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Martini per veri uomini

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25/8/2005 8:38
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[Dal thread ... " Loupe per bianco nero? Chi mi aiuta?"]

Mettiamola subito così, Diego: se fai il cocktail Martini con la vodka ne hai tutti i sacrosanti diritti, ma io mi ritiro in silenzio e ti lascio nel tuo universo.

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se invece usi il gin, allora possiamo continuare la conversazione.


P.S. "Per veri uomini" perchè ahimè qui di donne non ce ne sono, tanto vale riconoscere il fatto e rigirarci nel nostro androceo.


Inviato: 16/6 16:39
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Re: Martini per veri uomini

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23/2/2009 22:15
Da Albiate (MB)
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Il Martini è il Martini e si fa col gin (anche se il vodka-martini non mi dispiace per niente), ma io ci capisco molto poco per cui più che in una conversazione io spero in una lezione(che magari comprenda anche vermuth, ma forse sono troppo sfacciato)

Inviato: 16/6 16:44
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Re: Martini per veri uomini
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13/5/2004 17:25
Da lombardia
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Per il Martini Dry mi atterrei alle indicazioni di Luis Bunuel che ne diede la ricetta ne "Il Fascino Discreto della Borghesia":

- ghiaccio molto freddo e molto duro (attorno ai 20° sottozero) , in modo che non perda acqua (Don Luis diceva che non c'è niente di peggio di un Martini annacquato)

- bicchieri, gin e shaker tenuti in frigo a lungo per lo stesso motivo

- sul ghiaccio durissimo versare qualche goccia di vermuth, meglio se Noilly-Prat e mezzo cucchiaino da caffè di angostura

- scuotere nello shaker e buttare via il liquido, trattenendo solo il ghiaccio che ha assorbito traccia dei due profumi

- su questo ghiaccio versare direttamente il gin puro. Scuotere ancora un poco nello shaker e servire

Dall' autobiografia " Dei miei sospiri estremi" edizioni SE, 1991 e 1997

Inviato: 16/6 19:56
Tessera C.F.A.O n. 3

"Tempo fa ero indeciso, ma ora non ne sono più così sicuro" Boscoe Pertwee

http://www.flickr.com/photos/15773975@N00

https://500px.com/lucinio
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Re: Martini per veri uomini

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25/8/2005 8:38
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Scegliere il gin come bevanda superalcolica è una precisa scelta politica e sociale.

Perchè il gin non invecchia.


Il gin non costa 2000 euro alla bottiglia invecchiato di 100 anni. Il gin è contemporaneo. Il gin è urbano. Il gin è cool jazz. Il gin è Philip Glass. Il gin è sociale, non è buttare in faccia al tuo prossimo che tu-ti-puoi-permettere-un-bicchiere-di-cognac-da-300-euro.

Da qui deriva tutto il resto.

L'unico Martini che esiste è quello secco che più secco non si può. Tutti questi Gin profumati li lascio (con pochissime ma importanti eccezioni) a dilettanti allo sbaraglio o a ricchi ignoranti.

Il mio Martini richiede strettamente il classico bicchiere triangolare, anche se Umberto Eco se lo beveva un un bicchierone di vetraccio da cucina. Ma lui era Umberto Eco.

Necessario un classico cocktail shaker con il suo lunghissimo cucchiaio e lo strainer. Il gin è Londra, quindi abituatevi all'uso dell'inglese. Se volete far finta di essere seri compratevi pure un misurino.

Sbuccia un limone bio, gratta via la pellicina bianca interna, e crea striscioline che - opportunamente arrotolate attorno a una matita o una biro - sono diventati delle speci di piccoli cavatappi gialli. Mettere da parte. Le olive nel martini non le metto, ma se uno le mette non gli tolgo il saluto. Ci sta. Però due al massimo e in un bello stecchino.

RIempi lo shaker con un quintale di ghiaccio. Lo lasci li (io preferisco usare la parte di vetro dello shaker, non quella in acciaio) per un cinque minuti in modo che ghiacci il vetro, poi butti via con lo strainer l'acqua che si è creata.

Versa il gin nello shaker e mescola con passione (stirred, not shaken, of course). A questo punto togli il bicchiere dal freezer (se non lo avevi tenuto pieno di ghiaccio fuori) e spruzza con un nebulizzatore il vermut sulle pareti interne del bicchiere. Tre, quattro spruzzi max.

Usando lo strainer versa il gin dentro al bicchiere. Volando sopra il bordo del bicchiere strizza un paio di bucce di limone in modo che l'olio del limone si depositi sul bordo del bicchiere. Se vuoi (hmmmmmmmm ....) puoi pure strisciare fisicamente la buccia del limone sul bordo del bicchiere.

Butta dentro le striscioline di limone.

Enjoy.

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Scelta del gin.

Sopra a tutti, ancora inarrivabile, è il Sacred.

Seri pretendenti al trono, in ordine di eccellenza:

Cotswolds (vicinissimo al Sacred), Ki no bi, Copperhead, Krater Noster, Berkeley Square, Sipsmith London

Il vermut. Io uso solo Vermouth Royal "La Quintinye", francese. Sta da parte in modo elegante e non mi rovina il gin. Anche per questo uso il vaporizzatore, per non caricare troppo il Martini di vermut.

Geograficamente i britannici sono ancora il punto di riferimento. Al secondo posto ci sono i giapponesi, seguiti dai tedeschi. Il problema con i giapponesi è - io ho questo dubbio - che i migliori gin se li tengono loro, in Europa non arrivano. Quelli che nomino qui sono fatti in Europa su licenza giapponese. Buoni, alcuni ottimi, eccellenti per gin tonic creativi. L'eccezione è il Ki no bi che è giapponese DOC distillato a Kyoto con la loro acqua e che infatti - guarda un po' - è sontuoso. Chissà che capolavori nascosti questi bravissimi giapponesi ci nascondono.

Anche i tedeschi non sono da sottovalutare, accesso a ottime acque nella Foresta Nera. Una mia particolare scoperta è il Krater Noster (il Monkey 47 - vedi sotto - è invece molto noto).
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Poi ci sono i gin "facili". Raccomandati a chi si vuol fare un ottimo gin tonic, ma non ci farei mai un martini. Io li considero già profumati, quindi .... vanno dritti dentro l'acqua tonica. Sono prodotti ottimi e raccomandatissimi, non voglio essere male interpretato: li compro e li bevo regolarmente.

Monkey 47, Jinzu, Hanami (ottimo con delle fragole nel gin tonic), Roku, Gin Mare.

Una segnalazione speciale spetta a The Botanist, che nel campo dei gin per gin tonic è forse il campione, veramente superlativo. Anche il Gin Mare - nel suo genere molto speciale (si beve con un rametto di rosmarino) - è interessante, simpatico, ma molto/troppo di moda.

Per il gin tonic - se non è richiesta un guarnizione speciale come per il Gin Mare o l'Hanami - io uso sempre un quarto di lime dentro al bicchiere e una leggera spruzzata di succo dentro.

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Poi c'è il dirty Martini, ma questo ad un altra puntata.


Inviato: 16/6 20:16
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Re: Martini per veri uomini

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25/8/2005 8:38
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Se i prezzi sono un problema, segnalo a livelli di prezzo più ragionevole il Finsbury Platinum, vecchia marca britannica che fa pochissima pubblicità e che secondo me ha un eccellente rapporto qualità/prezzo.

Ci si può fare un ottimo Martini.




Inviato: 16/6 20:27
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Re: Martini per veri uomini

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25/8/2005 8:38
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Citazione:

luciano ha scritto:

- sul ghiaccio durissimo versare qualche goccia di vermuth, meglio se Noilly-Prat e mezzo cucchiaino da caffè di angostura

- scuotere nello shaker e buttare via il liquido, trattenendo solo il ghiaccio che ha assorbito traccia dei due profumi

....


Eh si, questa è l'unica alternativa all'usare il nebulizzatore. La filosofia dietro è la stessa: (1) trasferire gli aromi del vermut al gin ma non il suo sapore; (2) non intorbidire il gin o peggio colorarlo

Sull'angostura ... thanks but no thanks ...

Il martini deve essere chiaro come acqua di sorgente.


P.S. Per i non esperti non si è ancora detto che "martini" non ha nulla a che vedere con la "Martini & Rossi". Su internet potete vedere un paio di storie sull'origine del nome.




Inviato: 17/6 7:36
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Re: Martini per veri uomini

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Da Albiate (MB)
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Che dire Marco, più di così non potevo aspettarmi, una lectio magistralis in piena regola, grazie di cuore.
Più che un workshop intero su come fare i test per il BTZS non posso fare per sdebitarmi (lo avrei fatto a prescindere).
Grazie!

BTW aspetto il seguito sul "dirty", in cambio ti converto i file dei tuoi test per l'app Expodev

Inviato: 18/6 15:10
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Re: Martini per veri uomini

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Citazione:

chromemax ha scritto:


BTW aspetto il seguito sul "dirty", in cambio ti converto i file dei tuoi test per l'app Expodev


Il dirty martini è più complicato del martini.

Io ci vedo tre problemi.
1. Che gin usare.
2. Come gestire le olive.
3. Come berlo.

Mentre nel martini sono assolutamente refrattario a qualunque compromesso, nel dirty martini riconosco la difficoltà del problema e sono accomodante, oserei dire magnanimo. Nel dirty martini “la vita è bella perchè è varia”. Nel martini “la vita è bella perchè è una sola e silenzio.”

Cominciamo dal terzo punto. Il modo elegante di berlo è un bicchiere classico triangolare superghiacciato con dentro il gin e - a parte, perbacco!!!!! - una minuscola caraffina con dentro XYZ. Versi la quantità di XYZ che preferisci dentro al tuo bicchiere di gin ultra gelato, apprezzi l’annuvolamento del liquido nel bicchiere, e hai il tuo dirty martini. Vuoi fare il bauscetti (*) e metterci pure un'oliva sola e abbandonata a se stessa che giracchia nel fondo del bicchiere? Io mi oppongo ... ma ti perdono.

Il problema è capire cosa sia XYZ, e siamo al punto 2. sopra. Se vai a vedere le ricette online per il dirty martini XYZ è in pratica il liquido (una specie di salamoia) in cui sono affogate le olive nel vasetto che compri al supermercato. Per me Trump in tanga è meno ributtante di un intruglio di questo genere. Poi un sacco di persone lo bevono così e nel dirty martini sono magnanimo (vedi sopra) e se loro sono contenti lo sono anch’io. La vita è bella blah blah blah

Il mio XYZ è invece spremitura di olive, fatta al momento. Quali olive? Verdi sicuramente, ma quanto dolci? A me piacciono le Belle di Cerignola, ma per un dirty martini sono troppo dolci. Preferisco quelle verdi di media dimensione (più piccole quindi) strettamente non condite (se si trovano solo condite le lavo in acqua abbondante). Mi preoccupa il fatto che siano sempre troppo salate, nonostante l’abbondante lavaggio in acqua. (Un po’ salate ci sta, ma non troppo.) Le spremitura va filtrata perchè di polpa anche micrometrica non ne voglio vedere dentro al bicchiere (altri la pensano diversamente, e ci sta pure quello). Ma ... spremute ... come? Questi sono affari miei e non lo svelerò neppure sotto tortura; neppure se mi costringete a bere un martini in un bicchiere da cognac.

Siamo adesso al punto 1. Io - lo ammetto - qui sono conservatore e poco creativo. Per me il dirty martini è la continuazione del martini, per cui uso gli stessi gin del martini cioè ultra-super secchi. Sono il primo ad ammettere che è un mio limite, e che nel dirty martini c'è spazio per sperimentare con dei gin dal giusto profumo. Però questo va fatto con moderazione e classe, perchè se il succo di oliva non si sente per niente e rimane solo l’oleosità - combinata magari con un sapore che non centra nulla - si ottiene un Frankenstein liquido, terribile. A me forse manca sia il coraggio che la classe per sperimentare, quindi mi adagio nella soluzione tradizionale e tranquilla. (Ma lotto ferocemente per la miglior gestione delle olive, questo si.)

Esempio. Dato che il gin è diventato di moda negli ultimi anni - dopo aver vissuto nelle catacombe per decenni, mantenuto in vita da noi animali urbani notturni - un sacco di produttori di superalcolici si sono buttati a produrre gin. (Alcuni con ottimi risultati.) Nella zona alpina italiana alcuni produttori - che usano il pino mugo nella loro produzione di superalcolici - si sono messi a fare gin con il pino mugo come essenza caratteristica. Personalmente è una soluzione che non mi convince molto in un gin tonic (è ovviamente per me improponibile in un martini), però se a qualcuno piace … va bene così. Quando però si propone un dirty martini con un gin al pino mugo (l’ho visto fare) devo insorgere e dichiarare tale operazione un atto di terrorismo bevitorio.

Quindi in realtà ho un paio di posti dove bevo il dirty martini, perchè lo fanno giusto; a casa non lo faccio quasi mai, troppo stress nella preparazione.




(*) Antico termine longobardo.

Inviato: 19/6 8:37
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Re: Martini per veri uomini

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23/2/2009 22:15
Da Albiate (MB)
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Grazie mille ancora, a buon rendere

Inviato: 22/6 10:51
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Re: Martini per veri uomini
Moderatore
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8/9/2005 0:10
Da Lazio
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Siete espertissimi però, io a momenti non so neppure cos'è una vodka.

Inviato: 22/6 18:06
Mauro-Tessera C.F.A.O. n°12
Leggere con attenzione il REGOLAMENTO

E Dio creò il gatto in modo che l'uomo potesse accarezzare la tigre....
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