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Re: Illuminazione da ingranditore <-> EV ?

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Da Albiate (MB)
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Forse è più semplice usare un esposimetro a luce incidente, meglio se col diffusore piatto, e prendere una lettura in EV di una situazione di esposizione già conosciuta, ed usare quella lettura come riferimento.

Inviato: 11/7 19:08
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Re: Chimici di base per Camera Oscura

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FranzX ha scritto:

Ricina a parte, non dimenticare che, pur in assenza di autopsie, si ritiene che la morte - spesso prematura - di numerosi fotagrafi del passato, sia da ascrivere proprio al pirogalolo e alla pirocatechina. Hanno un potenziale di cancerogenicità secondo solo alle radiazioni alfa (quelle delicate a corta gittata emesse anche dalle lenti takumar). Personalmente maneggiavo il pirogallolo con la stessa maschera che si usa in agricoltura per i pesticidi.


Premetto che non sono un chimico e men che meno un esperto in sicurezza e che deve valere sempre il principio di precauzione per cui usare sempre accorgimenti e dispositivi di protezione in ogni caso, ma sono curioso e mi piace sapere con che cosa ho a che fare.
Da una rapida controllata su wikipedia viene fuori che il comune idrochinone usato in moltissimi sviluppi spesso senza troppe precuazioni è potenzialmente più pericoloso sia del pirogallolo che del catecolo, essendo classificato con Frase H 351 -sospettato di provocare il cancro- (che è diverso dal più perentorio "può provocare il cancro della Frase H 350), mentre il pirogallo è "solo" sospettato di -provocare aterazioni genetiche- (Frase H 341); invece il più innocuo catecolo è tossico e irritante ma non provoca e non è neanche sospettao di provocare alterazioni genetiche o il cancro (almeno secondo le indicazioni di pericolo del regolamento CE).
A riguardo è curioso notare che sulla pagina wikipedia relativa al bianchetto usato come correttore è riportata una sfilza di simboli di rischio chimico che è il doppio degli agenti rivelatori tannanti.
Ciò non toglie che personalmente sto attento anche quando maneggio il "commestibile" solfito o acido citrico (commestibile nel senso che entrambi sono usati come additivi alimentari), ma con le dovute cautele non voglio togliermi il piacere di prepararmi da solo le formulazioni di sviluppo che preferisco usare.

Inviato: 18/6 11:46
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Re: Chimici di base per Camera Oscura

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Oltre ai siti già segnalati da serghei, a volte ho acquistato anche da amazon e su ebay; proprio su questo sito vedo che si può trovare tutto i necessario per preparare il Pyrocat HD già pronto. Comunuqe Labotech2000 e il suo sito parallelo specifico per la fotografia [url=Oltre ai siti già segnalati da serghei, a volte ho acquistato anche da amazon e su ebay; proprio su questo sito vedo che si può trovare tutto i necessario per preparare il Pyrocat HD già pronto. Comunuqe da Labotech2000 e il suo sito parallelo specifico per la fotografia http://www.antichetecnichefotografiche.it si può trovare o ordinare praticamente tutto (nei limiti della legge)

Inviato: 25/5 15:57
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Re: rivelatore libea ag+ D74

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Non conosco il ag+ D74 ma per le pellicole 8x10 da stampare a contatto preferisco gli sviluppi tannanti (pirogallolo e catecolo). Personalmente uso Rollo-Pyro (ABC plus) e Kodak D-1 (ABC) che mi faccio da chimici sfusi ma in commercio si trovano facilmente anche sviluppo già pronti (Tanol e Finol della Moersch oppure PMK della Bergger i primi che mi vengono in mente). Per la stampa a contatto poi c'è la bella carta Lupex della Adox.
Ma Stefano Germi (photo 8x10) è un maestro in queto campo

Visto il revival della pellicola (e questo post ne è un esempio) non mi sento di parlare di "dimenticatoio", semmai la sfida più grande è quella di "tramandare" alle generazioni più giovani una corretta informazione sulla fotografia analogica.

Inviato: 23/5 11:37
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Re: Aiuto e consigli pellicola 120 B&N

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Penso che la facilità della Lab-Box sia soprattutto psicologica, abbatendo in qualche modo la "liturgia" dello sviluppo che in qualche caso può essere una difficoltà indotta. Il caricamento, con piccoli accorgimenti, è banale, forse un pelo più macchinoso col 120 che richiede un paio di manovre in più. Se poi si abbina il "professional lid" con termometro e timer incorporati e la tabella di compensazione delle temperature pubblicata da alcuni fabbricanti, il trattamento del film è veramente una operazione alla portata di tutti e veloce, anche col C-41 sia stampato all'ingranditore sia, a maggior ragione, scansionato.

Inviato: 18/3 16:42
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Re: Aiuto e consigli pellicola 120 B&N

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Se posso permettermi, ti consiglio di aspettare l'uscita della Lab-Box di Ars-imago (non dovrebbe mancare molto); ho avuto modo di provarne una per qualche tempo e forse potrebbe essere la giusta risposta per chi ha esigenza di avere un film sviluppato a modo con un impegno, soprattutto psicologico, anche inferiore rispetto alla tank tradizionale.
Ho avuto modo di usarla anche col C-41 e con la giusta procedura i risultati possono essere di tutto rispetto.

Inviato: 18/3 14:36
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Re: accessori minolta flashmeter III

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Per lo spot 5° è necessario apportare una correzione alla lettura di +1,2 stop, non so se vale lo stesso per lo spot 10°

Inviato: 26/2 12:51
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Re: Tetenal

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Per i chimici colore mi sa che il protectan è efficace per molto più tempo della vita stessa delle soluzioni.

Inviato: 26/2 12:39
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Re: Tetenal

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Gli impiegati di Tetenal vogliono fare un offerta ai curatori fallimentari per tenere in vita il settore fotochimico.
http://new-tetenal.de/
In bocca al lupo!

Inviato: 31/1 16:05
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Re: Tetenal

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I giochi ancora non sono chiusi, date le dimensioni di Tetenal potrebbe esserci un intervento governativo.
A parte i prodotti chimici della casa, Tetenal produceva chimica per molti marchi, Kodak compresa.
Un amico ha sentito fonti interne di Tetenal Italia che conosce e che lo hanno rassicurato che al momento non esistono problemi di approvvigionamento.
Da chiacchiere con gente del settore (quindi non confermate) sembra che il motivo scatenante la crisi sia stata una sentenza di risarcimento danni milionaria, che avrebbe messo in crisi di liquidità l'azienda, quindi i motivi non sarebbero direttamente legati a situazioni di mercato che, a detta degli operatori del settore, è in crescita (a doppia cifra nel 2017)
Vedremo e spero che tutto si possa risolvere per il meglio, soprattutto per i molti impiegati nelle varie filiali europee dell'azienda tedesca.

I kit Bellini sono ottimi, imho migliori dei Tetenal, soprattutto l'E6, anche se più lungo (6 bagni).

Inviato: 30/1 19:16
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Re: E100

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Il rischio potrebbe esserci, ad esempio l'idrochinone è "chiacchierato" in alcuni ambienti politici europei, ma Kodak ha fatto progressi notevoli sulla diminuzione dell'impatto ambientale dell'E6 con revisioni anche pesanti delle formule (ad esempio la formaldeide praticamente non è più usata).
Ma del resto anche chi acquista oggi un'auto diesel rischia di non poter più circolare...

Inviato: 2/10/2018 19:51
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Re: E100

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La nuova E100 è in pre-ordine presso venditori britannici a 13,64 sterline, è presumibile che qui da noi venga venduta più o meno allo stesso prezzo della Velvia, tra 1 15 e i 16 euro, a cui vanno aggiunti sviluppo ed eventuale intelaiatura.
A Milano PFG (puntofoto Karl Bielser) ha messo in linea anche una sviluppatrice E6 (la C-41 invece è in funzione già da qualche anno), la chimica è quella dell'italianissima Bellini e, per quella che è stata la mia esperienza, i risultati sono ottimi.
Anche se la percezione è diversa, scattare in analogico oggi costa all'incirca quanto costava ai nostri padri 30-40 anni fa.
Invece fare dia oggi costa di più, anche se c'erano delle eccezioni: 35 anni fa (dati Almanacco Fotografare 1982) una Ektachrome 64 ER costava £5.150, equivalenti a €9,31, ma la Ektachrome 200 Pro EPD costava invece l'equivalente di €12,65 (rivalutazione dal sito Istat), per arrivare ai €15,09 delle kodachrome, con le quali però era compreso il trattamento.
Pellicole BN e, ad esempio, carta da stampa, costano oggi all'incirca quanto costavano nel 1982.
Vale la pena? Per me si, ma sono un fotomatore solo analogico e le dia le proietto, che poi è quello per cui sono state concepite, e non le scannerizzo.

Inviato: 1/10/2018 20:58
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Re: Suggerimento per gestire i film holders

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Anche i pennelli antistatici per pulire i negativi hanno le setole in fibra di carbonio ma l'impugnatura in plastica...
Grazie per il consiglio sulle buste antistatiche

Inviato: 6/8/2018 10:15
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Re: easyrig per usare videocamera senza fatica

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Malgrado l'aspetto da "robocop" è uno accessorio utile.

Inviato: 4/7/2018 10:55
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Re: Vorrei acquistare una 18x24 cm o una 8x10

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Se il mercato del GF fosse ridotto al lumicino i prezzi dell'usato sarebbero stracciati perché nessuno comprerebbe. In realtà i prezzi sono aumentati in maniera smisurata soprattutto recentemente proprio perché c'è richiesta.
Non saprei sul GF ma l'usato analogico di formati inferiori è fortemente drenato dai mercati asiatici; come mi diceva un commerciante del settore, la nicchia (relativamente parlando) degli appassionati analogici cinese in numeri assoluti è tale da depauperare tutto l'usato italiano in qualche mese e quello europeo in qualche anno ed è quello che sta succedendo, si trova sempre meno e sempre messo peggio.
Comunque inviterei a sfogliare un numero de "almanacco di fotografare" degli anni 80-90 per avere un'idea di quali fossero i prezzi del nuovo nel GF, può essere utile per riparametrare meglio le aspettative sul costo dell'attuale, scarso, usato.

Inviato: 26/6/2018 15:45
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Re: Chris Jordan: Albatross the film

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Molto bello

Inviato: 17/6/2018 17:13
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Re: Fissaggio Kodak TMax

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orso ha scritto:
Il Fissaggio Kodak TMax è al tiosolfato d'ammonio.
Certo, la colorazione magenta o arancio non c'entra nulla col fissaggio, oltre ad essere un finto problema anche col lavaggio.
Io per controllare l'andamento del fissaggio, fisso in una caraffa con un po' di bagno una coda di pellicola in parallelo al fissaggio nella tank, osservando lo schiarimento.

E seguendo questa procedura la coda schiarische dopo 12-18 minuti? Ma a che diluizione?

Inviato: 14/6/2018 10:37
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Re: Fissaggio Kodak TMax

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Personalmente ho sempre usato un fissaggio rapido (tiosolfato ammonio) diluito 1+4 per 5-6 minuti e non ho mai avuto problemi con le T-max, anzi trovo che la Tri-X di oggi sia più ostica da fissare rispetto alle T-grain.
(BTW l'eventuale colorazione magenta non è indice di cattivo fissaggio.)

Inviato: 13/6/2018 12:10
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Re: Fuji Pro 160 NS.

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Fer ha scritto:

Marco, le differenze nella produzione sono minime, che è ciò di cui si discuteva.
Poi questo non significa mica che si possano sviluppare con gli stessi chimici.

Fer

Hai delle informazioni a riguardo o è solo una supposizione, non vorrei ricordare male ma lessi da qualche parte che gli impianti di produzione erano diversi.

Inviato: 27/3/2018 13:43
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Re: Fuji Pro 160 NS.

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La pellicola cinematografica non si usa il C-41 ma l'ECN-2 (le cui formulazioni sono pubblicate). Il C-41 è una chimica esclusivamente fotografica e la sua (eventuale) sopravvivenza non dipende, almeno in linea diretta, dall'industria cinematografica.

Inviato: 26/3/2018 18:39
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