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Stampa chimica vs stampa inkjet

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Ormai le stampanti inkjet sono le più diffuse perchè sono sono multifunzione e caratterizzate relativamente da basso costo. Ma quali sono le reali differenze di qualità e durata tra una foto stampata a chimica ed una ad inkjet?
Mi piacerebbe sentire opinioni diverse.

Inviato: 7/6 18:22
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet

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Delle stampe ink, data la loro recente introduzione, disponiamo solo dei "test" di invecchiamento per cui dobbiamo fidarci dei valori stimati che comunque vanno fino 100 anni e oltre per carte cotone in condizioni di conservazione ottimali . http://www.wilhelm-research.com/Canson/canson_infinity.html
Per le stampe chimiche invece abbiamo la prova che i cent'anni si raggiungono senza particolari problemi anche per stampe non proprio fine art: ho delle albumine Alinari che sembrano stampate ieri, e la cosa che mi colpisce è che molte stampe bn chimiche sono passate di mano in mano senza troppi riguardi e ancora oggi sono in condizioni quasi perfette. Oltre alla durata "sottovetro" scondo me si dovrebbe anche considerare la durata alla manipolazione, alla possibilità di passare di mano in mano senza distruggersi. Ci sono stampe ink su carta baritata che si segnano solo a guardarle, ma oggi chi manipola più le stampe? La fotografia come documento cartaceo non esiste più, c'è la foto fine art che se ne sta imbalsamata sottovetro o in scatola al buio e non soffre certo dei maltrattamenti tipici delle fotografie in bianco e nero che circolavano un tempo.

Inviato: 7/6 18:47
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet
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Quoto !

Comunque le considerazioni espresse valgono credo, essenzialmente per le foto in BN.
Nel caso di stampe colore, forse le inkjet se la battono meglio.


Inviato: 8/6 8:32
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet

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Si l'ho scritto bianco e nero, il colore se arriva a 30-40 anni esposto alla luce è molto ! In Artefiera vedi delle foto originali di Ghirri anni 80 che sono completamente magenta...

Inviato: 8/6 8:37
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet
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Da lombardia
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Però la facendo della manipolazione è fondamentale.
Chi ha qualche annetto, ricorda come le foto di famiglia venissero tenute magari in una scatola di cartone e in certe occasioni tirate fuori, passate di mano in mano, guardate maneggiandole fisicamente.
Molto del gusto consisteva in questo.. c'era oltre a quello visivo anche il piacere tattile, perfino olfattivo e uditivo, sentendo il fruscio dei cartoncini baritati.

Ora , tutte queste stampe, impeccabili esteticamente e formalmente, ma rigorosamente fisse sotto vetro a parete o dimenticate chissà dove, non maneggiabili (perché come si maneggia una A3 ?) con quell'aria algida da "noli me tangere", bah...
E' come lo scatto digitale rispetto al chimico. Sarà meglio, ma non riscalda il cuore e non facilmente emoziona la mente.

Inviato: 8/6 9:12
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet

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Ma infatti, ci penso da un po' e la perfezione della stampa ink non saprà mai restituire quel carattere delle stampe analogiche che sottolinei.
lo dico senza malinconie passatiste, ho adottato il digitale con grande entusiasmo appena ho potuto perchè il mondo cambiava e ho dovuto adeguarmi e oggi lo benedico per velocità e semplicità, ma in questo cambio del mondo manca proprio l'aspetto fisico della foto, il pezzo di carta. Trovare immagini di cent'anni fa che chissà dove sono state prima di finire a casa mia mi dà un enorme piacere. Allego una foto che esprime perfettamente il concetto: una foto (tra l'altro Poppi Bologna) incollata su cartoncino e quadrettata (e maltrattata) per essere ingrandita riprodotta come pittura.

Allega:



jpg  ranuzzi 001.jpg (614.35 KB)
1927_5b1a50d71d155.jpg 872X630 px

Inviato: 8/6 11:48
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet
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Interessante questo discorso circa la stampa.
Io personalmente sono un entusiasta della stampa inkjet. Ho la mia stampantina e la uso spesso.
Direi che sono, da una parte di vecchia scuola e dall’altra al passo con le tendenze attuali. Vecchia scuola perché per me una fotografia per essere “completa” deve esistere su carta ossia stampata. Non mi basta il file su monitor o quant’altro (dico questo perché uso il digitale per il 90% anche se ultimamente sto riscoprendo il MF a pellicola). Al passo con le tendenze attuali perché mi avvalgo solo dell’inkjet e non uso e userò (penso) mai la stampa chimica. Questo perché faccio per il 99% colore e per me non ha più senso la stampa chimica del colore. Perché? Perché il colore chimico presenta solo contro. In primis oggi trovare chi lo stampa decentemente (e dico decentemente, non ottimamente) è un’impresa. Qualcuno c’è ma a prezzi salatissimi. Poi perché la varietà di scelta di supporti per l’inkjet è smisurata e fornisce possibilità di scelta ottimale. I risultati poi dell’inkjet sono d’eccellenza. La durata e conservabilità? Buona, con il vincolo del potere maneggiare liberamente le stampe. E’ vero che vi sono supporti RC resistentissimi e che permettono usabilità ottima. E’ anche vero che taluni supporti (i più belli ed interessanti) hanno il contro di essere piuttosto delicati. Ci sono quindi pro’ e contro all’inkjet colore rispetto alla stampa chimica. Da parte mia i vantaggi superano di gran lunga i contro. Il B&N è un altro paio di maniche e lascio la parola a chi ne è più ferrato.

Marco

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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet
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Con il passare del tempo la mia opinione sulle differenze tra stampa fotografica tradizionale e stampa inkjet si sono fatte sempre più "stratificate", le ho praticate e le pratico entrambe da anni ed era inevitabile che fosse così...

Sulla qualità, intesa come eccellenza nei risultati di stampa, penso ci sia poco da dire, in mani esperte si possono produrre stampe di qualità eccellente in entrambi i sistemi.

Penso sia più importante soffermarci sul concetto di qualità estetica, cioè quella qualità che è funzionale al tipo di immagine che vogliamo stampare, ma soprattutto funzionale al pensiero espressivo su fare fotografia dell'autore, ed in questo ambito è importante ribadire che la stampa inkjet non è una stampa fotografica bensì una stampa tipografica, con tutto ciò che ne consegue per quanto riguarda quella qualità estetica di cui sopra, cioè la stampa inkjet è sostanzialmente un processo identico che si applica a supporti differenti (stendere degli inchiostri su delle superfici), laddove in una stampa fotografica siamo piu' in in presenza di processi differenti che si applicano a supporti differenti, basti pensare alle differenze sostanziali tra stampa al platino palladio, piuttosto che al carbone, piuttosto che al collodio umido, piuttosto che cibachrome, piuttosto che al dye transfer, piuttosto che le stampe classiche da negativo C41, penso sia evidente la irriducibile differenza di qualità estetica dei due approcci, stampa tradizionale e inkjet, ripeto differenza non sulla qualità dei risultati, ma differenza in quella qualità estetica che deve essere funzionale alle proprie immagini e che ogni fotografo deve scegliere e fare diventare parte integrante del proprio pensiero sul fare fotografia...

Sulla longevità mi "accodo" ad Oscar, nel senso che sappiamo con certezza che le stampe tradizionali in bianco e nero durano più di cento anni, sono arrivate fino a noi e le maneggiamo ancora oggi, con il primato di longevità all'esposizione alla luce delle stampe al carbone, così come le stampe inkjet con inchiostri ai pigmenti e carte senza sbiancanti ottici dovrebbero "durare", se i test "accelerati" in laboratorio sono affidabili, oltre i 100 anni in normali condizioni di esposizione.

Per il colore il primato spetta ancora alle stampe tradizionali al carbone (tri o quadricromia che sia), tecnica poco diffusa ma che viene ancora praticata da alcuni splendidi folli (mi viene in mente Todd Gangler di Art and Soul a Seattle), per queste stampe non faccio fatica a pensare ai 500/600 anni esattamente come quelle al carbone b&w, poi come primato di "durabilita' " ci sono le stampe inkjet sempre con inchiostri ai pigmenti e carte senza sbiancanti ottici, meno longeve come diceva giustamente Oscar le stampe fotografiche tradizionali da negativo colore, se tenute in condizioni di esposizione ottimale arrivano a 60/70 anni altrimenti il degrado potrebbe arrivare anche dopo 25/30 anni...in fondo alla scala troviamo le cibachrome, le inkjet con inchiostri a base acquosa (ma con alcuni tipi di carte possono essere longevi anche questi) ed ovviamente ultimissime le pellicole a sviluppo immediato, Polaroid, Impossible Project e Fuji, anche se per questo tipo di stampe non ci sono dati certi, però è certo che si deteriorano prima degli altri sistemi di stampa, in questo senso è un po' paradossale che il mio ultimo lavoro, una serie di crocefissioni che andrà presto in mostra, quindi proposte al mercato del collezionismo, io abbia deciso di realizzarlo con le Impossible Project 8x10" ,però per me era assolutamente necessario ralizzarle utilizzando questo supporto proprio per quella qualità estetica di cui parlavo prima...

Ultima nota personale, io a differenza di Marco/Pamar non nutro più alcun interesse per la stampa inkjet, ripeto, onde evitare fraintendimenti, questo non per questioni legate alla qualità delle stampe ma perché non trovo che la qualità estetica delle stampe inkjet sia funzionale al mio pensiero sul fare fotografia...ultimamente ho intrapreso un cammino di apprendistato/apprendimento nelle stampe al carbone a colori, penso che per la fine dell'estate sarò in grado di realizzare le mie prime stampe con questo metodo, di enorme aiuto mi sono stati due testi di cui lascio i riferimenti al forum perché chissà che qualcun altro abbia voglia di "complicarsi" follemente la vita :

- Amateur Carbro Colour Prints di Viscount Hanworth, The Focal Press, io ho preso la terza edizione del 1955

- Colour Photography in practice di D.A. Spencer, Pitman and Sons, consiglio la terza edizione del 1948 o quella rivisitata del 1952 rispetto alle prime del 1938 e 1939


Inviato: 9/6 15:11
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet

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Citazione:

Marco ha scritto:
in fondo alla scala troviamo le cibachrome, ...


ma non si diceva all'epoca che le cibachrome erano di gran lunga più durature dell normali color prints?

Inviato: 9/6 16:37
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet

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archifoto ha scritto:
Citazione:

Marco ha scritto:
in fondo alla scala troviamo le cibachrome, ...


ma non si diceva all'epoca che le cibachrome erano di gran lunga più durature dell normali color prints?


Anche a me risulta la stessa cosa.

Inviato: 9/6 18:55
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet
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Lo pensavo anche io, invece una mezza "bufala", nel senso che le cibachrome hanno una archiviabilita' di 25 anni in normali condizioni di esposizione, 400 anni al buio completo, fonte una pubblicazione di una quindicina di anni fa del Wilhlem Research, se ho il link al file PDF ve lo posto, altrimenti dovrei scansionare la pagina, ma non ho tempo, scusate, lunedì parto per un tour dai galleristi che esportano le crocefissioni e torno a fine mese, scusate ma anche a me la notizia al tempo aveva un po' "sconvolto", le ciba sono archiviabilissime ma al buio (!!!!!), il che non ha molto senso in un mondo di esposizione/mostre...

Inviato: 9/6 19:46
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet
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Cavolo ho molto da dire e ribattere alle parole di Marco....alcune affermazioni mi trovano in sua sintonia altre di idee opposte. Discorso complesso che richiede tempo e calma. In questi giorni non riesco ma arriverò. Promesso.

Inviato: 9/6 22:31
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet

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Al momento le mie stampe Cibachrome sono appese dal 1989 e non hanno subito la minima variazione di colore.

Inviato: 10/6 2:19
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet

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Ecco l’articolone che risponde a tutti i quesiti sulla durata della stampa analogica

Conferma l’affermazione di Marco sulla ciba/ilfochrome.

Inviato: 10/6 3:58
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet

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Dissento per empirica praticoneria: Il fu laboratorio dei reporter romani, FotocolorLab, altrimenti detto Ianni (dal cognome del baffuto proprietario) aveva esposta una cibachrome retroilluminata e mai spenta (salvo blackout) dal 1965. Di giorno prendeva anche luce solare, sebbene indiretta. Mi fecero vedere la copia di controllo conservata al buio: era assolutamente identica.

Ancora: nel mio vecchio studio avevo un cartellino sulla porta del giardino, stampa Cibachrome 10x15. Esposto alle intemperie e non solo al sole. La foto non mi è mai sembrata alterata i tanti anni.

Controprova: il Cibachrome esisteva in tre versioni. Quello trasparente, quello lucido e quello satinato. Quest'ultimo aveva una composizione chimica differente di sicuro, perché sbiadiva con l'umidità. Ho buttato molte cibachrome di questo tipo conservate in una cantina umida.

Scusate la non scientificità, ma così è se vi pare (cit.)

Inviato: 10/6 12:42
Franz ...Tessera "Bromuro d'argento" C.F.A.O. n. AgBr 31......
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www.franzgustincich.it - Empirici di tutto il mondo, unitevi!......
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet
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Mxa ha scritto:
Ecco l’articolone che risponde a tutti i quesiti sulla durata della stampa analogica

Conferma l’affermazione di Marco sulla ciba/ilfochrome.



Grazie Marco!!, mi hai risparmiato uno sbattimento, l'articolo è proprio quello che intendevo io, grande!!

Serghei, Franz, non dubito che abbiate ragione, io ho solo citato i dati contenuti in un documento redatto da uno degli enti di studio più stimati al mondo per quanto riguarda la archiviabilità dei supporti, è chiaro che sono test accelerati in laboratorio, chissà magari non sono poi così affidabili, non ho strumenti per giudicare, però posso dire che l'unico test empirico di cui tendenzialmente mi "fido" è quello con la stampa al buio, l'occhio si abitua al cambiamento cromatico e non nota differenze a causa dell'abitudine, mi è capitato con alcune stampe con inchiostri dye che a me sembravano perfette dopo anni ma che confrontate con campioni al buio mostravano differenze...e comunque stiamo parlando ahimè di niente, le stampe cibachrome e i materiali per realizzarle sono estinte come i dinosauri

Piuttosto mi ha sorpreso nel documento postato da Marco scoprire una relativa archiviabilità di alcune pellicole a sviluppo immediato...


Inviato: 10/6 13:41
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet
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Arrivo con alcune considerazioni personali circa la stampa, anche in conseguenza degli imput di Marco (in un suo post precedente in questa discussione). Ribadisco che sono mie elucubrazioni personali e non pretendono di essere verità incontestabili. Quanto dico si basa fondamentalmente su quanto vedo e non vi è una base scientifica.
La stampa chimica e quella inkjet sono cose diverse, penso che non vi sia alcun dubbio. Quella chimica è un processo chimico mentre quella inkjet è un processo tipografico. Ma a livello di prodotto finito vi sono differenze tanto abissali? Mi spiego meglio: prendendo una stampa C41 ed una inkjet su supporto lucido, le diversità dove sono? Non mi si dica che una stampa inkjet posso farla 100 volte sempre identica; se cambiano stampante o profilazione o quant’altro avrò le stesse differenze che otterrei con una stampa chimica fatta in un minilab. Se poi entrano nel discorso tecniche diverse quali quelle citate (platino-palladio o carbone o collodio ecc.) allora abbiamo cose diverse. Ma a mio avviso sono cose talmente diverse fra di loro che non trovo coerente accomunarle tutte sotto il nome di stampa chimica…come possono essere assimilate cose tanto diverse come collodio umido e C41? A mio avviso andrebbe fatta una distinzione fra stampa inkjet e UN tipo di stampa chimica, non fra essa e la stampa chimica in generale.
Vorrei poi spezzare una lancia a favore della varietà e diversità dei supporti usabili con l’inkjet. Ammettendo che l’inkjet è un processo identico applicato a supporti diversi, io guardo al risultato finale, non mi soffermo troppo sul come. La stessa fotografia stampata su carte lucide, cotone, lisce, baritate, con texture o canvas o lisce fornisce estetiche talmente diversificate che “pare” di essere di fronte a tecniche diverse. Che poi la tecnica sia identica, a mio parere, lascia il tempo che trova. Chi se ne importa, alla fine io voglio il risultato estetico finale, non la storia del come l’ho ottenuto. Importanza del tipo di stampa che deve essere funzionale all’immagine? Io direi che il risultato deve essere funzionale all’immagine. Il come ho ottenuto quel risultato? Sarà fondamentale nel processo creativo del progetto, non lo discuto; io non volo così alto. Riconosco una differenza data dall’atto creativo e dallo strumento utilizzato che ha il proprio impatto, questo si. Non vado oltre.

Marco

Inviato: 13/6 12:34
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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet

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Citazione:

pamar5 ha scritto:
Ma a livello di prodotto finito vi sono differenze tanto abissali?

Marco



Da empirico quale sono ho provato a cancellare con la gomma, dato che nel restauro della fotografia si procede anche con la gomma bianca data leggera per togliere tracce di sporco, ho fatto l'esperimento: la stampa chimica si pulisce, la stampa ink scompare.
Poi nessuno si mette a cancellare stampe ink ma è una prova come un'altra per dire banalmente che nella stampa chimica l'immagine è "dentro" la carta e in quella ink è "sopra".

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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet
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archifoto ha scritto:
Citazione:

pamar5 ha scritto:
Ma a livello di prodotto finito vi sono differenze tanto abissali?

Marco



Da empirico quale sono ho provato a cancellare con la gomma, dato che nel restauro della fotografia si procede anche con la gomma bianca data leggera per togliere tracce di sporco, ho fatto l'esperimento: la stampa chimica si pulisce, la stampa ink scompare.
Poi nessuno si mette a cancellare stampe ink ma è una prova come un'altra per dire banalmente che nella stampa chimica l'immagine è "dentro" la carta e in quella ink è "sopra".


Vero. Intendevo a livello visivo fra (per esempio) una chimica C41 e una inkjet su RC.

Marco

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Re: Stampa chimica vs stampa inkjet

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secondo me poco e niente a livello visivo

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