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Re: il fantastico mondo del cinema

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23/2/2009 22:15
Da Albiate (MB)
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Gli oled riescono a rendere senza problemi i colori pastello, si tratta di scelte per attirare il pubblico ma che a mio avviso vanno anche a "drogare" l'immaginario nella ricerca spasmodica di offire "un'esperienza" al cliente, e l'esperienza è per definizione è legata ai sensi che vengono quindi sollecitati il più possibile. Se si guarda una partita di calcio il campo è di un verde assolutamente irrealistico, tanto da non riuscire a riconoscere la ripresa in campo lunghissimo di una telecamera dal vero da quello generato da Pro Evolution Soccer su PlayStation 4.
Quando ho visto le riprese della NHK in 8K dei giochi olimpici di Rio 2016 non mi hanno fatto una grande impressione, sia sul grande schermo (350 pollici) che sui monitori di controllo.
A mio parere la quantità di banda richiesta per "muovere" un video 8k lo rende un formato più per il master che per la fruizione finale; a livello televisivo ci si sta orientando sull'HDR più che sulle alte definizioni e un 8K ultracompresso non è poi molto migliore dei formati inferiori.
A livello di master l'eccesso di definizione può permettere maggior libertà in postproduzione, aggiungere movimenti di macchina o ritagliare inquadrature di un prodotto finito in definizione inferiore.

Inviato: 29/8 12:31
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Re: E fu così che Kodak divenne cinese...

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23/2/2009 22:15
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Le pellicole sono sempre state prodotte da Eastman Kodak e Kodak Alaris le distribuiva, diverso invece per quanto riguarda la chimica, già da anni data in produzione a terzi (Tetenal) e la carta (colore).
Quindi per le pellicole, soprattutto quelle cine che rappresentano il grosso della produzione e dalle quali dipende anche la sopravvivenza delle pellicole fotografiche, non dovrebbero esserci problemi.
Anche se le pellicole non dipendevano da Kodak Alaris, da quando c'è stata la scorporazione in realtà l'offerta è aumentata, con la reintroduzione della T-Max 3200 e della Ektachrome E100, in uscita in questi giorni anche in formatgo 120 e 4x5.
Sull'aumento dei prezzi mi permetto di far notare che nel 1995 un rullino di Tri-X costava 8500 lire che rivalutate secondo gli indici ISTAT corrispondono a €6.68, assai vicino al costo della Tri-X prima dei recenti ed importanti aumenti, quindi le pellicole Kodak non avevano subito sostanziali aumenti di prezzo negli ultimi 25 anni. Certo un aumento improvviso del 40% si fa sentire ma Kodak ha spiegato che il motivo è la necessità di finanziare un nuovo modello produttivo più consono alle dimensioni del mercato attuale e in grado di rispondere alla sempre maggior richiesta di pellicola.

Allega:



jpg  costo_tri-x_1995.jpg (241.99 KB)
1859_5f1154879669d.jpg 1200X900 px

Inviato: 17/7 9:49
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Re: Way Beyond Monochrome - Second Edition

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Vedo adesso sul suo profilo facebook che si è fidanzata con Mirko Boddecker, quindi probabilmente sarà più facile trovarla a Berlino che a Firenze e sarà diventata ambasciatrice dei prodotti Adox

Inviato: 30/6 15:35
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Re: Martini per veri uomini

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Grazie mille ancora, a buon rendere

Inviato: 22/6 10:51
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Re: Loupe per bianco nero? Chi mi aiuta?

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Disperso ha scritto:
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Mxa ha scritto:
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chromemax ha scritto:

Questo mi interessa per il Martini... la tariffa quanto sarebbe?


Purtroppo, per te devo fare la consulenza gratuitamente perchè devo generare abbastanza credito nei tuoi riguardi in modo da romperti poi i marroni tutte le volte che ho bisogno di qualche aiuto con il BTZS (e altro, relativo a sviluppo...).

Faccio partire un thread dedicato, mi raccomando tienti tutto per te, non voglio che la voce si sparga.





Comunque chromemax mi ha svelato tutti i suoi segreti e le mie tariffe sono inferiori ...


Questa è concorrenza sleale

Inviato: 18/6 15:12
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Re: Martini per veri uomini

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Che dire Marco, più di così non potevo aspettarmi, una lectio magistralis in piena regola, grazie di cuore.
Più che un workshop intero su come fare i test per il BTZS non posso fare per sdebitarmi (lo avrei fatto a prescindere).
Grazie!

BTW aspetto il seguito sul "dirty", in cambio ti converto i file dei tuoi test per l'app Expodev

Inviato: 18/6 15:10
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Re: Martini per veri uomini

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Il Martini è il Martini e si fa col gin (anche se il vodka-martini non mi dispiace per niente), ma io ci capisco molto poco per cui più che in una conversazione io spero in una lezione(che magari comprenda anche vermuth, ma forse sono troppo sfacciato)

Inviato: 16/6 16:44
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Re: Loupe per bianco nero? Chi mi aiuta?

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Mxa ha scritto:

Per la fotografia - nel mio piccolo - potete chiedermi aiuto e vi sarà dato. Gratis. Ma per la scelta del gin il discorso si fa più serio, molto più serio: se volete una consulenza dovete pagare.





Questo mi interessa per il Martini... la tariffa quanto sarebbe?

Inviato: 16/6 14:54
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Re: Loupe per bianco nero? Chi mi aiuta?

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E' più un oggetto da direttore della fotografia; per il bianco e nero si usa il filtro wratten 90 che è quello che taglia con la stessa campana dell'occhio umano ed (è montato anche nei luxmetri o nel canale "visual" dei densitometri).
Ci sono anche i filtri per il colore, per le pellicole a bassa sensibilità ed alta sensibilità.

Inviato: 11/6 17:46
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Re: Siamo alla follia (leggi: costi di spedizione dagli USA)

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Marco se ti servono delle letture al densitometro, anche solo per "tarare" il tuo sistema, te le posso fare senza problemi.

Inviato: 5/6 13:54
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Re: Way Beyond Monochrome - Second Edition

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Lo ribadisco, non sono un chimico e mi limito a riportare, magari in maniera imprecisa e ricordando male, quanto leggo/studio, anche considerando le necessarie sintesi e relative generalizzazioni dello scrivere sui forum.
Sono andato a riguardare la pila di fogli su cui stampo quello che vale la pena (per me)conservare per ulteriore studio e approfondimento e ho trovato questo articolo sicuramente più esaustivo. Mi spiace aver banalizzato ma non ho trovato meccanismo mnemonico migliore per memorizzare un processo che avviene sulla superfice e protegge dall'ossidazione.
Sul tema sono interessanti anche altri articoli di Nishimura e la questione è trattata anche in molte altre pubblicazioni.

Inviato: 4/6 17:03
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Re: Way Beyond Monochrome - Second Edition

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L'argomento è vasto e spinoso, spesso stratificato con indicazioni oramai desuete e riciclate in chiave moderna e di cui però nessuno si è preso la briga di andare a chiedersi "perché".
Da quanto ho potuto appurare le moderne teorie sulla conservazione delle fotografie hanno ribaltato il concetto, per cui la durata nel tempo di una stampa dipende principalmente dalle condizioni di conservazione, più che dal tipo di lavaggio/trattamento in fase di realizzazione: tanto per rendere più chiaro il concetto, forse banalizzando, una stampa mal lavata e ben conservata può durare più di una stampa ben lavata e mal conservata.
Con questa premessa quindi l'attenzione del fotografo, tradizionalmente focalizzata sul lavaggio, hypo clearing, sistan, viraggi conservativi, ecc, dovrebbe essere spostata su come viene conservata la stampa dal fruitore dell'immagine, cosa sulla quale, soprattutto se la stampa viene venduta, non è sempre possibile intervenire.
La stampa fotografica è formata da argento, che non è un metallo nobile, e quindi è soggetta all'attacco degli agenti chimici di cui il più pericoloso è lo zolfo che reagisce col metallo creando sali incolori che dapprima rendono l'immagine marroncina e poi la fanno svanire. Poiché il tiosolfato usato come fissaggio, come si deduce anche dal nome, ha in esso stesso dello zolfo, diventa in prima istanza importante eliminare i residui di fissaggio dalla stampa fotografica. Nella fase di fissaggio gli alogenuri di argento non esposti, naturalmente insolubili in acqua, vengono trasformati in sali solubili, ma questo passaggio non è diretto ma avviene attraverso una serie di reazioni intermedie durante le quali gli alogenuri si trasformano in sali incolori, e quindi invisibili, e man mano sempre più solubili, finché non passano completamente in soluzione nella parte acquosa della soluzione di fissaggio.
I sottoprodotti, insolubili o poco solubili, del fissaggio hanno anche una spiccata "simpatia" per le fibre della carta della stampa; se le carte politenate (ma anche le pellicole), che hanno il supporto impermeabile, risultano ben lavate dopo una decina di minuti, dato che i residui chimici devono essere eliminati solo dal sottile strato dell'emulsione, nel caso delle carte baritate (le più usate in campo fine-art) la base in cartoncino funge da vera e proprio "spugna" che si imbeve di sostanza chimica dannosa per la durata della stampa e oltretutto pure poco solubile.
Un sistema efficace di lavaggio è stato studiato dal Ilford per la sua carta "Galerie" e successivamente ottimizzato e consigliato per tutte le carte baritate. Il sistema prevede l'uso di fissaggio rapido (tiosolfato di ammonio) ad alta concentrazione (1+4) con un tempo di fissaggio di soli 60"; in questo modo la base della stampa non ha tempo sufficiente per assorbire la soluzione di fissaggio (la base è ancora impregnata di stop) ma l'elevata concentrazione del fix garantisce un fissaggio completo dell'emulsione. Lo sfruttamento del fissaggio deve essere ridotto a ca. 10 fogli 20x25/litro e poi la soluzione va scartata (o rigenerata), proprio per evitare l'accumulo di sottoprodotti insolubili di cui sopra.
Al fix segue uno sciacquo in acqua di circa 5' seguito da un passaggio in chiarificatore di iposolfito (HCA o similari, soluzione al 20% di solfito di sodio) per 10' e un lavaggio di 20'.

Il meccanismo per cui la stampa si "lava" è per diffusione, cioè il residuo di fissaggio passa nell'acqua di lavaggio finché nello strato di contatto non si raggiunge l'equilibrio di concentrazione, a quel punto il passaggio del fix dalla stampa all'acqua si ferma, sarà quindi necessario far arrivare sulla superficie dell'acqua pulita per far ripartire la diffusione del fissaggio dalla zona dove è più concentrato, cioè nelle fibre della carta, a quella dove la concentrazione è minore, cioè l'acqua di lavaggio.
Sostanzialmente l'uso di acqua corrente permette di avere la frazione di soluzione a contatto con la stampa sempre a concentrazione zero, per cui la diffusione avviene senza soluzione di continuità, ma rappresenta anche uno spreco di acqua abbastanza inutile dato che tantissima acqua lava via pochissimo iposolfito. Per un efficace lavaggio basterebbe lasciare la stampa in ammollo in una bacinella e cambiare l'acqua ogni 5 minuti con acqua fresca, per un tempo totale di lavaggio di circa 30' (quindi 6 ricambi di acqua). Questo sistema permette un grande risparmio di acqua ma prevede la presenza pressoché costante del fotografo anche nelle operazioni di lavaggio. Inoltre questo sistema è efficace nel caso di una singola stampa, nel caso di più stampe queste devono essere agitate per evitare che rimangano attaccate l'una alle altre. Va anche detto che la temperatura dell'acqua ha una grande influenza sulla efficacia di lavaggio per cui sotto i 18°C l'efficienza del lavaggio si riduce in maniera importante.
Studi relativamente recenti (recenti come possono essere tutti gli studi sulla fotografia analogica) dimostrano che piccole quantità di residui di fissaggio svolgono un ruolo di protezione della stampa rispetto ad una stampa perfettamente lavata con residui di fissaggio prossimi allo zero; un'ipotesi che tenta di spiegare il fenomeno (scusate la rozzezza ma non sono un chimico) è una sorta di "passivazione" ad opera delle piccole quantità di residui di fissaggio che reagendo con le particelle di argento metallico le ricoprono di uno strato di solfuro di argento proteggendole così dalle esposizioni agli agenti ossidanti presenti nell'atmosfera che fungono da potenti "catalizzatori" del processo di degrado delle stampe.
Gli ausili di lavaggio, come L'hypo Clearing Agent della Kodak e similari rendono più efficiente il lavaggio, quindi accelerandolo, perché si uniscono chimicamente ai sottoprodotti del fissaggio poco solubili in composti chimici più facilmente solubili nell'acqua di lavaggio. Quelli a base di solfito di sodio sono da preferirsi perché più efficaci di quelli a base di carbonato e bicarbonato.
La soluzione di eliminatore di iposolfito (Kodak HE-1) invece è una soluzione a base di perossido di ossigeno (acqua ossigenata) e ammoniaca molto ossidante che ossida e distrugge quindi chimicamente ogni residuo di fissaggio presente nella stampa. Il suo uso venne sconsigliato per timore che l'aggressività della soluzione potesse intaccare anche l'argento metallico della stampa qualora ne rimanessero delle tracce, ma ipotesi più recenti hanno evidenziato l'elevata volatilità e instabilità delle componenti chimiche che in un breve periodo di tempo diverrebbero innocue per la stampa. Ad ogni modo l'uso della soluzione Hypo Eliminator è poco utile proprio perché è stato dimostrato che piccole quantità di iposolfito rimaste nella stampa, che verrebbero eliminate dalla soluzione HE-1, svolgono un ruolo efficace nella protezione.
Una altro aspetto importante della conservazione è l'uso di viraggi: l'azione conservatrice dei viraggi si svolge trasformando chimicamente l'argento metallico che compone l'immagine in un sale più stabile e meno attaccabile dagli agenti esterni. Storicamente la scelta principe è stato il viraggio al selenio, per la sua capacità di aumentare i neri e il limitato cambiamento cromatico del tono dell'immagine. Nella quasi totalità dei casi però il viraggio al selenio viene fatto solo parzialmente per cui le stampe virate sono in realtà composte da un miscuglio di inattaccabile seleniuro di argento e di vulnerabile argento metallico; per essere efficace come conservativo il viraggio al selenio deve essere totale ma la stampa assume un colore veramente poco piacevole ed inoltre in neri della stampa virata completamente sono meno intensi.
Altro viraggio conservativo è quello all'oro, anche in questo caso da effettuare "a completamento", con una intonazione fredda/bluastra che non si addice a tutti i soggetti (la formulazione Nelson ha un tono marrone), senza contare il costo molto elevato. Il viraggio più efficace dal punto di vista conservativo è il seppia, nelle due varianti al solfuro e alla tiourea, dato che l'argento metallico viene trasformato in un sale "solforato" quindi non può essere più soggetto alla solforazione causata dal cattivo lavaggio. Anche in questo caso l'immagine viene colorata in maniera evidente e non sempre adeguata alla volontà del fotografo.

Alla fine di tutta questo lungo post mi sento di dire che il problema della durata delle stampe fotografiche non può avere una risposta univoca e sempre valida ma va affrontato in maniera relativa e perfino per ciascuna singola stampa fotografica: a livello personale non sono molto sicuro di voler "ammorbare" i miei pronipoti delle prossime 8 generazioni con le mie foto "artistiche" e magari quelle che oggi ritengo meno importanti dal punto di vista espressivo, come le "banali" foto ricordo delle ricorrenze familiari, potrebbero diventare quelle più preziose per le generazioni future come memoria degli affetti familiari scomparsi. Per adesso mi accontento che le stampe durino quanto me, cioè non così tanto da giustificare ettolitri di acqua giù nello scarico ma abbastanza da essere preciso e puntiglioso nelle fasi conclusive del trattamento di stampa. Chiaramente completamente diverso è il discorso per le stampe d'arte da vendere, in quel caso è probabile che debba essere messo in campo ogni accorgimento adatto ad aumentare la durata nel tempo della stampa, che in ogni caso sarà sempre limitata dalla stabilità della base cartacea usata dal fabbricante e che, detto tra noi, non è certo di carta di alta qualità.
Scusate la lunghezza del post.

Inviato: 1/6 12:28
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Re: Che film sulla luna?

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Panatomic-X (32 ASA), Plus-X (125 ASA) e Tri-X (400 ASA) era la tripletta Kodak corrispondente alla Pan-F, FP-4 e HP-5 della Ilford. Di Panatomic ne ho usata molto poca ma era veramente bella e imho nettamente migliore della Pan-F.

Inviato: 17/5 20:06
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Re: difetto nel negativo

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Prabibimente si tratta di una qualche trasferimento dalla carta di protezione del 120. Il difetto è conosciuto in rete e recentemente Ilford ha pubblicato
una rispostasul sito web in cui ci sono anche le modalità di sostituzione del film difettato.

Inviato: 12/3 12:22
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Re: Acquisto materiale fotografico

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Fotografare in analogico costerà, facciamocene una ragione. Prendendo i prezzi degli anni '90 e quelli dell'anno scorso il BN e il negativo colore e la carta da stampa costano più o meno come oggi (invece l'invertibile oggi è più caro), ma la situazione di mercato è ocmpletamente diversa, quindi personalmente non mi sento di lamentarmi troppo. Se poi mi guardo un po' in giro e vedo che prezzi chiedono per un paio d'ore di intrattenimento (concerti, sport, teatro) o quanto mi costa una gitarella domenicale fuori porta, il rincaro delle pellicole mi pesa anche meno

Inviato: 13/1 17:25
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Re: Bentornata Ektachrome E100 nei formati 120 e 4x5

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gianlu64 ha scritto:
Mi domandavo se qualcuno dei frequentatori di questo forum ha provato la e100 (anche in 35mm). Sono curioso di sapere come è.

Ne ho scattati una decina di rullini, in 135 dato che finora è l'unico formato disponibile; uno sviluppato da pfg e gli altri da me e devo dire che la pellicola è ottima nella migliore tradizione Kodak.
Non ha i colori ipersaturi della Velvia 50 spesso poco fedeli e con il leggero sottofondo magenta che la contraddistingue, la resa cromatica della E100 è più neutra e tendente ai toni caldi rispetto alla Provia 100 che era la mia dia di riferiemento
A me piace molto ed ha soppiantato le invertibili Fuji come preferenza (e del resto non è che ci sia grande scelta :( )

Inviato: 11/12 12:41
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Re: Una buona notizia da Fuji

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No, non è un fake; è da qualche anno che la vendita di pellicola è in aumento (+21% nel Q3 2019 per Kodak) ma soprattutto il trend è costante e questo è considerata un'opportunità di guadagno e quindi anche di investimento. Ilford ha annunciato recentissimamente due nuovi prodotti ad esempio.

Inviato: 20/11/2019 18:19
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Re: Illuminazione da ingranditore <-> EV ?

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Forse è più semplice usare un esposimetro a luce incidente, meglio se col diffusore piatto, e prendere una lettura in EV di una situazione di esposizione già conosciuta, ed usare quella lettura come riferimento.

Inviato: 11/7/2019 19:08
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Re: Chimici di base per Camera Oscura

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FranzX ha scritto:

Ricina a parte, non dimenticare che, pur in assenza di autopsie, si ritiene che la morte - spesso prematura - di numerosi fotagrafi del passato, sia da ascrivere proprio al pirogalolo e alla pirocatechina. Hanno un potenziale di cancerogenicità secondo solo alle radiazioni alfa (quelle delicate a corta gittata emesse anche dalle lenti takumar). Personalmente maneggiavo il pirogallolo con la stessa maschera che si usa in agricoltura per i pesticidi.


Premetto che non sono un chimico e men che meno un esperto in sicurezza e che deve valere sempre il principio di precauzione per cui usare sempre accorgimenti e dispositivi di protezione in ogni caso, ma sono curioso e mi piace sapere con che cosa ho a che fare.
Da una rapida controllata su wikipedia viene fuori che il comune idrochinone usato in moltissimi sviluppi spesso senza troppe precuazioni è potenzialmente più pericoloso sia del pirogallolo che del catecolo, essendo classificato con Frase H 351 -sospettato di provocare il cancro- (che è diverso dal più perentorio "può provocare il cancro della Frase H 350), mentre il pirogallo è "solo" sospettato di -provocare aterazioni genetiche- (Frase H 341); invece il più innocuo catecolo è tossico e irritante ma non provoca e non è neanche sospettao di provocare alterazioni genetiche o il cancro (almeno secondo le indicazioni di pericolo del regolamento CE).
A riguardo è curioso notare che sulla pagina wikipedia relativa al bianchetto usato come correttore è riportata una sfilza di simboli di rischio chimico che è il doppio degli agenti rivelatori tannanti.
Ciò non toglie che personalmente sto attento anche quando maneggio il "commestibile" solfito o acido citrico (commestibile nel senso che entrambi sono usati come additivi alimentari), ma con le dovute cautele non voglio togliermi il piacere di prepararmi da solo le formulazioni di sviluppo che preferisco usare.

Inviato: 18/6/2019 11:46
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Re: Chimici di base per Camera Oscura

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Oltre ai siti già segnalati da serghei, a volte ho acquistato anche da amazon e su ebay; proprio su questo sito vedo che si può trovare tutto i necessario per preparare il Pyrocat HD già pronto. Comunuqe Labotech2000 e il suo sito parallelo specifico per la fotografia [url=Oltre ai siti già segnalati da serghei, a volte ho acquistato anche da amazon e su ebay; proprio su questo sito vedo che si può trovare tutto i necessario per preparare il Pyrocat HD già pronto. Comunuqe da Labotech2000 e il suo sito parallelo specifico per la fotografia http://www.antichetecnichefotografiche.it si può trovare o ordinare praticamente tutto (nei limiti della legge)

Inviato: 25/5/2019 15:57
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