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Il treno Leica della libertà
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8/2/2005 19:08
Da Vigevano, Milano, Asso
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In occasione del Giorno della memoria, ripropongo un mio articolo che pubblicai nel 2010 su un giornale locale; penso che sia utile ricordare, per chi già sa, e sapere, per chi ancora non sa, eventi che fanno essere fieri del nome da cui deriva il nome delle Leica.

"IL TRENO LEICA DELLA LIBERTÀ

Durante il nazismo, l’industriale tedesco Ernst Leitz II, il produttore della celebre macchina fotografica Leica, salvò la vita a centinaia di ebrei.

Nei terribili anni della dominazione nazista in Europa vi furono alcuni uomini che riuscirono, attraverso i mezzi a loro disposizione ed ad una buona dose di intelligenza e di coraggio, a contrapporsi alla bieca politica razziale contro gli ebrei voluta dai seguaci di Hitler. I più noti sono senza dubbio Oskar Schindler, la cui vicenda è stata raccontata da Steven Spielberg in Schindler’s list e l’italiano Giorgio Perlasca, considerato tra i Giusti delle nazioni dallo stato di Israele.
Sia Schindler che Perlasca sono stati premiati, negli anni passati, dalla Anti Defamation League per aver operato la salvezza degli ebrei durante il nazismo, incuranti dell’aver messo in pericolo la loro stessa vita.
Il premio è conferito da un’associazione il cui scopo è quello di operare azioni contro l’antisemitismo, che, come è noto, è ancora ben presente nel mondo contemporaneo.
Nel luglio dello scorso anno l’Anti Defamation League ha conferito il Courage to Care Award, il premio Coraggio nel prendersi cura, alla memoria di Ernst Leitz II per aver contribuito a salvare la vita di centinaia di ebrei tedeschi dalla persecuzione nazista.
Ernst Leitz II era il proprietario della Leitz, la ditta di Wetzlar, in Germania, produttrice delle famose fotocamere Leica. Il nome Leica è l’abbreviazione di LEItz CAmera, ‘la macchina fotografica di Leitz’.
Il premio a Leitz è frutto delle accurate ricerche che negli anni ha effettuato il rabbino londinese Frank Dabba Smith, culminate con la pubblicazione del libro The greatest invention of the Leitz family: the leica freedom train, La grande invenzione della famiglia Leitz: il treno Leica della libertà..
L’industriale tedesco ed i suoi familiari non hanno mai voluto rendere pubbliche le vicende legate alle loro attività umanitarie: Leitz riteneva che esse fossero del tutto normali e del tutto doverose, attenendosi al motto ‘Fai del bene, ma non parlarne’.
Ernst Leitz II era un democratico, al pari del padre, Ernst Leitz, il quale fu tra i primi in Germania a garantire ai suoi dipendenti, nella seconda metà dell’ottocento, l’assicurazione e l’assistenza sanitaria.
Durante gli anni venti del secolo scorso, Ernst Leitz II cominciò a gestire l’azienda di famiglia: quando, nel 1923, l’inflazione erose il potere d’acquisto degli stipendi, l’industriale fece arrivare a sue spese derrate alimentari dalla Danimarca per alimentare i suoi dipendenti e le loro famiglie: questo fu possibile grazie alla valuta straniera che possedeva e che derivava dalla vendita all’estero dei suoi prodotti, già noti a livello mondiale.
Quando Hitler salì al potere, nel 1933, Leitz era candidato per un partito democratico ed in un comizio attaccò i nazionalsocialisti definendoli ‘scimmie con le camicie brune’.
Riuscì a non iscriversi al partito nazista fino al 1942, quando fu costretto a farlo per evitare le ritorsioni ai suoi dipendenti da parte della Gestapo; negli anni precedenti, l’antinazismo di Leitz veniva tollerato dalle autorità perché la fabbrica Leitz era di importanza strategica, per la sua produzione di tecnologia ottica e di misurazione necessaria all’aviazione, all’esercito e alla marina. Le autorità naziste erano ben consapevoli del fatto che le maestranze della Leitz erano molto legate ad Ernst e temevano che azioni contro di lui avrebbero potuto creare problemi alla continuità ed alla precisione della produzione.
Fu appena quattordici giorni dopo l’avvento nazista al potere che Ernst Leitz II iniziò a contrastare le azioni antisemite, inventando un modo per poter riuscire a fare espatriare la maggioranza degli ebrei di Wetzlar. Istituì dei corsi di formazione in fabbrica per far divenire addetti alle vendite gli ebrei che dovevano essere messi in salvo; dopo il corso essi ottenevano un certificato che di fatto li rendeva dipendenti Leitz: in questo modo l’azienda poteva ottenere i visti che permetteva loro di andare a lavorare nella filiale americana.
Ernst Leitz II creò una serie di treni -i treni della libertà- che, passando per la Svizzera, raggiungevano i porti d’imbarco per le navi con le quali poter attraversare l’Atlantico; Ernst si faceva carico di ogni spesa di viaggio e, inoltre, donava a ciascun partente una fotocamera Leica: nell’impossibilità di espatriare con somme di denaro, la Leica, con il suo valore e la sua facile commerciabilità, costituiva una sorta di assicurazione contro gli eventuali imprevisti.
Al porto di New York si ripeteva settimanalmente la stessa scena: una ventina di persone scendevano dalle navi provenienti dall’Europa con la loro Leica al collo come segno distintivo e venivano portati in albergo e poi nella sede Leitz sulla quinta strada, dove il direttore e responsabile per i rifugiati Alfred Boch coordinava la ricerca di un lavoro per tutti i nuovi arrivati dalla Germania.
Gli ebrei trovarono impiego o direttamente negli uffici oltreoceano della Leitz a New York o presso i distributori in tutta l’America, oppure in aziende che avevano contatti commerciali con l’azienda, come la Kodak, la Wollensack o la Ilex.
Sembra che Ernst Leitz II si facesse carico delle prime tre mensilità del nuovo lavoro dei rifugiati e la metà dell’importo delle tre mensilità successive.
Questi viaggi poterono essere organizzati fino al 1939, quando, con l’inizio del secondo conflitto mondiale, le frontiere della Germania furono chiuse e non fu più possibile far espatriare gli ebrei tedeschi attraverso i treni della libertà; Leitz riuscì ad ogni modo a salvare la quasi totalità degli ebrei residenti a Wetzlar e riuscì a trarne in salvo anche tra quelli residenti a Giessen, a Darmstadt ed a Francoforte. Naturalmente sul treno della libertà salirono anche i familiari di chi partiva e diversi perseguitati non ebrei dal nazismo: dissidenti politici, omosessuali e altre minoranze.
Un cenno merita anche l’attività della figlia di Ernst, Elsie Leitz, che durante la seconda guerra mondiale creò un’organizzazione per aiutare le donne ebree a fuggire in Svizzera. Ella si interessò anche alla condizione delle deportate ucraine che dal 1942 giunsero a Wetzlar, visitando i campi di detenzione ed impegnandosi per migliorare le condizioni di alimentazione ed alloggio nei campi di deportazione. Tali attività non furono gradite alle autorità naziste, che mal vedevano le attività umanitarie della famiglia Leitz.
Nel 1943 Elsie Leitz fu arrestata dalla Gestapo poiché aveva aiutato il tentativo di fuga di una donna ebrea, Hedwig Palm, che fu catturata mentre tentava di passare il confine con la Svizzera. Dopo tre mesi di maltrattamenti, Elsie e Hedwig uscirono dal carcere, dopo che Ernst Leitz II riuscì ad ottenerne il rilascio. Sebbene la Gestapo non ebbe mai modo di provare le attività antinaziste della famiglia Leitz, Elsie fu comunque costretta a rimanere agli arresti domiciliari fino alla fine del secondo conflitto mondiale.

© Andrea Gravano/La Barriera, 2010

Inviato: 27/1 17:11
sono moderno, non contemporaneo
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Re: Il treno Leica della libertà
Moderatore
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8/9/2005 0:10
Da Lazio
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Ero completamenta all'oscuro di questa storia bellissima. Mi permetti di pubblicarla sul forum italiano di appassionati Leica?

Inviato: 27/1 17:33
Mauro-Tessera C.F.A.O. n°12
Leggere con attenzione il REGOLAMENTO

E Dio creò il gatto in modo che l'uomo potesse accarezzare la tigre....
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Re: Il treno Leica della libertà
Moderatore
Iscritto il:
8/2/2005 19:08
Da Vigevano, Milano, Asso
Messaggi: 5257
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Se il forum è L-Passion, ho già provveduto!
In ogni caso nessun problema da parte mia alla diffusione, anzi, penso che faccia solo bene che si parli di questo argomento.

Inviato: 27/1 18:53
sono moderno, non contemporaneo
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Re: Il treno Leica della libertà

Iscritto il:
19/8/2011 9:44
Da Milano
Messaggi: 50
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Gran bella storia.
Grazie di averla condivisa.

Inviato: 27/1 19:57
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Re: Il treno Leica della libertà

Iscritto il:
3/4/2009 12:52
Da Eboli
Messaggi: 691
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Grazie anche da parte mia.
Non ne sapevo nulla.

Gianluigi

Inviato: 27/1 20:25
Gianluigi
http://photo.net/photos/gianluigi_albanese
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Re: Il treno Leica della libertà
Moderatore
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4/11/2005 13:12
Da Roma
Messaggi: 9877
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Bellissima, grazie Andrea!

Non lo sapevo, ed è un peccato che non vi sia neanche un accenno nella mostra (peraltro splendida) "I Grandi Maestri. 100 anni di fotografia Leica". Mi parrebbe doveroso!

Fer

Inviato: 27/1 23:26
Tessera C.F.A.O. n°14
Gallery (pBase)

** Si ricorda di leggere bene il REGOLAMENTO ** ....
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Re: Il treno Leica della libertà

Iscritto il:
27/9/2006 3:01
Da Napoli
Messaggi: 4459
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Veramente bella storia, da diffondere

Inviato: 28/1 12:23
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Re: Il treno Leica della libertà

Iscritto il:
22/6/2009 11:34
Messaggi: 527
Offline
Storia bellissima che anch'io ignoravo del tutto.
Grazie per averla pubblicata.

Inviato: 28/1 13:37
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Re: Il treno Leica della libertà
Amministratore
Iscritto il:
11/10/2005 16:37
Da Roma e Abruzzo
Messaggi: 950
Offline
Grazie per aver condiviso questa bella storia Andrea

A presto

Fabio

Inviato: 28/1 21:51
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Re: Il treno Leica della libertà

Iscritto il:
27/4/2006 13:48
Da Roma
Messaggi: 2672
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Fantastica. Complimenti davvero per la ricerca. Difondo subito.

Inviato: 29/1 0:03
Franz ...Tessera "Bromuro d'argento" C.F.A.O. n. AgBr 31......
--------------------------------------
www.franzgustincich.it - Empirici di tutto il mondo, unitevi!......
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Re: Il treno Leica della libertà
Moderatore
Iscritto il:
13/5/2004 17:25
Da lombardia
Messaggi: 5831
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Inviato: 2/2 7:57
Tessera C.F.A.O n. 3

"Tempo fa ero indeciso, ma ora non ne sono più così sicuro" Boscoe Pertwee

http://www.flickr.com/photos/15773975@N00

https://500px.com/lucinio
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