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Re: Creatività e intelligenza artificiale

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FabioBi ha scritto:
.....
Alla lettura della prima parte del tuo post la prima reazione di molti di noi deve essere stata circa: “Marco, ma che te sei fumato sta volta ...?”.

Invece l’automa, senza le briglie di consolidati schemi mentali, si è messo serenamente a lavoro fornendoti il suo completissimo punto di vista e dimostrando anche un certo rispetto nei confronti delle tue capacità artistiche quando ti lascia la delega per “trovare modi creativi e visivamente accattivanti”.

.....

Fabio


Ecco un lato dell'AI che non avevo considerato, e ti ringrazio per averlo notato. Ho smesso di fumare 30 anni fa e dato che viaggiavo a botte di 30 sigarette al giorno, no, non mi sono lanciato nel fumo di altri vegetali ma ho smesso proprio tutto

La capacità di non farsi intrappolare in schemi mentali precostituiti è un aspetto che avevo appunto trascurato. Chiaramente esiste anche il rovescio della medaglia (ho l'impressione che la AI sia tutto un dritto e rovescio di medaglie ...) che è - in situazioni diverse - una glaciale mancanza di empatia.


Inviato: 19/4/2024 19:18
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Re: Creatività e intelligenza artificiale

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C'è un post-scritto che rende la cosa ancora più sorprendente, almeno per me: la mia domanda è stata scritta in inglese e la sua risposta è stata in inglese. La traduzione in italiano l'ha fatta Google Translate e io non ho fatto *nessun* cambiamento al testo. Neanche uno. Non meno di sei mesi fa in qualunque traduzione italiano-inglese o inglese-italiano fatta da Google dovevo fare qualche intervento manuale. Pochi, ma certo non zero!

Dario Amodei - il papà di Claude 3 - sostiene che la crescita in termini di "intelligenza" sarà esponenziale (non tutti la pensano come lui, ma lui è anche noto come persona pacata e poco "elonmuskiana", quindi ....) e che oggi siamo più o meno adagiati sul gomito, con la fortissima accelerazione davanti a noi nei prossimi due-dicasi-due anni.

Claude non genera immagini al momento ma ci sono almeno un quattro-cinque sistemi che lo fanno già perchè sono dedicati solo a questo ma sono chiusi (solo per invito) o in beta al momento quindi non ci siamo ancora. E alcuni fanno già differenza - l'ho visto nel preview dell'interfaccia utente - tra la generazione di "immagini" e quella di "fotografie".

Inviato: 19/4/2024 17:35
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Re: Creatività e intelligenza artificiale

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Se la tua interpretazione del termine "fotografare" è che sia possibile solo di soggetti fisici e materiali allora "fotografare un algoritmo" è chiaramente un non senso. Così come "fotografare la felicità", "fotografare la violenza", "fotografare l'umidità" etc.

Se invece - come faccio io - interpreti il fotografare come applicabile anche a l'immateriale, "fotografare un algoritmo" è semplicemente "catturare l'essenza di un algoritmo tramite il linguaggio fotografico". Avrei potuto farlo con un linguaggio testuale, matematico, o numerico.

Non vorrei che questo thread - messo per far vedere nel bene o nel male quello che l'intelligenza artificiale di buon livello può fare oggi - venisse dirottato in una discussione di tutt'altro genere come appunto l'argomento trattato qui.

La scelta di un tema così astruso è stata voluta, proprio per stressare il software di AI e vedere che diavolo tirava fuori. Penso che stimolarlo con "Vorrei fotografare dei gattini, hai dei suggerimenti?" sarebbe stato molto meno interessante.


Inviato: 19/4/2024 10:55
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Creatività e intelligenza artificiale

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Qualche anno feci la seguente considerazione: si fanno tantissimi ritratti a personaggi importanti, le cui decisioni influenzano anche pesantemente le nostre vite, ma non si fanno ritratti ad algoritmi che hanno un peso sulla nostra esistenza quotidiana a volte ancora maggiore.

Ho selezionato un algoritmo che so essere centrale sul funzionamento di alcune applicazioni che usiamo tutti i giorni e mi sono chiesto come poterlo fotografare. La domanda successiva è stata - ovviamente: ma cosa vuol dire fotografare un algoritmo?

La mia risposta è stata che l’identità di un algoritmo è quello che produce quando applicato ad un set di dati in ingresso. E dato che il linguaggio qui è quello delle immagini ho preso delle immagini di soggetti riconoscibili in modo universale, ho elaborato queste immagini attraverso questo algoritmo, l’elaborazione ha a sua volta creato delle nuove immagini … e queste sono i ritratti dell’algoritmo e l’output del progetto.

I soggetti universali furono frutta e verdura, per cui ho fotografato banane, broccoli, mele, cavoli, etc, ho passato le immagini attraverso l’algoritmo e le immagini generate sono state le “foto” del mio progetto, quelle insomma che io considero siano i “ritratti” dell’algoritmo.

Questa lunga premessa è necessaria per presentare il tema di questo post. Un paio di giorni fa ho usato Claude 3 - uno dei motori di AI più potenti disponibili al pubblico - e mi è tornato in mente questo vecchio progetto. Ho chiesto quindi a Claude 3 di aiutarmi nel progetto facendogli la domanda sotto. A questa segue la sua risposta. Ricordo solo che Claude 3 non genera al momento immagini, quindi non potevo chiedergli di generare immagini sulla base del tema del progetto.

Ho pensato che all’interno di una discussione su intelligenza artificiale e creatività il risultato potesse essere interessante.
____________________________________


Vorrei fotografare un algoritmo per un progetto fotografico che ho in mente. Hai dei suggerimenti?

Catturare l'essenza di un algoritmo attraverso la fotografia può essere un progetto concettuale affascinante. Ecco alcuni suggerimenti su come affrontare questa situazione:

1 Visualizza l'algoritmo:
- Un approccio è provare a rappresentare visivamente il processo passo dopo passo di un algoritmo. Ciò potrebbe comportare la creazione di diagrammi, diagrammi di flusso o altre astrazioni visive che illustrano la logica e la struttura dell'algoritmo.
- Potresti fotografare queste rappresentazioni visive in uno stile pulito e minimalista per enfatizzare la natura sistematica e meccanica dell'algoritmo.

2 Fotografare l'Input/Output:
- Invece di descrivere l'algoritmo stesso, potresti concentrarti sulla fotografia degli input e degli output di un algoritmo. Ciò potrebbe comportare l’acquisizione dei dati o delle informazioni che entrano nell’algoritmo, nonché dei risultati o delle decisioni che produce.
- Ad esempio, potresti fotografare i vari punti dati che vengono inseriti in un algoritmo di apprendimento automatico e poi giustapporli con l'output o le previsioni dell'algoritmo.

3 Cattura la manifestazione fisica:
- Se l'algoritmo è implementato in un dispositivo o sistema fisico, è possibile fotografare l'hardware e i componenti che compongono l'algoritmo.
- Ciò potrebbe includere riprese ravvicinate di circuiti stampati, microprocessori, sensori o altri elementi tecnici che sono parte integrante del funzionamento dell'algoritmo.
- L'obiettivo sarebbe quello di rivelare il funzionamento interno e la materialità dell'algoritmo, piuttosto che solo la sua natura astratta e digitale.

4 Esplora gli effetti algoritmici:
- Invece di concentrarti sull'algoritmo stesso, potresti fotografare l'impatto o le conseguenze nel mondo reale delle decisioni o dei risultati di un algoritmo.
- Ciò potrebbe comportare l'acquisizione dei modi in cui gli algoritmi influenzano il comportamento umano, il processo decisionale o l'ambiente.
- Ad esempio, potresti fotografare i risultati di un algoritmo di riconoscimento facciale utilizzato in uno spazio pubblico o gli effetti di un sistema di trading algoritmico sui mercati finanziari.

5 Esperimenti con l'arte generativa:
- Se possiedi le competenze tecniche, potresti esplorare l'uso di algoritmi per generare o influenzare la creazione di immagini fotografiche.
- Ciò potrebbe comportare la scrittura di codice personalizzato per manipolare o trasformare immagini esistenti o l'utilizzo di modelli di apprendimento automatico per generare composizioni fotografiche completamente nuove.
- Le immagini risultanti potrebbero poi essere fotografate e presentate come parte del progetto, evidenziando l'interazione tra creatività umana e processi algoritmici.


Indipendentemente dall’approccio specifico, la chiave è trovare modi creativi e visivamente accattivanti per catturare l’essenza, la funzione e l’impatto degli algoritmi attraverso il mezzo della fotografia. Ciò può contribuire a rendere questi sistemi complessi, spesso invisibili, più tangibili e accessibili allo spettatore.



Inviato: 18/4/2024 18:06
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Re: Hasselblad CFV II e 907X

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La X2D con il nuovo 90mm f/2.5 è il mio sogno proibito (proibitissimissimo). Infatti da un paio di anni quando scatto in formato 135 uso quasi eslusivamente il 75mm.

Condivido il commento di Luciano sull'investimento nella catena di post-produzione e archiviazione, anche se nel mio caso non avrei molte foto da post-produrre e archiviare. Non perchè sono saggio, con la digitale sparacchierei di sicuro, ma una volta arrivato a casa userei la mannaia. Non solo per risparmiare sui dischi rigidi ma sopratutto per una forma di pulizia mentale ... ex-post


Inviato: 27/1/2024 18:51
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Re: Hasselblad CFV II e 907X

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Al di la' dell'opportunità, il costo etc il mio problema con questi sensori da 50 e più Mpixel è la mia difficoltà nello sfruttare veramente questa-tanta risoluzione.

Io non disdegnerei così tanti pixel ma dovrei prima essere convinto che non ho bisogno di fotografare sempre con il cavalletto, con una testa da mutuo decennale e con le ultimissime ottiche per sfruttare il sensore per quello che costa.





Inviato: 25/1/2024 19:05
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Re: sconfortante situazione negativi colore 35 mm

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Eh si, mi sono espresso in modo ambiguo. Quando ho detto

"E mi sono ricordato perchè una decina di anni fa avevo abbandonato il 35mm."

non intendevo spezzare una lancia in favore del grande formato ma della fotografia digitale. Oggi ho grosse difficoltà a giustificare il colore a pellicola, qualunque sia il formato. Poi ognuno fa come meglio crede, per carità, ma per me il colore è solo digitale a questo punto.

Inviato: 26/10/2022 13:36
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Re: sconfortante situazione negativi colore 35 mm

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Ritirati i sette rullini, parte di un progetto che potevo fare solo in 35mm.

Ottimo sviluppo fatto da Fotoimpex (nel senso di negativi con pochi difetti nell'emulsione). Fatta qualche scansione (Epson V850) ho iniziato la mia lotta - titanica - con spazzolini antistatici, liquidi e fazzoletti, perette ad aria per tenere pulite la superficie dello scanner e i vetri del portapellicola. E comunque le scansioni necessitano di interventi magici e ben calibrati del software contro i difetti e comunque un minimo di intervento manuale - scansione per scansione, e sono circa 200 - ci vuole.

E mi sono ricordato perchè una decina di anni fa avevo abbandonato il 35mm.

Inviato: 25/10/2022 15:05
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Re: sconfortante situazione negativi colore 35 mm

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Fotoimpex mi sta sviluppando sette rullini Portra 160 (35mm). 37 euro, solo sviluppo, pagamento anticipato. Evidentemente c'era gente che non veniva a ritirare i film sviluppati ....

Inviato: 21/10/2022 13:29
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Re: L’evoluzione della fotografia

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L'avvento del campionamento prima e poi della digitalizzazione nella musica classica contemporanea - a cominciare dagli anni 70 - ha rivoluzionato la composizione e liberato formidabili energie creative. I risultati compositivi - non ancora filtrati dal tempo - vanno ovviamente dal mediocre al sublime. Però è stata una rivoluzione i cui echi sono ancora oggi ben presenti.

L'avvento del digitale nella fotografia? Poco o nulla. Sembra che si continui a fotografare come se ci fosse la pellicola dentro.

Onestamente ci sono un sacco di campi fotografici dove la digitalizzazione ha certamente reso il lavoro meno ansiogeno e/o complesso ma non ha modificato - e va bene così - il rapporto tra il fotografo e il fotografato. Infatti non mi lamento di questo.

Il mio dispiacere è diretto verso coloro che interpretano la fotografia come ricerca visiva. Qui il digitale apre orizzonti immensi, così come li aveva aperti nella musica classica contemporanea. E quello che vedo in giro - certo, non sono un professionista del settore, quindi tante sono le cose che non vedo e non so - mi sembra essere poca cosa, considerato che la tecnologia è a disposizione da una ventina di anni.

Un paio di ragioni per capire il perchè di questo mi vengono subito in mente. Una è il sistema critico-curatore-gallerista che è ancora ancorato - anche per colpa del pubblico, cioè di noi - ad una compartimentalizzazione delle arti visive. Un'altra è la presenza dei prelati della purezza fotografica che vanno in giro affibbiando l'orrida etichetta di "computer graphics" a fotografie in cui la post-produzione ha superato una certa soglia - decisa da loro, ovviamente. (La musica elettronica e la computer music furono accolte dal mondo musicale con curiosità ed interesse, mai con dileggio.) Poi ci sono i concorsi fotografici dove c'è da sempre una nutrita presenza di critici che interpretano la fotografia come veicolo di denuncia sociale e/o di rappresentazione del vissuto. E in questi campi onestamente il digitale non cambia certo il modo di fotografare (anzi, se vogliamo ha un effetto corrosivo in quanto facilità grandemente la manipolazione non solo dell'immagine ma della realtà).

Inviato: 6/7/2022 16:28
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Re: E comprare una Leica (analogica) nuova?

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Luciano,
Sai talmente tanto di fotografia che - come dice il grande Conte - “puoi sbagliare da professionista”.

Comprala, usala, e goditela.

Ricordo solo - da diavolo tentatore che sono - che il vero costo è quello di acquisto MENO quello di vendita. Che è mooooooooolto meno di quello di acquisto.

Io comprerei nuovo. Certo, risparmiare milleottocento euro (ma anche duemila cinquecento, via) per comprare la mia M6ttl acquistata da me nuova e tutt’ora senza un graffio e pure usata pochissimo … faresti un affarone (*). Ma il rischio è invece comprare una m6 che ha passato tre o quattro mani, strapazzata e decotta, che va mandata a fare un CLA immediatamente.




(*) Non in vendita, muore con me.

Inviato: 27/6/2022 17:37
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Re: Annusate i vostri negativi.

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archifoto ha scritto:

... mi ha fatto pensare alla loro distruzione col fuoco che documenterò con un video a cui sto pensando da tempo.


Un falò di centinaia di pellicole è cosa rara, va usata con il giusto spirito imprenditoriale.

Trova un curatore giusto per il video, aggiungici il minimo indispensabile di tema-che-va-tanto-di-moda-oggi e ci vinci pure un premio. Così unisci la catarsi fotografica al dilettevole e all'utile


Inviato: 27/6/2022 16:50
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Re: E comprare una Leica (analogica) nuova?

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Inviato: 26/6/2022 14:02
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Re: Per gli appassionati di Leica e non solo

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Io penso invece che applicare al digitale i parametri dell’analogico sia metodologicamente sbagliato.

Dire che “se butto nel cassetto il negativo con la foto del pargolo fra 80 anni qualcosa vedrò ancora, mentre se butto nel cassetto una chiavetta USB con la foto del pargolo fra 80 anni ho la sicurezza di non vedere più nulla” è (1) assolutamente vero e (2) non ha senso: l’analogico è una cosa, il digitale un’altra.

Il digitale - sottoposto a una rigorosa procedura di archiviazione - garantisce il mantenimento dell’immagine per millenni, con una qualità immutata. L’analogico - sottoposto ad una altrettanto rigorosa procedura di archiviazione - un po’ meno. Anzi, parecchio meno.

Se poi la gente si rifiuta di mettere in atto queste procedure di rigorosa archiviazione del digitale - perchè troppo complicate e/o troppo costose - va bene così. Ma pretendere di archiviare il digitale come fosse l’analogico non ha senso. E comunque nessuno vieta di produrre dal digitale una stampa o un internegativo a buttarlo nell cassetto per i prossimi 80 anni, se uno ci tiene così tanto alla tradizione

Inviato: 25/6/2022 11:24
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Re: Un nuovo giocattolino: PhaseOne P25

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Se vincessi alla lotteria non resisterei alla tentazione di comprare la Hasselblad 907X 50C.

Non scatto in digitale, le mie foto non migliorerebbero di una virgola, i problemi creativi che ho rimarrebbero esattamente gli stessi, quindi se anche fossi millionario farei meglio a dare i soldi in beneficienza. E poi con gli stessi soldi si compra qualcosa di più performante ... forse (Fuji).

Ma è piccola, bellissima e si fotografa dall'ombelico ...

Inviato: 9/6/2022 11:04
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Re: gitzo salva la vita

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Il Gitzo ti ha sicuramente salvato la vita ma se fosse al carbonio non chiamiamolo "salvavita" , mi raccomando ...

Inviato: 9/6/2022 10:56
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Re: rodenstock apo-ronar 420 f9

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Non vorrei essere frainteso. Nel post sopra mi riferisco ad un suo uso convenzional-paesaggistico con messa a fuoco all'infinito o circa.

Inviato: 8/6/2022 20:11
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Re: rodenstock apo-ronar 420 f9

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Gli Apo-Ronar - ma in generale tutte le process lenses che non siano dichiaramente "grandangolo" (sono poche ma esistono) sono abbastanza strettine come campo inquadrato, tipicamente attorno ai 42-48 gradi.

Il cerchio di copertura del 420mm a f11 è 312mm, a f22 è 323mm. Quindi copre l'8x10 ma in pratica senza movimenti. È un obiettivo più da 5x7, per intenderci.





Inviato: 8/6/2022 9:40
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Re: rodenstock apo-ronar 420 f9

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Gli Apo-Ronar sono obiettivi tipicamente a quattro lenti simmetrici. Nelle focali maggiori (>800mm) trovi dei sei lenti.

Buone notizie:
1. Caduta ai bordi molto limitata.
2. Campo straordinariamente piano.
3. Eccellente risoluzione attorno a 1:1

Per quanto progettati come tutte le process lenses per applicazioni tipo cartografia e riproduzione di circuiti stampati, quindi di oggetti bi-dimensionali, e con un picco prestazionale tra il 2:1 e 1:2 di rapporto di riproduzione, la Rodenstock li propose anche per riproduzioni 1:10, cioè normale fotografia paesaggistica / ritrattistica.

La meno buona notizia: proprio perchè l'applicazione era la riproduzione di oggetti bidimensionali nessuna attenzione fu mai posta all'ottimizzazione dello sfocato.

A seconda dell'anno di produzione può avere singolo strato oppure multistrato anti riflessi. Quelli vecchi vecchi non hanno nulla.

Il tizio su Ebay sta cercando di tirare la botta: il prezzo chiesto è fuori da ogni parametro realistico, il 420mm va - non in otturatore - per qualche centinaio di euri/dollari. Se vuoi aggiungerci un 300 euro/dollari per un copal 3 ci sta tutta ma arrivi ottimisticamente a 800 euro/dollari.

Oltretutto non è neppure la versione CL, più recente, di costruzione più sofisticata e quindi più ricercata, con trattamento anti-riflessi di ultima generazione.



Inviato: 7/6/2022 13:45
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Re: rodenstock apo-ronar 420 f9

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Klimsch, CL, S (non credo) o semplicemente Apo-Ronar?

Hai una foto?

È una process lens. Ho fatto due puntate sulle process lenses:

https://youtu.be/2-yBw-vZznk

https://youtu.be/xfr_2hHpirc



Inviato: 6/6/2022 20:42
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