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Il regolamento di una giostra a cavallo del 1515

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Più Off Topic di così! A volte pubblico nel Web le ricerche storiche che faccio sulla Venezia medievale, anni fa vidi qui una serie di foto di una delle manifestazioni che si fanno in Italia in costumi d'epoca, spesso con vere e proprie giostre, tornei e battaglie. Pubblico questo se a qualcuno interessa.


IL REGOLAMENTO DI UNA GIOSTRA A CAVALLO DEL 1515

Nel febbraio del 1514 (per noi 1515 perché a Venezia l’anno cominciava il 1 marzo) un letterato e storico veneziano, il nobile Marcantonio Michiel, racconta in una sua cronaca dei fatti della repubblica, che l’11 del mese un certo Bartolomeo Liviano, Capitano Generale dell’esercito veneziano stanziato a Padova, aveva dato luogo ad una Giostra “a ferri moladi” (cioè con armi smussate com’ era in uso già dal XIII sec).
Racconta anche che a Venezia il Consiglio dei Pregadi, quando fu presentata la proposta, la respinse dicendo di posticiparla (c’erano nemici che si stavano radunando a Badia Polesine e non era proprio il caso) ma fu approvata due giorni dopo quando il Capitano rispose che ormai aveva già sparso la voce, che era un segno di festeggiamento al nuovo re di Francia, era anche per far vedere ai nemici che loro non erano demoralizzati e per far esercitare i combattenti, inoltre le domande di partecipazione erano già approvate, i soldi per l’organizzazione già reperiti e che far marcia indietro avrebbe esposto i veneziani ad una meschina figura.
La giostra ebbe luogo a Padova in Prato della Valle. Parteciparono 60 cavalieri a gruppi di 20 al giorno e la vinse un Baglioni (antica famiglia veneziana). Tre cavalieri furono disarcionati, uno ferito ad un braccio e uno alla testa. Furono spettatori anche 4 spagnoli (che erano nemici nella guerra in corso) con uno speciale salvacondotto del Capitano Generale, i quali (come disse il Capitano) si meravigliarono molto del valore dei cavalieri veneziani e dei loro cavalli. La successiva domenica di Carnevale giostrarono ancora il Baglioni con altri 6 cavalieri contro il conte Sertorio di Collalto (potente famiglia di origine longobarda stanziata nel Trevigiano tuttora esistente) con i suoi 6 e vinse di nuovo. Con la prima gara vinse 100 ducati d’oro (grossa cifra per l’epoca, circa 350 grammi di oro puro a 24 carati).

L’editto con il regolamento della giostra

Ciò che me lo rende affascinante è che le regole non dovevano essere molto diverse da quelle con cui giostravano i cavalieri nel medioevo, periodo precedente di sole due tre generazioni e che faceva parte dei libri e film della mia infanzia. Le lance da giostra avevano le punte smussate ed erano costruite in frassino, legno che si spezzava nell’urto, prova inconfutabile che l’avversario era stato colpito in pieno (e probabilmente l’urto risultava anche meno violento). Il punteggio consisteva nell’accumulo di colpi portati a segno (definiti “botte”). C’erano indicati pure i colpi proibiti e se uno mirava al cavallo dell’avversario veniva espulso e doveva pagare i danni al proprietario. Nei casi dubbi c’era una giuria che decideva. I partecipanti dovevano iscriversi per tempo e dichiarare chi portavano con sé. Trascrivo in italiano corrente il testo originale.

CAPITOLI
Pubblicati da Bartolomeo Liviano Capitano generale per la Giostra da darsi in Padova.

Si rende pubblico e noto come l’ illustrissimo sig. Bartolomeo Liviano Capitano Generale della illustrissima Signoria di Venezia ha deliberato, sia per dare divertimento e piacere a tutti, che per esercitare e intrattenere la gente d’ armi, di fare una giostra il giorno 11 febbraio prossimo in questa città di Padova, sopra il Prato della Valle, a ferri molati ed armi gagliarde da battaglia e di donare al vincitore una borsa con cento ducati d’oro. E però si invita tutti e ciascun condottiero, luogotenente, caposquadra, portabandiera e ogni privato uomo d’armi sia del Cristianissimo Re (francese), come della illustrissima Signoria, alla detta giostra sotto (ad osservare) i capitoli (regole) sottoscritti.

- Primariamente che tutti coloro che vorranno giostrare devono venire o mandare a farsi iscrivere otto giorni prima della giostra cioè entro tutto il quarto giorno del citato mese di febbraio, altrimenti passato il citato termine non potranno correre e (per iscriversi) ciascun condottiero venga con i suoi (compagni) o mandi l’elenco.
- Che tutti quelli che saranno iscritti debbano giurare di correre sinceramente e senza odio e passione, e che successivamente alla giostra non porteranno odio a chiunque per qualunque cosa che giostrando fosse accaduta.
- Che tutti debbano venire armati di armi buone, forti e rinforzate, e con una buona cavalcatura e ciascuno sia in grado di gareggiare sei volte con lance con punte di ferro smussate come sopra le quali gli saranno consegnate per mano del citato illustrissimo signor capitano e colui che avrà più botte debba avere il premio.
- Che tutti debbano portare le loro lance sane e fare un buon scontro, e chi ferirà dalla fibbia della corazza, cioè dalla metà del petto in su rompendo la lancia guadagni una botta, e non rompendola mezza botta.
- Chi colpirà la bandiera e romperà la lancia guadagni due botte e non rompendola, una.
- Chi romperà (la lancia) in testa come sopra avrà vinto tre botte, non rompendo, due.
- Chi romperà nello spallazzo o spalarolo e lo disarmerà guadagni due botte, non rompendo (la lancia) e disarmando, una botta, non rompendo né disarmando, mezza botta.
- Chi romperà nella “schifa” (non so cosa fosse) guadagni una botta, non rompendo mezza botta.
- Chi butterà l’uomo e il cavallo per terra e romperà la sua lancia, guadagni cinque botte e tutte le botte del disarcionato, non rompendo guadagni quattro botte e tutte quelle del disarcionato.
- Chi butterà via di netto l’uomo dalla sella e romperà la lancia, guadagni sei botte e tutte le botte del vinto, non rompendo cinque botte e quelle del vinto.
- Chi giostrando appoggerà la sua lancia sull’orlo della (sua) sella o altrimenti romperà la lancia nella sella (dell’altro) o (colpirà) dalla fibbia della corazza in giù perderà le botte (vinte) e andrà fuori dalla giostra (espulso).
- Chi colpirà il cavallo del compagno (concorrente) perda le sue botte ed esca dalla giostra e ferendo (se avrà ferito) il cavallo, lo paghi.
- Chi farà uscire uno dalla giostra in ogni caso, oltre quelli sopraddetti, però con il colpo della sua lancia, guadagni due botte e quelle del colpito.
- Che ciascuno possa, senza venir espulso dalla giostra, cambiare ogni pezzo dell’armatura eccetto il corpo della corazza e l’elmo, e possa anche cambiare il cavallo per stanchezza o altra causa e la sella qualora si rompesse o danneggiasse.
- Che uno, facendo uscire dalla giostra il suo concorrente, possa aspettare un altro scontro, possa togliersi l’elmo e rinfrescarsi e capitando di non avere concorrenti, possa concorrere contro colui che ha accumulato alla fine più botte.
- Dichiarando che i primi che verranno a farsi iscrivere concorreranno per primi a seconda di come parrà all’illustrissimo Signor Capitano Generale.
- Dichiarando anche che quando capitasse qualche caso che non fosse compreso in questi capitoli si debba stare al giudizio di quelli che saranno deputati giudici sulle botte.
- E affinché il vincitore riscuota dalla sua vittoria onore e guadagno, il predetto Signor Capitano Generale promette che se sarà della sua compagnia, oltre al dono di cento ducati, gli accrescerà lo stipendio di cinquanta ducati ed esorta tutti i magnifici comandanti a fare altrettanto con i loro.

Padova 27 gennaio 1514 (per noi 1515)

@ Pino Alessi novembre 2022


Allega:



jpg  Giostra rid.jpg (461.47 KB)
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Inviato: 23/11 17:51
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Re: Il regolamento di una giostra a cavallo del 1515
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13/5/2004 17:25
Da lombardia
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Interessante.
Forse appariva già un poco datato in quell'epoca, non saprei dire.
Tipo il Don Chisciotte, per capirci, sebbene il capolavoro di Cervantes sia uscito circa un secolo più tardi.
Mia impressione.




Inviato: 23/11 23:39
Tessera C.F.A.O n. 3

"Tempo fa ero indeciso, ma ora non ne sono più così sicuro" Boscoe Pertwee

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Re: Il regolamento di una giostra a cavallo del 1515

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Ho capito cosa intenti, probabilmente si, diciamo che più anticamente i cavalieri si battevano per conquistare il cuore di una dama (almeno è ciò che ci fanno credere i poeti e cantori dell'epoca)in questa giostra in palio c'erano i "schei" (in questo erano più moderni) e c'era l'agonismo di due fazioni che si contrapponevano, mentre più anticamente forse era più una gloria individuale. Comunque quello che ha riscosso il mio interesse era il regolamento che verosimilmente non doveva essere dissimile dalle giostre più antiche e ci dice come si svolgevano, cosa che prima ignoravo. Infatti si usavano gli stessi strumenti, ferri molati e lance di frassino da giostra. Un po' come il Palio di Siena che anche se corso fra un pubblico moderno, ha le stesse regole antiche.
Credo comunque che fosse ancora un avvenimento di forte richiamo e di una certa importanza, tanto da indurre la Signoria Veneziana a tornare sui suoi passi (come ci dice lo storico Michiel) per non fare una pessima figura a livello internazionale.

Inviato: 26/11 16:57
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