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Re: Relazioni prospettiche tra occhio e fotocamera. Chi mi aiuta?

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22/6/2009 11:34
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FranzX ha scritto:

In pratica: se io osservo un cactus di 1 metro di altezza da una distanza di 3 metri, ne percepirò una certa dimensione, anche in relazione con gli altri oggetti. Come ricreare il medesimo effetto dimensionale e prospettico in una stampa fotografica (quindi bidimensionale), anche di grandi dimensioni?

La risposta a questa domanda è la stessa data alla prima domanda.
Fotografi il cactus dalla stessa distanza che lo osservi, cioè da 3 metri, sul formato che preferisci usando un obiettivo “normale” per quel formato.
Poi stampi la foto nel formato che preferisci, e la osservi da una distanza pari alla focale dell’obiettivo usato moltiplicata l’ingrandimento della stampa.
O, se preferisci, come ha sintetizzato Mxa:

D = I x F

con:

D = distanza di visione in mm
I = fattore di ingrandimento del negativo
F = focale dell’obiettivo in mm

Come abbiamo già detto, la focale “normale” è quella che restituisce la prospettiva più simile a quella dell'occhio umano, e la regoletta sulla distanza di osservazione è quella che annulla le distorsioni prospettiche dell’obiettivo.




Citazione:

FranzX ha scritto:

Provate ad immaginare una stanza e la fotografia di questa stanza con la stessa identica distorsione prospettica.

La frase stride, in quanto la visione oculare per definizione è esente da distorsione prospettica. Forse intendevi “la stessa identica prospettiva”, o “la stessa identica resa prospettica” , termini che ho detto essere un po’ vaghi, ma allora bisogna dimenticare l’aggettivo “identica”…



Citazione:

FranzX ha scritto:

Immaginate che la stampa sia una trasparenza. Chiudendo un occhio per mantenere la bidimensionalità, cercate di sovrapporre esattamente l'immagine fotografica con l'immagine reale. Se la prospettiva non è la stessa non si avrà alcuna sovrapposizione delle due immagini, ma il problema della seconda domanda è stabilire matematicamente quele sia la distanza di osservazione in relazione alla dimensione della stampa, per avere una perfetta coincidenza di ogni punto dell'immagine reale con ogni medesimo punto nela stampa.

Stesso discorso del cactus. Ma anche qui conviene dimenticare l’aggettivo “perfetta”…

Inviato: 25/2 21:13
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Re: Relazioni prospettiche tra occhio e fotocamera. Chi mi aiuta?

Iscritto il:
27/4/2006 13:48
Da Roma
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Citazione:

orso ha scritto:
Citazione:

FranzX ha scritto:

In pratica: se io osservo un cactus di 1 metro di altezza da una distanza di 3 metri, ne percepirò una certa dimensione, anche in relazione con gli altri oggetti. Come ricreare il medesimo effetto dimensionale e prospettico in una stampa fotografica (quindi bidimensionale), anche di grandi dimensioni?

La risposta a questa domanda è la stessa data alla prima domanda.
Fotografi il cactus dalla stessa distanza che lo osservi, cioè da 3 metri, sul formato che preferisci usando un obiettivo “normale” per quel formato.
Poi stampi la foto nel formato che preferisci, e la osservi da una distanza pari alla focale dell’obiettivo usato moltiplicata l’ingrandimento della stampa.
O, se preferisci, come ha sintetizzato Mxa:

D = I x F

con:

D = distanza di visione in mm
I = fattore di ingrandimento del negativo
F = focale dell’obiettivo in mm

Come abbiamo già detto, la focale “normale” è quella che restituisce la prospettiva più simile a quella dell'occhio umano, e la regoletta sulla distanza di osservazione è quella che annulla le distorsioni prospettiche dell’obiettivo.




Citazione:

FranzX ha scritto:

Provate ad immaginare una stanza e la fotografia di questa stanza con la stessa identica distorsione prospettica.

La frase stride, in quanto la visione oculare per definizione è esente da distorsione prospettica. Forse intendevi “la stessa identica prospettiva”, o “la stessa identica resa prospettica” , termini che ho detto essere un po’ vaghi, ma allora bisogna dimenticare l’aggettivo “identica”…



Citazione:

FranzX ha scritto:

Immaginate che la stampa sia una trasparenza. Chiudendo un occhio per mantenere la bidimensionalità, cercate di sovrapporre esattamente l'immagine fotografica con l'immagine reale. Se la prospettiva non è la stessa non si avrà alcuna sovrapposizione delle due immagini, ma il problema della seconda domanda è stabilire matematicamente quele sia la distanza di osservazione in relazione alla dimensione della stampa, per avere una perfetta coincidenza di ogni punto dell'immagine reale con ogni medesimo punto nela stampa.

Stesso discorso del cactus. Ma anche qui conviene dimenticare l’aggettivo “perfetta”…


Tutto giusto, grazie, ma la mia perfezione è imperfetta, in quanto empirico ed "approssimatista".

Inviato: 26/2 11:18
Franz ...Tessera "Bromuro d'argento" C.F.A.O. n. AgBr 31......
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www.franzgustincich.it - Empirici di tutto il mondo, unitevi!......
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Re: Relazioni prospettiche tra occhio e fotocamera. Chi mi aiuta?
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"Tempo fa ero indeciso, ma ora non ne sono più così sicuro" Boscoe Pertwee

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