio col Fotonotiziario e di aver allestito lo studio in base a ciò che imparavo dagli articoli di Rebuzzini. La più nota Fotographia, alla quale sono stato abbonato per diversi anni, doveva venire dopo.

Ho appreso della sua precoce e ancora misteriosa morte quasi per caso. Dopo otto mesi di astinenza fotografica forzata causa lavori straordinari in casa, mi ero rifugiato nella dorada Salamanca mia dove trascorrevo le giornate per lo più in biblioteca a lavorare al progetto fotografico su questa città ormai quasi concluso. Un pomeriggio, in una pausa, andai sul sito del Corriere tanto per vedere se l’Italia esisteva ancora, ed in primo piano c’era la notizia appena arrivata, che mi lasciò sgomento e per quel giorno interruppe il mio lavoro.
R.I.P.

Inviato: 3/10 13:54
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Re: Saul Leiter a Monza

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Grazie al fatto che la mostra è stata prorogata fino ad oggi, sono riuscito a trovare uno spiraglio tra i vari impegni e prima dell'imminente partenza per una trasferta all'estero per visitarla. Molto bella.
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gig ha scritto:
sicuramente con un percorso di vita originale.

L'intervista che girava sullo schermo dell'ultima saletta in fondo l'ho guardata 2 volte di seguito. Poi, prima di uscire, sono tornato a guardarmela per la terza volta.

Mi hanno detto che la mostra traslocherà a Bologna in autunno.

Inviato: 31/8 21:46
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Re: Basta con i pigmenti, mi sono rotto.

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Photo8x10 ha scritto:
Sono più interessato alla parte meccanica, spero non avrai i problemi cho ho avuto, ho tutt'ora, con la SC-P900(stessi problemi con la P700) macchine interessanti sulla carta, ottima stampa, ma meccanicamente un disastro, testina che tende a battere sulla carta nonostante le regolazioni, che tende a graffiare la superficie più lucida, pizza reel sui formati grandi nonostante la funzione di non usare i rulli di espulsione. Nonostante i tecnici venuti, mai risolti i problemi, e come mi ha detto lui strutturali della macchina e poco risolvibili, mitigabili.

La P900 non sono mai riuscito a vederla dal vivo, ma scrivi cose che non mi stupiscono. I problemi veri di queste stampantine sono meccanici. Un plotter serio A2 pesa 40 kg, la P800 ne pesa 20, la P900 è scesa a 14, plastica a profusione, ma tra i "pro" Epson parla di design gradevole...

Inviato: 14/6 5:56

Modificato da FabioBi su 16/6/2025 22:20:38
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Re: Basta con i pigmenti, mi sono rotto.

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Claudio53 ha scritto:
sulla mia SP800 è abbastanza complicato usare il caricamento posteriore per carte spesse e peggio ancora il caricamnto anteriore.

Il caricamento anteriore è problematico se il foglio non è perfettamente planare, e a causa delle imprecisioni del vassoio di caricamento, un gingillo di plastica con un certo gioco laterale.

Inviato: 14/6 5:44

Modificato da FabioBi su 16/6/2025 22:20:52
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Re: Basta con i pigmenti, mi sono rotto.

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Pino ha scritto:
è stata ferma circa 40 giorni ma spesso la lasciavo spenta 20-30 giorni e stampava perfettamente senza bisogno di pulizie degli ugelli (sempre usando inchiostri originali).

La mia P800, con la quale stampo esclusivamente BN su carta baritata formato A4, sempre cartucce originali, la lascio ferma tra i 30 e i 60 giorni, e faccio lo swap dei neri una volta all'anno (passo al Matte, stampo un paio di fogli su carta comune, e torno al Nero foto). Questo da circa 3 anni. Ogni volta che la accendo faccio la prova ugelli, e finora non è mai mancato un solo trattino (sgratt sgratt...)
Una cosa che faccio ogni volta prima di accenderla, è scuoterla per una decina di secondi in modo da agitare gli ink nelle cartucce in uso per eliminare eventuali depositi, una raccomandazione che avevo letto da qualche parte.
Non saprei dirti se ci sono elettrovalvole sui vari colori, ma da quel che descrivi credo anch'io che i problemi vadano oltre l'intasamento degli ugelli.

Inviato: 14/6 5:40

Modificato da FabioBi su 16/6/2025 22:19:31
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Re: Saul Leiter a Monza

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Difficilmente riuscirò a vederla, sono in un periodo colmo di impegni in casa. E' un autore che mi piace molto, conosciuto in una edizione di Fotografia Europea a Reggio molti anni fa.
Mi ricordo una sua frase: "Grazie alla fotografia ho imparato il gusto di guardare. Semplicemente, osservo il mondo; è una fonte infinita di piacere."

Inviato: 12/6 6:11
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Re: Basta con i pigmenti, mi sono rotto.

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Pino ha scritto:
devo buttare la terza stampante a pigmenti (Epson SC-P600), colpa mia perché, pur usata sempre con inchiostri originali, per una serie di vicende personali ho aspettato troppo a stampare.

Quanto l'hai lasciata ferma per intasare tutto in modo irreversibile?
Io ho la sorella maggiore, e ogni volta che la accendo incrocio le dita...

Inviato: 12/6 6:05

Modificato da FabioBi su 16/6/2025 22:18:44
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Re: Sebastião Ribeiro Salgado 08 Febbraio 1944 - 23 Maggio 2025

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R.I.P.
Per me Genesi (visto la prima volta ai Tre Oci e una seconda non ricordo dove) rimane il suo lavoro migliore, anche rispetto all'ultimo sull'Amazzonia.

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Pino ha scritto:
Ho anche il catalogo firmato, edizione Taschen di 517 pagine quasi tutte di fotografie in formato circa 20x30 alcune in doppia pagina, stampa di notevole qualità.

Concordo sulla qualità della stampa, ma chi mette, fa mettere, permette di mettere, foto a doppia pagina in un libro specie se bello ciccioso, lo giustizierei in modo cruento (scusate la digressione).

Inviato: 12/6 6:01
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Re: 35 0 28 ?

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luciano ha scritto:
Per gli usi che sono loro più congeniali: foto di viaggio, paesaggio, architettura, street, ritratto ambientato...

Quando facevo foto di viaggio, nell'accezione più classica (ma parlo di 30-40 anni fa), usavo il 24 e il 35, e li trovavo un'ottima accoppiata.
Da tempo, per paesaggio, architettura, e ritratto ambientato (di statue), cioè il 99% delle foto che faccio, utilizzo il 28 e il 35, rigorosamente decentrabili (parlo di Nikkor AiS), che assieme al 18 formano il mio corredo grandangolare.
In percentuale, uso molto di più il 28 del 35.

Inviato: 12/6 5:46
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