Utente: Ospite
Cerca nel sito
Login
Nome utente:

Password:

Ricordami



Password persa?

Registrati ora!

   Tutti i post (VRicciardi)


(1) 2 3 4 ... 22 »


Re: riparazione sinar P

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Visto, quel tipo di cremagliera può sicuramente rifarla Presta. La rifarà sicuramente in ottone, penso, salvo richieste diverse.

Inviato: 16/4 19:16
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Cosa fare delle mie foto

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Vorrei fornire solo un "alert" che forse può essere utile, a prescindere dalla qualità di immagine dei vari modelli.
Televisori, lavatrici e lavastoviglie sono ormai SEMPRE dotati di obsolescenza programmata: una sorta di clock interno che viene attivato dalla connessione alla rete elettrica, acceso o spento che sia dal punto di vista operativo. Basta che nei televisori sia acceso il leddino rosso che ci dice che l'apparecchio è pronto a ricevere gli "ordini" del telecomando (compreso accendersi).
Per un oggetto che non nasca come monitor professionale per fiere, stand etc sono a non molto tempo fa il limite era di circa sette anni totali di connessione alla rete elettrica.
Adesso temo di meno, perché all'atto dell'acquisto non si possono richiedere estensioni di garanzia (=in pratica una polizza assicurativa dedicata) più lunghe di sei anni nei casi più conservativi.
Un utilizzo 24/7 secondo me accorcerebbe molto la vita dell'oggetto, va considerato anche questo e perciò almeno dovrebbe essere collegato a una presa di corrente sotto vicino interruttore BIPOLARE (che apre realmente il circuito).

Io l'ho fatto con le prese dell'ultima lavatrice e dell'ultima lavastoviglie a casa, e, miracolo, non si rompono più per misteriosa failure della centralina come, vedi caso, TUTTE le ultime precedenti. La lavastoviglie ha sette anni e mezzo, la lavatrice ormai quattordici e vanno come nuove.

PS. Dell'esistenza del clock che scala il tempo verso l'autodistruzione" dell'hw mi è stata data conferma da due tecnici, che non han trovato altra soluzione della disconnessione totale dalla rete (equivalente a togliere la spina) per contenere il problema.

Inviato: 16/4 14:47
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Cosa fare delle mie foto

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
" Ho deciso di comprare un televisore OLED, attaccarlo a un Mac Mini, appenderlo al muro e far girare durante il giorno una serie di queste foto. Metti una ogni 20 minuti. Magari le organizzo per temi, magari no. Magari faccio il "mese del Giappone", magari no. Vedrò."

Non solo non ci trovo nulla di strano, ma è una cosa anche abbastanza diffusa - il più delle volte declinata per temi - in mostre anche importanti. Nel tuo caso hai anche la libertà di oltretutto selezionare sia durata di proiezione della singola immagine, che decidere di collazionarle per temi o per le affinità che ritieni.

In fin dei conti, non è quel che si fa nelle proiezioni di dia? Tu stai pensando a una diaproiezione, concettualmente. Senza polvere, assestamenti ell'emulsione dovuti al calore, o decadimento delle dia legato alla forte prolungata illuminazione...

Un caso divertente è recentissimo: al MIA Fair (Fiera internazionale d'arte fotografica) 2026 Roberto Tomesani, fondatore e coordinatore di Tau Visual (la sola associazzione professionale alla quale abbi avuto voglia di iscrivermi, nel l'ormai lontano 2003) ha inviato una mail a tutti i soci chiedendo di inviare via mail un'immagine in formato digitale di natura creativa, libera, di qualsiasi genere che esulasse da ciò che viene prodotto nell'ambito della professione retribuita. E che, possibilmente, non ne ricordasse gli stilemi tecnici e compositivi. Sono arrivate pare molte centinaia di foto, davvero tante... ne han selezionate 93 e montato affidandosi per equità alla casualità dell'ordine alfabetico per cognome.
https://www.youtube.com/watch?v=TYu0MEXTrTk
l'effetto lo trovo gradevole; a seconda di quanto il tuo stato d'animo (o il valore percepito delle immagini) te lo suggerisca, puoi con Youtube selezionare la velocità fra 0,5 e 2x senza soluzione di continuità. Ovviamente se ti allontani più di un 5-10% dalla velocità nominale la base sonora meglio silenziarla.

Inviato: 13/4 19:27
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: riparazione sinar P

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Ecco qui: proverei a contattare

Laboratorio Fotografico Ligure di Sandro Presta
Via Poggio degli Ulivi, 20
16040 San Colombano Certenoli (GE)

sandro.presta@alice.it

poi vi scambierete i numeri di telefono (di solito chiede di scrivere messaggi WhatsApp invece di chiamare, salvo appuntamento se no comprensibilmente non campa più).

Inviato: 13/4 15:16
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Macchie tonde su negativa.

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Senza assolutamente la presunzione di poterti dare una risposta certa, ma da quel che descrivi se l'altro rullo è tutto ok la "contaminazione" tua è molto verosimile.

La saliva contiene anche glicoproteine oltre a vari elettroliti (fra cui sodio, cloruri, potassio...), un colpetto di tosse capisco possa sembrare assurdo ma è un eccellente veicolo di microgocce di aerosol che una volta depositatasi sull'emulsione la bagnano localmente (la forma tonda ma non perfettamente simmetrica non è da bolle...), e chimicamente qualche azione l'hanno.
Del resto, è per contenere l'aerosol che in sala operatoria si usano mascherine... se no il paziente riceverebbe "nella zona aperta" ogni batterio o virus del microbiota orale... in definitiva durante la pandemia usavamo le mascherine per tentare di non scambiarci aerosol.

Sì, è assurdo (oltretutto la foto che hai postato era molto curata... ) ma ci sta tutto.

Inviato: 13/4 11:09
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: riparazione sinar P

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Ma figurati, che stai a dì... era già corretto e comprensibilissimo, ho solo esplicitato un po' la natura del problema - che avevi con ogni evidenza ben capito da solo - in modo che il post potesse un domani essere utile anche a uno che avesse un sintomo in qualche modo comparabile, non necessariamente su una Sinar o altro banco (es. in un soffietto per macro, o col maledetto soffietto incorporato nella Rolleiflex SL66 e successive). Essendo un forum, col tempo gli utenti cambiano, i post restano...

Inviato: 12/4 11:24
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: riparazione sinar P

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Buongiorno,

da quel che descrivi sembrerebbe che dove ti si presenta il problema ci sia - immagino coperta da un carter se no l'origine del difetto l'avresti vista oltre che constatata - una cremagliera lineare su cui impegna un pignone solidale alla manopola.

Ciò che racconti fa pensare a uno, o anche due denti affiancati, di questa cremagliera che si son sgranati. Superi il punto critico e rifunziona (prima, e dopo quel punto)... tutto torna. Se la cremagliera è metallica potrebbe essere stato causato da una forzatura (tentativo di spostare la standarta con blocco inserito) o un urto non notato; se è in materiale sintetico, nylon, teflon o simili può avvenire anche "da solo" per depolimerizzazione col tempo, che fa cedere il materiale sotto un carico del tutto normale... in condizioni in cui sino ad allora aveva sempre funzionato regolarmente.

C'è un "vero fotoriparatore" che a naso è adattissimo a risolvere il problema in assenza di ricambi, replicando a tornio e fresa parti meccaniche da sostituire, ora gli scrivo educatamente due righe via WhatsApp per sapere se nulla osta a postarne i riferimenti qui.

E' un vero specialista di otturatori centrali Synchro Compur, Compur Rapid, Copal, Seiko e Seikosha, in generale tutte le fotocamere meccaniche di medio formato sia reflex che folding, Hasselblad, Rolleiflex e Rolleicord, Pentax 6x7, otturatori per grande formato - di massima non interviene sulle 35 mm con eccezioni prevalentemente legate a Retina e Contarex.

Inviato: 12/4 8:52

Modificato da VRicciardi su 12/4/2026 9:36:03
Modificato da VRicciardi su 12/4/2026 9:36:59
Modificato da VRicciardi su 12/4/2026 9:39:29
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: progettare la fotografia

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Citazione:
pamar5 ha scritto:
Non hai torto, sempre però riferendoti al tuo ambito. C'è in fondo una differenza fondamentale fra me e te. Tu lavori in ambito fotografico (spero di non sbagliarmi), io no.

Non sbagli, ormai ridendo e scherzando dal primo lavoro pagato son passati... mamma mia, 48 anni (ero veramente un ragazzino). Ultrasinteticamente: sono un fotografo di massima di cose, non di persone. La mia nicchia si è col tempo incentrata su Arte (quella si traduce sopratutto in lavoro di studio in luce artificiale), Archeologia, Architettura. Ma non è quello il punto.

Citazione:
pamar5 ha scritto:
i momenti solo fotografici e quelli dove ho una macchina con me per ogni evenienza ma di base non faccio un'uscita incentrata solo sulla fotografia li considero bene distinti. Se sto lavorando ad un progetto in fieri, l'uscita per continuarlo sarà solo ed esclusivamente dedicata a quello. Se invece fotografo in concomitanza con altri tipi di uscita, gita, passatempo, solitamente non ci penso proprio a lavorare ad un portfolio. Nascono in tali occasioni quelle foto che ho definito occasionali e che a volte diventano l'avvio di un portfolio tematico.

Ma certamente, però se ci pensi siccome stiamo parlando di creatività
1) puoi decidere di "uscire per portare avanti il tema che in questa fase ti sta stimolando" (forse così è più estensivo di "progetto", il progetto sospetto che in molti casi nasca strada facendo)
2) ma non è assolutamente scontato e garantito che se hai in mente un tema, un filo conduttore, un'idea generale gli scatti migliori sortiscano necessariamente da uscite deliberatamente programmate.

Citazione:
pamar5 ha scritto:
riguardo la differenza fra professionisti e dilettanti. (...) Non è che un professionista, mentre lavora puo' fare i cavoli suoi e scattare a quello che vuole

A consuntivo... ni. La differenza fra un professionista e un dilettante non è la qualità delle immagini né la preparazione tecnica. Il professionista della fotografia deve poter consegnare delle immagini che soddisfano un'esigenza. Ossia garantire il risultato, come attese del committente e come ripetibilità della qualità del lavoro durante il suo sviluppo. Qualità che deve raggiungere uno standard che è parte dell'aspettativa del cliente. Se poi la superi di slancio, ciò (di cui sei ovviamente consapevole) sei individualmente gratificato, ma non è detto che ciò sia sempre realmente apprezzato perchè quell' "overkilling" di qualità (tecnica e compositiva) magari non produce un ritorno godibile davvero al committente.

Per dire: se dovessi realizzare scatti di confezioni di detersivi per un uso pubblicitario su rotocalchi popolari (quelli con un bel retinone manco piccolo, mica Oasis con la sua stampa a 7 colori...) e invece che con una - se parliamo di digitale - buona normale APS-C li realizzi con la full-frame Pentax K1 lavorando a 100 ISO e utilizzando pure il pixel shifting per eliminare gli effetti sulla risolvenza della matrice di Bayer, puoi seriamente aspettarti che la cosa (a parte i .tiff da portare con la carriola ), possa seriamente essere apprezzata?
Ma se devi fornire lo scatto da cui stampare a 360 dpi il manifesto ufficiale 100x140 della Biennale di Venezia o di una mostra sulle incisioni di Dürer, allora sì che quel metodo di lavoro è diverso...il feedback arriverà al committente dalla tipografia la prima volta che si sentono...

Se dovessi tagliare il discorso

Con tante eccezioni, per carità, ma le immagini (secondo il mio standard) più "belle" che in giro nella vita ho visto raramente erano estratte da un lavoro retribuito, ma il più delle volte fotoamatoriali.
Escluso il reportage in contesti da WPP, e il settore che di solito chiamiamo fotografia di moda (o diciamo meglio la fotografia di soggetti umani che posano, come modelle professioniste) nonché ovviamente lo still-life nel senso più lato. Perché sono settori (per restare agli esempi che mi son venuti in mente) in cui o da fotoamatore è difficile uno possa affrontare viaggi magari intercontinentali, ed ottenere visti e permessi di accesso a zone difficili di norma ottenibili solo da giornalisti; o non ha la disponibilità di ingaggiare modelle/i professioniste/i, che non sono semplicemente "belle ragazze/i che fanno quel lavoro monetizzando la loro giovinezza che gli ha regalato un aspetto snello e avvenente/aitante, ma persone che hanno in mano un vero mestiere e sanno facilitare per esperienza e formazione il mestiere del fotografo (alla bella fidanzatina meglio fare splendidi ritratti che non provare a improvvisarla mannequin); o perché non possono, non potendola ammortizzare col lavoro, un'attrezzatura di illuminazione veramente adeguata e versatile, e inoltre la ripetizione insegna ad evitare tanti tanti tanti piccoli errori ed ingenuità che difficilmente puoi aspettarti di trovare su testi di divulgazione o formazione.

E circa l'ultima affermazione... dipende: un professionista che, che ne so, sta illustrando un libro sulle tracce architettoniche nei secoli della presenza ebraica in una regione, e per far questo la gira quasi ovunque in auto con sul sedile la bozza semidefinitiva del testo... e cerca luoghi, edifici, scorci ed opere d'arte connesse, se mentre lo fa (perlustrando paesi borghi e frazioni) a margine gli capitano un certo numero di piccole fontane e fontanelle non monumentali - e sta portando avanti nel suo archivio un progetto sul tema, magari all'origine stimolato come idea dai "nasoni" di Roma - nessuno gli impedisce di farsi un numero ovviamente contenuto di scatti "extra-committenza".
Non timbra un cartellino... specie se lavora da solo e non deve retribuire la giornata a un assistente può attaccare prima e invece di pranzare in una trattoriola portarsi un buon panino e utilizzare il tempo in più per scattare anche ciò che vuole per sé.

Professionalità (ed etica verso il committente, che so diciamo nel caso d'esempio un editore specializzato) vuole ovviamente che privilegi i momenti, per quanto attiene qualità e orientamento della luce naturale, funzionali ad ottenere il miglior risultato sui soggetti oggetto del lavoro.

Inviato: 4/3 10:52

Modificato da VRicciardi su 4/3/2026 11:09:20
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Leitzphone

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
...scusate, una "frittata semplice" la posso vendere a diciamo cinque euro, cinque euro e cinquanta... una "omelette nature" a un po' di più, o no ???

Inviato: 3/3 14:05
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: progettare la fotografia

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
[cit.] (...) nascere l’idea di sviluppare un portfolio a partire da una singola fotografia. Una fotografia fatta NON per un portfolio, quelle foto fatte in occasioni non creative ma per “svago” (passatemi il termine). Raramente, ma succede, la tale fotografia “casuale” diventa il seme per la successiva creazione di un lavoro. Magari alla fine non rientrerà nel portfolio ma ha la funzione di fare nascere e sviluppare tutto. (...)

Mi riconosco molto in queste righe. Solo non distinguerei l'occasione più espressamente e intenzionalmente "creativa" dall'immagine realizzata in un momento di "svago"... riesco solo a distinguere, nella vita, immagini realizzate per lavoro, in vista del soddisfacimento dei desiderata di una committenza (sia pure con la libertà espressiva ed esecutiva che mi son conquistato) ed immagini per diletto.

Non è che una volta uno esce due tre giorni con la famiglia e siccome passerà per Monteriggioni o per le "crete senesi" che sono posti stimolanti si porta la borsa con un po' di roba, e un'altra volta esce convinto e determinato con l'attrezzatura ed in mente "oggi vado nel posto X e faccio foto artistiche e creative".

Lo saprà quando torna a casa, se è successo o no.

Inviato: 21/2 12:47
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Parigi 1978 (foto 09)

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Immagine complessivamente molto ben colta.
L'attempato cameriere emana, e suscita, empatia.

Avrebbe, certo, ragionando in astratto, guadagnato non poco da una minore profondità di campo che facesse intervenire prima il fuori fuoco rispetto al soggetto, evidenziandolo di più (come con una focale moderatamente più lunga a diaframma abbastanza aperto); ciò avrebbe permesso, separando maggiormente i piani, ad altri soggetti di distrarre meno.

ma questo è un genere in cui vale come al solito, cosa che in realtà nessuno in questo forum ha mai voluto negare, il principio "Fai quello che puoi, con quello che hai, nel posto in cui sei" (Theodore Roosevelt)

Inviato: 20/2 9:22
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Parigi 1978 (foto 05)

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Non è acquiescenza.
Tu posta belle foto, e puoi aspettarti questo da me.

Inviato: 17/2 21:29
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Parigi 1978 (foto 05)

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Tot capita, tot sententiae...

A me invece questo scatto, insieme a quello con la signora anziana (scura) in mezzo ai marinai lindi e pinti tutti bianchi, sembra quello fotograficamente più riuscito, pensa un po'...

Su non meno di quattro piani diversi altrettante persone agiscono in modo indipendente, indifferenti l'uno all'altro; il ragazzo spinge il carretto, una donna pare stia per aprire (o forse chiudere ordinatamente da come lo tiene?) un ombrello, l'uomo con la sigaretta in bocca sta trafficando con la tenda, e un'altra donna forse sta gettando un'occhiata alla merce per valutarne i prezzi, o forse no, non lo sappiamo. Una scena di vita reale, normale e genuina. Ciò che è mosso lo è perché in moto, agisce, imperfezione di vita che contrasta con la scritta nitida e rigorosa sulla tenda.

Certo, magari sarebbe stato ancora meglio se il muso del camion fosse entrato meno nel campo senza quindi arrivare ad iniziare a coprire la ruota del carretto (forse però in movimento? Era possibile ottenerlo?), ma "funziona" benissimo lo stesso... colta al volo, poca teoria e un bel colpo d'occhio.

Inviato: 17/2 20:19
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Commenti a fotografie

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Ovviamente, le mie sono considerazioni meditate e convinte, ma di ordine del tutto generale sull'argomento da te aperto; nel caso specifico delle immagini che in futuro dovessi postare tu, non ho una sola ragione al mondo per non rispettare il tuo desiderio, non ne trarrei gratificazione alcuna.

Inviato: 17/2 12:04
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Londra. Una scena fotografata 100000 volte

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Forse guadagnerebbe da una discreta dose di desaturazione locale (immagino che si possa fare): la cosa che "aggredisce" è la "sfiammata" di luce ai vapori di sodio disperatamente gialla e sovrassatura alla base del campanile, che è aliena al contesto (non per colpa tua).

Se provo a guardare la foto a monitor, e col pollice copro la base del campanile, eco che da Gardaland mi riavvicino a Londra. E' quell'illuminazione scenica che uccide l'atmosfera. Non credo che sia "sleale" fare una correzione locale a quel che, pure, la fotocamera ha registrato.

Inviato: 17/2 10:54
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Commenti a fotografie

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Un commento non è un pulpito dal quale un'autonominatasi maestrina si arroga col mignolino alzato il diritto di mettere il voto al compitino, ma solo un feedback di ciò che un'immagine - non solo il contenuto e l'intento, ma anche il modo e le scelte operative - stimola in, qui, altre persone che fotografano.

Taglio, prospettiva, inquadratura più stretta o più ampia, scelta della focale, gestione dei toni, fanno anch'essi parte del linguaggio, con cui ciascuno di noi cerca di dar forma visiva a uno spunto nato nella sua mente, il più delle volte dall'osservazione del reale. L'autore sente di "aver qualcosa da dire", o di "aver notato nel mondo qualcosa che gli stimola il desiderio di condividere quell'impressione", ed usa uno strumento (la macchina fotografica invece che il pennello o la penna) per "rendere l'idea".

Le scelte operative fan parte del linguaggio che usa, come è un fatto - purtroppo - che uno che conosca più profondamente una lingua e tutte le sue sfumature, come Shakespeare o Georges Simenon o Carlo Emilio Gadda, ha a disposizione una gamma maggiore di aggettivi e di termini specifici per creare immagini mentali precise e suscitare nel lettore la stessa identica sensazione che ha provato lui di fronte a un'immagine un evento, una storia... di quanto non saprei fare io.

Non siamo un campione di consumatori di cui si vuol testare solo l'immediata reazione di pancia a un breve spot pubblicitario - e interessa solo quanto funzioni, e si selezionano fra i commenti solo quelli che non citano il fatto che magari sia lo spot che reclamizza una merendina piena di grassi idrogenati e zuccheri che fa male ai bambini. Siamo tutte persone che, per hobby, per lavoro, o tutt'e due, bene o male fotografano.

E, delle due, penso si debba essere MOLTO più prudenti nei confronti di un assoluto neofita, che da una stroncatura, magari "tecnicamente" in quell'occasione meritatissima, può trarre una demotivazione - il che non è certo rendergli un gran servigio. MOLTO meno verso un esperto, proprio in quanto tale.

Da chi "fotografa da una vita" mi aspetto una consapevolezza di sé e delle proprie capacità che gli impedisca di sentirsi toccato se qualcuno nota qualcosa di migliorabile nel COME ha fatto una foto. Perché tanto per cominciare, se lo nota, deve anzitutto aver notato la foto, il che vuol dire che la ritiene interessante (si dice "degna di nota" per un motivo). Penso che chi veda, qui, una foto completamente priva di interesse (categoria "ma che ha premuto il pulsante di scatto a fare...?") si limiti a non commentarla.

Esistono dei limiti rigorosi e doverosi di educazione, rispetto, buon garbo formale e sostanziale, anche nell'ipotesi che chi vede una foto specifica in quel caso non l'abbia apprezzata del tutto per qualche motivo. Che non vanno valicati per principio. (l'eccezione scherzosa occasionalmente ci sta, basta che chi scrive sappia tenere un tono che tiene ben distinta la singola immagine dal fotografo).

Per il resto, non è che il ristoratore può risentirsi se in una recensione un visitatore invece di concentrarsi solo sul comprendere a fondo l'intento di ricerca di sapori tradizionali e fragranze di spezie antiche dello chef... nota educatamente anche che i tortellini in brodo sono arrivati in un piatto troppo basso per riuscire a mangiarli facilmente senza rischiare di sbrodolare la tovaglia. Magari dopo averlo riempito di complimenti per il sapore, la qualità delle materie prime e il servizio.
Non è il ristoratore che può decidere su cosa verterà la recensione del visitatore.

Altrimenti "pubblicare" qualsiasi cosa diventa una operazione del tutto autoreferenziale. Da giornalista, posso fare un parallelo: se a un politico in conferenza stampa dopo una domanda scappa un apparentemente cordiale "la ringrazio per questa domanda, che mi dà l'occasione di...", vuol dire che il giornalista NON ha fatto il giornalista, ma il fiancheggiatore, più o meno consapevole, dell'apparato di propaganda del politico.

Negli USA, Trump ha preso l'abitudine di insultare, irridere i/le giornalsti/e che gli facciano domande - o controsservazioni alle sue risposte - che non gradisce, e successivamente da' ordine al suo staff di negargli il pass stampa per la prossima occasione pubblica. Sono molto più che semplicemente certo (molto più che certo, a priori) che costui non sia il tuo modello di riferimento.

Si dice "ama il prossimo tuo".
Be', per me un corollario dovrebbe essere "NB / il tuo prossimo non te lo scegli".

Inviato: 17/2 9:57
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Scorci Londinesi

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Buona la seconda, col contrasto fra la struttura molto tradizionale della struttura a traliccio che sostiene la copertura e l'insegna moderna (le luci al neon appese sulla destra si notano meno).

Inviato: 16/2 20:39
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Parigi 1978 (foto 03)

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Ottimo scatto,

guadagnerebbe da un po' di postproduzione della scansione per tirar fuori qualcosa di più dalle ombre, son scuro che nell'originale si vede meglio

Inviato: 16/2 20:36
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Parigi 1978 (foto 4)

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
gradevole, molto "vera",

il campo inquadrato però per me sarebbe stato ideale fosse stato o proprio frontale (normale alla facciata), oppure ancora un poco più angolato, magari utilizzando una focale appena più corta in modo da dargli un poco più prospettiva.

PS/ da noi "Dersu Uzala - il piccolo uomo delle grandi pianure" è un film immenso, la cosa più profonda e poetica di Kurosawa, mi fece venire i brividi lungo la schiena. Ha un posto sicuro fra i primi quindici film che più mi han lasciato un'impressione durevole.
"non si butta nel camino il cibo avanzato... si mette fuori... di notte viene la tigre e mangia, viene il lupo e mangia... "

Inviato: 16/2 20:34
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Londra. Una scena fotografata 100000 volte

Iscritto il:
10/1/2010 10:42
Da Roma
Messaggi: 422
Offline
Il bianco e nero ha un suo perché, come composizione, toni, dettaglio, cielo, contrasto fra la stolida simmetrica rigida rassicurante massa del campanile e agilità ardita del traliccio della gru. E' anche postprodotto piuttosto bene (forse sembrerebbe essere stata usata un filo di maschera di contrasto che rende l'effetto del dettaglio "un pochino troppo digitale").
Il colore invece - rigorosamente IMHO - proprio 'un se po' guardà (composizione con simmetria centrale non giustificata da alcunché, taglio, tonalità cromatiche, saturazione, contrasto, tutto... vado a mangiarmi un Pocket Coffee per dimenticarlo)

Inviato: 16/2 20:23
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Valerio, lib. tratto da Groucho Marx)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci



 Inizio
(1) 2 3 4 ... 22 »




Partners





Mercatino
Al momento non ci sono annunci.
Utenti Online
66 utente(i) online
(59 utente(i) in Forum)Iscritti: 0
Ospiti: 66
altro...
Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768 px o superiore
     
Privacy Policy