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L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
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Pochi mesi fa ho acquistato una Epson 1500W (nata per inchiostri dye) con l'intenzione di farla andare a pigmenti. Al riguardo avevo anche messo un post in cui parlavo di ciò).
Allo scopo ho anche acquistato uno spettrofotometro Colormunki per calibrare le carte con quegli inchiostri e i risultati sono stati entusiasmanti con stampe dai colori puliti, freschi, densi.
La stampante (con cui ho stampato una decina di foto) devo portarla in discarica, ma non perchè non andassero bene i pigmenti, bensì per la mia idiozia; abituato alla 2100 settata per il bianco e nero che alimento con un CISS, non mi sono accorto che le tanichette ricaricabili ridicole della 1500 avevano finito l'inchiostro dopo poche accensioni quasi giornaliere che facevo per evitare intasamenti delle testine.

Mi è rimasto il Colormunki, ho acquistato una Epson SC-P600 visto che tra l'altro la 2100 non camperà ancora molto, e sto facendo le prime prove.

Un breve accenno al bianco e nero. La prima cosa che salta all'occhio è l'impressione che questi inchiostri (intendo gli originali) è come se contenessero già una notevole dose di Gloss Optimizer perchè sulla Epson Luster mi danno una lucidità ben superiore alle stampe che faccio con la 2100 e un canale dedicato al gloss optimizer (dedicato da me nella configurazione pilotata da QuadToneRip). Ovviamente non è detto che contengano un Glossy, probabilmente è proprio la formulazione e l'incapsulamento che sono diversi.
Francamente preferisco dosarlo io nella 2100, sulla P600 mi disturba un po' questo effetto nativo non modificabile.
Dovrò anche provare a fare una calibrazione con il Colormunki perchè le stampe mi vengono abbastanza più scure di quelle che faccio con la 2100.

Va bene invece sul colore perchè i colori hanno la giusta vivacità per essere a pigmenti, effetto che io ottenevo nella stampa con i compatibili e la 1500 solo dando una vernice finale (o meglio lacca per capelli Cadonett Forte che sta in una finestra a sud da luglio esposta a sole, ozono e umidità senza l'ombra di un difetto).

Venendo all' importanza dello spettrofotometro, le primissime prove mi dicono che devo calibrare anche la Premium Luster che sto usando con la P600 e che non posso affidarmi ai profili installati di default, anche se gli inchiostri sono originali Epson.

Metto qui una prova abbastanza eloquente. Lasciando perdere la qualità delle scansioni, che ho fatto solo per mostrare macroscopicamente le differenti tonalità espresse con colori compatibili ma calibrati, e originali senza calibrazione.

Carta Epson Premium Luster
- La prima foto è la scansione di una stampina di prova che avevo fatto con colori compatibili calibrati e 1500W
- La seconda è uno screnshot di ciò che si vede sul mio monitor
- La terza una stampina di prova con colori originali non calibrati.

Sono evidenti le differenti intonazioni ad esempio del vestito, del tendalino verde, ecc.

Allega:



jpg  munki-e-compatibili.jpg (397.61 KB)
2594_58793f0711a8a.jpg 700X950 px

jpg  Screnshot.jpg (625.39 KB)
2594_58793f2172ee2.jpg 704X950 px

jpg  Epson.jpg (404.85 KB)
2594_58793f30305d0.jpg 703X950 px

Inviato: 13/1/2017 21:57
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600

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Da Torino
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io ho una 1400, molto simile alla 1500, e non si intasa mai. Ovviamente uso gli inchiostri dye. Mi sa che l'uso dei pigmenti abbia causato i problemi.

Inviato: 14/1/2017 10:07
Intelligenti pauca
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
Utente non più registrato
Come dicevo, non è che l'uso dei pigmenti ha causato problemi, è che se l'inchiostro finisce i residui che ci sono nella testina si seccano intasando gli ugelli (i pigmenti sono polveri in sospensione che secchi diventano un cemento) e quando il danno è di questa portata non li sciogli più.

Con le cartucce originali non succede perchè il driver avvisa che l'inchiostro sta per finire, con le compatibili (almeno le mie) il driver non funziona e devi controllare fisicamente il livello. Se si ha un sistema a stampa continua con un CISS ugualmente non succede perchè il livello di inchiostro disponibile lo si vede già nelle bottiglie del CISS che di solito sono trasparenti.

Comunque, come avevo detto a suo tempo, è una faccenda di cui mi prendo la responsabilità solo per me stesso e non voglio incoraggiare nessuno alla prova.

Inviato: 14/1/2017 10:34
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
Utente non più registrato
Oggi ho profilato la Luster con i colori originali della P600 ed ecco che ad esempio i toni del tendalino verde, di quello rosso, e del vestito, sono giusti.


Allega:



jpg  P600-profilata.jpg (372.24 KB)
2594_587a631396181.jpg 710X950 px

Inviato: 14/1/2017 18:42
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600

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Da Frosinone
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Innanzitutto ti faccio i complimenti per la tua grande pazienza e competenza che ti ha portato a raggiungere questi ottimi risultati, le differenze si vedono eccome, deve essere appagante raggiungere il risultato voluto.

Per quel che mi riguarda ho rinunciato alla stampa artigiana, per la mancanza di quei fattori che le sono indispensabili, oltre che la ragione economica...non reggo lo stress delle pulizie continue (che fanno consumare tanto inchiostro) necessarie per evitare gli intasamenti.

A proposito della 1500W la lacca per capelli la usavi a mò di fissativo? Visto che le stampe derivate dalla tecnologia Dye reggono male il deterioramento da UV e peggio l'umidità al punto che si consigliano specifiche protezioni spray, la lacca di cui parli assolve bene a questo delicato compito protettivo?

Mi interessa in quanto le stampe che faccio fare ai vari lab hanno il medesimo problema, soprattutto se esposte al sole durano pochi anni poi si dissolvono, la soluzione più efficace che finora ho sperimentato è la plastificazione che a livello di protezione funziona, ma dal punto di vista visivo crea dei riflessi fastidiosi.

C'è anche un'altra soluzione, che non ho ancora personalmente testato, che prevede l'esposizione delle foto protette da un buon vetro anti UV magari usando l'accortezza di non esporla direttamente alla luce solare.

Il problema della durata delle stampe digitali è il principale motivo che stampo molto poco...e pensare che dalle mie parti presso un circolo c'è una stampa della banda musicale del 1920 cui c'era il nonno di mio padre (con dei bei baffoni alla Umberto) ed ancora è lì a fare bella mostra di sé.

Inviato: 15/1/2017 13:33
Tessera n°33 C.F.A.O..........
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
Utente non più registrato
Ciao Joe, la lacca per capelli la usavo sulle stampe a pigmenti che facevo con la Epson 1500W (che sarebbe nata per i dye) e carte Epson Premium Lustre e Photo Glossy. Aveva 2 funzioni: innanzi tutto quella di accendere i colori (probabilmente quelli che acquistavo erano simili agli Ultrachrome K3) e secondariamente di preservare comunque da UV e Ozono. L'ho usata anche su alcune stampe dye fatte precedentemente con una A4 e ink compatibili. Le stampe con la lacca si sono mantenute molto meglio di quelle senza.
Io la davo coprendo la superficie con passate avanti e indietro in orizzontale, poi con passate su e giù in verticale, e di nuovo in orizzontale (quindi 3 passate ciascuna a 90 gradi rispetto alla precedente) e a 30 cm di distanza. Certo che se non sono i Claria, bisogna comunque evitare di eporre a luce diretta perchè credo che ci sia una notevole differenza di durata fra gli originali e quelli che usavo.

Le stampe fatte con la 1500W, pigmenti e "laccate" sono bellissime. Comunque ci tengo sempre a precisare (per tutti) che sono sperimentazioni che riguardano me, ciascuno è libero di fare le prove che vuole, io ho semplicemente riferito le mie. Ad esempio non va bene assolutamente con pigmenti e carta Epson Matte Heavy Weight.

Rimane il fatto che se si vogliono stampe che durino, bisogna usare i pigmenti. Un bianco e nero fatto con nero e grigio (e appena un accenno di ciano light e magenta light per raffreddare il tono caldo sia del nero che della carta) + Glop, l'ho lasciato quasi 2 anni sul davanzale di una finestra ed era ancora ottimo, per i colori ho qualche dubbio su una analoga durata, dubbio che mi sta venendo vedendo la differenza che comincia ad esserci sulle zone a colori di una stampa a pigmenti (non originali) fra laccate e no. Comunque si tratta di 6 mesi esposta a luce diretta (sole quando c'era) e umidità (quindi paragonabili a vari decenni in una stanza).

Inviato: 15/1/2017 20:28
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
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PinoKent ha scritto:
Oggi ho profilato la Luster con i colori originali della P600.....



Ciao. Leggo che usi molto la Premium Lester. Io pur avendo avuto sempre stampanti Epson (ora ho la P600) non la ho mai provata. Potresti descrivermela? Pregi e difetti che hai riscontrato. Vorrei comprarla ma qualche dritta mi farebbe comodo.
Grazie

Marco

Inviato: 19/1/2017 18:08
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
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E' difficile descriverla, comunque ha una sottilissima perlatura (molto più fine di una "Pearl") appena percettibile guardandola tangenzialmente ad una fonte di illuminazione. Dopo la stampa, sempre tangenzialmente, il leggero perlato si percepisce di più. Il vantaggio della Lustre è che i colori risultano vivaci, e il bianco e nero di una certo impatto, come su una gloss, ma con molti meno riflessi.

E' anche molto bianca per la presenza di sbiancanti ma questo non mi crea problemi se con i pigmenti le stampe mi durano 80 anni invece di duecento.
Con i pigmenti della Epson P600 le stampe risultano con i colori accesi e saturi e non hanno bisogno di essere ravvivati con una vernice protettiva lucida come invece mi succedeva con gli Ultrachrome tradizionali non OEM che usavo sulla 1500W.

La Epson Luster mi va benissimo con la 2100 e Ultracrome vecchi perchè è neutra, per cui ad esempio non devo correggere la tonalità calda della Ilford Fibre Silk di cui ho ancora dei fogli e della analoga Bonjet. Faccio solo una leggerissima correzione della tonalità del nero e grigio che tenderebbero ad essere un po' caldi. Così ho delle stampe neutre e non lucide (ma neanche opache dosando il Gloss che serve per minimizzare il bronzing) che si avvicinano molto alla stampa tradizionale.

Con la P600 invece sono assai preoccupato perchè questi inchiostri maledettamente lucidi con la Luster mi danno sicuramente un buon bianco e nero (ma non migliore di quello che ottengo con la 2100 e un Rip) ma che non è nè carne nè pesce. Cioè se lucido deve essere dovrò provare con delle superfici lucide e lisce che sfruttino le caratteristiche di dmax sui neri di questi inchiostri magari per avere una resa simile a quella che mi davano le stampe smaltate (ciè neri finora inimitabili che sembravano di ceramica).

Sulla Fibre (ILford e Bonjet) devo provare in questi giorni, se non mi soddisfano, dovrò cercare una superfice che in combinazione mi dia quello che ho sulla 2100 e carta Fibre, cioè una stampa che non sia nè lucida nè opaca, come l'avevo su carta baritata in analogico. Magari proverò una superficie "saten"; mi incuriosisce molto ad esempio la Canson Infinity saten ed anzi chiedo a chi legge se questa superficie è assimilabile alle carte matt, senza avere però troppo accentuato l'effetto opaco di una vera matt. Parlo sempre di Bianco e nero.

Riassumendo, la P600 con la Epson Premium Luster mi dà della stampe a colori fantastiche, con quel bel aspetto denso e saturo che hanno i colori a pigmenti, senza sentire la necessità di un Gloss optimizer che infatti su questo modello non c'è (a differenza della P400). Soprattutto senza darmi quel aspetto politenato (per riferirmi alle vecchie carte per stampa chimica politenate appunto, cho odiavo) che mi danno ad esempio le prove che ho fatto sulla Glossy Photo. Il bianco e nero è buono, con neri ottimi, aspetto vivace, di ottima presenza, ma che, come dicevo, può piacere o meno in una stampa "artistica" perchè assomiglia un po' alle foto che mi stampava il fotografo 40 anni fa, senza una caratterizzazione particolare.

Infine mi chiedo come mai hanno messo il canale per il Gloss nella P400, probabilmente quel modello è dedicato alla stampa su carte Glossy per accentuare ulteriormente la lucidità.


Inviato: 20/1/2017 10:25

Modificato da PinoKent su 20/1/2017 10:54:19
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
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Grazie molte per la risposta molto articolata e completa sulla Luster.
Mi era venuta voglia di provarla perché avevo sentito in giro alcuni pareri molto positivi su questa carta e perché il suo prezzo è molto vantaggioso. A dire il vero non ho provato (o molto poco) carte definite “luster” neppure di altre marche. Ho provato supporti molto vicini al luster, ma pochissimo carte definite (nel nome) in questo modo. Io userei la Epson Premium Luster tendenzialmente solo per stampare a colori e niente o pochissimo in B&N. Questo fondamentalmente perché il 90% di quanto faccio è a colori.
attualmente stampo usando la Ilford Fibre Silk (in A3+) e ne sono soddisfatto. Volevo un qualcosa di alternativo per fare delle prove o delle stampe più in piccolo (A4). Fino ad ora ho utilizzato (per rimanere in casa Epson) la Premium Semiglossy. Devo dire che a me la Semiglossy è sempre piaciuta e molto. Dettagli fini resi egregiamente, colori saturi e brillanti e, cosa che ha la sua importanza, ottima resistenza della superficie a maneggiamento, e piccoli traumi. Ai tempi avevo usato la Premium Glossy ma non mi ha mai esaltato e l’ho presto abbandonata. L’ho sempre trovata troppo “plasticosa” e con un qualcosa di artificiale nella resa delle immagini. La Semiglossy mantiene una buonissima lucentezza ma rifugge tale sensazione di plastica. La sua superficie è lucida ma non perfettamente liscia e lucente (come quella della glossy) bensì fittamente e finissimamente “puntinata”. Tale caratteristica è visibile osservando il foglio stampato da una certa angolazione ed illuminato. Personalmente reputo la Semiglossy un ottimo compromesso prezzo/resa. Io la uso fondamentalmente con il colore ma l’ho provata pure con il B&N e di prassi (usando i profili ICC custom) ottengo risultati scuretti, cosa che risolvo applicando una correzione pre-stampa sul file tramite una curva automatica “piu’ chiaro” in PS. Comunque i risultati sono (per me) di tutto rispetto.
Adesso mi è venuta voglia di provare la Luster, non perché sia insoddisfatto da quabto uso, ma per curiosità e spinto da parole positive. Magari la conosci bene, ma seno, ti consiglierei di fare delle prove con la semilossy.

Marco

Inviato: 20/1/2017 13:19
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
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Ho scoperto di avere un paio di fogli di Premium Semigloss fra gli avanzi di carte di stampantine che avevo una volta. Ho appena finito di calibrare la Heavy mat con nero opaco, quando avrò fatto un po' di prove con questa e questi inchiostri, commuto di nuovo il nero e la provo in bianco e nero. La superficie sembra interessante, non me la ricordavo proprio (o a suo tempo non mi interessava sotto questi aspetti).

Inviato: 20/1/2017 17:00
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
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Provata la semi gloss io la trovo Buona. Mi dirai.
La Lustre la vendono a pacchi da 250 fogli in formato A4.....troppi per provarla, che esagerati !

Marco

Inviato: 21/1/2017 15:07
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
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la trovi qui ad esempio in formato A2 25 fogli per 46.29 €.
Li dividi in due e hai 50 fogli A3.
QUI

La semigloss l'ho provata ma non posso profilarla perchè ho solo due fogli. Comunque la superficie non è male. Ho appena profilato con questa stampante la Bonjet Atelier Fibre (analoga alla Ilford Fibre Silk, per non dire uguale, che uso da anni con la 2100) ed ora passo a qualche stampa.

Dispero comunque di trovare una carta che abbia la stessa superficie della baritata che usavo in analogico cioè liscia e semi opaca, senza riflessi di nessun tipo.
E anche se la trovasi ho idea che dovrei fare i conti con la lucentezza di questi inchiostri, intanto vedo con le stampe che sto per fare come vengono in bianco e nero e li confronto con gli ultrachrome compatibili che ho in uso sulla 2100. Male che vada chiederò se qualcuno a cui interessa soprattutto la stampa a colori, se vuol fare uno scambio con una 3800 o 3880.
Con la 2100 e la Fibre ero abbastanza soddisfatto, ma sta per schiattare purtroppo.

Inviato: 21/1/2017 16:17
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
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Ho fatto 3 stampe in bianco e nero per confrontare la Epson Premium Semigloss, la Epson Premum Lustre e La Bonjet Atelier Fibre (analoga alla Fibre Silk), tutte e tre con il driver della stampante settato per il B&W (ABW), carta semigloss.

Riguardo alle superfici, quella che ha un minor effetto "perlato" è la Bonjet Fibre la cui superficie prima della stampa ha quell'aspetto che io starei cercando, ma dopo la stampa assume una leggerissima perlatura; è comunque quella che assieme agli inchiostri ha una minor riflettanza apparente.

La Semigloss ha una superficie che assomiglia molto alla Fibre, con una leggerissima perlatura.

La Lustre è quella con la perlatura più marcata.

L'aspetto delle stampe è analogo per tutte e tre, i neri si assomigliano molto, apparentemente uguali, (poi bisognerebbe fare una misura strumentale), danno un ottimo bianco e nero e non vedo differenze nei dettagli, dovrei provare con un pattern apposito (magari domani).
La Bonjet si differenzia per la leggera tonalità calda che affiora non tanto sulle parti mediamente o profondamente inchiostrate, ma nelle zone più chiare, con una progressiva evidenza. Questo conferisce alla stampa un certo fascino e una impressione di profondità (non saprei definirla meglio).
In nessuna delle tre, con questi inchiostri si evidenzia bronzing o metamerismo nella stampa in bianco e nero.

In conclusione, non ho potuto provare la Semigloss con il colore perchè non ho fogli a sufficienza per fare il profilo, riguardo al bianco e nero, forse ti conviene tenerti questa senza fare la spesa della Lustre perchè mi sembrano uguali, cambia solo il tipo di superficie, o al limite, se la trovi, prenditi una confezione A5 per provarla.

Ho provato il colore sulla Lustre e sulla Fibre. Guardate frontalmente son praticamente indistinguibili, penso soprattutto perchè i pigmenti, a differenza dei dye rimangono sulla superficie, quindi l'aspetto è dato dal solo colore senza interferenze da diverso assorbimento. Se invece si inclinano sotto una sorgente di luce, si evidenzia la differenza di opacità sulle zone non inchiostrate, di più sulla Lustre perchè ha una maggiore riflettanza. Questa differente opacità sarebbe minimizzata da un Gloss optimizer indipendente su un canale aggiuntivo.
Confermo comunque (e penso pure tu) che il colore, per essere pigmenti, è spettacolare.

Qui si può scaricare l'immagine (ottima) che ho usato per le prove di stampa a colori.
QUI

Inviato: 21/1/2017 19:15
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
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Convengo sulla grande similarità di risultati che su ha con la stampa su supporti di simile ma diversa tipologia se osservati frontalmente o se incorniciati e messi sotto vetro. Addirittura carte di marche diverse ma uguale tipologia sono per me spesso difficilmente distinguibili, a meno di palesi differenze date dalla tonalità del bianco del foglio o texture particolarmente percepibili. Dico la stessa identica cosa che avevo espresso in questo 3ad:
http://www.effeunoequattro.net/htdocs ... id=125835#forumpost125835
Riguardo le stampe a colori con gli inchiostri a pigmenti Ultrachrome HD devo dire che sono molto molto piu’ vivi e “luminosi” rispetto a quanto fornivano i precedenti pigmenti. La cosa non mi è risultata subito evidentissima ma risulta palese confrontando due stampe fatte con le due tipologie diverse di pigmenti (una fatta con la R2400 ed una con la SC-P600).

Marco


Inviato: 24/1/2017 11:46
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Re: L' importanza dello spettrofotometro e considerazioni sulla Epson SC-P600
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Aggiorno questo post perchè sto facendo parecchie prove di stampa con una carta matt. Devo dire che finora non avevo mai preso in considerazione questo tipo di superficie perchè ero già appagato dalla Ilford Fibre Silk che mi ricorda molto le stampe chimiche che facevo con l'ingranditore e successivamente anche dalla Epson Premium Luster che mi ricorda le stampe che facevano i negozi di fotografo.

Avevo provato la Epson Heawy Weight in bianco e nero con curve gestite da QuadToneRip ma mi dava problemi di ondulazioni del foglio quando era bagnato dagli inchiostri, inoltre con i pigmenti Ultrachrome (non OEM) della 2100 che usavo avevo difficoltà con le curve ad avere un discreto contrasto senza perdere dettagli nelle sfumature di grigio chiaro. La situazione con il bianco e nero e questa carta con la SC-P600 è migliorata moltissimo però con il colore e i pigmenti non mi ha convinto.

Avevo provato la Bonjet duo matt di un test pack con la sc-p600 in bianco e nero e mi piaceva proprio. L'altro giorno ho voluto provare la Felix Schoeller matte 230 doppia faccia che vende Photoactivity, è stata una rivelazione! Ha la stessa superficie liscia della Bonjet, (anzi mi sembra proprio la stessa) con il driver ABW dell P600 ho delle stampe in bianco e nero veramente belle, un punto del nero con L (di Lab) sui 15,7 che credo sia nella media delle carte opache, e anche meglio e soprattutto una intonazione neutra.
Profilata col Colormunki mi dà dei colori e un aspetto globale che non mi fa rimpiangere i vecchi Ultrachrome K3 su carta semilucida, cioè i colori HD con questa carta hanno praticamente la stessa luminosità, non fiacchi come ci si aspetterebbe da una carta matte.
Ho impostato nel driver della stampante carta Archival matte però nello spessore invece di 2/10 mm ho messo 3/10 perchè la prima è sui 190 gr/m quadro mentre questa è più spessa. Ottima anche la prova della stampa fronte/retro, stessa superficie. Stampa veloce a 1400x1400 con un intervallo di 2/10 di sec fra una passata e l'altra.

Costo irrisorio, la A3 era terminata, ho preso la A2 50 fg per 36 € ivata, tagliata in due (ho una bella taglierina Dahle) mi dà 100 fg A3, in quattro 200 A4 per 36 €!!

Inviato: 8/7/2017 14:08
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