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Re: Illuminazione cinematografica

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Questo è molto interessante, anche se non strettamente tecnico.

https://amzn.eu/d/eJO351S

Inviato: 6/4 23:28
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Da Correggio
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Non solo la Nikon F2, ma nessuna reflex dovrebbe esercitare una pressione sulla superficie emulsionata, così come nessuna reflex dovrebbe far passare della luce, se non al momento dello scatto, ma noi stiamo cercando un difetto, qualcosa che non è come dovrebbe essere, o che non è più com'era in origine.

Il filmato qui sotto mostra il ciclo produttivo delle pellicole Ilford (pellicole, non carte: "We introduce you to some of the faces behind our films as we visit various parts of our factory to see how 120 and 35mm black and white films are made") e le cose stanno proprio come mostrato nell'opuscolo: i giganteschi rotoli emulsionati vengono trasportati in un altro edificio per essere tagliati a fette, ottenendo bobine della larghezza delle pellicole finali e in seguito perforati, tagliati e confezionati.

https://youtu.be/JXpoALotxf0?si=EYiDvogPhTlYO8aF

a meno che, quando parli di Kodak cinesi, tu non abbia in mente uno scenario del genere

https://youtu.be/DX1iplQQJTo?t=33

Per quanto riguarda la riga sottoesposta, nei giorni scorsi, per non farmi condizionare visivamente, avevo ritagliato una striscia che comprendesse solo la fetta di cielo più chiara e più scura; ho fatto anche delle misurazioni in photoshop e la differenza di luminosità è davvero minima, al di sotto dei limiti di tolleranza di precisione dell'accoppiata otturatore / diaframma, per cui non ha tecnicamente senso, nel nostro caso specifico, parlare in termini assoluti di striscia sottoesposta: la striscia è sottoesposta rispetto al resto del cielo tanto quanto il cielo è sovraesposto rispetto alla striscia. Per questo ho sempre parlato in termini neutri di "disuniformità di esposizione", lasciando agli ipotetici test il verdetto finale.

Ad ogni modo, a me sembrava di aver portato sufficienti argomenti per convincerti a fare qualche test sulla macchina. Vedo che non è così e a questo punto mi sembra inevitabile che ognuno rimanga con le proprie convinzioni e i propri dubbi.

Inviato: 14/3 15:11
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Interessante, anch'io è la prima volta che sento parlare di questo problema.

È l'ipotesi che aveva fatto uno dei miei amici e che avevo riportato qualche giorno fa: una pressione anomala in qualche punto della fotocamera, che potesse in qualche modo incidere sull'uniformità dell'emulsione.

A questo punto, se i test su infiltrazioni e condizioni di scatto non dovessero dare nessun risultato, indagherei anche su questa possibilità.

Inviato: 11/3 9:33
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Se mai vorrai fare un test, la mia procedura sarebbe questa:

innanzitutto monterei il 105 mm (senza filtri), che è l'obiettivo che hai usato per il lampione, assicurandomi che anche corpo macchina, dorso e pentaprisma siano gli stessi utilizzati in quell'occasione, poi:

- chiudere l'antina dell'oculare, montare il rullino come al solito e fare due foto qualsiasi, che serviranno come riferimento posizionale.

- montare il tappo copriobiettivo, 1/1000 - f/16, fare due scatti bui, riarmare l'otturatore senza scattare (adesso il terzo fotogramma buio si trova davanti alla finestra dell'otturatore, dietro la prima tendina).

- togliere il tappo copriobiettivo, aprire l'antina dell'oculare ed esporre la macchina a luce abbondante.
Se hai un posto sicuro puoi lasciarla fuori per un'ora o due, alla luce del giorno, capovolgendola a metà tempo, in modo che prenda luce da tutti i lati.
Se non hai un posto sicuro per lasciarla all'aperto puoi inondarla di tanti lampi di flash ravvicinati a tutta potenza e da tutti i lati.

- rimettere il tappo copriobiettivo, chiudere l'antina dell'oculare, scattare e fare altri due scatti bui.

- scattare altre due foto qualsiasi, come riferimento posizionale.

- ripetere tutta la procedura, ma questa volta, dopo i primi due scatti bui, riarmare l'otturatore, scattare senza ricaricare l'otturatore ed esporre alla luce come prima, togliendo tappo, antina, ecc. (in questo modo adesso il terzo fotogramma buio si trova dietro la seconda tendina).
Caricare, fare due scatti bui e altre due foto qualsiasi.

In questo modo otterrai due strisce di cinque fotogrammi presumibilmente trasparenti.
Se non saranno perfettamente trasparenti, riuscirai a riposizionare lo spezzone esattamente nella stessa posizione in cui hai fatto prendere luce alla fotocamera e potrai avere qualche indicazione sulla provenienza delle infiltrazioni.

Fine del test per le infiltrazioni, poi:

aspettare una giornata con condizioni simili a quelle della foto del lampione (sole pieno e cielo terso?).

Sempre col 105 mm (senza filtri), inquadrare solo il cielo e scattare cinque foto con varie combinazioni di tempi e diaframmi, annotando tutti i valori di scatto.
Ripetere gli stessi scatti montando filtro ND e polarizzatore.
Ripetere gli stessi scatti col 180 mm.

Sviluppare e aspettare ("vorrei fare qualcosa!" "stiamo facendo qualcosa, stiamo aspettando!" Ronin, 1998)

Inviato: 10/3 18:44
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Eccomi qua


Citazione:
orso ha scritto:

Vacci a capire…




È proprio questo il punto!

Le mie domande a raffica non pretendevano una risposta, ma solo evidenziare che le variabili in gioco sono troppe e se continuiamo a ragionare sugli scatti che hai fatto non arriveremo da nessuna parte, mentre con qualche test mirato, con parametri definiti e sotto controllo, qualche risposta l'avremmo di sicuro, il che non vuol dire che troveremo la soluzione, ma che potremo almeno escludere alcune ipotesi, come abbiamo fatto per il trattamento in tank, e stringere progressivamente il cerchio.

Oltre alla fase del trattamento, a me sembrava di poter escludere anche il difetto di fabbricazione, dopo la verifica dei diversi numeri di emulsione.

Qui sotto c'è la foto delle bobine su cui viene stesa l'emulsione, 300-600 mt. ogni bobina, dice il testo.

Che in rullini tagliati da bobine diverse si presenti un difetto che produce (solo in alcuni rullini) righe sottoesposte, più o meno nitide, più o meno accentuate, ma con quella più evidente sempre esattamente a 15 mm. dal bordo del fotogramma, e che in più, alcuni di questi rullini provenienti da bobine diverse finiscano allo stesso cliente, a me sembrava un'eventualità estremamente improbabile, al limite dello zero.

Se però vogliamo tenerla come ipotesi aperta, non è un problema, perchè tanto non possiamo farci niente; ma se teniamo aperte due coincidenze così improbabili, a maggior ragione dovremmo tenere aperte tutte le possibilità legate alla fotocamera, per quanto inverosimili possano sembrare.

A un rullino che si trova dentro una reflex non è che possano succedere molte cose.

Come eventi ordinari:

- la pellicola può andare avanti, indietro e per la maggior parte del tempo rimanere ferma.
- può rimanere al buio e ricevere della luce.

Come eventi straordinari:

- può essere esposta a radiazioni di varia natura.
- subire variazioni anomale di temperatura.
- essere intaccata da umidità e acqua.

A me vengono in mente queste possibilità, ma se qualcuno ne ha in mente altre, ben vengano suggerimenti.

Visto che il problema di cui stiamo parlando è una disuniformità di esposizione, su cosa converrebbe indagare?

Allega:



jpg  Produzione pellicole_bobine - Emulsione fotografica-16.jpg (482.00 KB)
2723_65ede80f68b70.jpg 1200X1778 px

Inviato: 10/3 18:42
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Un'altra cosa che potresti fare, se non l'hai già fatto, è far vedere il difetto a un riparatore, che magari potrebbe avere già visto qualcosa di simile da qualche cliente.

Se non vuoi portare in giro i negativi originali, io farei vedere la foto che hai fatto ai due spezzoni interi, perchè è quella che rende meglio l'idea.

Inviato: 7/3 8:35
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Per quanto riguarda la cenetta, mi accontenterei anche di un sacchetto di Ritornelli (voglio però quelli difettosi eh? )

Il motivo per cui mi sono appassionato al tuo caso è che anch’io, vent’anni fa, ho dovuto affrontare il mio “difetto inspiegabile” e ricordo ancora la soddisfazione, mia e del riparatore, per esserne venuti a capo e adesso la cosa è ancora più appassionante, visto che la macchina è tua e non mia!

Cerco di mettere un po’ in ordine le cose:

innanzitutto lascerei cadere la discussione sull’attendibilità o meno dell’ispezione a occhio, perché in ogni caso non è molto importante e ciò che conta, se avrai la voglia e la pazienza di farli, saranno i test su pellicola.

Gli scatti che hai fatto finora non puoi considerarli un test rigoroso, perché la loro osservazione ti aveva portato a una conclusione sbagliata: eri convinto che il pattern di strisce non fosse un timbro e invece l’accostamento dei fotogrammi ha dimostrato che è proprio un timbro, un pattern ricorrente che, come l’impronta di un timbro, cambia solo di intensità.

Affrontare il problema con approccio rigoroso significa mettere da parte tutto ciò che è valutazione soggettiva e tutti gli elementi che possono falsare il giudizio (come un cielo nuvoloso o la superficie di un prato, in cui non si capisce se il difetto c'è o non c'è), attenersi solo ai dati oggettivi e cercare di creare condizioni di riproducibilità il più asettiche possibile.

I dati che abbiamo raccolto finora (i diversi numeri di emulsione, l’allineamento delle righe, la modalità di sviluppo, la distanza temporale tra i rullini dfettosi, lo scorrimento orizzontale delle tendine) ci hanno portato a escludere ragionevolmente alcune ipotesi, come il difetto di fabbricazione, l’aderenza della pellicola nella spirale durante lo sviluppo, il Bromide Drag longitudinale, la disuniformità di scorrimento delle tendine.

Dobbiamo stringere ulterioromente il cerchio, tenendo presente che stiamo cercando qualcosa che NON riusciamo a immaginare.
Neanch’io riesco a immaginare una tendina che lasci solo alcune strisce correttamente esposte, ma è proprio per questo che voglio escluderlo con un test specifico, perché so che quando troveremo la causa del problema (se la troveremo), sarà proprio qualcosa che adesso non riusciamo a immaginare.

Citazione:

Una cosa importante: non sto cercando peli su uova, difetti che ci sono ma non si vedono tanto sono lievi, ma difetti macroscopici, come da foto allegate.


Non stiamo cercando né peli sulle uova, né difetti macroscopici: quelli li abbiamo già.

Stiamo cercando di capire perché un difetto così macroscopico a volte c’è e molto più spesso non c’è, a volte è più evidente e a volte meno e si ripresenta a distanza di anni con lo stesso pattern.

Perchè la striscia è più evidente nella foto del lampione?
C’entra col fatto che, essendo una sequenza, la macchina è stata esposta alla luce più del solito, visto che hai detto che normalmente non tieni la macchina al collo, ma in questo caso probabilmente sì? Oppure ha a che fare con le condizioni di luce al momento dello scatto?

Perchè, tra le foto che hai postato, non c’è neanche un interno? Il fotogramma N° 21, subito dopo la sequenza del lampione, è fatta all’interno? Se sì, perché la striscia compare per un tratto e sembra interrompersi bruscamente, come se fosse solo un “prolungamento” di quella dell’ultimo fotogramma del lampione?

Il difetto si produce al momento dello scatto? O nel tempo di permanenza della pellicola in una determinata posizione? O durante l’avanzamento, o il riavvolgimento?

Focali, tempi e diaframmi incidono in qualche modo sulla resa delle strisce?

I test servirebbero non per vedere ulteriormente il difetto, ma per capire se sia in qualche modo riproducibile e quindi correlabile a qualcosa, qualsiasi cosa.

Insomma, ci sarebbe un sacco di lavoro da fare e Aprile non è così lontano...


Inviato: 6/3 20:04

Modificato da Plafoto su 6/3/2024 20:20:18
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Citazione:
se avessi avuto un'infiltrazione attraverso una tendina, ci sarebbe stato da spiegare i 44 rullini su 47 degli ultimi 5 anni dove non si trova traccia di questo difetto.


Secondo me bisognerebbe innanzitutto entrare nell'ordine di idee che il difetto sia più frequente di quanto non sembri: l'intensità delle righe non è sempre uguale, a volte effettivamente sembra non esserci, ma a volte potrebbe essere solo molto debole e se lo sfondo non è uniforme il difetto potrebbe esserci, ma non essere visibile.

Un'altra cosa importante:

l'assemblaggio delle fotocamere rimane sempre invariato, o per qualche motivo può essere capitato che tu abbia dovuto scambiare i dorsi o i pentaprismi tra le due macchine?

Inviato: 5/3 21:29
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Una buona notizia in realtà c'è, ed è che... il tuo test non è attendibile!

Nel tuo metodo ci sono almeno due punti critici:

il primo è che le pupille non si dilatano in modo indipendente e quindi, avendo fatto il test in pieno sole, la luce che raggiunge la pupilla dell'occhio chiuso attraverso la palpebra, impedisce la completa dilatazione della pupilla dell'occhio aperto (a meno che l’occhio chiuso non fosse coperto da una benda a perfetta tenuta di luce).

Il secondo punto è che un minuto è un tempo del tutto insufficiente per l'adattamento al buio, anche se tu fossi in una stanza buia invece che al sole, perché la sola dilatazione delle pupille non è sufficiente per abituarsi al buio.
Il tempo per un perfetto adattamento al buio è di circa mezz’ora, anche se per il nostro test 10 / 15 minuti in una stanza buia sono sufficienti.

Io ho proceduto in questo modo: ho preparato tutto (fotocamera pronta, panno nero, lampada) su un tavolo, come si fa per le tank e ho aspettato al buio per circa 15 minuti, come facevo per testare a occhio la tenuta della camera oscura, prima del test definitivo su pellicola.
Il test l’ho fatto con macchina e lampada avvolte in un panno, in modo che a lampada accesa neanche l’occhio non impegnato nella visione rischiasse di ricevere luce.

Le foto che ho postato sono solo a titolo esemplificativo e ho introdotto un po’ di luce ambiente per rendere comprensibile l’effetto che vedevo a occhio, ma nell’ispezione a vista anch’io avevo l’occhio “dentro” il bocchettone e non vedevo niente dell’esterno macchina che si vede nelle foto (tieni anche presente che la prima foto è un’esposizione a 3200 ASA di 5” - f/2.8 e l’effetto, come avevo scritto, è notevolmente amplificato rispetto alla visione diretta). Posso quindi dire, con assoluta certezza, che quella che ho visto dal vivo e che si vede nelle foto, non è luce riflessa, ma luce da dietro.

Devo dire che quando ho visto l'infiltrazione, non avendo mai fatto prima questo tipo di test, ho pensato a un difetto della macchina e come verifica ho fatto la stessa prova su altre 3 macchine, con otturatori diversi (due otturatori orizzontali con tendine in stoffa e un otturatore verticale a lamelle) e il risultato, più o meno accentuato, è stato sempre lo stesso: per questo avevo scritto che l’infiltrazione laterale non è un problema, ma qualcosa di fisiologico, dovuto, immagino, al fatto che la sorgente di luce così vicina fa entrare luce da un lato, cosa che non avviene nelle normali condizioni operative, in cui oltretutto la parte di sovrapposizione delle tendine non staziona mai al centro del fotogramma, come nel test.
La sorgente di luce che ho usato inoltre non era quella puntiforme dello smartphone, ma una lampada con superficie illuminante più ampia, che copriva l’intera area della finestra dell’otturatore.

Dovresti quindi ripetere il test in modo più rigoroso, oppure, se non ne hai voglia, passare direttamente ai test su pellicola (che probabilmente dovrai fare comunque).

Inviato: 5/3 18:07
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Quando farai l'ispezione a vista dell'otturatore, tieni presente che nel punto in cui le tendine si sovrappongono, un po' di luce dovresti vederla comunque, anche se l'otturatore non è difettoso.

Se stai guardando dalla parte del bocchettone, con la luce sul piano pellicola, di luce potresti vederne anche parecchia (nella foto in realtà l'effetto risulta amplificato e sembra molto di più di quello che si vede a occhio), mentre quando la luce è a livello del bocchettone e guardi da dietro, a occhio nudo l'infiltrazione è quasi impercettibile.

Quello che ci interessa non è questa infiltrazione laterale, ma eventuali lesioni della tendina.

Allega:



jpg  tendina fronte F2.jpg (558.74 KB)
2723_65e597b4e426f.jpg 1800X1200 px

jpg  tendina retro F2.jpg (429.18 KB)
2723_65e597cc26520.jpg 1800X1200 px

Inviato: 4/3 10:44
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Un altro controllo che puoi fare a occhio:

scatta in posa T e verifica l'integrità dell'opacizzazione della scatola dello specchio, specialmente il retro dello specchio e la base del box, che hanno una struttura a righe.

Se l'opacizzazione fosse in parte compromessa, il riflesso potrebbe interferire con l'uniformità dell'esposizione.

Allega:



jpg  box specchio F2.jpg (302.16 KB)
2723_65e4cac0a2b56.jpg 1200X1803 px

Inviato: 3/3 20:09
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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La seconda, da sempre.


Ho fatto bene a giocarmi i tuoi, di rullini...

Inviato: 3/3 10:09
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Orso, ti ricordi se le fotografie del lampione le hai fatte col sollevamento manuale dello specchio?

Se sì, è una funzione che utilizzi abbastanza spesso?

Inviato: 3/3 6:36
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Sceneggiatura molto interessante, soprattutto l'idea del codice decifrabile tramite l'affiancamento delle anomalie e dell'intermediario inconsapevole.

E allora continuiamo con la raccolta di indizi:

Orso, come sei abituato a scattare?
Riarmi l'otturatore subito dopo ogni scatto, oppure lo lasci scarico e lo riarmi appena prima di scattare?

Se dovessi giocarmi i tuoi dieci rullini sulla base dei pochi elementi raccolti finora, scommetterei sulla prima opzione.

Inviato: 2/3 10:19
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Io comunque sono fiducioso, perché adesso che abbiamo verificato il perfetto allineamento delle strisce su rullini diversi, con emulsioni diverse, scattati e trattati in tempi diversi, sappiamo che il difetto deve essere riproducibile anche artificialmente e quindi si tratta solo di procedere con metodo per determinare le condizioni in cui il fenomeno si manifesta.

Aspettiamo la verifica "a occhio" di Orso.

Inviato: 1/3 23:32
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Sì, tendine in titanio a scorrimento orizzontale, l'aveva specificato Orso qualche giorno fa e posso confermarlo, perchè oggi mi sono fatto prestare da un amico collezionista una Nikon F2, per valutare meglio i possibili punti critici della macchina (un po' come nel film Apollo 13, dove da terra dovevano simulare i problemi che avevano nello spazio ).

Orso ha una Nikon F2 AS, ma strutturalmente dovrebbe essere identica.

Inviato: 1/3 23:16
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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L'otturatore della Nikon F2 scorre in senso orizzontale e quindi, se il difetto fosse legato a una irregolarità di scorrimento, le righe sarebbero trasversali, non longitudinali.

Inviato: 1/3 19:58
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Ecco qua, cimitero, lampione e fenicottero.
Scusami, ma quella del cimitero mi era sfuggita.

L'allineamento è sempre perfetto.

Allega:



jpg  cim_lamp_fen.jpg (359.04 KB)
2723_65e1967155658.jpg 1200X1667 px

Inviato: 1/3 9:48
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Sì Pino, è così.

Se ipotizzassimo ad esempio una micro abrasione della stoffa delle tendine, dovuto al tempo e all'usura, potremmo immaginare come effetto proprio un velo diffuso, tranne in quelle strisce più scure, che corrisponderebbero alle parti di stoffa ancora integra.

Inviato: 29/2 19:04
Riccardo
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Re: Nuove rogne con la Kodak T-Max 400

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Ho provato ad affiancare in un unico file gli spezzoni delle quattro foto, e quello che salta subito all'occhio è la perfetta corrispendenza della striscia più scura (le altre righe sono troppo deboli per una valutazione accurata).

Trattandosi di rullini esposti e sviluppati in tempi diversi, possiamo escludere con certezza, oltre al difetto di fabbricazione, un problema legato al trattamento.

A questo punto mi concentrerei sulla fotocamera.
Escludendo un problema legato a un'eccessiva pressione sull'emulsione, mi orienterei sulle possibili infiltrazioni di luce, tenendo presente che in questo campo non bisogna mai dare niente per scontato.

Per quanto riguarda lo spazio tra i negativi, se si guarda l'immagine intera coi due mezzi fotogrammi e lo spazio vuoto, può sembrare di intravedere una continuità della striscia anche nello spazio vuoto, ma se si guarda solo il ritaglio dello spazio vuoto, non si riesce a distinguere niente.

Per prima cosa farei una prima valutazione a occhio della fotocamera:

stanza buia, fotocamera senza obiettivo, specchio alzato, otturatore scarico, dorso aperto.

Metti una piccola fonte di luce davanti al bocchettone d'innesto (piccola come dimensioni, in modo che la stanza rimanga buia, non debole di intensità, anche la torcia dello smartphone dovrebbe andare bene) e guarda se si intravede qualcosa attraverso le tendine, anche mentre carichi lentamente l'otturatore. Puoi anche fare l'inverso, con la luce dietro e l'occhio "dentro il bocchettone", per isolare meglio l'occhio.

Se si intravede qualcosa, puoi portare la macchina direttamente dal riparatore, altrimenti conviene fare un test specifico su pellicola.

Se pensi di fare un test su pellicola, dimmelo che ti spiego come li faccio io.

Allega:



jpg  TUTTE su 4 livelli rit_3.jpg (480.54 KB)
2723_65e073b3ee7b9.jpg 1200X1667 px

Inviato: 29/2 13:08
Riccardo
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