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Quattro reflex digitali : Impressioni d'uso

 

Ebbene sì: nonostante le mie frequenti critiche al mondo del "marketing digitale", alla "gallina dalle uova d'oro del marketing" non nascondo che ne sono un succube, complice una curiosità irresistibile e la consapevolezza che, al di là di tutto, il digitale è un mezzo fenomenale che ha tantissimi vantaggi.

 

Questa curiosità e interesse sono attestati dal fatto che , ad oggi, ho avuto tra  le mani e provato ben 4 DSRL : Fuji S2 Pro , Nikon D70, Canon EOS 10D , Canon EOS 20D (quest’ultima l’attuale fotocamera…ma ancora per quanto?:)) . 

 

Naturalmente una comparativa tecnica basata sulle aride cifre non è alla mia portata, sia per il fatto che non possiedo più 3 delle 4 fotocamere in questione sia per la difficoltà tecnica nell'eseguire queste comparative (è necessaria una grande quantità di tempo nonché un lavoro certosino e rigoroso di analisi dei dati) e sia perché possibile trovare sul web una considerevole ridondanza di informazioni al riguardo. Al proposito segnalo forse il sito più noto ove si possono reperire questi dati  :  http://www.dpreview.com  , ovviamente in lingua inglese. In ogni caso onore al merito di chi esegue queste prove e comparative veramente complete e dettagliate.

Questo mio articolo è quindi quanto di più "impreciso" e soggettivo ci possa essere . Non si tratta di un test vero e proprio ma piuttosto di impressioni d'uso .

Si tratta quindi di un qualcosa di estremamente soggettivo e personale, che non ha la pretesa di bocciare il prodotto X o Y ma semplicemente di dare qualche spunto, qualche idea, qualche traccia al potenziale acquirente di una reflex digitale.

 

Trovo infatti che il mondo del digitale sia piuttosto complicato non appena si cerca di ottenere qualche risultato sopra la media. Le variabili in gioco sono tantissime e bisogna cercare di piantare i propri "paletti" e non cambiarne mai più di uno alla volta costruendosi così un workflow affidabile che ci permetta di poter giudicare se il prodotto X è migliore del prodotto Y.

E' sufficiente un cambio di monitor o di scheda grafica per mandare all'aria tutte le considerazioni e si rischia di prendere degli abbagli clamorosi.

A tale proposito posso dire che le mie impressioni d'uso sono maturate  dopo avere visionato praticamente tutte le fotografie da me fatte con le 4 DSRL , utilizzando sempre lo stesso monitor (un CRT della Philips da 17") e sempre la stessa scheda grafica (ATi Radeon) , il tutto profilato sempre allo stesso modo. Inoltre, ho visionato migliaia di scatti su siti di gallerie fotografiche che riportano i dati tecnici di scatto (es. PhotoSig) per confrontare  i miei risultati con quelli di altri utenti, trovando quindi conferme incrociate sui miei "ritrovamenti".

 

Avvertenza

Col digitale si può fare veramente di tutto , paragonare la resa cromatica di un certo prodotto rispetto ad un altro ha senso fino ad un certo punto visto che con la post-produzione si può veramente stravolgere qualsiasi risultato. Le mie considerazioni si riferiscono al JPEG generato dalla camera stessa, in quanto a mio parere questi deve essere qualitativamente soddisfacente almeno nel 70-80% dei casi a meno che non si voglia passare il resto della propria vita davanti ad un computer per rielaborare la maggioranza degli scatti.

 

Venendo dalla vecchia scuola della fotografia analogica, sono sempre convinto che la foto deve sempre essere fatta giusta al primo colpo, concentrandosi sempre come se ogni scatto fosse fatto con una lastra 8x10" di Velvia :)) ... o quasi. 

Poi sappiamo tutti che con la camera oscura digitale abbiamo la rete di salvataggio  bella tesa.....ma in certi momenti è meglio dimenticarlo!

 

 

Fuji S2 Pro

 

Fin dalla prima uscita nel settore SRL digitali con la S1 , Fuji ha subito attirato un certo interesse  e il motivo è da ricercare sia nella baionetta Nikon F e sia nel  prestigio di Fuji nel settore dell'acquisizione dell'immagine (sia analogica che digitale).

Trae quindi un grosso beneficio commerciale dallo storico attacco Nikon F , che le da accesso  ad un parco ottiche considerevole. Questa compatibilità è totale dal punto di vista meccanico ma parziale dal punto di vista elettronico, visto  che, basandosi sul corpo Nikon F80, l’utilizzo di ottiche AI/AIS non consente di beneficiare dell’esposimetro interno della fotocamera (e non è una limitazione da poco). E' possibile comunque scattare e visionare l'istogramma. Con le altre ottiche autofocus invece non ci sono problemi , comprese quelle senza ghiera diaframmi G , le AF-S ad ultrasuoni e le stabilizzate VR.

 

Dal punto di vista flash, c'è più compatibilità con Fuji che con Nikon: a differenza della D70 con S2 si possono utilizzare tutti i "vecchi flash" Nikon e non si è per forza costretti ad acquistare i nuovi SB600 ed SB800  a tecnologia i-TTL per poter usufruire di una misurazione TTL "minima". 

 

Le è stato affibbiato il nomignolo di “Frankencamera” a sottolineare il fatto che all'interno di un'unica macchina convivono due parti filosoficamente diverse : una F80 analogica e una digitale Fuji . La linea della macchina ne è influenzata ed è chiaramente visibile che la macchina non è stata progettata da zero con il digitale in mente . 

 

A causa di ciò, la camera è piuttosto pesante ed ingombrante e soffre di alcune idiosincrasie quale la convivenza di due sistemi di  batterie diversi ed entrambi necessari (4 stilo AA per la parte digitale e 2 CR123 al litio per la parte analogica)... 

Il fatto di poter utilizzare le AA comunque è un grande vantaggio in quanto la reperibilità di queste batterie è veramente universale. Quello che rovina tutto però è la presenza delle CR123, più costose e difficili da reperire .

Tuttavia , nonostante l’utilizzo di batterie ricaricabili AA  NiMH non si arriva all’autonomia dei compattissimi e leggeri pacchi batteria al litio Nikon EN-EL3 e Canon BP511-511A .

Nota: è possibile utilizzare la fotocamera solo con le 4 AA, rimuovendo le 2 CR123 dall’apposito vano. La fotocamera sarà pienamente funzionale con la sola limitazione del flash (disabilitato) e dell’accorciamento ulteriore della autonomia delle batterie.

Naturalmente queste scelte progettuali "anomale" sono probabilmente inevitabili in quanto probabilmente sussistono dei vincoli commerciali tra le due case, da cui probabilmente  nasce l’impossibilità da parte di Fuji di mettere mano al corpo macchina nella parte "analogica" .

 

Dal punto di vista dei materiali con cui la fotocamera è costruita, trattandosi di una Nikon F80 , il corpo è in policarbonato con una struttura interna in alluminio. E' pur sempre una struttura che resiste bene agli urti  senza deformazioni (in questo senso meglio del metallo) anche se personalmente non nutro una particolare simpatia per la plastica.

L'autofocus è a mio parere deludente  trattandosi di una F80, e ne eredita tutti i difetti: viene utilizzato il sensore CAM900 della Nikon che unito al sistema autofocus soffre di “hunting” (quando l’obiettivo va a fine corsa avanti ed indietro senza riuscire a focheggiare  il soggetto). La velocità di focheggiatura è deludente (peggiore di quello di una F4, una F90x o una F100).

 

Come detto, il fatto di essere una “frankencamera” penalizza la disposizione e l'accessibilità dei comandi . La velocità di scrittura non è eccezionale d’altronde la macchina produce dei RAW piuttosto "ciccioni" pari a quelli di una D2X (dovuto ai 12Mp interpolati) e quindi è parzialmente scusabile. Essendo dotata di porta firewire IEE1394 il trasferimento verso il PC è particolarmente veloce.

L’accesso alla sensibilità è esattamente come nella  F80, un sistema valido per una macchina a pellicola in cui si imposta la sensibilità solo una volta all’inizio del rullino ma inadeguato col digitale in cui potenzialmente ogni scatto può essere posto a sensibilità diversa . Sulla S2 bisogna girare la manopola dei modi di funzionamento, cambiare la sensibilità, e rimettere la manopola a posto: troppo scomodo e lungo!

 

Fuji dichiara 12mp generati tramite una misteriosa interpolazione  dei dati provenienti da un sensore che comunque conta "solo" 6 milioni di fotosensori a forma ottagonale. Nei fatti ho notato però che alla fine la risoluzione è effettivamente leggermente superiore a quella delle altre 6mp. Non so per quale motivo (forse grazie alla forma e alla superficie di ogni singolo fotosensore) ma qualche cosa di buono questa interpolazione la deve fare perché la sensazione è che questa macchina produca una risoluzione apparente di 7-8 MP. Il rumore agli alti ISO è molto , molto basso. La macchina si presta quindi molto bene per foto in scarse condizioni di luce.

La qualità dell’immagine dal punto di vista dei colori invece, mi ha lasciato non del tutto soddisfatto ,soprattutto nel tono di resa del cielo che a mio parere è un po’ troppo “pastellato” e poco reale.

 

La fotocamera mostra l'istogramma delle foto nel TFT ed è possibile controllare tutti i e tre i canali RGB sia singolarmente che cumulativamente. Grazie a questo è possibile controllare che nessuno dei singoli canali RGB si saturi. L'esempio classico è fotografare un girasole : se guardate il canale globale sembra tutto ok, ma un'analisi del canale del giallo mostrerà probabilmente una grave saturazione del giallo con conseguente perdita dei dettagli.

 

Per poter avere la conversione RAW al massimo delle prestazioni (12Mp) , bisogna acquistare separatamente ( ed è piuttosto caro) il Fuji RAW Converter EX. Gli altri RAW converter non sono in grado di convertire utilizzando la misteriosa interpolazione di Fuji che porta a 12 i megapixel .Siamo quindi in una situazione di semi "RawFlaw"

 

 

Nikon D70

 

Per quanto riguarda la baionetta F e la compatibilità con le vecchie ottiche manual focus vale esattamente quanto detto per Fuji S2 . Tutto sommato anche la D70 discende in buona parte dalla F80 di cui sono facilmente individuabili alcuni punti distintivi (il sensore AF CAM  900, la rotella delle funzioni CSM, la mancanza di mirror lock up, ecc ecc).

 

Come ergonomia e velocità di utilizzo  siamo in presenza della migliore delle 4: impugnabilità , peso , dimensioni , velocità di utilizzo,  la D70 si calza veramente come un guanto. Dopo poco tempo , grazie anche alla velocità del firmware si agisce “in seconda natura” senza più pensarci. E questo ci consente di concentraci di più sulla composizione e l’inquadratura nonché a cogliere l’attimo giusto. 

In questo Nikon mi sembra abbia veramente colto nel segno.

 

Il mirino è particolarmente piccolo (in confronto a quello di  una F100 è molto più piccolo) . Da notare che un problema che affliggeva l'esemplare in mio possesso era una leggera "stortura" del mirino nel senso che inquadrando un orizzonte perfettamente parallelo il risultato usciva ruotato in senso orario di circa 0,7° . L'importatore ufficiale , interpellato al riguardo, sostiene che si tratta di un valore "in tolleranza" il che è assolutamente ridicolo poiché una tale quantità di "tilt" rovina completamente una certa tipologia di foto in cui compare l'orizzonte (OK, c'è la postproduzione, ma quanto tempo perso però!).

Velocità di visualizzazione sul TFT e scrittura su CF sono eccellenti, così come il trasferimento col PC (USB2.0 a 12Mbps) , comandi disposti in modo da avere accesso a ISO, WB qualità in modo eccezionalmente veloce. Ripeto , la macchina si calza come un guanto e dopo poco si opera in maniera rapidissima. Da segnalare anche l’opzione “AUTO ISO” che di fatto introduce e libera il terzo parametro nell’elaborazione dell’esposizione: praticanmente si può porre la macchina in manuale, fissare tempo e diaframma, e lasciare “fluttuare” la sensibilità ISO  il che è veramente degno di nota.

 

La macchina mi risulta completamente costruita  in policarbonato , anche all'interno (non ho controllato!) . Non siamo ai livelli (bassi) della Canon 350D, ma la sensazione di avere in mano una periferica di un computer è veramente forte. Quanto siamo distanti da Leica e Hasselblad.

 

La batteria EN-EL3 dura una vita. Tanto che ci si dimentica della sua esistenza e si rischia di rimanere a piedi nel bel mezzo di una sessione. Se si utilizza la fotocamera per compiti non professionali e non critici (la classica passeggiata domenicale) non è necessario l’acquisto di una batteria di scorta. Ciononostante consiglio sempre l’acquisto di una seconda batteria in quanto è sempre difficile prevedere la completa scarica ed inoltre è sconveniente essere sempre obbligati , in via preventiva, a caricarla prima di fotografare.

 

Per l'autofocus , nonostante si utilizzi anche in questo caso il sensore Nikon CAM900 , le prestazioni sono un pò migliori: molto meno hunting e un po’ più di velocità. L’utilizzo di una ottica AF-S migliora sensibilmente la situazione, anche se comunque ci si trovi ancora molto distanti dalle prestazioni di Canon.

 

Per poter utilizzare un flash esterno la scelta si restringe ad SB600 ed SB800 . Tutti gli altri flash sono incompatibili in quanto non in grado di gestire l'unico protocollo che la D70 gestisce : i-TTL .

Se si utilizzano tutti gli altri flash Nikon non si ha a disposizione nemmeno il TTL flash . Una scelta quantomeno singolare in controtendenza con la proverbiale retrocompatibilità dei prodotti Nikon.

 

La risoluzione è di 6mp. I JPG che genera la camera sono leggermente più nitidi di quelli della Canon 10D ma questo potrebbe essere dovuto alla notoria regolazione di default “soft” dei JPG Canon e/o alla presenza di un filtro anti-aliasing più aggressivo.

 

La resa dei colori mi ha lasciato invece insoddisfatto. Il cielo spesso presenta delle leggere dominati gialline specialmente nelle alte luci, e non è mai di un blu “squillante” . Il verde è poco “verde” (lontano da quello Velvia!).

Questo mi fa pensare che questa macchina sia stata progettata più per fotografia di ritratto che di natura/paesaggio.E’ anche vero che con Photoshop si può poi risistemare tutto, ma la cosa comporta dei tempi notevoli  di post produzione. E a nulla sono servite le modifiche apportabili alla curva del contrasto e agli spazi di colore: il JPEG che esce dalla camera in condizioni standard mi ha trovato quasi sempre insoddisfatto: la curva di contrasto standard produce un risultato piuttosto scarso  il che unito allo spazio di colore RGB I genera fotografie poco contrastate e slavate.

Praticamente per avere una "botta di vita" è necessario  impostare RGB III ed inoltre caricare sulla fotocamera una delle tante curve di contrasto "rinforzate" disponibili su internet (Es. White Wedding o Provia)

 

Il white balance ho trovato essere insoddisfacente e non funzionante correttamente. Questo porta ad impostare una temperatura di colore fissa di tipo "daylight" con lo svantaggio di doversi sempre ricordare di cambiarla in accordo con  le condizioni ambientali (cosa complicata visto che ci vorrebbe un termocolorimetro). 

L’istogramma non mostra la situazione veritiera: mi spiego meglio: nonostante l’indicazione che tutti pixel sono “in range” in realtà spesso si ha il canale del rosso “blown out” , sparato. Non so se questo difetto sia stato sistemato con le attuali versioni del FW, ma questo è un difetto piuttosto fastidioso che può compromettere la fattura di una buona fotografia.

Insomma: per ottenere il massimo dalla D70 c’è da lavorare parecchio al computer , troppo per i miei gusti. Voglio però ricordare che i miei sono gusti personali e ciò che a me non sta bene può star bene ad altri!

Tutti questi problemi fanno sì che è facilissimo scordarsi di settare un parametro: oltre a tempo/diaframma/ISO ci sono la temperatura di colore, lo spazio di colore, la curva di contrasto . Praticamente l'unico modo per uscirne decentemente è centrare l'esposizione e scattare in RAW (sarebbe necessario anche centrare il WB anche se molti ritengono l'operazione inutile).

Il WB è importantissimo per una resa dei colori corretta e se anche scattiamo in RAW ma il punto del bianco è sbagliato, in caso di forte presenza di colori dominanti (esempio un fiore rosso) potremmo facilmente provocare il clipping del relativo canale e la conseguente perdita di dettaglio sulle  alte luci.

 

Il  software utilizzato per la conversione RAW è il Nikon Capture 4 , acquistabile a parte. 

 

Canon 10D

 

 

Il sistema Canon EOS è indubbiamente molto completo. Il parco ottiche include dei super tele stabilizzati e ad ultrasuoni con lenti in fluorite (IS USM) nonchè ottiche assolutamente uniche, care soprattutto agli estimatori del grande formato, come il 24 TSE , il 45 TSE e il 90 TSE , dotate di basculaggio e decentramento (tilt&shift) e quindi in grado di emulare due dei più importanti movimenti a disposizione del grandeformatista.

La 10D è una fotocamera da 6Mp con il corpo costruito con un misto di lega di magnesio e policarbonato. In particolare il guscio è in lega leggera di magnesio. Senza dubbio  la macchina è costruita con materiali migliori rispetto alle altre contendenti in esame. 

 

Siccome la 10D è ovviamente provvista di attacco Canon EF può montare tutte le ottiche della linea con l'eccezione (purtroppo) delle nuove ottiche a cerchio ridotto EF-S .

Questa incompatibilità è di natura meccanica in quanto l'elemento della lente più posteriore va in collisione con lo specchio della reflex. Per evitare disastri i progettisti Canon hanno di conseguenza incluso una protuberanza in plastica ricoperta di gomma che impedisce di fatto il montaggio di tali ottiche su questa fotocamera ( è possibile modificare alcune di tali ottiche in modo da consentire il montaggio sulla 10D , ma si tratta di modifiche irreversibili ).

Quindi in sostanza la 10D è un poco penalizzata come disponibilità di super-grandangolari, penalizzazione che affligge soprattutto chi cerca di emulare il look superwide di una 4x5 : il 10-22 EF-S non si può utilizzare mentre le alternative Canon sono un costosissimo 14mm serie L altrimenti bisogna orientarsi verso  fra le varie ottiche universali  Sigma , Tamron o Tokina.

 

A proposito del sistema autofocus, delle 4 fotocamere esaminate quello di Canon è in assoluto il più performante. Precisione di focheggiamento,  mancanza quasi totale di indecisione (hunting) e  velocità di regolazione sono le prerogative di questo sistema.

 

Anche la palma della stabilizzazione dell’immagine, confrontando quello del 17-85 IS USM contro quello del 24-120 Nikon G AFS VR , va a favore di Canon non escludendo tuttavia che con altre ottiche questo rapporto di forze possa essere in qualche modo colmato.

Nonostante si tratti di un corpo progettato da zero come digitale, siamo in una situazione intermedia tra Fuji e Nikon.Nonostante non soffra di alcune  idiosincrasie come Fuji, la disposizione di certi comandi è discutibile e la velocità di utilizzo non consentono di agire velocemente come con la D70. 

 

Peso e dimensioni sono leggermente superiori a D70.  

 

Il mirino è ampio e luminoso, più grande di quello della D70. Ancora lontano dai mirini delle "vecchie" macchine a pellicola però.

 

L'esemplare in mio possesso aveva un mirino che presentava un leggerissimo tilt  (0.3° circa) che è un valore  accettabile e nella norma (difficilmente a mano libera si riesce a mantenere la linea dell'orizzonte così diritta).

 

Il pacco BP511 in dotazione dura abbastanza, seppure non come quello della D70 . Questo è normale in quanto la capacità del BP511 è ineriore a quella dell'EN-EL3 (1000mAh contro 1800 ) . E’ da vedere se utilizzando la BP511A  la durata puà raggiungere i livelli Nikon D70.

 

La macchina, non essendo di produzione recentissima e oramai superata non è equipaggiata da elettronica velocissima: la scrittura su CF è piuttosto lenta così come il trasferimento verso il PC ce avviene tramite USB1.1.

L'accensione e il recupero da stand-by ,soffrono di un ritardo di alcuni secondi , sufficienti per perdere l’attimo cruciale. Questo ritardo è fastidioso nel caso di fotografia dinamica.

I comandi sono disposti abbastanza bene ma Nikon D70 in questo caso eccelle.

 

La resa cromatica della macchina è molto precisa e veramente degna di nota. Sono convinto che i progettisti Canon hanno fatto di tutto per restituire una fotografia che sia più possibile rispondente alla realtà.

Grazie a questo i JPG che produce la camera sono già a posto così come sono, senza bisogno di ulteriori elaborazioni. 

Ho notato inoltre che questa precisione/neutralità nella resa cromatica facilitano poi il lavoro in postproduzione: le immagini infatti sembrano sopportare meglio incrementi di saturazione  senza introdurre delle dominanti indesiderate.
I JPG ,come in tutte le Canon , sono un pò "soft" e per questo motivo molti settano una maschera di contrasto fissa  a +2 unita a +1 di saturazione. 
Questa combinazione da  risultati incisi , ricchi di colori senza sconfonare nel "pacchiano". 

Anche con "soli" 6mp a disposizione ho notato che i risultati sono già molto dipendenti dalla qualità dell'ottica. La 10D unita a lenti come il 70-200/4 L e/o il 17-40L produce risultati eccellenti (così come probabilmente con tutte le altre ottiche della serie L).

Il rumore agli alti ISO è contenuto, in ogni caso rimando il lettore ad altre review per maggiori info al riguardo (non ho fatto in tempo a valutare la macchina sotto questo aspetto).

 

La macchina è provvista di Mirror Lock Up , a differenza delle altre (Nikon e Fuji).

 

Per la conversione RAW utilizza il FileViewer, incluso gratuitamente nella dotazione di base della fotocamera. 

Per il trasferimento ho trovato molto comodo il software ZoomBrowser EX che durante il trasferimento crea automaticamente una cartella per ogni giorno in cui l'immagine è stata scattata.

 

 

Canon 20D

 

Vale esattamente tutto quanto descritto sopra, con la differenza che la 20D accetta anche le nuove ottiche EF-S con cerchio di copertura ridotto (APS size).

Sto ancora valutando la fotocamera , in quanto la possiedo da poco, però la sensazione è che siano stati compiuti dei passi avanti rispetto alla 10D, soprattutto in termini di velocità di risposta dei comandi 

La scrittura su CF è stata velocizzata così come la porta per il trasferimento su PC  che è una USB 2.0. I tempi di accemsione e recupero da stand-by enormemente migliorati (l'accensione è praticamente istantanea). 

La sensazione però è che la  D70 sia ancora un leggermente più veloce (è una sensazione però,  niente di scientifico). In ogni caso quando dopo lo scatto ci si appresta ad osservare lo schermo e l'immagine è lì già pronta , allora si può concludere che la velocità sia già sufficiente.

 

Un po’ più piccola e probabilmente leggera della precedente 10D . Lo scatto è più rumoroso della 10D.

Il mirino inoltre è stato leggermente rimpicciolito, probabilmente a casa della necessità di ridurre le dimensioni dello specchio per poter accomodare le nuove ottiche EF-S.

 

L'esemplare in mio possesso non presenta nessun tilt apprezzabile del mirino, risultante quindi perfettamente a bolla.

 

Fornita con  in dotazione la  BP511a , l’elettronica dovrebbe essere meno esigente della 10D  e quindi in teoria come autonomia di scatto dovremmo essere a livelli della D70. Come detto, non possiedo la fotocamera da abbastanza tempo per poter essere più preciso ed inoltre il web è letteralmente colmo di informazioni al riguardo. Inoltre, l'autonomia di scatto è uno di quei parametri estrememente difficili da valutare in quanto dipendente fortemente dall'utilizzo del TFT di visione.

 

Il miglioramento più significativo comunque , oltre alla possibilità di utilizzare le ottiche EF-s, sono i 2Mp extra che consentono un certo miglioramento delle stampe A3 , che con 6Mp non sono al massimo.

 

Come software in dotazione, è scomparso lo ZoomBrowser EX , e l'unico modo per trasferire le immagini direttamente dalla fotocamera al PC è utilizzare il software FileViewer utility con il quale il trasferimento delle immagini è più macchinoso. A volte si peggiora e non se ne cpaiscono i motivi...

 

Per tutto quanto non riportato, fa fede quanto scritto per la 10D 

 

 

Roberto Manderioli © 07/2005

 

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