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The photographers who refuse to abandon traditional film cameras

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http://www.bbc.com/news/magazine-32337778


Citazione:
Film photography was supposed to have been killed off by the digital era - but a committed band of enthusiasts refuse to abandon the traditional camera. Stephen Dowling finds out why for some, film never went out of fashion.

Inviato: 18/4/2015 17:52
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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras
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Qualche tempo fa un articolo del genere mi avrebbe probabilmente entusiasmato. Oggi meno.

Naturalmente altri sono liberissimi di pensarla in modo affatto diverso, ma per il mio tipo di immagini, personalmente sono arrivato alla conclusione che il digitale fa tutto quello che fa la pellicola + tante altre cose che la pellicola fa con più difficoltà e complicazioni o che non fa affatto.

Penso siano ancora abbastanza numerosi quelli che continuano ad usare la pellicola (anche io lo faccio , seppure a scartamento ormai molto ridotto). Ma nel mio caso non per motivazioni estetiche, quanto essenzialmente meccaniche: semplicemente mi piacciono i gesti di caricare la pellicola e sentire come lavora un apparecchio senza elettronica a bordo.

E quindi che si fa? Si istituisce la giornata dell' Orgoglio Analogico per i diversamente fotografi?

Non so se sia il caso...


Inviato: 18/4/2015 19:33
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"Tempo fa ero indeciso, ma ora non ne sono più così sicuro" Boscoe Pertwee

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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras

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Ah no non c'era nessun (retro)intento di superiorità di chi usa l'analogico.

Mi sembrava una carina notizia di costume da riportare da prendere così com'è per quello che vale

Inviato: 18/4/2015 19:36
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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras
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Se pensiamo che c'è un bel po' di gente che prepara lastre in vetro cosparse di collodio... l'importante è che ci siano strumenti per tutti.

Fer

Inviato: 18/4/2015 23:45
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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras

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oggi l'analogico bisogna poterselo permettere...

Inviato: 19/4/2015 14:45
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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras
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Il bianconero costa quattro soldi sia di pellicola che di sviluppo, il negativo colore poco di più.
Le dia purtroppo sono molto costose; a meno di 7 euro per un rullino non si scende, a meno di accontentarsi es. delle Rollei.

Fer

Inviato: 19/4/2015 15:50
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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras
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Be', insomma. Il BN costa quattro soldi nel formato 35 mm e magari non molto nel 120.
Ma passando al GF le cose cambiano parecchio, almeno se si parla di Kodak. Con le Ilford si va un poco meglio, ma anche quelle sono aumentate notevolmente.
Ed il negativo colore GF e' decisamente caro : quasi 4 euro per una piana Fuji, oltre 6 euro per una Portra Kodak , e parlo delle "piccole" 4x5".
Una Ektar 8x10" costa oltre 17 euro.
Lasciamo pur perdere le diapositive, ormai inavvicinabili o quasi. Ma non mi pare che le altre tipologie vadano molto meglio.

NB. prezzi correnti presi da Photimpex ed Arsimago. Da B&H costano meno, ma poi bisogna aggiungere trasporto, IVA e dazio e quindi sarebbe un risparmio solo apparente.

Inviato: 19/4/2015 18:12
Tessera C.F.A.O n. 3

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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras
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Beh non so, io mi riferivo a quello che scatto, quindi 135 e 120, dove i prezzi -dia a parte- sono ancora molto ragionevoli.
Evidentemente il GF ha accusato particolarmente certe politiche di Kodak e Fujifilm, peccato.

Fer

Inviato: 19/4/2015 18:54
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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras

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Oltre i costi effettivi delle pellicole, che Luciano e Fer hanno quantificato meglio di me dato che non le uso più, e non ricordo le cifre, credo che il vero lusso dell'analogico oggi sia il tempo. Tempo per lo sviluppo, tempo per la stampa, tempo e altri soldi per eventuali scansioni professionali...non so se dimentico qualcosa... Per questo credo che l'analogico abbia ancora un senso, per chi fa ricerca artistica (o anche solo divertimento) e non sia pressato dai tempi del lavoro e magari voglia diversificarsi dallo standard digitale. Provo sinceramente una certa "invidia" in senso buono verso chi può dedicare una giornata a scattare due foto in formato 11x14 da stampare poi al platino o a contatto... oppure spalmarsi il collodio sul vetro per scattare 3 ritratti in un giorno ma anche un semplice rullo da 36... L'analogico al di là di tutte le implicazioni tecniche confrontabili col digitale, dichiara in maniera lampante che hai tempo da spendere per una fotografia. Questo a mio parere oggi è un lusso che non tutti possono (o non vogliono) più permettersi.

Inviato: 19/4/2015 19:34
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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras

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Beh sì, come giustamente puntualizzato sia dall'articolo che da Archifoto diciamo che l'analogico (se) sta tornando in voga soprattutto tra i cosiddetti "appassionati", ovvero quelle persone che non avendo un committente che soffia loro sul collo possono prendersi tutto il tempo che vogliono per arrivare alla foto finale (motivo per cui a me, soldi permettendo, ancora piace e diverte scattare in analogico ma ben capisco chi ha esigenze di tipo professionale e quindi molto diverse dalle mie).

Detto questo chissà se un eventuale aumento degli utilizzatori dell'analogico porterà ad una diminuzione o ad un aumento dei prezzi.

Inviato: 19/4/2015 21:00
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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras
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Sì, penso che sia nettissima la differenza di situazione tra chi scatta per il proprio piacere e chi ha una scadenza e un budget da rispettare.

Poiché l'articolo inizialmente citato parlava di appassionati, ho dato per scontato che si parlasse di chi fotografa per proprio piacere o ricerca personale.

Ritengo che chi fotografa per proprio piacere, se amante della pellicola, possa ancora permettersi il "lusso" nei formati minori: per fare un paio di esempi, un negativo a colori 135 da 36 pose costa circa 2 euro, una diapositiva 120 Velvia circa 8 euro.
Per quanto riguarda il tempo, per come la vedo io se si sviluppa in proprio quel tempo fa parte del piacere della pellicola; se si porta il rullino a sviluppare (ci sono ancora negozi che offrono il servizio, facendo da collettori per un paio di grossi lab che ancora esistono in Italia), il problema del tempo non si pone e quindi ok lo stesso.

Se non interessa la pellicola, chiaramente inutile stare a puntualizzare: ci sono fior di digitali e va benissimo così.

Io dopo tanti anni ho trovato un compromesso che per la mia situazione funziona bene: quando ho bisogno di avere subito i risultati scatto in digitale, in tutti gli altri casi uso la pellicola, prediligendo le diapositive Fuji finché ci sono (dopodiché mi adatterò a quel che ci sarà).

Fer

Inviato: 19/4/2015 21:21
Tessera C.F.A.O. n°14
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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras

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Concordo con quello che dite un po' tutti.

Io uso molto film (ma non solo) per tanti motivi che non sto a spiegare. Ovviamente sono in un business (fine-art) dove questo e' possibile. Per me un costo di 30 euro per una stampa a contatto (e un paio di giorni di lavoro) e' assolutamente ragionevole, dato che il mio punto di riferimento non e' il costo di una stampa digitale, ma quello di una tela da pittore, dei colori, pennelli etc. A occhio siamo li'. E pure io faccio pezzi unici.

Nel business del fine-art il problema non sono i costi del prodotto finale ma i fotografi, che vivono ancora di un modello (negativo-positivo, copie multiple) che ha fatto alla fotografia artistica solo del male. E pensare che con il Dagherrotipo eravamo pure partiti bene.... benissimo il passaggio al negativo-positivo per tutte le esigenze commerciali (ed infatti cosi' era iniziato, per le foto di pupi da un lato e peli pubici dall'altro), ma il fine-art non avrebbe mai dovuto adottarlo, ci ha trasformati in artisti del ciclostile. Grave errore.

La mia e' una posizione assolutamente minoritaria che pero' mi procura insulti molto creativi, quindi un suo lato ludico lo ha




Inviato: 19/4/2015 22:07
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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras
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Usare solo argentico. Benissimo. Trovo che siamo in un mondo libero e ciascuno può fare quanto gli pare. Perché una persona dovrebbe dedicarsi solo all’argentico? A dire il vero non mi interessa. Filosofia o scelta estetetico/espressiva? Benissimo. La corrente attuale in certi ambiti artistici vuole questo? Benissimo. In ambito commerciale non è cosa fattibile? Benissimo, i discorsi che ho sentito non fanno una grinza e mi vedono d’accordo. Dico solo che per me ognuno è libero di fare quanto reputa migliore. Quanto invece mi ha sempre fatto incaz… è l’asserzione che quanto egli fa è assolutamente migliore di ogni altra forma. Massima libertà individuale ma rispetto per le scelte altrui.
Io iniziai a fotografare con la pellicola. Poi passai al digitale e questo corrispose ad una rinascita verso la fotografia. Rinascita di entusiasmo ed idee. Volete sapere perché? Il digitale costa meno? No. Il digitale permette di vedere subito il risultato? No. Il digitale permette di fare anche 1000 scatti tanto poi li cancelli e tieni solo quelli validi? No. Per me scattare in argentico o digitale è filosoficamente la stessa identica cosa. Sono un digitalista atipico. Scatto relativamente pochissimo nonostante usi una macchina digitale. Chi dovesse acquistare un usato passato per le mie mani farebbe un affare. Il vero motivo che me lo ha fatto abbracciare con entusiasmo è la possibilità di seguire tutto il processo dalla A alla Z in prima persona. Dallo scatto alla stampa finale. Con l’argentico non mi è mai stato possibile. Prediligevo (e prediligo) il colore (e ai tempi le stampe piuttosto che le dia; allestire una CO in casa non mi è mai stato possibile. Curare personalmente tutto quello che è dopo lo scatto non esisteva. Con il digitale mi si è aperto un mondo prima precluso: ottimizzazione, stampa, scelta supporti ecc. Questo è stato per me il plus del digitale. Se l’avessi potuto fare anche con l’argentico le cose sarebbero state (forse) diverse. Per questo dico che chi è soddisfatto dell’argentico e cura l’intero processo ha tutto il mio plauso. Chi lo è di altre metodiche pure.

Marco

Inviato: 20/4/2015 14:04
Il mio sito

"I'm not a photographer the moment I pick up the camera.
When I pick one up, the hard work's already been done"

“To photograph reality is to photograph nothing.”

Duane Michals


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Re: The photographers who refuse to abandon traditional film cameras

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Da Roma
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Quell'articolo, almeno nella prima parte, suona molto come il solito allarmismo di cui ho parlato anche in queste stanze, per il quale la nuova tecnologia dovrebbe spazzare via quella vecchia invece di conviverci accanto.

P.S. Apprezzo moltissimo che Pamar utilizzi il termini "argentico" anziché il comune ed errato "analogico"

Inviato: 23/4/2015 23:29
Franz ...Tessera "Bromuro d'argento" C.F.A.O. n. AgBr 31......
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