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Giulio Zanni

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27/9/2006 3:01
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Non so se lo conoscete già. Io ce l' ho tra gli amici di Facebook. Ma mi pare faccia dei lavori in BN veramente particolari.


http://www.giuliozanni.com/

Inviato: 24/3/2017 10:55
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Re: Giulio Zanni

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18/10/2007 15:59
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Grazie per la segnalazione.

Inviato: 24/3/2017 17:40
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Re: Giulio Zanni
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Non lo conoscevo. Grazie. Purtroppo in questo momento li sto vedendo solo sullo smartphone, quindi peggio ancora che a monitor di pc che già è molto peggio della realtà: qui siamo alla visione di ombre di altre ombre...
Con questi gravissimi limiti, anche a me son piaciuti molto i suoi paesaggi urbani. Ma anche i lavori a colori sono belli.
Immagino che per almeno alcune di queste riprese ci sia da un lato una lunga/ lunghissima posa in fase di scatto per cancellare i disturbanti elementi mobili chiamati umani (notturni con filtri neutri molto potenti?), dall' altro un bel lavoro di PP in PS.
Come che sia, un bel risultato.

Inviato: 15/4/2017 10:15
Tessera C.F.A.O n. 3

"Tempo fa ero indeciso, ma ora non ne sono più così sicuro" Boscoe Pertwee

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Re: Giulio Zanni

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27/4/2006 13:48
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A mio gusto no. Non piace per niente. Troppo cartolinesco. Troppa post. Troppo già visto. A mio gusto, ovviamente.

Inviato: 15/4/2017 17:54
Franz ...Tessera "Bromuro d'argento" C.F.A.O. n. AgBr 31......
--------------------------------------
www.franzgustincich.it - Empirici di tutto il mondo, unitevi!......
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Re: Giulio Zanni
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Ho lo stesso 'sentimento' di FanzX

Inviato: 15/4/2017 22:21
Mauro-Tessera C.F.A.O. n°12
Leggere con attenzione il REGOLAMENTO

E Dio creò il gatto in modo che l'uomo potesse accarezzare la tigre....
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Re: Giulio Zanni
Utente non più registrato
Siamo sempre lì, per me questa non è fotografia ma arte grafica. Non voglio con ciò togliere nulla alla bravura dell'artista, anzi, considero questi lavori, di notevole impatto estetico, ma la componente fotografica è tale solo in minima parte, tutto il resto sembra opera di elaborazione grafica.

La seconda foto (quella con la gondola) è un esempio eclatante. Se fai uno scatto notturno la posa lunga rende l'acqua piatta, e fin qui ci siamo, ma con una posa lunga la gondola diventa una lunga strisciata, invece è immobile. Inoltre di notte non fa l'ombra sotto la chiglia. E' presa da un'altra parte (di giorno) e appiccicata lì in una scena notturna. Che fotografia è? O piuttosto c'è anche un probabile uso di texture preconfezionate (acqua, cieli nuvolosi e quant'altro)?

Nella terza foto la chiesa di San Giorgio ha degli elementi artefatti. L'illuminazione sulla cupola e sulla sommità del campanile viene da sinistra a 45 gradi e sulla facciata è frontale.
Allora o gli elementi provengono da uno scatto diurno successivamente elaborato per farlo sembrare notturno, o è notturno (in effetti nella realtà c'è un po' di illuminazione artificiale sui monumenti) ma allora non è reale quella sui tetti. Se fosse della luna il cielo sarebbe più chiaro in alto e più scuro all'orizzonte (dietro gli alberi) e non viceversa (anche perchè dietro quegli alberi non c'è una città con le sue luci).

La sesta foto (chiesa del redentore alla Giudecca) presenta analoghe incongruenze. Inoltre manca la luce dei lampioni presenti sulla riva. Anche questa fa pensare ad uno scatto diurno ampiamente elaborato successivamente per farlo sembrare una scena notturna.

Non la faccio io questa distinzione, la fa il mondo della fotografia. Ad esempio le regole di alcuni concorsi internazionali di fotografia che escludono immediatamente foto che presentino il minimo intervento sugli elementi che compongono la foto, tollerando soltanto piccoli aggiustamenti di luminosità, contrasto, bilanciamento del bianco e poco altro.
Così pure i premi internazionali di fotogiornalismo.

Purtroppo il mondo attuale dell'immagine ci sta talmente abituando a questo, che il falso è più vero del reale (nel senso che la realtà virtuale fa parte ormai del quotidiano, fra pubblicità e film). L'abitudine e la fretta ci fanno prendere per vero ciò che si dovrebbe poter distinguere a colpo d'occhio. Il falso sta diventando vero per abitudine.

Inviato: 16/4/2017 9:35
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Re: Giulio Zanni

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In effetti, alcuni critici che ASSOLUTAMENTE non sono ostili in alcun modo al digitale, tendono a parlare di immagine digitale, non di fotografia digitale.

E' un'altra modalità di interpretazione, non di rappresentazione del reale. Tocca rassegnarsi.

Alcune sono assai "già viste" anche se di impeccabile fattura (es. la passerella/pontile sestultima, i pescherecci con la neve, l'ingresso della galleria ferroviaria, gli alberi in high key), altre danno un senso di effettivamente troooooppo finto (le notturne a grande campo di Venezia, e quella con la gondola proprio nun se po' guardà) altre son citazioni troppo smaccate (la prima mi ricorda un Newton molto castigato e con modella meno longigamba di quelle che utilizzava lui) altre come effetto grafico non son male (quella con le zebre, anch'essa purtroppo assai postprodotta per zone) trovo intrigante la penultima con le tre navi, misteriosa e non "falsa", abbastanza buone un po' stile "Domus" le verticali che sembrano come stile fatte, se fosse stata pellicola, col 47 su 4"x5".

Altre son buone foto ...fotoamatoriali, come quella con i blocchi cubici di cemento innevati nel porto.

Però non ha sconvolto il mio modo di vedere fotograficamente il mondo, ecco.

Inviato: 16/4/2017 20:27

Modificato da VRicciardi su 16/4/2017 20:52:01
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Groucho Marx)
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Re: Giulio Zanni

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Ho dato un’occhiata, partendo dalle Cities (che è un argomento che fotograficamente mi interessa), e nella fattispecie da Venezia che conosco bene.
Posso solo concordare al 100% con Pino.
Le stesse considerazioni della foto con la gondola valgono per quella a colori (finti) del Canal Grande con un solo vaporetto. Tolte quelle del Redentore e quella fatta dal ponte dei Conzafelzi, tutte le altre sono girate al contrario (che senso può avere? sarà arte?), e S. Giorgio col campanile a destra o S. Geremia sulla destra dell’imbocco del Canale di Cannaregio non si possono davvero guardare.
Mi sono fermato lì, perché città inventate con pacioccamenti in computergrafica non mi interessano.

Inviato: 17/4/2017 0:46
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Re: Giulio Zanni

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Premesso che questi lavori non mi piacciono e non li considero nemmeno fotografia ma come dice orso computergrafica, gli va dato atto di avere creato una cifra stilistica che lo rende immediatamente riconoscibile e questo nel campo dell'arte è indubbiamente positivo. Arte forse è un po' esagerato ma uno stile forte fa sempre bene per potersi distinguere. Quello che ti arriva immediatamente è il notturno stranamente luminoso, poi nessuno si accorge se le luci sono sbagliate se le foto sono a rovescio col campanile a destra anzichè sinistra.

Inviato: 20/4/2017 17:41
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Re: Giulio Zanni
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Si riesce a stabilire il confine tra fotografia e illustrazione ?

Inviato: 20/4/2017 21:40
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Re: Giulio Zanni
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luciano ha scritto:
Si riesce a stabilire il confine tra fotografia e illustrazione ?


Forse tracciare un confine netto è un po' difficile ma una differenza è già delineata dalla terminologia. Questo genere di immagini si chiama Digital Art e chi le fa si chiama Digital Artist, non fotografo! Pure nel caso si parta da una fotografia per poi metterci anche la nonna in carriola e quant'altro non era presente al momento dello scatto.

Spero anche che sia chiara la presentazione di certi lavori da parte di chi li fa, perchè altrimenti farli passare per fotografie sarebbe un tentativo di menata per il c...!

Inviato: 21/4/2017 13:03
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Re: Giulio Zanni

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Scusate ma di questa cosa se ne è discusso tante volte. Fotografia oggi non è più solo rappresentazione fedele della realtà ma interpretazione personale della realtà. I vari premi che ha vinto sono di concorsi fotografici non di pittura o di scultura

Inviato: 21/4/2017 15:29
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Re: Giulio Zanni
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Citazione:

Gianluke ha scritto:
Scusate ma di questa cosa se ne è discusso tante volte. Fotografia oggi non è più solo rappresentazione fedele della realtà ma interpretazione personale della realtà. I vari premi che ha vinto sono di concorsi fotografici non di pittura o di scultura



Sono piuttosto d'accordo.

Inviato: 21/4/2017 18:36
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Re: Giulio Zanni

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la fotografia non ha mai preteso di poter essere considerata rappresentazione fedele della realtà, fatte salve le fotoriproduzioni d'arte (es. quadri); l'introduzione del mezzo digitale e delle sua maggiori possibilità di postproduzione con strumenti informatici e software che rendono tale fase molto più agevole ed "estendibile" di quando ciò avveniva con procedimenti fotochimici, ha però a mio avviso spesso abbassato troppo l'asticella di ciò che viene considerato "normale e nei limiti dell'accettabile".

Perciò parlerei di immagine digitale, senza intenti né denigratori né esaltatori... ma un minimo di distinzione rispetto a quando vengono un po' regolate le curve il contrasto, la luminosità e la leggibilità finale di alte luci ed ombre - e ci si ferma lì affidando la sostanza dell'efficacia dell'immagine al colpo d'occhio, al gusto, taglio e inquadratura scelti al momento dello scatto - non guasta.

A parte l'assai interessante immagine coi tre cargo all'orizzonte sotto una luce particolare e livida anche se calda, che mi rammenta da vicino immagini che ho apprezzato dal vivo in un binocolo sul mare,

la cosa che più mi colpisce è la costante sensazione di "già visto" e di "fotoamatoriale da concorso FIAF degli anni '70" che mi stimolano le immagini che ho scorso sul sito.

Come se l'autore non avesse una sua poetica, e pescasse scientemente in generi che han già dimostrato di ottenere un certo gradimento. Diciamo che mediamente non mi sembrano foto... "sincere nell'intento e nel desiderio di esprimere qualcosa di personale".

Inviato: 21/4/2017 19:24
...io non vorrei mai far parte di un club che accettasse uno come me come socio... (Groucho Marx)
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Re: Giulio Zanni

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Molto in sintonia con i gusti e le tendenza attuali, per cui si spiega anche il successo che ha avuto nei concorsi. Se e’ una sua estetica organica potra’ andare avanti - maturandola e modificandola - con successo; se si e’ appiattito per “far bene nei concorsi” capisco perche’ lo faccia ma dovrebbe anche sapere che nel medio termine non paga, anzi.

Tutta la discussione se questa sia fotografia o no e’ surreale. Premesso che c’e’ un’etica che deve essere rigorosa (e spesso non lo e’) nel fotogiornalismo - niente fotomontaggi - e nella fotografia commerciale - niente photoshop - nella fotografia artistica i vincoli, per fortuna, non esistono. Se il campanile e’ a destra invece che a sinistra, evidentemente e’ quello che voleva l’artista. Se l’ombra casca da una parte o dall’altra, evidentemente e’ quello che voleva l’artista. Se la gondola e’ nel posto sbagliato, pende, o affonda, evidentemente e’ quello che voleva l’artista.

Io faccio immagini solo con film 8x10 o 14x17 e stampo a contatto. Sono uno che produce emozioni che si apprezzano con la vista. Quelli che usano una Sony A7 e dopo tre giorni di post-produzione al computer stampano su una ink-jet fanno il mio stesso mestiere. Non siamo quelli dei pennelli, dei carboncini e delle spatole: siamo quelli che catturano immagini e le elaborano.

Dov’e’ il problema?

Inviato: 21/4/2017 21:13
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Re: Giulio Zanni
Utente non più registrato
Il discorso dei premi di fotografia mi lascia abbastanza indifferente perchè se sapessi quali erano i fotografi che giudicavano, e conoscendo i loro lavori, potrei sapere da chi sono state valutate le opere. Inoltre potrebbe aver vinto dei premi o avuto menzioni per altri tipi di lavori, (magari vere fotografie) non per questo genere. Io fra l'altro non partecipo mai a concorsi, allora siccome non ho vinto premi non posso considerarmi fotografo ? (Come penso pure molti altri fotoamatori e professionisti a cui non interessa partecipare a concorsi). (Ma per piacere...).

Poi c'è l'aspetto evidenziato da me e da Orso; chi non conosce i luoghi può essere tratto in inganno e premiare una bella "fotografia" (anche se uno sguardo minimamente attento certe incongruenze le noterebbe comunque anche a prescindere dal fotogramma rovescio e dall'uso di texture).
Ho capito che fotografia può non essere rappresentazione fedele della realtà, ma interpretazione... , ti concedo un controluce, un filtro per evidenziare le nuvole o descrivere l'incarnato, una leggera saturazione o desaturazione del colore. Sono tutte tecniche fotografiche che non cambiano gli elementi della scena aggiungendone o togliendone. Ma se faccio un collage, se uso il fotogramma a rovescio, se manipolo gli elementi mettendo o togliendo soggetti e luci, non ho interpretato, ho manipolato!

Il bello della fotografia è invece per me (e per molti altri) cogliere una scena al volo nella fotografia di strada che fermi un momento significativo nella vita delle persone o della nostra società in genere, fissare per sempre e comunicare la bellezza di un paesaggio, descrivere con immagini il nostro tempo nei suoi aspetti significativi, indagare il mondo piccolo ma a volte sorprendentemente bello che si vede con la macro fotografia, cogliere il carattere di una persona nello sguardo di un ritratto, evidenziare gli aspetti di una architettura o di un arredo ecc. ecc.

In due parole, fissare su una pellicola o un sensore ciò che il mio sguardo ha visto e tanto meglio se, come ama dire Franco Fontana, ho anche reso visibile l'invisibile (senza inventarmelo) perchè ho colto e trasmesso qualcosa in quanto si percepisce.

Se queste cose sono costruite artificialmente al computer che ci azzecca con la fotografia?

Certo non è facile cogliere un bel notturno con la fotografia, trasmettere l'atmosfera di un paesaggio notturno con uno scatto. Ma non è un buon motivo per costruirlo artificialmente se non sono capace di farlo con una foto e poi farlo passare per foto.

Probabilmente se pubblico e premi incensano questo genere, la strada del succeso è questa e la fotografia è morta tra stucchevoli paesaggi tutti uguali fatti negli stessi posti, magari ritoccati e stravolti per essere belli secondo gli attuali stereoitipi del bello, fra pappagalli nel fulgore dei colori del piumaggio, e i loro occhi che ci guardano nitidissimi, aironi in volo o in atterraggio, mandrie di gnu in nuvole di polvere, bambini che giocano a calcio nella polvere di un paesaggio africano, tigri ed elefanti col super teleobiettivo da 20.000 $, lupi nella neve dell'Alasca, e tramonti sul Grand Canyon, barboni con la faccia nera di sporco nelle strade di New York, aurore boreali artiche e colonie di pinguini antartici, il muso della ferrari in gara e Valentino che stricia il ginocchio in curva, l'albero spoglio su paesaggio innevato e l'albero spoglio con ghiaccioli pendenti, il tram in salita a New Orleans, le modelle tutte uguali sotto la luce del bank, la bottiglia di profumo con le finiture dorate, l'occhio della modella a cui si contano le striature dell'iride, la bottiglia di liquore ghiacciato con le gocce di rugiada, i filari di cipressi su collina toscana, il borgo medievale in HDR, la foto di montagna in bianco e nero col cielo quasi nero, il torrente con la cascatella e tempo lungo, la foto fatta di giorno e manipolata per farla sembrare di notte.

Essere fotografo non significa usare un macchina fotografica, ma saper comunicare ciò che si coglie con uno scatto.
Un secolo e mezzo di fotografia e di grandi fotografi hanno sviluppato questa forma di linguaggio e di comunicazione servendosi di un obiettivo, una fotocamera e una pellicola (ultimamente un sensore).
Anche loro se volevano potevano pastrocchiarci sopra con colori e pennelli; chi lo faceva non si definiva fotografo, ma pittore.

Il problema non sta nel cavillare sulla definizione ma nel capire cosa è stata e cos'è la Fotografia, e se non lo si capisce vuol dire che è meglio cambiare mestiere.


Inviato: 21/4/2017 23:00

Modificato da PinoKent su 21/4/2017 23:18:48
Modificato da PinoKent su 21/4/2017 23:24:26
Modificato da PinoKent su 21/4/2017 23:26:35
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Re: Giulio Zanni

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Benvenuti nella battaglia di Shiroyama, dove la fotografia tradizionale cede il passo all'ineluttabile avanzata della Digital Art!
Puo piacere o no ma il mondo della fotografia va sempre più verso questa direzione.
Chiunque abbia un profilo su un qualche social sicuramente se ne è gia accorto da un bel pezzo. Un proliferare di panorami artefatti e pomposi loghi "Caio Tullio Photografy". Di questi però pochi hanno i maroni di chiamarsi "Caio Tullio Digital Art".
Alcuni suoi lavori mi piacciono, alcuni altri no. Mi da comunque, come ha dato ad altri, un senso di deja vu, anzi la foto dei pescherecci sulla riva è perfino inflazionata. Però piuttosto che commentare le sue foto (del resto come fotografo sicuramente è piu bravo di me...) mi viene spontanea una domanda: dove erano tutti questi personaggi ai tempi della fotografia analogica?
Intendo dire che la possibilità di farsi vedere gli viene per una grossa percentuale dalla loro abilità di grafici.
Non sono assolutamente contrario a pesanti elaborazioni delle fotografie, ma sono assolutamente allergico alle cose che vengono chiamate con nomi sbagliati.
Quando è arrivata la fotografia non ha avuto l'impudenza di chimarsi pittura,eppure entrambe producevano su carta una rappresentazione di fedelta variabile di una scena. Per lo stesso motivo una stampa 3D non può pretendere di essere paritetica a una scultura!
Questa Digital Art è figlia della fotografia, e per padroneggiarla bisogna almeno essere mezzi fotografi. Idem per stampare una figura umana con una stampante 3D, devi almeno essere un disegnatore.
E con questo ovviamente non voglio dire che non la ritengo nobile, ma per me non è fotografia in senso stretto.

Scusatemi se sono cattivo ma stasera in birreria avevano finito la mia birra preferita.

Inviato: 22/4/2017 3:01
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Re: Giulio Zanni

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Quello che mi divide da PinoKent e t-patte non e' nell'avere una differente definizione della parola "fotografia" ma di essere giunto alla conclusione che averla non sia ne' utile ne' possibile. E cerco di spiegarmi.

Primo, una definizione mi porta automaticamente a tracciare un confine all'interno dell'arte visiva caratterizzata dall'atto dello scatto: c'e' chi e' dentro e c'e' chi e' fuori. I recinti mi danno claustrofobia e li trovo controproducenti nell'arte, ma diciamo che e' un mio problema.

Secondo, io non penso sia possibile tracciare questo confine in un modo condivisibile, proprio perche' se lo facciamo ci portiamo dietro i nostri retaggi, la nostra cultura, i nostri vizi, etc. Insomma, siamo nella soggettivita' piu' totale. Quindi che funzione dovrebbero svolgere le mille different definizioni di fotografia?

Ergo: lasciamo perdere, non perdiamo tempo a catalogare gli artisti che cliccano in "fotografi" e in "artisti digitali" e apprezziamo lo stimolo visivo per quello che ci da. Parafrasando Louis Armstrong, c'e' un modo di catalogare le immagini: quelle buone e quelle cattive.

Catechizziamo le post-produzioni turbocompresse perche' falsificano quello che c'era davanti all'obiettivo? Bene, cosa dire allora delle foto "rubate" che sono in realta' state costruite a tavolino o ripetute tre quattro volte finche' non venivano bene? E come sapete bene ci sono maestri della fotografia che hanno fatto esattamente questo.

Quest'ultima provocazione solo per portare acqua al mio mulino del ... lasciamo perdere e godiamoci (o no) quello che abbiamo davanti.

P.S. Con le ultime macchine digitali uscite e' possibile estrarre un fotogramma da un video alla definizione in pratica del sensore stesso. Cioe' pure il fatidico "clic" viene adesso fatto in post-produzione. E' una foto?
Datemi retta .... lasciamo perdere ....

Inviato: 22/4/2017 5:07
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Re: Giulio Zanni

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Mxa ha scritto:
nella fotografia artistica i vincoli, per fortuna, non esistono. Se il campanile e’ a destra invece che a sinistra, evidentemente e’ quello che voleva l’artista.

Può darsi, ma io mi chiedevo cosa volesse comunicare questo ”artista” invertendo i lati dell’immagine, e se davvero una foto diventa “artistica” girandola al contrario. A me l’unica cosa che comunica una foto girata al contrario è un senso di innaturalezza. Lo stesso di quando guardo il muso di un’ambulanza con scritto AZNALUBMA. Ma lì riesco a capire il senso della cosa, nelle foto no.

Per quanto riguarda i confini, credo che siano molto sfumati ed anche soggettivamente elastici come posizione. Resta il fatto che un’immagine uscita da una macchina fotografica e priva di manipolazioni, qualsiasi cosa rappresenti e in qualsiasi modo la rappresenti, per me è una fotografia. Un’immagine costruita interamente col computer, qualsiasi cosa rappresenti e in qualsiasi modo la rappresenti, per me è computergrafica o digital art che dir si voglia. Un’immagine del Canal Grande costruita col computer partendo da una foto fatta dal ponte dell’Accademia, dalla quale sono state tolte tutte le imbarcazioni in transito e ormeggiate, è stato aggiunto un vaporetto immobile su una superficie dell’acqua assolutamente finta, è stata colorata con colori di fantasia e girata pure al contrario, per me non può essere definita una foto artistica di Venezia. E’ una visione di Venezia creata in computergrafica. Che può piacere o meno, che può essere definita artistica o meno. Ma in nessun modo riesco a vederla come una fotografia, e che sia stata premiata ad un concorso fotografico non fa che rafforzare l’idea che ho da sempre sui concorsi fotografici.

Sulla nomenclatura, come giustamente ha osservato t-patte (di cui condivido in pieno l’analisi che ha fatto in astinenza forzata di birra) nessun fotografo fin dagli albori ha mai sentito il bisogno di definirsi pittore, e, aggiungo, nessun pittore anche dei giorni nostri ha mai sentito il bisogno di chiamare le sue opere fotografie. Mi domando perché opere di computergrafica vengano quasi sempre definite fotografie. Viene forse percepita così “debole” da chi la esercita, questa nuova arte digitale, che per emergere ha bisogno di prendere in prestito un nome vecchio che per quasi due secoli ha indicato tutt’altra roba? Se chiamata col nome che oggettivamente la descrive, viene forse “artisticamente” sminuita?

Inviato: 22/4/2017 9:45
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Re: Giulio Zanni

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Mxa ha scritto:
Quello che mi divide da PinoKent e t-patte non e' nell'avere una differente definizione della parola "fotografia" ma di essere giunto alla conclusione che averla non sia ne' utile ne' possibile. E cerco di spiegarmi.

Primo, una definizione mi porta automaticamente a tracciare un confine all'interno dell'arte visiva caratterizzata dall'atto dello scatto: c'e' chi e' dentro e c'e' chi e' fuori. I recinti mi danno claustrofobia e li trovo controproducenti nell'arte, ma diciamo che e' un mio problema.

Secondo, io non penso sia possibile tracciare questo confine in un modo condivisibile, proprio perche' se lo facciamo ci portiamo dietro i nostri retaggi, la nostra cultura, i nostri vizi, etc. Insomma, siamo nella soggettivita' piu' totale. Quindi che funzione dovrebbero svolgere le mille different definizioni di fotografia?

Ergo: lasciamo perdere, non perdiamo tempo a catalogare gli artisti che cliccano in "fotografi" e in "artisti digitali" e apprezziamo lo stimolo visivo per quello che ci da. Parafrasando Louis Armstrong, c'e' un modo di catalogare le immagini: quelle buone e quelle cattive.

Catechizziamo le post-produzioni turbocompresse perche' falsificano quello che c'era davanti all'obiettivo? Bene, cosa dire allora delle foto "rubate" che sono in realta' state costruite a tavolino o ripetute tre quattro volte finche' non venivano bene? E come sapete bene ci sono maestri della fotografia che hanno fatto esattamente questo.

Quest'ultima provocazione solo per portare acqua al mio mulino del ... lasciamo perdere e godiamoci (o no) quello che abbiamo davanti.

P.S. Con le ultime macchine digitali uscite e' possibile estrarre un fotogramma da un video alla definizione in pratica del sensore stesso. Cioe' pure il fatidico "clic" viene adesso fatto in post-produzione. E' una foto?
Datemi retta .... lasciamo perdere ....


Quoto tutto...e io sono uno che detesta la post

Inviato: 22/4/2017 11:21
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