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Re: Perché fotografate?

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25/8/2005 8:38
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archifoto ha scritto:

... non riesco ad incanalare come vorrei la mia produzione, che si svolge tra esperimenti inutili e casualità...


In queste poche parole hai inquadrato in modo splendido il dilemma di chi vuole costruirsi una riconoscibilità partendo dal proprio lavoro fotografico.

Quello che vedo succedere in Germania è che la giovane fotografa uscita dalla scuola di prestigio (oggi Lipsia, ieri Düsseldorf) viene “incanalata” (uso a proposito il tuo verbo) nella giusta direzione dall’insegnante della scuola. Quindi le giuste mostre di gruppo, poi i concorsi con i temi e la tecnica di scatto che tira al momento, poi le prime piccole personali cavalcando i fondi governativi e gli spazi “giusti” etc.

Premetto subito che quanto sopra non ha alcuna accezione negativa, non sto parlando di comportamenti poco etici (ci saranno anche quelli immagino) o compromettenti. Semplicemente la carriera con un’ottima scuola alle spalle procede con una sua linearità strutturale. Con il supporto di insegnanti in gamba, il che vuol dire anche con le relazioni giuste.

Chi invece parte senza una struttura di supporto attorno ha una vita difficilissima, con tutte le considerazioni del caso fatte da Oscar. Se vuole avere una minima chance deve comunque investire in auto-promozione il 90% del suo tempo, essere un personaggio (avere quindi una storia personale alle spalle a cui un gallerista possa attaccarsi), scattare dei soggetti che siano in sintonia con il vedere del momento, utilizzare una tecnica fotografica che sia in sintonia con quello che va per la maggiore al momento. Gli ultimi due requisiti sono ben noti agli insegnanti di queste scuole, così i loro discepoli non devono investire una quantità enorme di tempo per - a tentativi - trovarli per loro conto. Chi parte da solo deve invece fare tutto questo lavoro da solo, prova e riprova. Poi dopo c’è comunque il momento della verità, cioè quando il fotografo finalmente scopre gli stilemi del momento. Se questi coincidono con quelli suoi naturali, evviva. Altrimenti deve decidere se ”prostituire” la sua fotografia per vincere i concorsi e cominciare a costruirsi una riconoscibilità oppure fare il duro e puro e rischiare l’anonimato perenne. Personalmente io rispetto entrambe le posizioni.

L’epilogo di questa sbrodolata e’ che credo sempre meno a una serie di ”verita’” che mi hanno accompagnato per tanti anni, a cominciare dal fatto che “se sei veramente bravo alla fine riesci ad emergere”. Balle. Magari era vero 40 anni fa (dico “magari”), ma oggi, con il rumore di fondo assordante sia mediatico che di business mi sono convinto che ci sono fotografi bravissimi che scompariranno dalla faccia della terra senza essere riconosciuti e verranno persi per sempre. Nel contrario credo ancora però: se sei un peracottaro uscire dalla giusta scuola e/o essere un promotore di te stesso da paura ti darà della riconoscibilità anche importante al momento, ma fra 100 anni sarai scomparso dalla memoria collettiva artistica. Ci sono un paio di “grandissimi” fotografi le cui foto non meritano di comparire neppure sui cartoni del latte: spero ardentemente di avere ragione

Inviato: 1/2 17:43
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Re: Perché fotografate?

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29/5/2009 11:05
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Mxa ha scritto:

Chi parte da solo deve invece fare tutto questo lavoro da solo, prova e riprova. Poi dopo c’è comunque il momento della verità, cioè quando il fotografo finalmente scopre gli stilemi del momento. Se questi coincidono con quelli suoi naturali, evviva. Altrimenti deve decidere se ”prostituire” la sua fotografia per vincere i concorsi e cominciare a costruirsi una riconoscibilità oppure fare il duro e puro e rischiare l’anonimato perenne. Personalmente io rispetto entrambe le posizioni.



Cito questo ma condivido tutto. Lo so che è così e data anche la mia tenera età sono certo di essermi ritagliato un posto completamente fuori dal campo dell'arte. Ma decisi consapevolmente di fare il professionista e dedicarmi all'architettura e non curare troppo la mia ricerca "artistica" quindi oggi non posso certo colpevolizzare il sistema. Beh sul fatto poi di scomparire tra venti o cent'anni credo che mi cambi poco...

Inviato: 1/2 18:30
www.oscarferrari.com
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Re: Perché fotografate?

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22/6/2009 11:34
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Bellissimo intervento Mxa.
Citazione:

Mxa ha scritto:
Poi dopo c’è comunque il momento della verità, cioè quando il fotografo finalmente scopre gli stilemi del momento. Se questi coincidono con quelli suoi naturali, evviva. Altrimenti deve decidere se ”prostituire” la sua fotografia per vincere i concorsi e cominciare a costruirsi una riconoscibilità oppure fare il duro e puro e rischiare l’anonimato perenne. Personalmente io rispetto entrambe le posizioni.

Anch'io le rispetto entrambe, però ne ho scelta una con la massima convinzione.

Inviato: 4/2 9:43
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Re: Perché fotografate?
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Quanto precedentemente ho parlato del voler rendere visibili le proprie fotografie sono scaturiti pensieri e discussioni sul mondo dell’arte. Per inciso io non mi riferivo a questo. Nel senso che con le parole “rendere visibili” non mi riferivo al mondo legato a gallerie, ambiente artistico ecc. Non rientra nei miei obiettivi primari. Non ho fatto scuole d’arte (sono un biologo), non ho la piu’ pallida idea di come fare per entrare nel mercato artistico, non vivo di fotografia (faccio un lavoro completamente slegato dall’arte), ho una famiglia e poco tempo libero, non ci penso minimamente di usarne il 90% in promozione (90% poi di quanto? ). Ho partecipato a concorsi, è vero, ma sempre senza aspettative e con lo spirito “se ho culo va bene ma se non ho successo chi se ne frega”. Quando dico che un lavoro fotografico merita di essere divulgato intendo renderlo visibile in giro, al di fuori di certi mercati o ambienti. Che sia un gruppo di conoscenti o il passa parola o la mostricciola di paese con altri cento amatori va bene comunque.

Marco

Inviato: 4/2 11:41
Il mio sito

"I'm not a photographer the moment I pick up the camera.
When I pick one up, the hard work's already been done"

“To photograph reality is to photograph nothing.”

Duane Michals


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Re: Perché fotografate?

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Queste considerazioni si adattano un po' a tutte le "carriere" umane, in fondo ...

Inviato: 4/2 14:05
Intelligenti pauca
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Re: Perché fotografate?

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Citazione:

Claudio53 ha scritto:
Queste considerazioni si adattano un po' a tutte le "carriere" umane, in fondo ...


A me non sembra. Io ho fatto l’ingegnere senza mentore dietro le spalle o dovendomi preoccupare di relazionarmi in un modo o un altro. Ho risposto ad un annuncio, ho fatto un colloquio, mi hanno assunto.

Ci sono delle professioni dove è chiaro quello che sai (e puoi dimostrare che lo sai) e che porti in una relazione lavorativa. L’arte è all’estremo opposto: non solo non è chiaro cosa sai, ma non è neppure importante




Inviato: 4/2 16:33
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Re: Perché fotografate?

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Citazione:

pamar5 ha scritto:
... il 90% in promozione (90% poi di quanto? ) ....


Ahimè, di quanto tempo lavori. Il tempo che passi a “fare” fotografia (elaborare progetti e produrre il risultato finale, pronto per la vendita o il concorso o il portfolio) è un decimo del tempo che devi investire per promuovere te stesso. Un decimo, un nono, un ottavo ... non esiste il numero magico. Il messaggio è che la promozione occupa una percentuale *mostruosa* del tempo lavorativo.

Questo lo vedi per esempio se noti che i fotografi “artistici” hanno una produzione ridotta, riciclando gli stessi progetti in continuazione. Si cerca di spremere da un progetto il massimo possibile, il che trovo sia ragionevole: ci hai creduto, lo vuoi “piazzare” al meglio.

Lo vedi notando quanto sono focalizzati nello scegliere attività ad altissimo ritorno di immagine. Ed infatti in questo stesso forum sono passati dei fotografi che - una volta appurato che questo forum (a dire il vero quello vecchio) non tornava nulla - se ne sono andati dopo poco. Magari lo apprezzavano e si divertivano pure, ma non potevano permettersi di dedicargli tempo: meglio riscrivere la 32ma versione della presentazione di in progetto.

Nulla di quanto sopra è la Verità, ci mancherebbe altro. È solo un breve sunto delle mie impressioni avendo frequentato per qualche anno questo ambiente. Mi aspetto che ci siano abbondanti eccezioni al comportamento descriitto qui.

Inviato: 4/2 17:01
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Re: Perché fotografate?
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Da Varese
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Non completamente ma sono d’accordo con Mxa. Nel mondo del lavoro non sempre comanda la meritocrazia ma tendenzialmente si. Magari a livello di carriera non sempre questo è un altro discorso.
Come assunzione devi sottostare ad un colloquio, una valutazione delle tue caratteristiche e capacità. Io i lavori che ho fatto sono sempre passati da curriculum, colloquio, valutazione ecc. Se poi uno sul lavoro si rivela una capra “tendenzialmente” (nel privato) ti salutano. Il mondo dell’arte è tutto diverso e non sottostà alle prassi comuni. Forse perché non sono imposti dati oggettivi ed inoppugnabili a chi deve decidere in tale ambiente. Ed è sempre stato cosi’, forse oggi maggiormente. Come si spiega altrimenti che un Modigliani moriva di fame e poi è diventato ultra quotato dopo morto ?
Io non sono un critico o un esperto ma personalmente pernso che oggi molti meritevolissimi fotografi non se li fila nessuno nel mercato artistico mentre alcuni superquotati sfornano opere che definirei alla Fantozzi “cagate pazzesche”.

Marco

Inviato: 4/2 17:12
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