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Re: Un problema

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23/2/2009 22:15
Da Albiate (MB)
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Che io sappia a Milano c'è PFG e Fotomateriale (tel. 0259901661 il sito web è fermo agli anni '90).
I rullini si possono portare anche da foto ottica cavour che mi dicono si serva di Ghisa lab di Legnano (ho appena telefonato a questi ultimi e mi dicono che non possono intelaiare le dia, per cui le dia sviluppate vengono restituite in striscia).
Altrimenti non è a Milano, ma lavora per corispondenza, c'è il Laboratorio Fotografico Liguredi Sandro Presta a Genova.

Inviato: 18/1 17:49
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Re: Confronto 50mm su Canon RP - prima parte

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Complimenti e grazie per il bellissimo lavoro, interessantissimo e molto scrupoloso.

Inviato: 30/11 11:28
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Re: Suggerimenti pellicola B&N con grana evidente.

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Da Albiate (MB)
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La Delta 3200 è una pellicola che ha una sensibilità effettiva di 800-1000 iso, per questo ho scritto "se non la vuoi tirare".
Per quella che è la mia esperienza la Tri-X attuale è la pellicola a struttura tradizionale, cioè non T-grain et similia, che ha la grana più fine della sua categoria(tanto che malignamente mi viene da pensare che se non proprio il grano tabulare ma probabilmente un po' del know-how sulla crescita dei cristalli acquisita con le T-Max ci sia stato infilato in questa emulsione); L'Hp-5 è già più "granosa", poi la Foma400 la Bergger 400 più o meno a parimerito e la Retropan 320 che a grana mi ricorda un po' la compianta kodak Infrared; La Delta 3200 a 1000 iso ha una grana più o meno sullo stesso livello delle 400 più granose.

Inviato: 25/11/2021 19:29
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Re: Suggerimenti pellicola B&N con grana evidente.

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In formato 120 le pellicole più "granose" sono la Delta 3200 (da esporre a comunque a 800-1000 se non si vuole "tirare"), la Bergger 400 e la Foma Retropan 320, soprattutto se sviluppata col suo sviluppo dedicato "retro special developer".

Inviato: 25/11/2021 13:01
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Re: Questioni di velo

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I datasheet delle pellicole forma riportano anche i grafici dell'andamento del velo al variare dello sviluppo e ti puoi rendere conto che il velo non può proprio essere preso come riferimento del corretto sviluppo; esso dipende dalla pellicola, da che materiale plastico è stato usato per la base, e dall'energia di sviluppo ma anche dalla formulazione di quest'ultimo (l'HC-110 è molto carico di sntiveli ad esempio).
Inoltre ci deve essere qualche errore perché una variazione del velo di 0,01% è troppo poco, aumentando il tempo di sviluppo del 50% un ipotetico velo di 0,35 aumenterebbe a 0,35175, cioè neanche misurabile con gli strumenti casalinghi.
Nel tuo post non specifici che uso ne farai dei negativi, cosa importante per poter definire "corretto" lo sviluppo, dato che il negativo è un intermedio e la qualità dell'immagine finale è data da come la scala tonale del negativo si "accoppia" a quella della "destinazione" (carta ai sali d'argento, scanner,monitor, ink-jet, ecc, ecc)

Inviato: 9/9/2021 22:44
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Re: Martini per veri uomini

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Per colpa tua mi sto avviando sulla strada del vizio

Inviato: 14/8/2021 15:34
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Re: Fissaggio Kodak TMax

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Si anche io faccio un lavaggio Ilford "rinforzato"; come prima cosa riempio la tank e la svuoto dopo qualche secondo, senza agitazioni, questo lava via il grosso, poi faccio i ribaltamento con questa serie 5+10+10+20+20+40 per un tempo totale di circa 7-8 minuti di tempo di ammollo in acqua.
Un lavaggio eccessivo oltre ad essere inutile rigonfia eccessivamente la gelatina e, una volta asciutta, il pattern della garna ne risente divenendo più disordinato anche se la cosa è visibile solo ad ingrandimenti elevati.

Inviato: 11/8/2021 16:25
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Re: Fissaggio Kodak TMax

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Non sono un chimico ma la chimica del fissaggio è ben documentata nei "classici" e abbastanza complessa dato che avviene per trasformazioni successive in composti incolori ma man mano sempre più solubili e quindi lavabili. Un fissaggio molto usato anche se ancora in grado di schiarire la pellicola potrebbe essere carico di sottoprodotti poco solubili che entrando in contatto con la pellicola ne impregnano l'emulsione (nella pellicola il supporto è plastico quindi impermeabile) e da qui diventa difficile se non impossibile farli sloggiare col lavaggio.
Il problema è assai sentito per le stampe e infatti Ilford consiglia di non superare la soglia di 10 stampe 20*25/litro in caso di trattamento archivial (il limite normalmente è di 40 stampe).
Considerando che il negativo è una "matrice" irripetibile e che ci si accorge di eventuali problemi di fissaggio e/o lavaggio dopo decine di anni e quando oramai nulla si può fare, preferisco adottare un comportamento più cautelativo anche coi negativi; IMHO un litro di fissaggio vale assai meno di un singolo scatto, fosse anche il più banale e insignificante.

Inviato: 9/8/2021 23:43
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Re: Fissaggio Kodak TMax

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I fissaggi rapidi sono tutti abbastanza simili come formulazione e se ben usati ma soprattutto se non sfruttati eccessivamente (personalmente mi tengo sotto il 50% del dichiarato dal fabbricante) sostanzialmente si equivalgono. Nel caso delle pellicole, a maggior ragione se T-Max o Delta, va usato a 1+4 o 1+5.

Inviato: 9/8/2021 14:39
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Re: domanda sui collegamenti idraulici Jobo CPP-2

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orso ha scritto:

Non conosco il Jobo CPP-2, ma in linea di massima non sono d'accordo con la tua affermazione.

Non confondiamo la portata o flusso con la pressione.


Non so un bel niente di idraulica però credo che il timore di Luciano sia che l'acqua proveniente dal suo impianto idraulico "spinga" troppo sulla elettrovalvola della Jobo col rischio di danneggiarla.
Ora se io apro appena il rubinetto del mio lavandino e lascio uscire un filo d'acqua, se spingo col dito sul foro da cui esce l'acqua riesco a tapparlo senza difficoltà; se invece apro tutto il rubinetto e cerco di fermare il flusso col dito non solo schizza dappertutto ma mi ci vuole molta più forza per riuscire a tappare l'uscita, ammesso che ci riesca. Se al mio dito sostituisco l'elttrovalvola della Jobo credo che l'origine del mio ragionamento sia più chiara. Poi posso aver detto castronerie assurde dal punto di vista idraulico e spero proprio che questo non sia causa di danni alla Jobo di chicchessia (anche se così fosse avrebbero pur scritto quali sarebero stati i valori di sicurezza a cui attenersi nell'allaccio idraulico) ma, anche se non vuol dire niente, alla elettrovalvola della mia CPP2 non è successo mai niente, al massimo qualche goccia d'acqua che scende dal raccordo idraulico ma lì è colpa di un tubo troppo grande e troppo rigido.

Inviato: 15/6/2021 6:41
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Re: domanda sui collegamenti idraulici Jobo CPP-2

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Il rubinetto stesso della doccia è un limitatore di pressione, basta non aprirlo tutto.
Io comunque l'ho collegato alla presa d'acqua installata per la lavatrice e finora non ho avuto problemi.
Comunque da me nei mesi estivi anche l'acqua fredda non riesce a scendere sotto i 22-24°C per cui mi arrangio o con le mattonelle raffreddanti tenute nel congelatore oppure con una o più bottiglie a misura delle jobo, riempite per 3/4 d'acqua e lasciate congelare e quindi inserite negli slot liberi delle bottiglie. Non usare cubetti di ghiaccio lasciati liberiche potrebbero entrare nella pompa di circolo del bagno d'acqua e spaccarla, ma questo è scritto anche nelle istruzioni.

Inviato: 14/6/2021 11:04
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Re: Pulizia della Jobo CPP-2

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luciano ha scritto:
Ma, perchè parli di sprecare una quindicina di litri d'acqua? Io uso acqua demineralizzata (la stessa consigliata per i ferri da stiro a vapore ed elettrodomestici simili) che compro al supermercato in contenitori da 5 L, al prezzo di meno di un euro ciascuno.
Ed alla fine dell'utilizzo, quando svuoto la sviluppatrice, questa acqua la recupero per la volta successiva rimettendola nei bottiglioni originali. A parte la pidocchieria di risparmiare meno di 3 euro, sbaglio qualcosa ?


In effetti questo metodo è più pratico e intelligente del mio, io mi limitavo a svuotare la sviluppatrice buttando nello scarico l'acqua di termostatazione. Col tuo metodo si evita non solol'accumularsi di calcare all'interno della sviluppatrice ma anche lo spreco di acqua, al modico sacrificio di trovare un posto per i bottiglioni di acqua recuperata.

L'unico dubbio è che dopo qualche utilizzo l'acqua demineralizzata si mischierà sempre più con l'acqua di acquedotto inserita in vasca quando si apre la termovalvola dell'acqua fredda, ma anche in questo caso nulla osta al recupero, grazie della dritta

Inviato: 31/5/2021 18:23
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Re: Sviluppo C-41 in Jobo: perplessità sulle temperature.

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Io ho fatto lo stesso
Il termometro della mia CPP2 è abbastanza preciso, comunque do sempre una controllatina al bagno di termostatazione con un termometro digitale Hanna con prestazioni simili al tuo (e confrontato periodicamente con un Salmoiraghi con sonda Pt1000 che mi dà misure didentiche); per comodità il termometro è impostato in Fahrenheit.
Quando posso allungo il pre-riscaldamento della tank a 20 minuti, altrimenti scaldo la tank con un phon prima di caricare la pellicola e anche dopo all'esterno e indirizzando il flusso di aria calda anche dentro il foro di carico dei chimici.
Prima di inserire lo sviluppo colore tolgo la tank, che nel frattempo si stava preriscaldando, e faccio scorrere nel lift un paio di litri di acqua a 38°C, in modo da riscaldare anche il tubo di carico del lift stesso.
Jobo sconsiglia di valutare la precisione delle sue sviluppatrici misurando la temperatura dei liquidi in uscita, proprio per l'intrinseca imprecisione del metodo; al limite se proprio di vuole fare bisognerebbe usare un contenitore in polistirolo espanso (tipo alcuni bicchierini per caffè da asporto) pre-riscaldato preventivamente con acqua ad una temperatura il più possibile vicina a quella a cui si presume debba uscire il liquido da controllare.
I processi colore C-41 e E6 hanno come temperatura di riferimento 100°F (è per questo che per il colore uso un termometro che legge in Fahrenheit, è un'opzione di impostazione di molti termometri digitali) con una tolleranza di +- 0.5°F ma in Celsius questa tolleranza diventa di 0.3 quindi il range si restringe da 37.65 a 37.95°C (invece sul tempo di trattamento la tolleranza è di 10").
Per evitare di alimentare una paranoia (la mia) già fin troppo borderline, specifico che il senso di questa tolleranza è che all'interno del range non sono riscontrate variazioni misurabili di densità. Dubito che qualsiasi sviluppatrice che non sia di livello industriale riesca ad avvicinarsi a questi parametri e non ho mai sviluppato e misurato strip di controllo ma mi sforzo di essere il più preciso e rigoroso possibile nei limiti delle mie conoscenze e delle mie attrezzature e sono contento dei risultati che ottengo, che è alla fin fine quello che conta

Inviato: 30/5/2021 21:07
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Re: Pulizia della Jobo CPP-2

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IL lavaggio della sviluppatrice può essere fatto sciogliendo un paio di cucchiai colmi di acido citrico nell'acqua di termostatazione a 38°C e farla girare per circa dieci-quindici minuti, in modo da togliere eventuali incrostazioni di calcare su serpentina riscaldante e pompa, al limite si può usare anche dell'acido solfammico ma senza esagerare con la concentrazione e/o col tempo dato che è più aggressivo del citrico.
Anche io come Marco tendo a svuotarla appena finisco la sessione ma se mi capita di doverla lasciare piena qualche giorno (in fondo sono sempre una quindicina di litri d'acqua che cerco di evitare di sprecare se posso) aggiungo un cucchiaio di edta (agente chelante per il calcio) per evitare l'accumulo di calcare.
Per drum e tank uso anche io uno straccio in microfibra per piatti che sono molto assorbenti. Per la tank alterno i coperchi (ne ho qualcuno) in modo da dare più tempo per asciugare eventuali tracce di umidità e do una bella passata di phon caldo a tank, spirale e coperchio prima di caricare la pellicola, e poi anche all'esterno della tank dopo averla caricata, per scaldare bene il tutto (il pre-riscaldamento di 5 minuti consigliato serve a poco e niente quando in inverno il volume d'aria dentro la tank è a 15° o anche meno)

Inviato: 30/5/2021 20:09
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Re: La sostituzione delle vecchie pile al mercurio.

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Purtroppo è come dici tu, le curve di scarica delle pile che sostituiscono quelle al mercurio non sono lineari per cui la precisione della lettura esposimetrica dipenderà molto da come è stato costruito il circuito esposimetrico della macchina fotografica ma in ogni caso la precisione ne risentirà, anche se in genere la pellicola, soprattutto negativa, è in grado di assorbire senza danni evidenti queste piccole differenze.
Le pile all'ossidio d'argento hanno un andamento più lineare di quelle alcaline per cui sarebbero da preferire (almeno finché continueranno a produrle dato che l'argento è considerato pericoloso per l'ambiente).
L'alternativa potrebbero essere le zinco-aria che non richiedono adatatori eettrico ma solo meccaniio, spesso facilmente "accrocchiabili" con un po' di fai da te.
La soluzione definitiva potrebbe essere la costruzione di un circuito stabilizzato ma sarebbe poi molto difficile, o impossibile in molti casi, riuscire ad inserirlo all'interno dei corpi degli apparecchi da alimentare.
Personalmente uso gli adattatori MR9, dal costo assolutamente sproporzionato, in abbinamento a pile all'ossido d'argento;preferisco lasciare i circuiti intenrni come sono ed essere poi libero di poter eventualmente usare anche le zinco-aria, cosa impossibile nel caso di modifica interna.
Se fai una ricerca sul forum analogica.it l'argomento è stato trattato più volte e in modo molto esaustivo.

Inviato: 22/3/2021 11:44
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Re: il fantastico mondo del cinema

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Gli oled riescono a rendere senza problemi i colori pastello, si tratta di scelte per attirare il pubblico ma che a mio avviso vanno anche a "drogare" l'immaginario nella ricerca spasmodica di offire "un'esperienza" al cliente, e l'esperienza è per definizione è legata ai sensi che vengono quindi sollecitati il più possibile. Se si guarda una partita di calcio il campo è di un verde assolutamente irrealistico, tanto da non riuscire a riconoscere la ripresa in campo lunghissimo di una telecamera dal vero da quello generato da Pro Evolution Soccer su PlayStation 4.
Quando ho visto le riprese della NHK in 8K dei giochi olimpici di Rio 2016 non mi hanno fatto una grande impressione, sia sul grande schermo (350 pollici) che sui monitori di controllo.
A mio parere la quantità di banda richiesta per "muovere" un video 8k lo rende un formato più per il master che per la fruizione finale; a livello televisivo ci si sta orientando sull'HDR più che sulle alte definizioni e un 8K ultracompresso non è poi molto migliore dei formati inferiori.
A livello di master l'eccesso di definizione può permettere maggior libertà in postproduzione, aggiungere movimenti di macchina o ritagliare inquadrature di un prodotto finito in definizione inferiore.

Inviato: 29/8/2020 12:31
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Re: E fu così che Kodak divenne cinese...

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Le pellicole sono sempre state prodotte da Eastman Kodak e Kodak Alaris le distribuiva, diverso invece per quanto riguarda la chimica, già da anni data in produzione a terzi (Tetenal) e la carta (colore).
Quindi per le pellicole, soprattutto quelle cine che rappresentano il grosso della produzione e dalle quali dipende anche la sopravvivenza delle pellicole fotografiche, non dovrebbero esserci problemi.
Anche se le pellicole non dipendevano da Kodak Alaris, da quando c'è stata la scorporazione in realtà l'offerta è aumentata, con la reintroduzione della T-Max 3200 e della Ektachrome E100, in uscita in questi giorni anche in formatgo 120 e 4x5.
Sull'aumento dei prezzi mi permetto di far notare che nel 1995 un rullino di Tri-X costava 8500 lire che rivalutate secondo gli indici ISTAT corrispondono a €6.68, assai vicino al costo della Tri-X prima dei recenti ed importanti aumenti, quindi le pellicole Kodak non avevano subito sostanziali aumenti di prezzo negli ultimi 25 anni. Certo un aumento improvviso del 40% si fa sentire ma Kodak ha spiegato che il motivo è la necessità di finanziare un nuovo modello produttivo più consono alle dimensioni del mercato attuale e in grado di rispondere alla sempre maggior richiesta di pellicola.

Allega:



jpg  costo_tri-x_1995.jpg (241.99 KB)
1859_5f1154879669d.jpg 1200X900 px

Inviato: 17/7/2020 9:49
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Re: Way Beyond Monochrome - Second Edition

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Vedo adesso sul suo profilo facebook che si è fidanzata con Mirko Boddecker, quindi probabilmente sarà più facile trovarla a Berlino che a Firenze e sarà diventata ambasciatrice dei prodotti Adox

Inviato: 30/6/2020 15:35
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Re: Martini per veri uomini

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Grazie mille ancora, a buon rendere

Inviato: 22/6/2020 10:51
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Re: Loupe per bianco nero? Chi mi aiuta?

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Disperso ha scritto:
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Mxa ha scritto:
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chromemax ha scritto:

Questo mi interessa per il Martini... la tariffa quanto sarebbe?


Purtroppo, per te devo fare la consulenza gratuitamente perchè devo generare abbastanza credito nei tuoi riguardi in modo da romperti poi i marroni tutte le volte che ho bisogno di qualche aiuto con il BTZS (e altro, relativo a sviluppo...).

Faccio partire un thread dedicato, mi raccomando tienti tutto per te, non voglio che la voce si sparga.





Comunque chromemax mi ha svelato tutti i suoi segreti e le mie tariffe sono inferiori ...


Questa è concorrenza sleale

Inviato: 18/6/2020 15:12
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