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Re: Kodak

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chromemax ha scritto:
Ogni negozio fisico che vende pellicole di solito offre anche il servizio di sviluppo e scansione/stampa, direi che sviluppare un rullino a colori oggi come oggi non è un grande problema.



Confermo, essendo titolare di uno di questi negozi.

Quello che è cambiato è che ai tempi della pellicola c'erano diversi laboratori distribuiti sul territorio e quindi potevo avere un rapporto diretto sia coi titolari che con gli operatori.

Con l'avvento del digitale hanno tutti chiuso e adesso mi appoggio a due grossi laboratori, molto distanti e molto più anonimi, ma i servizi di sviluppo e stampa ci sono comunque ancora tutti.

Inviato: 2/10/2025 14:37
Riccardo
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Re: L' uso corretto del 50 mm

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Fer ha scritto:

Io cerco insistentemente di "farmi funzionare" il 50mm, ma non ci riesco.


Hai visto il terzo Batman di Nolan?

"Senza corda..."

https://youtu.be/Nahm5Wm1KsU?si=VAhqm07jaS5gZkeh

Prova a "scegliere" il 50 come focale unica per un annetto...

Inviato: 26/9/2025 22:10
Riccardo
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Re: Guido Guidi a Udine

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Sì, fa parte del gruppo che partecipò al progetto di Ghirri "Viaggio in Italia", progetto in realtà un po' raffazzonato, ma che è considerato un punto di svolta nella fotografia di paesaggio italiana.

È uno di quegli autori, come anche Ghirri del resto, che ho faticato un po' ad apprezzare, condizionato come ero, negli anni '90, dalla fotografia in stile National Geographic.

È curioso vedere come Guidi "accusi" (benevolmente) Ghirri di essere troppo sentimentale nella sua fotografia.
Direi che si tratta di sfumature.
Guidi è per un approccio più freddo, più distaccato; il suo modello è la pittura di Piero della Francesca, dove l'emozione, dice, se c'è è più trattenuta.

Inviato: 25/9/2025 10:23
Riccardo
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Re: Guido Guidi a Udine

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Sempre a Udine, fino al 4 Novembre, c'è la mostra di Mimmo Jodice.

https://www.civicimuseiudine.it/it/mos ... odice-l-enigma-della-luce

Inviato: 24/9/2025 17:48
Riccardo
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Guido Guidi a Udine

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Inviato: 24/9/2025 17:45
Riccardo
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Re: Basta con i pigmenti, mi sono rotto.

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Fer ha scritto:

Potresti darmi un'idea di questi consumi?



Prove specifiche non ne ho fatte, la mia è stata un'impressione quando ho iniziato a usarla, rispetto alla stampante precedente, impressione però confermata da alcuni articoli che poi mi era capitato di leggere.

Anch'io questa stampante la uso poco, ma due anni con un set di cartucce non lo faccio.

Ho visto però che l'ingombro della ET-8550 non è così diverso dalla XP 15000: 4 cm in più in larghezza e 1 cm in profondità e lo stesso dicasi per la ET-18100 (che costa meno della 8550), se non ti interessa il bianco e nero.

Inviato: 24/9/2025 11:43
Riccardo
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Re: Basta con i pigmenti, mi sono rotto.

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Fer ha scritto:

Gli inchiostri dovrebbero essere comunque della serie Claria Photo HD.

Fer


Io utilizzo la XP-15000 per le stampe a colori su carta lucida e mi trovo bene, anche se i consumi sono abbastanza elevati.

Gli inchiostri sono i Claria HD, ma quando si acquista il multipack bisogna fare attenzione, perchè ne esistono di due tipi, entrambi col simbolo dello scoiattolo: quelli giusti hanno la sigla 378+478; 478 indica il grigio e il rosso, mentre la serie scoiattolo con solo il numero 378 ha il ciano chiaro e il magenta chiaro.

Inviato: 20/9/2025 16:33
Riccardo
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Re: Fisheye e 6x6 (qualche foto)

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Se uso una Pentacon Six, il flare lo voglio tutto!

Inviato: 6/9/2025 9:31
Riccardo
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Re: Chiacchere a vanvera su Horseman 6x9 VH

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luciano ha scritto:
Ma oggi come oggi, in molti casi le funzioni di un obiettivo decentrabile nel correggere le prospettive possono essere validamente sopperite dalle varie funzioni di Photosop.
...
Mi chiedo quindi davvero quanto sia davvero utile un obiettivo decentrabile sulle nostre macchine digitali.


Io test specifici non ne ho mai fatti, ma con quello che mi è costato il decentrabile, l'idea che le due cose si equivalgano non la prendo nemmeno in considerazione!

Inviato: 22/8/2025 19:27
Riccardo
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Re: Mostra: I Custodi del Borgo – Ritratto della comunità di Caporciano e Bominaco

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presto, molto presto, verrò a visitare la vostra galleria

Sarebbe un vero piacere!


Citazione:
Stai a vedere che da vecchi matusa ci ritroviamo ad essere considerati di tendenza, anzi “influencer” come si dice adesso …

...oppure finiremo in qualche manuale delle Antiche Tecniche.

Inviato: 19/8/2025 10:18
Riccardo
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Re: Vedere in grandangolare

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Credo proprio che Luciano rappresenti un'eccezione, perché in genere le ottiche grandangolari sono sempre state considerate più impegnative rispetto ai tele e in parte credo anch'io che ciò sia riconducibile al nostro modo di guardare.

In realtà il nostro sistema di visione è molto più complesso di quello iper semplificato di una fotocamera.
Noi passiamo continuamente da una visione grandangolare a una visione tele, concentrando l'attenzione sull'uno o l'altro oggetto, mantenendo sempre però al contempo la percezione dell'insieme.
Il nostro è un processo attivo, a differenza di quello passivo della fotocamera.

D'altra parte, anche se manteniamo la consapevolezza di quello che ci sta intorno, noi guardiamo sempre "qualcosa" e il nostro campo nitido è piuttosto ristretto e in questo senso è vero che la nostra visione più cosciente si avvicina maggiormente a quella delle ottiche tele.

In ogni caso, quando fotografiamo, dobbiamo immedesimarci nel sistema di visione passivo della fotocamera, dove non ci sono gerarchie e dove una cosa vale l'altra e l'unico modo che abbiamo per tradurre la nostra visione attiva in quella statica e passiva del mezzo fotografico è l'organizzazione dei vari elementi all'interno del piccolo rettangolo dell'inquadratura.

È chiaro allora che più è ampio l'angolo di campo, più numerosi sono gli elementi da organizzare e tenere sotto controllo.

Insomma, tenere in ordine una stanza è più difficile che tenere in ordine un tavolo e tenere in ordine una casa è ancora più difficile.

Questo comunque a livello teorico, perché poi dipende molto dall'esperienza e dalle fotografie che uno è abituato a fare: immagino ad esempio che per Archifoto la visione grandangolare sia ormai un fatto quasi istintivo.

Per me la sfida più affascinante dei grandangolari consiste nel fare fotografie in cui non salti subito all'occhio che è stato usato un grandangolare.

Inviato: 18/8/2025 20:03
Riccardo
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Re: Mostra: I Custodi del Borgo – Ritratto della comunità di Caporciano e Bominaco

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Ne è valsa davvero la pena, confermo in pieno il giudizio di Fernando!
Bellissime le immagini e bellissimo tutto; ottima realizzazione di un progetto ambizioso.

Grazie ancora Fabio per l'accoglienza e per il tempo che ci hai dedicato.

Inviato: 16/8/2025 12:23
Riccardo
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Re: Kodak

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Come rovinarsi la giornata...

Inviato: 15/8/2025 7:22
Riccardo
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Re: Mostra: I Custodi del Borgo – Ritratto della comunità di Caporciano e Bominaco

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Grazie per le informazioni, cercheremo di incastrare tutto.

Per l'orario della mostra va benissimo quello ufficiale, grazie.

Inviato: 14/8/2025 21:41
Riccardo
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Re: Mostra: I Custodi del Borgo – Ritratto della comunità di Caporciano e Bominaco

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Domani mia moglie ed io dovremmo riuscire a visitare la mostra.

Tu Fabio ci sarai?

Fer, se hai in programma di visitarla, tanto varrebbe farlo domani...

Inviato: 14/8/2025 9:11
Riccardo
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Re: La macchina del tempo

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Stando a quanto riportato su Nadir Magazine, la macchina prevedeva l'utilizzo di pellicola 35 mm non perforata, che probabilmente negli anni '50 era di difficile reperibilità.

Allega:



jpg  Nadir Magazine_L'industria fotografica italiana_2^ parte.jpg (164.79 KB)
2723_689b726044bff.jpg 1080X582 px

Inviato: 12/8/2025 18:58
Riccardo
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La macchina del tempo

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"La fotografia è una piccola zattera nel naufragio del tempo" (autocitazione)

A volte capita che un mio amico collezionista acquisti qualche fotocamera d'epoca con dentro ancora il rullino, esposto e non sviluppato.

In questi casi lui tiene la fotocamera e io sviluppo il rullino; il più delle volte non c'è niente, ma a volte riemergono dal passato volti e situazioni altrimenti destinati all'oblio.

Le immagini che seguono erano "intrappolate" in una fotocamera Argus, prodotta a Torino dalla ditta Francesco Morsolin nei primi anni '20 del secolo scorso (da non confondere con le Argus americane, prodotte nei decenni successivi).
Montava rullini 35 mm da 100 pose, con fotogrammi di formato 30x45 mm.

Grazie a qualche ricerca in rete e all'aiuto di alcuni amici, è stato possibile identificare i luoghi e il periodo in cui sono state scattate le fotografie.

Oltre all'inconfondibile Torre di Pisa, sono riconoscibili il Belvedere Puccini a Torre del Lago, Piazza Maggiore a Bologna durante un comizio del Partito Liberale, in occasione delle elezioni del 1951 e la chiesa di Portovenere, mentre l'autobus potrebbe essere un modello FIAT 680 in versione Gran Turismo.

«Ogni fotografia, ogni "Una volta" nel tempo, è anche l'inizio di una storia che comincia con "C'era una volta..."» (Wim Wenders)

Allega:



jpg  1_Argus_fotocamera.jpg (447.16 KB)
2723_689b102e3a06a.jpg 1392X2048 px

jpg  2_Argus_Pisa.jpg (514.52 KB)
2723_689b104585002.jpg 2048X1168 px

jpg  3_Argus_autobus.jpg (615.82 KB)
2723_689b1057df4e8.jpg 2048X1172 px

jpg  4_Argus_Torre del Lago Puccini.jpg (633.83 KB)
2723_689b10683ee51.jpg 2048X1167 px

jpg  5_Argus_Bologna.jpg (715.04 KB)
2723_689b10822e725.jpg 2048X1262 px

jpg  6_Argus_Bologna.jpg (662.57 KB)
2723_689b109ac120a.jpg 2048X1273 px

jpg  7_Argus_gruppo.jpg (526.49 KB)
2723_689b10acedafb.jpg 2048X1175 px

jpg  8_Argus_Portovenere.jpg (663.18 KB)
2723_689b10bc999c1.jpg 2048X1305 px

jpg  9_Argus_pubblicità.jpg (457.14 KB)
2723_689b10cbc2027.jpg 1056X1709 px

Inviato: 12/8/2025 12:33
Riccardo
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Re: Ancora a proposito di GBG

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Per me la differenza tra pellicola e digitale è di tipo concettuale, più che pratico.

Concettualmente considero la fotografia digitale uno sviluppo della pittura e non della fotografia.

La miniaturizzazione e l'elettronica hanno portato a un livello di precisione pressoché assoluto il metodo (per forza di cose approssimativo) di pittori come Vermeer e Canaletto.
In linea teorica noi potremmo ottenere un'immagine digitale del tutto indistinguibile da quelle prodotte dalle moderne fotocamere anche in modo totalmente manuale, con mezzi esclusivamente pittorici, armati di carta, penna e una mazzetta Pantone, bypassando tutta la storia dello specifico fotografico.

Per specifico fotografico intendo l'alterazione fisico-chimica del materiale raggiunto dalla luce, una vera e propria "impronta", ciò che non accade con l'immagine digitale, che è sempre la traduzione visiva di una raccolta di dati e quindi una "riproduzione".

È la stessa differenza che c'è tra le impronte digitali classiche, ottenute con carta e inchiostro e le moderne impronte ottenute tramite scansione: solo nel primo caso possiamo parlare propriamente di "impronta", mentre nel secondo caso ci troviamo di fronte a una riproduzione del pattern del dito, quindi a un disegno, e il fatto che questa riproduzione possa essere, grazie all'elettronica, più precisa dell'impronta tradizionale, non ne cambia la natura.

Tutto questo da un punto di vista concettuale.

Per quel che riguarda il mio approccio personale, all'atto pratico non c'è molta differenza e i risultati che ottengo coi due sistemi sono del tutto simili.

Ciò che invece cambia per me in modo sostanziale è il feeling.

Il metodo di acquisizione digitale (e mi riferisco al metodo, non ai risultati) non riesce ad affascinarmi, come invece mi affascina questa idea dell' "impronta" analogica, e allo stesso modo, parlando di attrezzatura, non riescono ad affascinarmi le fotocamere digitali: è come se non riuscissero a sviluppare una personalità propria, e un po' ne è conferma il proliferare di "personalità" prese a prestito, con tutte queste possibilità di scegliere tra la resa dell'una o dell'altra pellicola.

Ad ogni modo concordo con Luciano, quando parla di ingenuità relativamente alla posizione di Berengo Gardin, se non altro perché anche tutte le sue immagini su pellicola destinate alla pubblicazione devono essere prima digitalizzate, divenendo potenzialmente suscettibili di qualsiasi modifica.

Per tornare al discorso iniziale, mi sembra di poter dire che fotografia digitale e fotografia analogica, anche se il risultato finale può essere identico, sono le risposte a due domande diverse:

la domanda che sottende il digitale è "come possiamo riprodurre nel modo più preciso possibile l'immagine generata da una camera ottica?"; mentre l'analogico è la risposta alla domanda "come possiamo fissare in modo permanente l'immagine proiettata su un supporto da una camera ottica?".

Inviato: 12/8/2025 11:19
Riccardo
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Re: Mostra: I Custodi del Borgo – Ritratto della comunità di Caporciano e Bominaco

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Sembra davvero un gran bel lavoro, complimenti Fabio!
Direi che si inserisce nella tradizione più classica e nobile della fotografia: l'immagine fotografica come testimone del tempo.

Anche per me purtroppo la distanza è un po' eccessiva (5 ore di macchina); non hai in programma un'esposizione per "quelli del nord"?

Inviato: 7/8/2025 10:21
Riccardo
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Re: 35 0 28 ?

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Le compatte degli anni '70 montavano tutte, salvo rare eccezioni, ottiche comprese fra i 35 e i 40 mm, quindi mi verrebbe da dire che, dovendo scegliere una focale unica, il 35 mm dovrebbe essere un'ottica più versatile per un utilizzo generico.

I miei amici, non abbastanza appassionati da portarsi in giro un corredo reflex, avevano tutti una MInox o un'Olympus uovo e si sono sempre trovati benissimo: a volte rimpiangevano di non poter avvicinare il soggetto con un tele, ma non li ho mai sentiti lamentarsi per il problema opposto.

Il 28 mm è già una focale impegnativa, che richiede un occhio allenato per non fare inquadrature con un sacco di spazio vuoto o mal utilizzato.

Io un 35 mm non l'ho mai avuto, tranne che sulla compatta che avevo prima della reflex, perchè al 50 mm della reflex mi è venuto naturale affiancare un 28, ma se fossi costretto a fotografare con un solo obiettivo, tra 28 e 35 opterei per il 35.

Inviato: 13/6/2025 9:53
Riccardo
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