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Re: progettare la fotografia |
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29/5/2009 11:05 Da Bologna
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Il libretto: mi è venuto in mente il libretto perchè amo fare libretti e perchè parlavi di una questione personale relativa al lavoro di Berlino e quindi pensavo ci fosse anche un testo oltre al racconto visivo. Non penserei al librone patinato ma ad uno standard 16,5x23 chiuso che aperto diventa 33x23 e le foto a doppia pagina in sequenza non sono piccole, neanche le verticali lo sono perchè le guardi da vicino. Io mi trovo bene con questo formato. Il vantaggio del libretto è che lo puoi diffondere per un tempo illimitato mentre la mostra finisce presto...
Inviato: 5/3 12:19
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Ciao Marco,
ho letto la tua risposta. Scrivo ancora qualche valutazione, legata ai tuoi fini e ad alcune mie valutazioni personali, con l’intento e la speranza che possano servirti come spunto. Poi chiaramente si tratta di un tuo progetto e come tale dovrai essere tu a decidere come e cosa fare (e ci mancherebbe altro). Prima di tutto ti dico che un lavoro come questo merita un libro fotografico e non stampe singole. Questa è la mia convinzione. Se fosse un mio progetto non avrei il minimo dubbio. E ti spiego perché. Prima di tutto per la tipologia del portfolio stesso. Trovo (e ne ho conferma anche dalle tue parole) che sia fondamentale l’ordine di visione delle immagini. Un libro impone obbligatoriamente l’ordine scelto, senza se e senza ma. Questo perché conserveresti, oltre all’ordine descrittivo e concettuale anche l’alternanza chiari/scuri e l’alternanza B&N/colore che penso sia una caratteristica che contraddistingue il portfolio ed è per te di importanza basilare. Stampe singole chiaramente le presenteresti con un ordine ma essendo svincolate l’una dall’altra non è palese che durante la visione venga conservato. In secondo luogo, questa tipologia di lavoro penso preveda un certo numero di fotografie. Sicuramente un numero di immagini ben superiore ad un classico portfolio che ne vuole immancabilmente una quindicina o ventina. Il modo di fruirlo secondo me ha un suo indubbio peso specifico. Sfogliare un libro è diverso che passare fra le mani delle stampe. Il focus rimane meglio sul soggetto e l’attenzione rimane maggiormente vigile. Giuste poi le tue indecisioni riguardo il formato ed il fotolibro. Ti ribadisco che per me l’idea fotolibro, per i motivi che ho esposto prima, rimane preponderante rispetto al formato. E poi un bel libro, magari in formato quadrato di lato 25 cm non penso sia troppo ingombrante. Fra l’altro con il formato quadrato elimineresti la rottura di dover ruotare il libro per foto verticali e orizzontali quando lo sfogli. Io ho creato alcuni fotolibri e ti assicuro che per ospitare un portfolio fotografico il quadrato è di una comodità estrema ed è pure (sembra assurdo ma è cosi’) meno “ingombrante” di uno rettangolare. Questo per delle copie se vogliamo “premium”, poi come suggerito da Archifoto ci sarebbe l’opzione ridotta. Ma io, anche per le copie ridotte terrei sempre il formato quadrato. Marco
Inviato: 5/3 14:18
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Condivido tutto quello che dice (meglio di me) Marco Pamar sul perchè del libretto, il quadrato è bello ma spreca più carta (parlo di tipografia ovviamente) rispetto al classico 17x24, questo vuol dire semplicemente costi più alti. Ovvio che un libro costa ben di più che una serie di stampe e se ci si aggiunge la distribuzione credo si vada facilmente sopra i diecimila euro. E questo non è, a mio parere, un tema trascurabile. Poi dipende sempre cosa uno vuol fare se ci sono sponsor etc...
Inviato: 5/3 17:23
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Io mi sono "autocostruito" alcuni libri quadrati, 30x30 con immagine interna verticale od orizzontale di lato grande 26.
Semplicemente ho "costruito" le pagine inserendo le foto su sfondo bianco 30x30 e le ho fatte stampare in laboratorio su carta fotografica 30x30, compresa la copertina e l'ultima di chiusura. Poi ho rilegato il tutto a spirale. Molto comodo da sfogliare perché le pagine si aprono completamente non essendoci il dorso incollato, inoltre come dice Marco Pamar essendo quadrato non serve ruotarlo contenendo sia immagini orizzontali che verticali (che quadrate). Basso prezzo (ma nel mio caso sono solo una trentina di pagine, stampate su un solo lato), discreto impatto, stampa fotografica RA4 quindi con qualità per me molto buona. Fer
Inviato: 7/3 18:34
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Adesso stiamo riempendo Marco MXA di consigli non richiesti quindi continuo anch'io finchè non mi manderà a quel paese...Il libro quadrato di cui leggo sopra,specie se 30x30, è certamente una soluzione estetica molto bella e di grande qualità ma il limite è che devi sfogliarlo per forza sul tavolo ed è un lavoro poco intimo. Il libretto 17x24 non ti obbliga per niente a ruotarlo perchè le foto orizzontali sono a doppia pagina (quindi larghe 33 cm x 24 altezza) e quelle verticali a pagina singola. Conoscendo i costi della tipografia e delle preziose stampe inkjet, per fare il progetto del primo libro della collana Gellner optai per il formato che ho detto ma con fogli piegati e non rilegati,(come un quotidiano per intenderci) la stampa laser fatta da una copisteria molto valida rendeva il tutto molto pratico, poco distinguibile dalla stampa tipografica (la carta non eccezionale certo) e dai costi relativamente contenuti,ora non ricordo bene ma non costarono troppo le due copie fatte per prova. Credo in sostanza che valga sempre di più avere dieci copie "belle" che una "bellissima" .
Inviato: 7/3 19:42
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Oh sì, un progetto lungo impegnativo e dispendioso. E il risultato è quella singola foto. Io, senza conoscere la storia che c’è dietro, la guardo e vedo due donne che si fanno ognuna i fatti propri in un appartamento discretamente disordinato con una vista dalla finestra che invoca un pesante tendaggio. Non mi piace, non mi dice nulla. Poi leggo la storia, torno a guardarla, ci vedo le stesse cose, niente che riesca a mettere in relazione alla storia del progetto, e ancora non mi piace, non mi dice nulla, esattamente come prima. Evidentemente non sono in grado di comprendere certa fotografia concettuale. PS: davanti a Mimic o Insomnia, tanto per citarne due, ci starei ore, ma qui… (l’avevo detto prima che non tutte la foto di Wall mi piacciono, non lapidatemi!) Citazione:
Ma quindi tu (“tu” in generale) guardando quella foto prima e dopo aver conosciuto la storia del progetto, ci vedi due immagini diverse? Prima un banale momento sui generis immortalato in un’immagine fotografica, e dopo “ben altro”?
Inviato: 7/3 21:28
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Re: progettare la fotografia |
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Personalmente le foto a doppia pagina non riesco a digerirle in nessuna salsa, non parliamo di quelle su pagine cucite che non possono essere aperte completamente, vero e proprio stupro e assassinio dell’immagine. E in questo modo le foto orizzontali avrebbero un’area doppia rispetto alle verticali, cosa che potrebbe suggerire un’importanza maggiore. Ho fatto stampare un paio di libri in formato circa 21x21 cm che contenevano, oltre al testo, delle foto sia verticali che orizzontali, una per pagina, tutte del medesimo formato, circa 13x18. Testo, preponderante, stampato da me su carta Bristol Avorio 140 fronte-retro, foto stampate sempre da me a pigmenti su carta fine art Hahnemühle Photo Matt Fibre 200. Rilegatura dei singoli fogli eseguita da una legatoria di fiducia con listatura dei fogli e cucitura a telaio (che permette di unire i due tipi di fogli di diversa grammatura, oltre all’apertura completa delle pagine), con elegante copertina rigida e titolo stampato. Risultato molto bello, molto elegante. Costo legatoria sui 35 euro a copia qualche anno fa. A mia discolpa per i consigli non richiesti, informo Mxa che ho guardato per intero il filmato con tutte le foto, e che lo riguarderò sempre per intero una seconda volta tra qualche giorno. Questo perché è un lavoro che mi interessa molto, vertendo la maggior parte dei miei progetti fotografici su città europee, in BN, senza persone, ecc. Poi scriverò qualche considerazione anch’io. Ma devo prima seminare i piselli che è tardissimo, e mettere giù cipolle e scalogni… (come potrebbe capire la fotografia concettuale uno che fa di queste cose? )
Inviato: 7/3 21:45
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Veramente io i miei libri 30x30 li sfoglio comodamente sul divano, proprio perché essendo rilegati a spirale posso girare le pagine fino sul retro. Hai un 30x30 in mano, più comodo di così... Non capisco poi perché sarebbe un "lavoro poco intimo". Personalmente poi detesto le foto a doppia pagina. Non si riesce mai a spianarle bene, né sui libri né sulle riviste. Fer
Inviato: 8/3 1:26
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No, no. Ho detto che chi non sapesse cosa c'è dietro non sospetterebbe che lavoro di costruzione è alla base dello scatto, non che conoscendo la storia giudica la foto in modo diverso. Semplicemente realizza l'impegno che ci ha messo. Poi quello che conta è il risultato finale e il giudizio di merito o meno puo' venire un po' influenzato dal sapere la genesi, ma non cambiare il modo di vedere l'immagine. Marco
Inviato: 8/3 1:29
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E' un'idea fantastica, tra l'altro anche molto originale, io almeno non avevo mai visto niente del genere in video (un PowerPoint... fisico! Fichissimo). Citazione:
Io veramente pensavo che anche le foto "oblique" fossero volute e mi chiedevo perché, ho anche cercato un filo conduttore ...ti possino...!!Venendo al resto, dopo una tua spiegazione sull'alternanza tra BN low-key e colore con tema naturale preponderante, ho meglio capito anche l'inserimento, appunto, di quelle foto a colori. Devo peraltro dire che mi davano effettivamente un senso di respiro, di ossigeno, anche prima di aver letto il tuo messaggio. Molto interessante. Sul lavoro nel suo complesso, posso formularti questo come complimento: dopo aver visto le tue foto, mi sono chiesto "ma io sono stato in vacanza a Berlino due volte, e che accidenti ho visto? Ci devo tornare!" Fer
Inviato: 8/3 1:52
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sono gusti personali e non discuto ma l'apertura delle pagine dipende da chi fa la rilegatura, nella collana che seguo si aprono perfettamente e non c'è errore di allineamento tra la parte destra e la sinistra.
Inviato: 8/3 9:55
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scusate ho inserito due volte per errore lo stesso messaggio ma non riesco a cancellarlo
Inviato: 8/3 9:57
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Grazie delle belle parole, molto apprezzate. Sotto un certo punto di vista il progetto è durato tredici anni, tanti sono gli anni che ho vissuto a Berlino Mitte. Berlino non è Parigi o Roma o Londra o Madrid: tutte capitali diversissime come bellezza ma tutte indubbiamente "belle". Berlino non è "bella", se la paragoni con le altre capitali sopra. Nei primi anni la sensazione vivendoci (parlo sempre di Mitte, altre zone altri discorsi) era di una immanenza della storia quasi soffocante. Esempio: passavo quasi tutti i giorni sopra/vicino al bunker di Hitler (segnalato da un piccolissimo cartello e non riportato nelle mappe turistiche per evitare pellegrinaggi). Se non sei un cerebroleso non puoi *non* pensare. Ma a poche centinaia di metri vedi/vedevi anche il Tiergarten nel centro della città con i conigli (e quindi le volpi) che andavano in giro per i prati e nuovi edifici che trasmettevano la gran voglia di ripartire. Lasciavi la porta di Brandeburgo, ti fermavi sul marciapiede al semaforo in attesa che venisse il verde e di fianco ti trovavi una volpe (successo a me) che anche lei aspettava il verde. il verde arrivava e lei attraversava. La volpe non si faceva i tuoi affari e tu - da bravo berlinese - non ti facevi gli affari della volpe. E poi parlavi con i vecchi che ti raccontavano la vita a Berlino per i primi *dieci* anni dopo la guerra, roba che le generazioni successive (la mia inclusa) non riescono neppure a relazionarsi. Quello che ha passato Berlino nel lungo dopoguerra è forse paragonabile solamente a quello che ha passato Tokyo, ed è anni luce da quello che abbiamo passato noi, pure nazione sconfitta. E non sto certo sminuendo con questo le *nostre* difficoltà, sia ben chiaro. Oggi Berlino Mitte è massicciamente gentrificata e assomiglia sempre di più ad una qualunque moderna metropoli occidentale. Se però cerchi .... trovi ancora, ma non è così immediato come poteva esserlo nel 2008, quando di edifici a Mitte con i muri crivellati di colpi ce ne erano tanti. Quello che non è cambiato e che può essere una interessante chiave di lettura della città è che Berlino storicamente si è sempre sentita un'isola. Questo non è cambiato e i Berlinesi sono tutt'ora molto attaccati al concetto di non facilitare troppo il poter arrivare a Berlino. Aiutati dal fatto che attorno a Berlino per tantissimi chilometri non c'è nulla. Non solo una volta c'era gente che per anni non andava via da Berlino, ma tantissimi a Mitte - quando parlavi di un altro quartiere - ti dicevano "non so cosa dirti, saranno dieci anni che non ci vado". In una città con un diametro di 45 chilometri non dovrebbe sorprendere.
Inviato: 8/3 11:22
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Fatto io. Marco
Inviato: 8/3 14:03
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Vero, anche io ci sono stato da turista. Vivere e abitare e' un'altra cosa. Spesso poi viverci non e' come crescerci addirittura. Comunque, penso siamo tutto d'accordo nel dire che il lavoro di Mxa verrebbe senza dubbio rifiutato da una guida turistica. Semplicemente perche' e' tutto fuorche' un portfolio da turisti, ma come detto cerca di raccontare il vissuto e l'anima della citta'. Che poi il lavoro piaccia o meno esula dal suo spirito. Marco
Inviato: 8/3 14:15
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Torno a dire una cosa sul portfolio di Mxa su Berlino. E' una valutazione che mi era venuta da subito ma, fino ad ora, non ho detto nulla perchè non vorrei passare per criticone. Sono rimasto in dubbio se esternare questa mia impressione o meno. Ho deciso di farlo perchè penso possa essere da impulso ed essere utile per capire come uno spettatore potrebbe accogliere il lavoro. Premetto che so bene che non si tratta sicuramente di un lavoro architettonico e questo è lampante perchè gli scatti puramente architettonici o con anche solo qualche elemento architettonico sono la minoranza. Tuttavia vi è indubbiamente una radice architettonica in alcuni scatti. Io, e probabilmente molti altri, ho notato una certa mancanza di rigore formale degli elementi architettonici in alcuni scatti. Ok che, come detto, non si tratta di un lavoro architettonico, tuttavia la loro presenza "risalta" nell'insieme e lo fà probabilmente con maggior vigore visto che essi compaiono frammisti ad altri generi di immagini. Per esempio già la seconda immagine, la facciata del caseggiato dà subito una sensazione di "non fatto con cura" per le finestre non in linea con i bordi del fotogramma, cosa che risalta a causa della facciata scolpita a rettangoli. E poi di seguito alcune viste con caseggiati non in asse. Sono elementi che secondo me saltano inevitabilmente all'occhio e rischiano di penalizzare un portfolio di indubbio interesse. spero che queste mie impressioni ti siano utili e non vengano interpretate come pedanteria gratuita. Marco
Inviato: 10/3 22:48
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Trattandosi di un lavoro che non vuole essere descrittivo nei confronti dell'architettura ma "interpretativo" e in qualche modo restituire una impressione data dalla luce nello spazio urbano ci sta che le foto non siano troppo rigorose, anzi credo sia una peculiarità. Non voglio scomodare Erich Mendelsohn per non elogiare troppo MXA ma un po' mi ha ricordato il lavoro americano dell'architetto tedesco fatto esattamente cent'anni fa. Effettivamente la seconda foto promette una precisione che non mantiene (la leggera inclinazione verso l'alto, direi o di più o in bolla...ma si fa per criticare). Credo però che il troppo rigore penalizzerebbe il racconto rendendolo forse un po'noioso, e lo dice uno che se c'è un pelo fuori posto rifà la foto! Se devo fare una critica invece trovo "fastidiosa" la mancanza della base di alcuni edifici ad esempio al minuto 4.03 ed alcune altre ma questo credo sia una riminescenza degli studi fatti che mi ripetevano l'importanza dell'attacco a terra dell'architettura, credo sia davvero importante e non taglio mai i piedi alle case. Altro suggerimento non richiesto, metterei un numero di fianco alle foto in sequenza perchè diventa più facile dire a quale foto ci si riferisce commentando...
Inviato: 11/3 8:53
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Ritornando su questo tema del progettare la fotografia. Questa mattina cercando altro mi è capitato in mano un libretto a cui fui invitato,nel 2020 all'epoca covid insieme a tanti artisti e fotografi, si chiama Quarantene(forse per quello avevo rimosso). Ecco per questo libretto, dato che non si poteva uscire, progettai e realizzai una foto fatta in casa che sta in piedi anche da sola. Di seguito la fotografia di cui parlo.
Inviato: 11/3 10:21
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Oscar, certamente non è un lavoro architettonico. Questo l’ho voluto ben specificare nel mio precedente intervento, e come tale non deve sottostare a certi dettami e ci mancherebbe. Io stesso ho spesso avuto incazzature per giudizi troppo pignoli e formali sulla precisione geometrica in scatti dove questa non aveva il minimo peso. Tuttavia, e lo dico da non architetto ma da semplice spettatore, talune imprecisioni saltano subito all’occhio e danno un senso di anomalia. Il fatto che io non sia un addetto ai lavori, per esempio, non mi ha fatto notare le esclusioni della base di alcuni edifici. Invece le linee cadenti le ho percepite immediatamente. Questo forse dimostra come le mie non siano fissazioni di rigore ma semplicemente elementi che balzano all’occhio anche ad un ignorante di fotografia architettonica. Vorrei ripetere, salvo equivoci o misunderstanding, che la mia non vuole essere una stroncatura del lavoro di Mxa (che ho prima elogiato) ma semplicemente un piccolo appunto che spero possa valutare per poi, a suo giudizio, tenerne conto o meno.
Marco
Inviato: 11/3 10:53
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Non so come ringraziarvi per tutti questi suggerimenti e consigli. Intendo prenderli in carico uno per uno quando - fra non molto - riprenderò in mano il progetto e deciderò come portarlo a conclusione.
Se mi metto in mostra metto in conto di ricevere critiche, anche toste. Quindi non preoccupatevi - andateci pure giù pesante e fate a meno di aggiungere frasi che vogliano ammorbidire la cosa. Siamo nello stesso forum da duecento trenta anni ... so chi siete. Quindi picchiate pure senza chiedere scusa.Devo però precisare - per evitare malintesi - che questi vostri preziosissimi consigli non possono in alcun modo configurare un vostro contributo determinante alla qualità del progetto: nel caso il progetto vincesse un importante premio in denaro la vostra richiesta di riconoscimento non potrà superare una birra e una pizza. A testa.
Inviato: 11/3 18:18
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