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Re: Consigli per scansioni con Nikon Coolscan 5000 ED

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22/6/2009 11:34
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Era qualche mese che non usavo lo scanner, e stamattina non riesco a farlo funzionare.
Lo uso con Nikon Scan e i driver di Vuescan scaricati a suo tempo su W7.
E' sempre andato benissimo.
Oggi non mi vede lo scanner!
Ho provato a spegnere e accendere lo scanner, riavviare il computer, cambiare porta USB e cambiare cavo. Niente. "Nikon Scan was unable to find any active devices".
Cosa può essere successo?

Dico una fesseria: l'unica cosa cambiata dall'ultima volta quando funzionava, è che ora W7 non riceve più gli aggiornamenti. Potrebbe in qualche modo essere la causa?

Inviato: Oggi alle 9:12
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Messa a fuoco oltre infinito.

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22/6/2009 11:34
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Certi obiettivi Nikkor AiS, manuali, hanno la ghiera di messa a fuoco che va oltre infinito. Solo alcuni.
Qualcuno ne conosce il motivo?
Ho letto solo ipotesi fantasiose su dilatazione delle lenti e IR che non c'entrano nulla.
Sul mio 300 ho fatto ripristinare il fondo corsa della ghiera su infinito (è un semplice fermo meccanico), lo trovo molto più comodo per focheggiare ad infinito e funziona perfettamente.

Inviato: Oggi alle 7:52
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Re: coronavirus e fotografia

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Citazione:

pamar5 ha scritto:
Tendenzialmente sono convinto che ci voglia meno ad imparare la tecnica fotografica e la cultura fotografica che fare propria a vivere un certo tipo di sensibulità e comunanza con i fatti che si vorrebbero descrivere.

Non saprei, ma sicuramente la tecnica e ancor più la cultura fotografica non si apprendono con un tutorial su internet.
Ma ciò che io mi chiedo è se oggi sono ancora necessarie. Nel senso, la gente le apprezza ancora? E' ancora in grado di vedere le differenze, oggettive, tra una foto fatta da un bravo fotografo padrone della tecnica e con una sua cultura fotografica, e una foto fatta ad minchiam da chicchessia?



Citazione:

archifoto ha scritto:
gli architetti a differenza dei cuochi e degli atleti devono buona parte della loro formazione alle fotografie di architettura...

Vero, non ci pensavo.

Inviato: Oggi alle 7:44
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Re: Epson V800 e problemi di scansione di 35mm in strisce

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Il mio sw Epson risale addirittura al 2002. Ha tutto quello che mi serve e niente di più. Non conosco le versioni successive, ma quando tempo fa pensai di sostituire il 1660 con il V370 per evitare di dover usare una macchina virtuale XP per le scansioni, rinunciai perché lessi molte recensioni negative sui nuovi sw Epson.

L'imperativo è: CAMBIARE! (e non solo sui sw)
Ma se un prodotto ha tutto ciò che serve, niente di più che imbroglia, e un modo di operare semplice, che nel tempo diviene ancor più semplice in quanto assimilato bene dall'operatore, qualsiasi CAMBIAMENTO diventa un regresso.

Inviato: Oggi alle 7:34
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Re: Epson V800 e problemi di scansione di 35mm in strisce

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Io ho un Epson 1660 ed avevo il tuo stesso problema se lo usavo in Automatico, specialmente dove il sw faticava a riconoscere i bordi del fotogramma (ad esempio foto notturne).
Usandolo in Manuale invece mi fa un'anteprima di tutta la striscia, sulla quale faccio una selezione rettangolare del primo fotogramma, faccio l'anteprima ingrandita, aggiusto bene i bordi dell'area selezionata in modo che coincidano con quelli del fotogramma, aggiusto i parametri se ce n'è bisogno, e faccio la scansione. Poi trascino quella selezione sugli altri fotogrammi della striscia, e faccio le altre scansioni.
Però il tuo sw probabilmente è diverso.

Inviato: 6/4 8:32
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Re: coronavirus e fotografia

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Citazione:

pamar5 ha scritto:
Certo, vivere le cose non vuole dire essere “capaci” automaticamente di raccontarle per immagini, ma sicuramente la vera consapevolezza di quelle cose non permea in egual modo e misura chi le vive in prima persona e chi le sfiora.

Concordo solo con la prima parte della frase. Ed è da questa capacità di raccontare per immagini che si vede la bravura del fotografo.
Vedi la foto di Franz..., se io fossi stato al suo posto in quel Fixbus, con ogni probabilità non l'avrei neppure "vista".

Se fosse vera la seconda, i cuochi sarebbero i migliori fotografi di food, gli atleti i migliori fotografi di sport, gli architetti i migliori fotografi di architettura, ecc.

PS: se poi un architetto (faccio un esempio a caso ) si mette a fare il fotografo professionista di architettura, probabilmente si ritrova con una marcia in più in quel campo.

Inviato: 3/4 18:00
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Re: coronavirus e fotografia

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Va bene la grammatica…, io però mi concentro anche sull’estetica.
La foto sul Flixbus, non è una foto fatta con lo smartphone (come se ne fanno, tanto per farle, diversi miliardi al giorno), è la foto fatta da un professionista con alle spalle decenni di esperienza che incidentalmente, per farla, ha usato uno smartphone.
C’è una bella differenza.
Io, nella mia ignoranza fotogiornalistica, la trovo così perfetta e completa che mi sembra costruita in studio (non voglio denigrare, ma sono (stato) uno still-lifer…), mi porta immediatamente alla mente “Mimic” di Jeff Wall…
E come davanti a tutte le foto attinenti a un genere che non mi appartiene capaci di emozionarmi, mi inchino. Quell’inizio della settimana del "dagli al cinese", a mio avviso, non poteva essere rappresentato meglio.

Ma la domanda che mi pongo è: in quanti, oggi, riescono ad apprezzarla?
O peggio: se metto quella foto accanto ad una “fatta con lo smartphone” (una qualunque dei diversi miliardi giornalieri, tanto sono tutte uguali), e chiedo a 100 persone quale delle due preferisce, che risposta ottengo?

Inviato: 21/3 14:24
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Re: sulla durata delle stampe

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Ho letto l'articolo.
Temo che questo ingiallimento transitorio non c'entri nulla con quello che ho io.

If yellowing is due to a different cause, exposure to light could instead make the discolouration worse.

Il mio foglio di carta parzialmente stampato, si è ingiallito sempre di più a stare esposto alla luce diurna indiretta (magari assieme ad altre concause).

PS: la mia carta non è cotone ma cellulosa.

Inviato: 19/3 9:09
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Re: sulla durata delle stampe

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Ho sottoposto la moglie ad interrogatorio.
Ha giurato di non aver cucinato il risotto alla milanese in soggiorno , ma ha confessato di aver lavato una o due volte i vetri delle finestre con l'apposito liquido a base di ammoniaca.
La finestra più vicina al foglio ingiallito è a circa 5 metri, e l'ambiente è piuttosto grande, almeno 40 mq. Non so se possa aver influito...
Ora vado a leggermi l'articolo linkato.

Inviato: 18/3 13:51
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Re: coronavirus e fotografia

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Negli ultimi anni il modo di fare fotografia è cambiato in modo esponenziale.
Oggi la fotografia si fa con lo smartphone, il ritratto è il selfie.
Chiunque ha uno smartphone in mano è un Fotografo.
Chiunque ha uno smartphone in mano vuole vedere fotografie fatte con lo smartphone.
Il Fotografo di un tempo non esiste più. E' stato spazzato via dal... Progresso.

Inviato: 17/3 9:11
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Re: sulla durata delle stampe

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Sulla stampa si nota bene, sul campionario di meno, ma dipenderà dalla foto.
Il campionario quanti anni ha e dove è stato? In un cassetto? Sopra un tavolo? Ha preso luce, aria, polvere?
Io ho dei campioni Hahne, in fogli A4, in una busta sempre dentro un cassetto (di legno) che avranno 10 anni, ma sono intatti.

Comunque qualcosa non mi quadra... è pieno di gente che stampa inkjet da molti anni, ci sono centri stampa che vivono di quello, nella maggior parte delle mostre le stampe sono inkjet e rimangono magari appese 6 mesi.
Di questo ingiallimento a partire dai bordi nessuno ne parla. Ma succede solo a noi due?
Ripeto, io l'ho riscontrato ben visibile su un foglio rimasto appoggiato su un piano dopo 2 mesi.
Non capisco...

Inviato: 17/3 9:01
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Re: sulla durata delle stampe

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Mxa, le tue considerazioni sono assai condivisibili.
Che l’ingiallimento parta dai bordi (dove le fibre della carta non sono protette dal coating) è fuori discussione, però almeno nel mio caso non si esaurisce dopo pochi mm, ma continua in modo molto visibile e uniforme fino al centro del foglio. Dopo 4 mesi mi trovo una cornicetta attorno al foglio molto ingiallita, che nello spazio di 4-5 mm diminuisce di intensità (forse l’ingiallimento si dimezza), e poi prosegue costantemente meno ingiallita fino al centro del foglio.

La prova coi bordi del foglio protetti dallo scotch, sarebbe molto utile. Ovvio, richiede tempi lunghi.

Inviato: 14/3 10:42
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Re: difetto nel negativo

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Una cosa simile mi era successa tantissimi anni fa, addirittura sulla negativa (Pan F) si leggevano le scritte presenti sulla carta!
Comunque, sviluppare con fondi di bottiglia e fissare con liquidi del secolo scorso non è mai raccomandabile...

Inviato: 14/3 9:05
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Re: sulla durata delle stampe

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Oscar ha aperto una discussione che avrei aperto io a breve… tanto per dire che abbiamo lo stesso problema. Non so mettere le foto, ma cerco di spiegare.

A inizio novembre 2019 ho fatto delle stampe Bianco e Nero A4 senza bordi su Felix Baryta 310 con Epson P800 e ink originali.
(A) - Le stampe sono finite provvisoriamente nelle scatole della carta. Ad oggi sono perfette (ci mancherebbe…)
(B) - Alcune stampe, di scarto, sono finite sciolte dentro un cassetto di legno, in un mobile. Ad oggi sono perfette.
(C) - Un “provino”, cioè un foglio A4 con 4 strisce stampate intervallate da spazi di circa 1-2 cm non stampati, è rimasto appoggiato orizzontale su un piano a vista della libreria, sopra alcuni cataloghi cartacei, esposto quindi alla luce che può esserci in un soggiorno (non raggi di sole diretti). DISASTRO!!!
Un ingiallimento pauroso, già visibile verso Natale, quindi a neanche 2 mesi dalla stampa.

Alcuni dati:

1 - L’ingiallimento è partito dai bordi (vedi Oscar) per poi estendersi a tutta la superficie, e ancora oggi i bordi appaiono più gialli (per circa 4-5 mm) rispetto alle zone più interne del foglio.

2 - L’ingiallimento, compreso l’effetto bordo più giallo, è presente allo stesso modo sia nelle zone stampate che in quelle non stampate. Ciò mi fa pensare che non sia un problema di inchiostri, ma di carta.

3 - Oltre che alla luce, il foglio incriminato è stato esposto alla polvere (a casa mia ce n’è parecchia) in un ambiente che normalmente viene riscaldato col camino. Ho dei camini tradizionali, per cui, ogni tanto, una fumatina nell’ambiente se la fanno. Il foglio era comunque almeno a 5 metri dal camino. Nessun prodotto particolare per la pulizia dell’ambiente, nessuna stampante laser.

4 - A casa mia c’è legno dappertutto, ma il fatto che alcune stampe (B) siano rimaste nude dentro un cassetto di legno per 4 mesi senza presentare il minimo ingiallimento, mi fa pensare che il legno non sia responsabile.

Mi sono posto gli stessi interrogativi di AlbertoR, ma non ho trovato risposte.
Potrebbe essere la concomitanza di 2 o più fattori (luce + legno + ...)
Ammetto che la cosa mi preoccupa.

Inviato: 14/3 8:58
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Re: Ottiche vintage su mirrorless

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luciano ha scritto:
Bisognerebbe saperee quanto le ottiche ultraspecialistiche prodotte oggi, arrivano a risolvere.

Non tanto di più rispetto a quelle citate di 50 anni fa, dove si era già vicini ai limiti fisici imposti dalla lunghezza d'onda della luce.
Il mio intervento voleva solo sottolineare che la precisione del montaggio di una lente in una sede tenuta ferma da una ghiera, come si faceva per gli obiettivi di una volta, può essere spinta finché si vuole, è solo questione di tolleranze nelle lavorazioni meccaniche di precisione.
Se poi oggi, per i montaggi in serie degli obiettivi fotografici, si sono trovati metodi più economici ma ugualmente precisi, ...ben venga.

Inviato: 10/3 7:56
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Re: Ottiche vintage su mirrorless

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Questi sistemi moderni, che io non conosco, sono sicuramente più economici in quanto permettono montaggi più rapidi, probabilmente più automatizzati. Ma questo non vuol dire che siano meno precisi dei montaggi a ghiera.
Quello che volevo dire io, è che il montaggio classico con le ghiere metalliche non è intrinsecamente poco preciso. Gli Ultra Micro Nikkor degli anni ’60 (per usi scientifici), montati con le ghiere, risolvevano più di 1000 linee al mm a tutta apertura. Tutto dipende dalle tolleranze meccaniche che i progettisti vogliono dare.

Inviato: 7/3 8:12
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Re: Ottiche vintage su mirrorless

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Citazione:

luciano ha scritto:

3) montaggi delle lenti con minori tolleranze e possibilità di decentramenti : nei vecchi obiettivi noterete che le lenti sono sistemate e tenute ferme da ghiere a vite. Gli obiettivi moderni hanno lenti che sono incollate e fanno corpo unico con la montatura e sono installate con tolleranze minime da macchine ultraprecise , inferiori (le tolleranze) anche alle migliori ottiche di un tempo .


Concordo sugli altri 2 punti, ma anch'io qui ho dei dubbi.
Lenti incollate che fanno corpo unico con la montatura, non sono il massimo della professionalità, ma del risparmio.
Che io sappia in tutti gli strumenti ottici di precisione le lenti sono fissate da ghiere. Poi, ovviamente, dipende dalle tolleranze meccaniche che i progettisti vogliono dare.
Tra gli altri punti a favore delle ottiche di nuova generazione, immagino schemi ottici più performanti, cosa che si intuisce anche dal numero di lenti generalmente superiore.

Inviato: 6/3 19:29
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Re: Ottiche vintage su mirrorless

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Poi, qui si parla di Mirrorless, e si parla soprattutto di vecchi grandangolari che fanno pena... io però mi ricordo che qualche anno fa avevi pubblicato delle foto fatte col 18/3,5 AiS montato sulla tua D800 (se ben ricordo), e i risultati erano ottimi, del tutto equiparabili a quelli su pellicola.
Paragonare i risultati ottenuti su pellicola 30 anni fa con ottiche del tempo, coi risultati ottenuti su una mirrorless di ultima generazione con 40 Mp e obiettivi dedicati, è un po' come paragonare le prestazioni di un'automobile di 30 anni fa con quelle di una odierna.

Inviato: 6/3 9:49
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Re: Ottiche vintage su mirrorless

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Claudio53 ha scritto:
Ma siamo sicuri che siano problemi delle vecchie ottiche e non dei sensori con ottiche non progettate tenendo in conto le loro esigenze?

Certamente le vecchie ottiche, che non possono sapere se dietro hanno una pellicola o un sensore, si comportano sempre allo stesso modo. Un sensore, rispetto alla pellicola, ha una capacità “limitata” di “raccogliere” l’immagine, soprattutto ai bordi, e questo spiega il generale miglior funzionamento su pellicola delle vecchie ottiche.
Se poi si confrontano, su uno stesso sensore, vecchie ottiche progettate al tempo della pellicola con nuove ottiche progettate proprio per quel sensore, è logico che le ultime siano meglio.
Dipende tutto dalle esigenze del fotografo. Per le mie, bastavano e avanzavano le prestazioni delle vecchie ottiche, per cui…


Inviato: 6/3 8:39
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Re: Annuncio: canale YouTube in italiano sul grande e ultra grande formato

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Visti entrambi i filmati. Posso solo farti i complimenti con la ghiera su infinito. Una presentazione impeccabile, molto coinvolgente, non una parola in più non una in meno, slides perfette probabile retaggio del tuo passato tecnico-scientifico.
Da un po' di anni sono ormai un ex grandeformatista, ma un grandeformatista da studio, quindi massimamente attratto dalle possibilità di movimenti delle standarte più che dal formato vero e proprio, movimenti che inesorabilmente diminuiscono al crescere del formato. Quindi mai ULF.
Trovo comunque l'argomento molto interessante, e seguirò sicuramente anche le puntate successive. Grazie.

PS: vedo che molti "si sono iscritti" Ehmmm... cosa vuol dire?

Inviato: 28/2 7:36
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