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I Becher a Bologna

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Se passate da queste parti non perdetevi questa meravigliosa mostra compreso un documentario sul loro lavoro. https://www.mast.org/bernd-hilla-becher-history-of-a-method

Inviato: 2/5 8:55
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Re: I Becher a Bologna
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Questa è una mostra che vorrei davvero visitare. Cercherò di riuscirci, sperando di capire qualcosa della loro tecnica in CO e di come riuscissero a mantenere quella particolare coerenza ed omogeneità di toni e contrasto in tutte le loro stampe.

Inviato: 2/5 20:53
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Re: I Becher a Bologna

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luciano ha scritto:
e di come riuscissero a mantenere quella particolare coerenza ed omogeneità di toni e contrasto in tutte le loro stampe.


Vedrai delle stampe meravigliose ma di camera oscura non se ne parla però ci sono loro interviste in cui spiegano che tutto veniva fatto in ripresa, aspettavano ore se non giorni soprattutto in certe regioni degli Stati Uniti in cui batteva un sole violento, per avere quella luce diffusa che rendeva omogeneo il tutto. Per lo stessa esigenza scelsero di non lavorare mai a colore perchè in un pannello con 12 foto avrebbero avuto azzurri tutti diversi e quindi disomogenei. Solo il documentario, un po' lungo a dire il vero, vale la visita alla mostra.

Inviato: 4/5 18:33
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Re: I Becher a Bologna

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archifoto ha scritto:
Se passate da queste parti...

No, non ci devo passare (non potevi startene zitto? ), ma sto già pensando a qualche scusa per passarci...

Inviato: 6/5 10:26
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Re: I Becher a Bologna

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Citazione:

orso ha scritto
No, non ci devo passare (non potevi startene zitto? ), ma sto già pensando a qualche scusa per passarci...


nel caso fatti sentire che ti offro un bicchiere, giusto per farmi perdonare!

Inviato: 6/5 17:46
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Re: I Becher a Bologna

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I Becher sono gli Stockhausen della fotografia del 900. Onestà intellettuale cristallina, dedizione totale alla propria arte, estetica rivoluzionaria ma coerente con il pregresso dell'arte occidentale, rigore formale fuori da ogni discussione, eleganza straordinaria, produzione artistica glaciale e tutto sommato soporifera.



Inviato: 7/5 9:08
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Re: I Becher a Bologna
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I Becher. Ai tempi li ho molto apprezzati. Vuoi per la loro ricerca, per la loro pulizia formale e compositiva e per il rigore. A mio parere, parere legato al mio gusto, hanno grandi meriti ma anche una sorta di estrema staticità. Posso infatti apprezzare il progetto iniziale e come lo hanno portato avanti, ma trovo che siano rimasti prigionieri dei binari da loro creati. Mi vengono in mente quegli attori rimasti prigionieri di un personaggio per tutta la loro carriera. Tipo Tom Sellek, tutti lo ricordano per Magnum P.I., poi ha fatto decine di film ma a chi ne viene in mente qualcuno?
Guardando ora le opere dei Becher rimango affascinato, ma dopo averne viste un certo numero inizia a venirmi una certa sonnolenza. Non noia, questo mai, diciamo una eccessiva assuefazione…

Marco

Inviato: 7/5 15:59
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“To photograph reality is to photograph nothing.”

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Re: I Becher a Bologna

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Citazione:

pamar5 ha scritto:
Posso infatti apprezzare il progetto iniziale e come lo hanno portato avanti, ma trovo che siano rimasti prigionieri dei binari da loro creati. Mi vengono in mente quegli attori rimasti prigionieri di un personaggio per tutta la loro carriera. Tipo Tom Sellek, tutti lo ricordano per Magnum P.I., poi ha fatto decine di film ma a chi ne viene in mente qualcuno?
Guardando ora le opere dei Becher rimango affascinato, ma dopo averne viste un certo numero inizia a venirmi una certa sonnolenza. Non noia, questo mai, diciamo una eccessiva assuefazione…

Marco


Anch'io a volte ho avuto questo pensiero perchè mi annoiano gli artisti prigionieri del loro personaggio, vedi Martin Parr di cui avevo già detto tempo fa, oppure Gabriele Basilico, Guido Guidi e tanti altri che ripetono uno stilema formale e compositivo per anni in una sorta di comfort zone dalla quale non riescono ad uscire. Ma poi ho capito che la potenza dei Becher è proprio lì, nell'aver portato avanti un progetto sistematico e direi quasi scientifico, di catalogazione di strutture industriali per mezzo mondo. Non hanno fatto foto simili o riproposto uno stile, ma hanno fatto proprio foto uguali,la stessa costruzione dello spazio con la stessa luce, la stessa prospettiva; come lo scienziato del settecento che cataloga le piante e le divide per specie. Ricordo a proposito che Hilla Becher nel 2009 al museo Morandi, in un dialogo col pubblico citava proprio Linneo. Se i Becher avessero fotografato 20 altoforni e 20 torri d'acqua e poi fossero passati ad altro avrebbero fatto certamente un bel lavoro ma avendo compilato un catalogo sterminato di forme industriali per 40 anni con migliaia di immagini hanno prodotto qualcosa di straordinario e irripetibile in ambito fotografico, o per meglio dire artistico; e non a caso vennero premiati a Documenta per la scultura e non per la fotografia. Che avessero qualcosa di straordinario e che va oltre lo stilema lo dimostra anche il fatto che come insegnanti alla scuola di Dusseldorf hanno partorito allievi del calibro di Ruff, Gursky, Struth, Hutte etc. Non voglio difendere i Becher perchè non ne hanno bisogno, la penso così da tempo e li ammiro da che li conosco,(fine anni 80) mi piacerebbe avere in casa una loro fotografia ma non posso permettermela. E, da fotografo, mi sarei accontentato di avere un decimo della loro chiarezza progettuale!

Inviato: 13/5 16:21
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Re: I Becher a Bologna
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Capisco cosa intendi dire e da questo punto di vista non posso darti torto. Il loro progetto lo hanno portato avanti identico per 40 anni. Il paragone che ho fatto precedentemente dell’attore imprigionato nel suo personaggio non regge. Perché un attore prigioniero ha comunque tentato di fare altro ma senza successo. I Becher non sono rimasti prigionieri ma hanno invece perseguito costantemente quel progetto di loro volontà. Non hanno mai avuto l’intenzione di fare altro.
Hai usato la definizione “progetto scientifico”. Questa definizione rispecchia in pieno i Becher. E qui è il punto, secondo me. A mio avviso c’è una profonda differenza fra scienza ed arte. E comunque, se non vogliamo chiamare arte quella dei Bacher possiamo certamente dire che è parte dell’espressione estetica e/o grafica. I postulati di base di una ricerca scientifica non sono (neppure lontanamente) quelli di un’espressione estetica o artistica. Secondo me è questo uno dei contro del lavoro dei Bacher. L’applicazione pedissequa di un rigore immutabile a qualcosa che non è scienza.

Marco

Inviato: Ieri alle 14:31
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