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Re: Nuove frontiere della Fotografia Professionale.

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22/6/2009 11:34
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Lo stock posso anche capirlo (io non lo farei mai per motivi fisiologici: al solo pensiero che una mia foto possa andare a qualcuno che sgancia 1 dollaro, mi inceppa il dito e mi impedisce di scattare), ma credo che chi regala in cambio di like sui social sia quasi sempre un ragazzotto.

Inviato: 19/6 11:50
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Re: Nuove frontiere della Fotografia Professionale.

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22/6/2009 11:34
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FranzX ha scritto:
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luciano ha scritto:
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FranzX ha scritto:
Nel settore delle foto di viaggio o turistiche, si è sempre agito in questo modo: ..



Perdonami Franz, ma non mi sembra che Grazia Neri e le altre Agenzie cedessero i diritti a titolo gratuito.
Non certo per un like in più o in meno su un social del menga.
A me, qualche differenza rispetto al passato pare di notarla.



Intendo proprio questo: 3/400.000 lire per la foto di apertura di Grazia Neri ecc... le altre di amatori, pagate con l'orgoglio della firma.

Il rapporto tra le 3/400.000 lire (ma fossero anche solo 1.000 lire) di ieri e lo Zero di oggi è uguale a Infinito.
Esiste qualche altra categoria di dilettanti che fa a gara per regalare ciò che fa?

Inviato: 18/6 8:20
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Nuove frontiere della Fotografia Professionale.

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Nei mesi scorsi ero in Francia e visitai Nantes, in Bretagna. All’Ufficio del Turismo avevano una “Guida Turistica 2018-19” di oltre cento pagine, disponibile in almeno 7 o 8 lingue (anche in italiano!), dove in copertina appariva la scritta: “Edizione realizzata grazie all’occhio degli Instagramers”.
A pagina 1 si leggeva: “Ogni immagine di questa edizione proviene dalla raccolta di foto che ciascuno di questi fotografi dilettanti realizza con entusiasmo…”
Verso il fondo della pagina si parlava del lauto compenso: “…e non esitate a seguire i rispettivi account per saperne di più!”
E per ultimo: “Un grande grazie agli Instagramers: lista dei ringraziati”
Ovviamente ogni foto recava in didascalia l’account del “Social Photographer” che l’aveva realizzata.

Le foto non erano affatto brutte. D’altra parte, se tra la marea di Social Photographers Aggratisses prendi i 50 migliori, e di ognuno prendi la migliore delle 50 foto che è disposto a regalarti, riesci a mettere assieme un qualcosa di difficilmente realizzabile anche da un professionista, che per giunta vorrebbe pure dei soldi.
Considerato che esiste un esercito di fotoamatori che fotografa al solo ed unico scopo dichiarato di prendere “like” sui Social per i quali una simile occasione è grasso che cola, e che il cliente non sborsa un centesimo, mi viene da pensare che si sia ottenuta la quadratura del cerchio. Con buona pace del Fotografo Professionista, razza ormai estinta, almeno a questi livelli.

Credo che dopo lo Stock, dove le immagini venivano pagate un euro al kilo, venga questo nuovo sistema dove le foto si pagano in “like”.

Ringrazio il Cielo di aver lavorato nell’epoca lontana dove esisteva il Fotografo Professionista.

Inviato: 16/6 21:47
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Re: Progetto: vasche verticali per sviluppo film ULF bianco e nero

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Non conosco i prodotti segnalati da Stefano, ma a vedere sembrano ottimi.
Se dovessi optare per farteli costruire, non credo ci sarebbe alcun problema. A Torino conosco almeno un paio di posti in grado di farli, e uno è ancora quello che mi ha fatto le vasche verticali circa 40 anni fa!
Per rispondere al post di apertura:

1) Dimentica l'acrilico. Sempre e solo PVC alta densità. Si taglia molto bene con una circolare, si salda termicamente con delle apposite bacchette o si incolla. Le mie vaschette sono saldate, e sono state usate intensamente prima dell'acquisto della sviluppatrice senza problemi. Io non sono attrezzato per la saldatura e lo incollo. Però non metto bagni chimici (nell'ultima realizzazione ci metto il 600 mm ) e non saprei dirti se l'incollaggio è idoneo a contenere bagni. Per le tue dimensioni 5 mm di spessore mi paiono sufficienti.

2) La colla per il PVC è il Tangit o similari, in tubetti, di facile applicazione. Però, come ti ho detto, non so se va bene per i bagni fotografici.

Dovendo costruire, andrei su vaschette singole, molto più comode sia da svuotare che da lavare.

E' importantissimo che durante il processo la pellicola non tocchi le pareti della vaschetta "appiccicandosi", ma credo che quei telaietti di cui parli (spero siano in inox e non alluminio) impediscano la cosa.

L'unica alternativa a buon mercato (e un po' rozza) che mi viene in mente, è usare vaschette orizzontali sovrapposte, tipo quelle scaffalature da magazzino: una a 120 cm da terra, una a 60 cm, e l'altra per terra. Salvi spazio e dovresti poter spostare la pellicola da una vaschetta all'altra.

Inviato: 9/6 22:13
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Re: Aiuto e consigli pellicola 120 B&N

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pamar5 ha scritto:
Lo sviluppo del negativo? Lo delego ad altri.

A seconda se sceglierai la penultima o l'ultima opzione che ho indicato, potresti ritrovarti tra le mani due negativi molto differenti... specialmente se parliamo di 120.

Inviato: 12/3 23:41
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Re: Aiuto e consigli pellicola 120 B&N

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Mxa ha scritto:
In effetti, uno dei motivi per cui ho scelto la TMax 400 è che “scansiona” molto bene, sia sull’Epson V850 che sul Minolta Dimage 5400 II.

Col Nikon 5000 qualche problemino ce l'ha... FabioBi ne sa qualcosa...

Scherzi a parte, non posso che confermare quanto dice Mxa.
Io uso preferibilmente la TMax 400, ma anche la 100, che sviluppo assieme esponendole indistintamente per 400-800 e 100-200 ISO. Quindi grande flessibilità, buona comodità, e ottima resa nelle scansioni.

Ma il problema è un'altro: quando estrai il rullino dalla macchina, la "foto" non c'è ancora, ed hai in mano una "cosa" in balìa di tutto ciò che segue.
Lo svilupperai tu? con cosa?
Lo farai sviluppare da un lab specializzato BN?
Lo darai ad un lab generico che lo butterà nel brodo primordiale?

Inviato: 12/3 14:22
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Re: Sul diametro delle baionette Mirrorless

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luciano ha scritto:
i diametri molto maggiori delle baionette Nikon , Canon e Leica comportano effettivi e tangibili vantaggi ottici rispetto alla molto più striminzita baionetta Sony FE , oppure Sony ha tuttavia ragione quando afferma che si tratta solo di battage pubblicitario e che è perfettamente in grado di sfornare obiettivi luminosi e di qualità né più, nè meno di quanto offre o potrà offrire la concorrenza ?

Per quanto riguarda la luminosità massima degli obiettivi, il diametro del bocchettone è del tutto ininfluente, quindi a mio avviso Sony ha tutte le ragioni nel dire che è in grado di sfornare tutti gli obiettivi luminosi che vuole.
Detta in modo molto grossolano: se in un obiettivo progetti la parte anteriore in modo che abbia una pupilla d'entrata di diametro pari alla focale dell'obiettivo (ad esempio), quell'obiettivo avrà apertura massima f/1,0. Ovviamente poi dovrai progettare la parte posteriore dell'obiettivo in modo che riesca ad "incanalare" tutta la luce raccolta dentro al bocchettone delle macchina a cui è destinato.
Chiaramente un bocchettone più ampio facilita le cose, nel senso che lascia più libertà ai progettisti. Un bocchettone grandissimo (di nuovo ad esempio), potrebbe permettere uno schema simmetrico, cosa che sicuramente non permette un bocchettone piccolo.

Sulla qualità, a prescindere dalla luminosità, il discorso si fa molto complesso. Più un bocchettone è grande e più l'obiettivo può essere "telecentrico", cosa che i sensori gradiscono, anche in termini di qualità dell'immagine ai bordi. Un bocchettone più grande magari permette schemi ottici un pelo più semplici con un pelo di qualità in più..., non saprei, non sono un ingegnere ottico.
In linea di massima un bocchettone più grande è meglio, ma quello che mi premeva sottolineare è che un bocchettone piccolo non impedisce di costruire obiettivi luminosi finché si vuole.

Inviato: 9/3 23:47
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Re: Ma perchè i nuovi obiettivi sono così grossi?

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Concordo.
I Nikkor 50 AiS (sono gli obiettivi più moderni che uso...) con apertura massima 1,8 - 1,4 - 1,2 hanno pesi che vanno dai 210 ai 360 g, lunghezze che vanno da 37 a 47 mm, un numero di lenti che varia tra 6 e 7, e tutti tre montano filtri diametro 52 mm.
Certo il meno luminoso (quello che ho) è anche quello dalle prestazioni leggermente migliori.

Inviato: 9/3 22:04
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Re: Sul diametro delle baionette Mirrorless

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Ah…, non l’avevo letto.
Mamma mia!!!
Io non so chi abbia fatto quei disegnini, ma… hanno davvero poco senso. Quando si semplifica troppo per essere divulgativi, spesso si scrivono sciocchezze.

L’apertura di un obiettivo è il rapporto tra la focale e il diametro della pupilla d’entrata. Punto. Questa è la definizione che arriva dalla fisica ottica, non dalla Sony.

In una situazione reale, quei disegnini avrebbero senso se il diaframma fosse posizionato sul secondo piano nodale dell’obiettivo, se avesse lo stesso diametro della pupilla d’entrata, e se dietro di lui non ci fossero altre lenti.
Per capire l’assurdità di una simile situazione, basta guardare le ultime due condizioni. Se dietro il diaframma non ci sono lenti, per forza di cose devono stare tutte davanti. Ma se la pupilla d’entrata deve avere lo stesso diametro del diaframma, per forza di cose la somma diottrica di tutte le lenti che stanno davanti al diaframma (cioè l’intero obiettivo) deve essere zero. Cioè l’obiettivo dovrebbe essere una lastra di vetro piatto! Cioè, non dovrebbe essere un obiettivo!!!
Chi ha fatto quei disegnini si è fermato al primissimo stadio dell’Ottica, cioè ha trattato l’obiettivo come fosse una “lente sottile”, che è un modello teorico di lente ideale utilizzato per comprendere i principi fondamentali dell’ottica geometrica.

Una “lente sottile” con focale di 50 mm e diametro di 50 mm posta 50 mm davanti al sensore, descrive un obiettivo teorico con focale 50 mm e apertura f/1.0 messo a fuoco a infinito. Allora valgono i disegnini di prima.
Ma in questo obiettivo teorico i 2 punti nodali coincidono tra di loro e stanno al centro della “lente sottile” che lo descrive, e le pupille d’ingresso e d’uscita hanno lo stesso diametro del diaframma, che è il diametro della “lente sottile” che lo descrive. Insomma, siamo in una situazione teorica estremizzata, che nulla ha a che vedere con un obiettivo reale dove ti ficcano mezzo chilo di lenti in un trombone lungo una spanna.

In estrema sintesi, nel mondo reale quei disegnini sono privi di senso e non dimostrano nulla.

Inviato: 9/3 21:50
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Re: Sul diametro delle baionette Mirrorless

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No, non sparo nemmeno sul compositore, ma mi è parso di udire una nota fortemente stonata...
Potresti postare o linkare quella fonte? Mi piacerebbe leggere cosa scrivono.

Inviato: 8/3 19:09
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Re: Sul diametro delle baionette Mirrorless

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Mxa ha scritto:
In soldoni quello che Sony dice è
1. È vero, più il bocchettone è ampio più si può salire con la luminosità dell’obiettivo.
2. Ma dato che la luminosità dipende dall’angolo di apertura sensore-bocchettone, quando il sensore è molto vicino al bocchettone (mirrorless) la differenza nella dimensione del bocchettone incide molto meno.

Se Sony dice questo, dice delle enormi fesserie.
La luminosità di un obiettivo dipende esclusivamente dalla sua pupilla di ingresso (e dalla sua focale), che col diametro del bocchettone non c’entra nulla.
In altre parole, si potrebbe benissimo progettare un obiettivo di apertura massima f/0,8 per una ipotetica reflex con diametro del bocchettone pari alla metà di quello Canon/Nikon/Sony/Leica/ecc.
Il diametro del bocchettone è un parametro estraneo all’obiettivo. L’unica influenza che ha, è sulla cosiddetta telecentricità degli obiettivi (i veri obiettivi telecentrici sono tutt’altra cosa, e danno immagini… inguardabili), nel senso che un bocchettone grande permette di progettare obiettivi con pupilla di uscita grande, e dunque maggiormente “telecentrici”. Certo un diametro abbondante facilita anche il progetto, ma non limita l’apertura massima.

Inviato: 7/3 22:34
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Re: Ma perchè i nuovi obiettivi sono così grossi?

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luciano ha scritto:
Ed allora un'altra possibilità che mi viene in mente è di progettare un obiettivo che potrebbe potenzialmente coprire un formato molto maggiore del 24x36 mm - un obiettivo da Medio Formato per intenderci - e di questo sfruttare solo la zona centrale, che è notoriamente quella dove si raggiunge il massimo della qualità. E gli obiettivi da MF ovviamente sono ben più grandi di quelli tradizionali per il 24x36.
E' un'ipotesi con qualche fondamento, secondo voi?

Credo proprio di no.
Il diametro del cerchio d’immagine di un obiettivo è un parametro progettuale del tutto arbitrario e non è proporzionale alle dimensioni dell’obiettivo. Prova a confrontare un 600 mm Canon con un 600 mm Rodenstock Apo Ronar: il primo ha un cerchio d’immagine sui 45 mm, il secondo oltre 10 volte tanto pur con pesi e ingombri di circa un quinto.
Ma soprattutto, se a parità di altre condizioni si progetta un obiettivo con cerchio d’immagine superiore, non è che aumenta la qualità al centro, bensì diminuisce quella ai bordi.
Quando viene progettato un obiettivo, si stabilisce arbitrariamente il diametro del cerchio d’immagine in modo che copra il formato per il quale l’obiettivo è destinato, e poi si cerca di massimizzare la qualità d’immagine all’interno di esso, che inesorabilmente tenderà a diminuire allontanandosi dal centro.
Per quanto riguarda gli obiettivi da MF, credo siano rarissimi quelli con qualità d’immagine al centro superiore a quella di un buon pari focale per 35 mm.

In questi mastodontici obiettivi, con focali sempre attorno al “normale”, viene spinta la correzione delle aberrazioni e dei vari difetti, in modo da avere risolvenze sempre più alte. Per fare ciò, bisogna aggiungere lenti (ne hanno circa il doppio di un classico cinquantino). Se aggiungi lenti l’obiettivo si allunga. Se l’obiettivo si allunga, per mantenere le grandi luminosità in gioco si ingrossa anche (il diametro filtri del Panasonic è 77 mm, quello di un Nikkor AiS di 52 mm, pur essendo entrambi dei 50 f/1,4). Ovviamente le lenti devono essere di grande qualità, alcune asferiche. Tutte queste cose spiegano pesi ingombri e prezzi esorbitanti.
Come ho già detto nell’altra discussione, sono oggetti del tutto estranei alla “mia fotografia”.

Inviato: 7/3 22:24
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Re: Consigli per scansioni con Nikon Coolscan 5000 ED

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Ah, quindi è una cosa fattibile con PS..., io credevo occorressero programmi a parte.
Mi segno la procedura e quando ho un po' di tempo provo. Credo che nella maggior parte dei casi, visto anche che stamperò piccolo, non serva, ma in alcuni casi "difficili" potrebbe essere di grande aiuto.
Grazie.

Inviato: 7/3 22:11
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Re: Panasonic Lumix S1R ed S1

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luciano ha scritto:
Il 50/1,4 costa uno sproposito: sono altri 2500 euro.
E spropositate sono pure le sue dimensioni ed il suo peso come si puo' vedere in questo test su Youtube

Sono oggetti che per tanto che mi sforzi non riesco a capire.
Portarsi dietro un 50 ingombrante come un 200, che pesa come un 300, che costa come un 400, che poi se si sfrutta la grande luminosità a distanze diverse da infinito ti dà le millemila lp/mm sì e no sull'1% del fotogramma..., no, non riesco a comprenderlo. E' solo una mia opinione, ma di sicuro per la "mia" fotografia (paesaggio, studio, tanto treppiede) sarebbe un grosso ostacolo. Dico sul serio, non è questione di volpe e uva.
A volte mi chiedo se chi si compra una Bugatti Chiron lo faccia per viaggiare o per farla vedere agli amici...

Inviato: 3/3 9:29
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Re: Consigli per scansioni con Nikon Coolscan 5000 ED

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FabioBi ha scritto:
Per migliorare la situazione la mia strategia è selezionare manualmente il punto di messa a fuoco a circa un terzo del fotogramma (e del suo inarcamento), in modo che non si “sprechi” PDC, comunque in alcuni casi non ce la fa.

Sì, faccio anch'io così, me lo avete insegnato voi a pag.1



Citazione:

FabioBi ha scritto:
Con le pellicole particolarmente “molleggiate” puoi provare ad acquisirle con il telaio portapellicola FH-3 (da usare con il supporto MA-21 per diapositive); non fa miracoli, ma tiene schiacciati anche gli estremi della striscia.

Purtroppo l'FH-3 non era fornito col 5000, ed ora si trova solo usato a prezzi esorbitanti.
Dato che mi servirebbe solo per il primo e l'ultimo fotogramma della striscia, e solo nei casi in cui la pellicola tende fortemente ad arricciarsi, voglio provare a modificare un telaietto per dia da incastrare in punta alla striscia ed usare col supporto MA-21. Magari faccio un pasticcio...


Citazione:

FabioBi ha scritto:
Nei casi più disperati e quando ne vale la pena, si, il focus-stacking su 3 piani di messa a fuoco è la soluzione definitiva.

Ma questo focus-stacking credi sia una cosa alla portata anche di un gnugnu informatico, o poi rischio di aprire un'altro thread di 4 pagine?


Citazione:

Claudio53 ha scritto:
Credo che la sorgente conti molto, il 5000 ha più o meno la stessa risoluzione del Dimage Scan Multi Pro (4000 il Nikon, 4800 il Minolta) ma la grana è più evidente con il Nikon. Il Dimage Scan ha un tubino allo xenon.

Concordo. La differenza tra le sorgenti luminose si nota soprattutto coi graffi. Alcuni, praticamente invisibili con la luce diffusa, brillano come tubi al neon illuminando il film con la sorgente puntiforme a led.

Inviato: 3/3 9:10
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Re: Consigli per scansioni con Nikon Coolscan 5000 ED

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Grazie Fabio, hai già anche risposto alle prime due domande che farò quando inizierò a stampare..., partirò direttamente dalla terza!

Due considerazione sullo scanner in oggetto, dopo alcune centinaia di scansioni:

1 - Confrontando i risultati sullo stesso fotogramma con quelli ottenuti con l'Epson piano, al di là della risoluzione nettamente migliore, aumenta tantissimo (ahimè) la quantità di puntini e graffietti visibili. Questo credo sia dovuto alla sorgente luminosa, puntiforme sul Nikon e diffusa sull'Epson. Un po' il problema che si aveva con gli ingranditori BN dotati di testa a luce puntiforme o a luce diffusa.

2 - La profondità di campo del Nikon è davvero ridottissima, e coi negativi BN che sono sempre un po' incurvati si nota la sfocatura in zone distanti dal punto di messa a fuoco prescelto. La cosa diventa drammatica lungo il lato corto esterno del primo/ultimo fotogramma della striscia che si introduce nello scanner, che tende inesorabilmente ad "arrotolarsi", incurvandosi in basso.
Credo che l'unica soluzione sia lo stacking, o il wet mounting (ma con altro tipo di scanner)

Inviato: 20/2 8:30
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Re: nuove ottiche in arrivo per Canon R

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luciano ha scritto:
L'85/1,2 è certamente un'ottica fantastica, ma assai scomoda da portare in giro. Però esiste anche un ottimo Canon 85/1,8 con peso e costo molto più favorevoli.

Il guaio è che il secondo è inferiore in tutto, non solo come luminosità massima.
Chi non è interessato allo sfocato estremo (quasi sempre difficile da gestire) di un superluminoso, la pensa come Mxa:
Citazione:

Mxa ha scritto:
Cerco un top performer piccolo e meno luminoso, non un prodotto di compromesso.

Ma questo il mercato non lo offre.

Inviato: 18/2 9:03
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Re: Consigli per scansioni con Nikon Coolscan 5000 ED

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Citazione:

FabioBi ha scritto:

Lo spazio colore associato al file della scansione si imposta dal tab "RGB" (sempre in Prefs->Color Management).


Nel tab RGB ho impostato "Color space: Adobe RGB (1998)"

Quel che non capisco è perché aprendo le immagini in PS mi dice che hanno incorporato un profilo "NikonGrayG2.2" e non "Adobe RGB" come impostato nel tab RGB dello scanner.
Forse perché scansiono in scala di grigi?

Quindi posso fare tutta la PP che voglio con le immagini con profilo NikonGrayG2.2, archiviarle così, e solo alla fine stampare da PS associando il profilo della carta usata?
(Inutile dire che ho le idee piuttosto confuse su queste cose)

Inviato: 18/2 8:49
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Re: nuove ottiche in arrivo per Canon R

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A mio avviso è stata una deriva degli ultimi vent'anni.
Una volta, quando la luminosità di un'ottica aveva anche un senso in quanto incrementi di sensibilità sulle pellicole si pagavano in termini di grana, non sempre gradevole specie sul colore, si producevano ottiche di luminosità modeste con prestazioni eccellenti, spesso superiori alle sorelle più luminose.
Ora, che col digitale la sensibilità non è più un problema, succede quello che state descrivendo.
Leggendo forum di fotoamatori, in quest'ultimo (lungo) periodo, non si sente parlar d'altro che di sfocato e di bokeh... e le case si sono regolate di conseguenza. Vuoi il bokeh? Buongustaio! E noi te lo diamo assieme alla massima qualità. E tu paga e porta pesi!
Già ai tempi delle prime grosse ammiraglie si gridava al miracolo in quanto con un sensore 24x36 si otteneva la qualità di una pellicola 6x6.
Ma nessuno ha mai scritto o si è mai lamentato che una Canon 1Ds era più ingombrante e più pesante di Hasselblad 500CM. Segno evidente che pesi e ingombri per il fotoamatore esigente non costituivano un problema.

Inviato: 16/2 11:37
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Re: Consigli per scansioni con Nikon Coolscan 5000 ED

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Dopo alcune centinaia di scansioni, passando alla PP mi sono accorto di una cosa.
Ho fatto tutte le scansioni BN lasciando nel Color Management delle Pref impostato: "Use factory default monitor profile"
Aprendole in PS-CS6 mi risultano immagini con profilo incorporato NikonGrayG2.2
Senza farci troppo caso sono andato avanti a postprodurre (= togliere puntini e graffi, raddrizzare, correggere luci e ombre) con "Usa il profilo incorporato (anziché lo spazio di lavoro)"
La destinazione finale sarà la stampa inkjet.

Ho fatto qualche boiata?

Dovrò convertire questo profilo prima di stampare?

(sono molto poco ferrato in materia )

Inviato: 16/2 11:15
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