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Come molti di voi sanno io e Cristina stiamo per sperimentare alcune delle emulsioni a sviluppo rapido della Polaroid, nello specifico il Tipo 52, pellicola pancomatica bianco e nero.
Siccome per una serie di motivi personali continuiamo a rimandare il primo scatto (ma forse domenica ce la facciamo, forse!!) nel frattempo mi sono comperato una copia della "bibbia" di chi è interessato alle Polaroid, il celeberrimo e, aihmè!!, ormai fuori catalogo, libro di Ansel Adams che ha dedicato oltre trent'anni allo studio ed alla sperimentazione di queste emulsioni: Polaroid Land Photography.
Dopo averlo letto avidamente, ed essere rimasto folgorato dalle magnifiche immagini pubblicate, mi sono convinto ancora di più della necessità  ineludibile di sperimentare con queste pellicole.
C'è qualcosa di affascinante e misterioso nel sapere che la stampa che viene realizzata sarà  unica ed irriproducibile (lo stesso Adams insiste molto su questo concetto), ma oltre alla unicità  ed irriproducibilità  della stampa ho scoperto, leggendo il libro, che c'è anche una unicità  ed irriproducibilità  del gesto, nel senso che il risultato finale sarà  sempre influenzato anche dalle condizioni di temperatura in cui avviene lo scatto ed il successivo sviluppo, aprendo di fatto il campo a delle forme creative di manipolazione, ma anche a forme di caos e casualità , che sono tanto più affascinanti quanto più si pensa che il risultato finale di queste scelte creative o di queste casualità  è sempre irreversibile, quello che si dà , cioè, si dà  una volta per tutte...e si sfiora così quella linea di confine tra la coscienza e l'incoscienza, là  dove deponiamo finalmente la nostra volontà  e ci lasciamo andare all'abbandono...
Ancora una volta io e Cristina ci sentiamo quindi attratti da un vortice che è esattamente agli antipodi di quella tendenza alla omogeneità  dei risultati, di quella tentazione della loro sempre possibile riproducibilità  ma, soprattutto, da quella vera sciagura creativa che è la possibilità  della reversibilità  degli stessi, la serie infinita delle opzioni che alla fine sono una froma di non scelta, tutte caratteristiche della fotografia digitale o delle forme ibride analogico/digitale (che pratichiamo anche noi, scansione di una dia e produzione di un file digitale), e dico questo senza nessun intento polemico ma come semplice constatazione di un nostro stato "mentale".
Al di là  di queste considerazioni, consiglio questo libro di Ansel Adams a tutti coloro che si vogliono occupare seriamente di fotografia, anche a quelli non specificatamente interessati alle emulsioni Polaroid, così come consiglio l'acquisto della triade di Saint Ansel (La Fotocamera, Il Negativo, La Stampa), infatti le informazioni e le immagini contenute in questi quattro testi sono una inesauribile fonte di ispirazione.

Inviato: 19/3/2004 16:26
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Da Tse' Bii' Ndzisgaii
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mi stai tentando seriamente .... anche se il B/N non è al momento in cima ai miei desideri..

Inviato: 19/3/2004 17:20
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Lasciati pure tentare...la prossima volta che ci vediamo mi porto dietro Polaroid e dorso, tu tiri fuori la tua mitica Wista e bruciamo qualche lastra insieme

Inviato: 20/3/2004 16:02
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Anonimo
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Molto bella ed interessante è anche la polaroid con positivo- negativo (la tipo 55 per intenderci). Un pò scomoda on location , perchè il negativo va fissato o almeno tenuto a bagno finchè non sarà  possibile fissarlo, ma di qualità  molto buona e con il vantaggio di avere a disposizione un negativo "tradizionale", per tutti gli usi di stampa successivi.
La planarità  della pellicola , come con tutte le polaroid, mi sembra sempre piuttosto aleatoria (anche se i più recenti dorsi sono migliori di quelli più datati). Per i ritratti in studio è eccellente.

Inviato: 30/3/2004 19:35
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Da Tse' Bii' Ndzisgaii
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Benvenuto sul forum!

Inviato: 30/3/2004 21:07
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Benvenuto anche da parte mia

Ti confesso che sapere che utilizzi la 55 per fare ritratti in studio lo considero veramente esaltante, ho visto alcune cose di Ansel Adams realizzate con questa emulsione (mostra al Castello Sforzesco), ma anche sulla rivista fine art che pubblica direttamente Polaroid, e sono rimasto a bocca aperta...diciamo che per noi la 55 sarà  il passo successivo dopo avre giocato un pò con la 52, volevamo prendere un pò di confidenza con una emulsione più "facile" da utilizzare sul campo, prima di scorrazzarci in giro bacinelle piene di solfito di sodio...

Anzi ti vorrei chiedere: hai mai usato la 52?
Te lo domando perchè Polaroid la da come ISO 400, però leggendo il libro di Adams, ma anche l'ottimo View Camera Tecnique di Steve Simmons, consigliano entrambi di utilizzarla come una ISO 500 o addirittura 600, addirittura qualcuno sui forum americani mi ha detto che praticamente è un essere "vivente" ed ottenere risultati costanti e prevedibili è molto difficile...

Inviato: 31/3/2004 8:41
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Anonimo
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Grazie del benvenuto. Sono io che ringrazio voi per questa iniziativa.
beè...non è che uso abitualmente il Polaroid 55. In qualche occasione l'ho usata. E la controprova che si tratta di una eccellente pellicola per ritratti l'ho avuta l'estate scorsa, partecipando ad un workshop al Toscana Foto Festival con Claudio Porcarelli (www.claudioporcarelli.com). Claudio, ottimo professionista romano, oltre che persona gentilissima e molto disponibile, lavora prevalentemente nel campo della ritrattistica di attori, cantanti (ha l'esclusiva nella cura dell'immagine di Adriano Celentano) e gente dello spettacolo in genere. Ed utilizza banco ottico 4x5 e Polaroid 55. Con una velocità  e sicurezza che lascia a bocca aperta (vero anche che ha due assistenti molto svegli !): basti dire che in occasione della mostra del cinema di Venezia , affitta alcuni metri quadri della Hall dell'Hotel Excelsior al Lido, monta un set volante con uno-due fondali , un bank e un pannello di schiarita e, nei pochi minuti che le Star di passaggio gli concedono, realizza una sessantina di ritratti nel corso della manifestazione. I risultati li potete vedere nel sito.
Non ho esperienza della Polaroid 52.

Inviato: 31/3/2004 18:10
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Ho visto il sito di Porcarelli, le immagini realizzate con le Polaroid sono veramente notevoli e tra i ritratti ho apprezzato particolarmente quello di Mario Luzi, il mio poeta italiano preferito tra i "viventi", hai ragione, è proprio bravo...

Allora vorrà  dire che la Polaroid 52 "tocca" proprio a noi sperimentarla e a voi tocca "annoiarvi" con il resoconto dei nostri esperimenti ...

Inviato: 1/4/2004 9:06
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