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alta tecnologia bassa dedfinizione

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Ecco credo che il titolo sintetizzi bene quello che voglio dire, o meglio chiedere. Sulla tecnologia che si rincorre alimentata dal marketing sfrenato abbiamo detto, poi vai a vedere (e ci vado spesso) questo sito https://spacescorners.com/shop/p/shop/ ... v568eejugmagntrizw41sgube che presenta edizioni sperimentali, autoprodotte, editori d'avanguardia etc... e ti accorgi che nella maggior parte dei casi tutta la tecnologia di cui sopra si dissolve in immagini formato francobollo a bassa definizione che potevi fare con la macchinetta da due megapixel di un secolo fa anche se forse sono fatte con l'ultima mirrorless da 45 mp scalata di definizione e saturazione intenzionalmente.
In sostanza mi viene da pensare che "l'arte" o meglio la fotografia di ricerca se ne frega dell'alta definizione, delle raffiche 20 fps della gamma dinamica,dei colori sparati e tutte le altre esigenze tecnologiche alimentate dal marketing di cui abbiamo parlato. Quindi il marketing e scusate la ripetizione forse interessa e colpisce solo una ristretta fascia di "fotoamatori"?(non trovo sinonimo adatto). Non amo la maggior parte di questi libri ma questo è un altro discorso che prescinde da quello detto sopra.

Inviato: 5/9 14:36

Modificato da archifoto su 5/9/2020 14:54:07
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Re: alta tecnologia bassa dedfinizione

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Sollevi un sacco di temi ...

Citazione:

archifoto ha scritto:
....
In sostanza mi viene da pensare che "l'arte" o meglio la fotografia di ricerca se ne frega dell'alta definizione, delle raffiche 20 fps della gamma dinamica,dei colori sparati e tutte le altre esigenze tecnologiche alimentate dal marketing di cui abbiamo parlato.


Sottoscrivo al 100% quanto scrivi ma non le possibili e apparentemente naturali estensioni del ragionamento (che tu non fai). In tempi di pellicola c'erano i Bresson - a cui la prestazione della filiera film-camera-sviluppo-stampa interessava zero - e gli Ansel Adams a cui interessava talmente tanto da scriverci pure dei libri sopra.

Parliamo pure di fotografia di ricerca e lasciamo perdere la parola arte che giustamente metti tra virgolette. Oggi mi viene da dire la ricerca ha una sua filosofia di base che è fortemente dipendente dall'età del fotografo. Magari è sempre stato così, non sono uno storico della fotografia quindi non lo so. Permettemi di fare delle considerazioni a pennellate molto larghe, che quindi per definizione sono mediamente realistiche ma possono perdere dei dettagli importanti.

La ricerca che i giovani fotografi (definiti come quelli che sono usciti dalle scuole d'arte negli ultimi 15 anni) fanno mi pare divisa in due grandi filoni. Il primo è quello documentaristico, dell'impegno sociale che ancora galleggia sull'onda lunga degli anni 60 e prima ancora di Walker Evans e altri fotografi della Great Depression. Il secondo è un qualcosa che faccio fatica a chiamare "ricerca" ma che - mi rendo conto - è un mio problema tutto generazionale. Il secondo è quello che io chiamo "parlare di se stessi". È documentaristico ma il soggetto è "la mia vita e quella dei miei amici". Questo secondo filone galleggia sulla disgraziata onda che mi piace far risalire a Nan Goldin. In entrambi i casi la tecnologia digitale, su cui picchia duro il marketing, riveste importanza zero.

Poi però ci sono sacche - con anche giovani presenti - dove si fa ricerca di materiali (anche antichi), di procedure di post-produzione, etc. In alcuni casi si va a sfondare il confine tra fotografia e computer graphics, ma questo è un altro discorso.

Insomma, è vero che la ricerca fotografica se ne infischia dei pixel, del rapporto segale rumore, della velocità di raffica etc, ma non è vero che la fotografia di ricerca non sia ancora (troppo) influenzata dalla tecnologia in senso ampio. Questa ultima affermazione è quella "estensione apparentemente naturale del ragionamento" di cui parlavo sopra.

Citazione:

archifoto ha scritto:
.....
poi vai a vedere (e ci vado spesso) questo sito https://spacescorners.com/shop/p/shop/ ... v568eejugmagntrizw41sgube che presenta edizioni sperimentali, autoprodotte, editori d'avanguardia etc...


Una considerazione OT. Ho vissuto negli anni 80 a Pittsburgh, PA. Per cinque anni. Immagino oggi sia molto cambiata ma sono anche sicuro che non sia quel centro di attrazione artistica che fa concorrenza a New York, Miami, Austin o Los Angeles (sono volutamente ironico, per essere del tutto chiari). La mia domanda è "ma perchè in Italia una Space Corners non è possibile? Italia, la terra dell'arte, con la più alta densità di siti dell'UNESCO al mondo?". A Pittsburgh, Pennsylvania, lungo il fiume Allegheny lo fanno ma a Milano, Roma, Venezia, Firenze, Palermo no? Magari Space Corners chiude l'anno prossimo, ma almeno ci provano. In Italia, encefalogramma piatto.

Questo tema mi coinvolge emotivamente da sempre, da anni, ne ho parlato con tanta gente e mi sono dato una serie di risposte che - ahimè - non mi rendono particolarmente simpatico alla grande maggioranza dei miei connazionali (fortunatamente con molti ci si capisce) ma va bene così. È anche per questo che dopo un timido tentativo di vivere in Italia attorno al 2000 sono fuggito e praticamente da 40 anni vivo all'estero (38, per essere precisi). Ne ho guadagnato io e - sono altrettanto convinto - ne ha guadagnato l'Italia


Inviato: 6/9 7:34
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Re: alta tecnologia bassa dedfinizione

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Citazione:

Mxa ha scritto:
. La mia domanda è "ma perchè in Italia una Space Corners non è possibile? Italia, la terra dell'arte, con la più alta densità di siti dell'UNESCO al mondo?".



Magari Space corners chiude de domani ma intanto ha già 20 anni...

e secondo me la risposta è proprio nella tua domanda perchè l'Italia è piena di siti Unesco, di architetture del Rinascimento e del Seicento, Punto.Poi ci siamo fermati lì. Al turista in Italia interessa l'achitettura contemporanea? Hai mai visto qualcuno visitare le periferie di Firenze o Bologna? No l'architettura contemporanea non è negli interessi di nessuno. Allargo e arrivo all'Arte quella vera, anche lì il discorso è simile, la maggior Parte dei visitatori segue percorsi "di massa" ai musei e non i propri interessi, ho fatto un esperimento un pomeriggio e sono stato parecchio ad osservare due opere in pinacoteca a Bologna. Ho visto molti visitatori soffermarsi due minuti di fronte all'Estasi di Santa Cecilia, di Raffaello che non si può non vedere ma girare le spalle (letteralmente perchè sono di fronte) e ignorarare completamente la Madonna del Perugino. Arriviamo alla fotografia e la risposta viene da sola, a quanti interessa la fotografia che va oltre i social? A Bologna che non sarà New York ma neanche Canicattì (non me ne vogliano i siciliani è un modo di dire) le librerie nel reparto fotografia hanno mediamente 5-6 autori tra cui A.Adams, C.Bresson, Gardin, Scianna, Vivian Maier e quando va bene Koudelka.
La fotografia di ricerca evidentemente non venderebbe neanche mezzo libro. Hai fatto bene ad emigrare in un Paese sviluppato!

Inviato: 6/9 15:27
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Re: alta tecnologia bassa dedfinizione

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Oscar,

ti seguo completamente nel ragionamento. Avrei tanto da aggiungere, ma non servirebbe assolutamente a nulla. Ho raggiunto il mio equilibrio psichico con l'Italia - un posto bellissimo per andarci in vacanza - e va bene così.

Detto questo, voglio sottolineare per onestà intellettuale che molti problemi che l'Italia ha li condivide con altri paesi europei. Alcuni mali sono mali di questo continente, insomma. Poi magari l'Italia aggiunge delle devianze (in peggio, ma in certi casi in meglio).


Inviato: 7/9 10:53
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Re: alta tecnologia bassa dedfinizione

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Citazione:

Mxa ha scritto:
Oscar,
Avrei tanto da aggiungere, ma non servirebbe assolutamente a nulla.



lo so si fa per parlare... non voglio denigrare l'Italia perchè sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Ma se qualcuno inciampa in queste pagine magari si fa qualche domanda...Non ho la pretesa di cambiare nulla ma se avessi la tua capacità oratoria farei un canale sulla fotografia contemporanea! Ma forse sono troppo presuntuoso, è meglio continuare a parlarne qui o al massimo davanti ad un ipotetico bicchiere di vino!

Inviato: 7/9 14:30
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Re: alta tecnologia bassa dedfinizione

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E a proposito dello scarso interesse per il contemporaneo di cui sopra, scopro ora questo bando a mio parere inutile. https://app.zooppa.com/projects/viaggi ... 11Qk-IFhtGwCX0yRkdJiSub0A

Inviato: 7/9 18:05
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Re: alta tecnologia bassa dedfinizione

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Citazione:

archifoto ha scritto:
...

Ma forse sono troppo presuntuoso, è meglio continuare a parlarne qui o al massimo davanti ad un ipotetico bicchiere di vino!



Il bicchiere di vino funzionerebbe, purtroppo al momento è solo ipotetico, ma non si sa mai che diventi reale

Per il resto, preferisco starmene nella mia cuccia, ma dico solo questo che risulterà forse incomprensibile a molti ma è la perfetta sintesi dei problemi italiani/europei

" quando sei arrivato all'ultimo piano, non dimenticarti di mandare giù l'ascensore"

ecco, in Italia - ma in generale in Europa, con forse l'eccezione della Gran Bretagna - chi arriva all'ultimo piano non solo non manda giù l'ascensore ma la blocca al piano.


Inviato: 8/9 19:05
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Re: alta tecnologia bassa dedfinizione
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Seguo con interesse questa discussione.
Il Marketing certo, ci mette del suo nel creare e coltivare richieste ed aspettative più o meno giustificate.

Nel campo della foto Artistica o di Ricerca (qualsiasi cosa voglia dire, perchè a me non è affatto chiaro), il numero dei pixel e la dinamica del file probabilmente non contano nulla o quasi.

Ma ci sono diversi campi di fotografia professionale di tipo "artigianale", che vanno dai matrimoni e cerimonie, alla foto sportiva, foto di viaggi e panorami, architettura, still life, pubblicità, ecc., pensare che siano di scarsa importanza, mi pare esagerato. Anche se beninteso, meglio una foto buona, ma tecnicamente imperfetta (entro i limiti della sua utilizzabilità) che viceversa

Inviato: 9/9 14:52
Tessera C.F.A.O n. 3

"Tempo fa ero indeciso, ma ora non ne sono più così sicuro" Boscoe Pertwee

http://www.flickr.com/photos/15773975@N00

https://500px.com/lucinio
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Re: alta tecnologia bassa dedfinizione

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Citazione:

luciano ha scritto:

Nel campo della foto Artistica o di Ricerca (qualsiasi cosa voglia dire, perchè a me non è affatto chiaro), il numero dei pixel e la dinamica del file probabilmente non contano nulla o quasi.

Ma ci sono diversi campi di fotografia professionale di tipo "artigianale", che vanno dai matrimoni e cerimonie, alla foto sportiva, foto di viaggi e panorami, architettura, still life, pubblicità, ecc., pensare che siano di scarsa importanza, mi pare esagerato. Anche se beninteso, meglio una foto buona, ma tecnicamente imperfetta (entro i limiti della sua utilizzabilità) che viceversa


Parlavo proprio di fotografia di ricerca, e non ho detto che i professionisti siano di scarsa importanza (sono parte in causa, ho la partita iva da 25 anni...). La mia riflessione partiva invece dall'osservazione del sito di fotografia sperimentale dove le immagini contenute nei libri (nella maggior parte non li ho certo visti tutti) possono essere fatte con la macchinetta da due megapixel. Trovo quantomeno curioso ma allo stesso tempo interessante il fatto che la ricerca prescinda dalla tecnologia o comunque non lo faccia vedere. Quindi tolti i professionisti, che in ogni ambito utilizzano strumenti specifici, rimangono gli appassionati/dilettanti a spaccare il pixel in quattro e ad entusiasmarsi dei 20 fps.

Inviato: 9/9 18:17
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Re: alta tecnologia bassa dedfinizione

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Per il lato professionale posso dire come la penso io, per quello che vale. Personalmente non mi sono mai entusiasmato per una macchina o per le sue mirabolanti capacità promesse dal marketing. Oggi sono rimasto un po'indietro se vuoi con la tecnologia dato che lavoro con la 5D Mark 2 ma non mi è mai stata rifiutata una fotografia perchè la macchina è troppo vecchia e nell'ultimo libro non noto differenze con le foto del collega che utilizza la 6D Mark2! Ho sempre considerato le macchine come strumenti di lavoro e non oggetti feticcio con cui contare le linee per millimetro o i fotogrammi al secondo, ho sempre preteso che fossero buone certo come buoni devono essere i coltelli che adopera il salumiere.

Inviato: 9/9 18:34
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