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Buone novità per gli utilizzatori di formati superiori al 135

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Inviato: 30/1/2019 20:39
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Re: Fuji Pro 160 NS.

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Fer, purtroppo questa è una profezia autoavverante.

I laboratori rimasti hanno un giro di lavoro tale, che la stabilità di lavorazione è peggiorata tantissimo. Io nel lavoro son passato al "solo digitale" quando ho visto un secco calo della costanza e qualità degli sviluppi E6 in uno dei laboratori "storici" di Roma, a via della Bufalotta, dal quale GIAMMAI mi sarei aspettato di veder consegnare un lavoro del livello dei laboratorietti low cost che facevano l'E6 a 3200 lire.

Il percorso ibrido C41 o E6- scansione - stampa digitale magari con plotter inkjet sofisticato rende, se ci pensi, meno coerente e razionale la filiera in modo sostanziale.

Temo che ci si debba accontentare, per il futuro, dell'idea di un BN che resista gagliardamente anche perché per fortuna un po' di mercato il fine art argentico l'ha, e fa parte dell' "unicità dell'opera fotografica" (in teoria grossolano ossimoro) l'idea della stampa ottica con mascherature, che ovviamente non usciranno MAI uguali a se stesse copia dopo copia.

Se è vero che Kodak per via delle aumentate richieste ha rimesso in produzione un Ekta qualechesia, forse l'E6 potrebbe avere ancora qualche futuro. Ma il C41 può sopravvivere su scala mondiale solo sino a quando l'immensa quantità di cinema in India non si saranno convertiti anch'essi alla videoproiezione dei film, poi basta.

Io se fra vent'anni fossero ancora disponibile ancora pellicola, sviluppi e carta sensibile per il BN ci metterei proprio la firma.Ma a naso, penso di si.

Inviato: 25/3/2018 18:07
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Re: Ci ha lasciato il grande FOLCO QUILICI

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Ho ritrovato un ritratto che gli feci molti anni fa, direi attorno al 2007-8. Forse pure un anno prima, ma certo non dopo.
Me lo chiese il direttore di Archeologia Viva perché serviva per la IV di copertina di un DVD con L'impero di marmo, che era allegato alla rivista.
Ne ho ritrovato e scansionato la locandina (ne avevo sorprendentemente da qualche parte una...).
Sicuramente Provia 100F, direi Pentax MX coll'85/2 M. Rammento che gli feci mettere un'incerata gialla tipo "sto sul ponte della nave oceanografica in Artide" e poi lo feci mettere di fronte ad una zona molto in ombra del giardino di casa sua, per giocare col contrasto fra lui illuminato lateralmente da una lama di sole ancora basso e lo sfondo scuretto (sottoesponendo un po' per chiuderlo ancora) per tentare una luce un po' caravaggesca.
Si, lo so, l'ho reso un po' alla "Indiana Jones con la macchina fotografica in mano", ma non è una mistificazione, perché lui in fin dei conti ha fortissimamente voluto, ed è riuscito con tenacia a vivere, proprio come "Indiana Jones con la macchina fotografica in mano".

Allega:



jpg  ©V.Ricciardi-Folco Quilici-RID .jpg (156.12 KB)
2013_5a97b251bb9ca.jpg 950X1200 px

Inviato: 1/3/2018 9:05
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Ci ha lasciato il grande FOLCO QUILICI

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Pian piano, come è inevitabile, una gagliarda generazione che si è fatta seriamente da sé ed ha ottenuto dei risultati di grande rilievo senza l'ausilio sedativo e demotivante della "facilità" se ne va... è la natura delle cose.

Quilici ha portato avanti e di molto lo stile ed il contenuto dei documentari geografici, antropologici, naturalistici, ha praticamente inventato il documentario subacqueo, ed ha tracciato uno stile personale e innovativo anche in fotografia.

Garbatissima e coltissima persona con cui avevo potuto discorrere decine di volte - la prima volta ero ancora un ragazzo, su un treno Bologna-Roma - ha lasciato veramente una traccia nello stile e nella tecnica dei documentari a sfondo geografico, culturale, antropologico, naturalistico. Era rimasto orfano a soli 11 anni, perché suo padre, giornalista, era sull'aereo pilotato da Italo Balbo che (forse) fu (fatto) abbattere sui cieli di Tobruk "scambiandolo per un velivolo nemico".
Mi raccontò che la sua prima cinepresa 16 mm, ovviamente strausata, se la comprò mettendo da parte i soldi che riusciva a risparmiare... bigiando il biglietto sui tram della Capitale, era ancora un ragazzotto. Sarebbe bastata una multa di un controllore per rinviare di mesi l'inizio della sua storia cinematografica.
I primi, veri, film e documentari subacquei con una finalità di alta divulgazione ed una regia coerente sono stati i suoi. Prima di lui, c'erano le riprese pionieristiche degli apripista, certo degli eroi a modo loro, ma non c'era una capacità narrativa come quella che dimostrò.

In tempi in cui una custodia come la Rollei Marine era ancor da venire, fantascienza per pochi visionari, si era ingegnato per portarsi scafandrato sott'acqua quasi qualunque cosa, con degli accrocchi improbabili che sembravano all'inizio macchine fantastiche di Mordillo.
Sesto Continente richiese qualcosa come 10.000 ore di immersioni fra lui ed altri grandi come l'immenso Raimondo Bucher, che ha praticamente fondato l'immersione subacquea con autorespiratore e contribuito a concepire tutto quel che conosciamo ed uutilizziamo oggi, e oltre i 90 anni ancora si immergeva in aria compressa ...e nonostante tutto quel che ha vissuto e rischiato arrivò a 96 anni, o il grandissimo Bruno Vailati, più grande di lui di 11 anni e che ci ha lasciato nel '90. Il primo a colori, in 16 mm, bellissimo, con difficoltà logistiche nelle riprese inconcepibili in anni in cui le biciclette devono pedalare da sole e noi quasi far solo finta, l'autoscatto dev'essere gestibile via Wi-Fi e l'autofocus deve saper intuire se la folaga virerà a destra o sinistra, se no minacciamo minimo di riprendere a fare la pipì a letto.

Era anche un valido fotografo, con uno stile giornalistico ma efficace, forse un po' condizionato dal gusto del NG ma personale; autore di innumerevoli libri con illustrazioni bellissime - incidentalmente, a parte la SWC da cui non si staccava mai sul medio formato aveva finito per preferire la Pentax 6x7 per la qualità delle sue dia nell'editoria di elevate pretese, ma solo quando il bagaglio lo permetteva (la Hassy V ingombrava e pesava meno). Sul 35 mm quando era arrivata con le sue belle ottiche amava più delle macchinose F2 la RTS prima generazione (quella che... funzionava). Quando poteva privilegiava l'uso della Kodachrome 64, combattendo corpo a corpo con la sua dinamica compressa, perché si era reso presto conto che era stabile nel tempo, a differenza delle pellicole E6 che tendevano chi più chi meno a virare verso il magenta. Un fotografo che conoscevo, L. Zerboni, per lui riprodusse in 6x6 a Roma con la Mamiya C330 e il 65 migliaia di foto stampate. Lasciò all'Archivio Alinari quasi un milione di immagini quando si rese conto che non avrebbe avuto le forze per scattarne altre.

Ti-Koyo ed il suo pescecane fu il film che da bambino mi fece scoprire i Mari del Sud, e l'idea astratta di fuggire in un mondo semplice, naturale e lontano dalle nostre miserie, quella fuga positiva che poi non si verifica mai, anche se qualcuno ...dentro di sé ci riesce. Fu in fondo abbastanza colpa sua se iniziai molto presto a cercar metodicamente di portarmi la mia prima SP1000 nei posti più strani, in cima a scogli alti su cui nessuno aveva interesse apparentemente ad arrampicarsi, poi su vulcani in piena eruzione o appena quiescenti e ancor superficialmente caldissimi.

Penso di dovergli in fondo davvero qualcosa sul piano della formazione... lui, Richard Attemborough, Piero Angela, Ansel Adams, Bertrand Russell, quattro dei miei professori alla Sapienza son stati parte strutturale di quel che ho indegnamente cercato di diventare, un work in progress sempre sistematicamente in ritardo sulla vita che non so a che livello - almeno di coscienza - sarà arrivato a consuntivo.
Mio padre lo ha anticipato di quasi tre mesi giusti, va a sapere, vigliaccamente mi piace pensare che magari si conosceranno e si faranno qualche lunga chiacchierata, eran coetanei.

Inviato: 24/2/2018 23:00
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Re: Ripresa in mano la medio formato a pellicola.

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Citazione:

Fer ha scritto:
i miei capolavori li ho già consegnati alla posterità!


Tutti a pensare ai posteri... io questa cosa non la capisco.

In fin dei conti, cosa hanno mai fatto i posteri per noi?

Inviato: 8/2/2018 19:17
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Re: Vecchio banco ottico cercasi come oggetto di scena

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Non si capisce - o meglio non lo capisco io confrontando titolo e testo - se ti serve un banco ottico (quindi una cosa, al tempo, di legno a lastre almeno 13x18 minimo minimo) o un apparecchio a soffietto primi '900.

Inviato: 13/9/2017 19:09
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Interessante commento su foto salvataggio neonato ISCHIA

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Nei giorni più caldi e oziosi di agosto normale che sui quotidiani, specie online, venga dato spazio alle peggiori baggianate.

Ma l'analisi (finalmente, colta) di questo commentatore su una bellissima foto dell'altro ieri notte a mio avviso non è ferragostana ma ragionata.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2 ... PLF-BH-I0-C8-P3-S5.2-T1#1

Inviato: 23/8/2017 17:24
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Re: Forse Nikon si sveglia...

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Ma anche no...

" UPDATE: Seems like Anankhepi and Angry Photographers speculation was wrong. The D850 is more likely to use a classic optical viewfinder only. "

Inviato: 30/7/2017 18:41
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Re: Una 8x10" subacquea (fatta in casa)!

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C'è da dire che le prime fotografi e subacquee furono fatte con banchi ottici scafandrati, su tripode zavorrato e senza flash di sorta (poi si tentò anche l'uso dei lampi al magnesio sotto campana di vetro).

In verità penso che la definizione ottenibile sott'acqua renda sostanzialmente priva di utilità una fotocamera che superi ciò che oggi si raggiunge con un digitale APS/C se non 4/3.

Mi sembra un esercizio tecnologico affascinante quanto poco pratico ed efficace nell'utilizzo in rapporto all'ambaradan messo su per realizzarla.

Se però l'unicità della foto grande formato subacquea trova amatori disposti a pagare a caro prezzo le foto ottenute con tale particolare arnese, beh, chi l'ha pensata e faticosamente realizzata ha fatto bene a farla.

NB/ E' stata già venduta.

Inviato: 25/7/2017 11:29
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Re: Canon: non capisco e non mi adeguo

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E' spettacolare, mi veniva la ridarella. La preoccupazione poi per i lazzi e gli sfottò di alcuni leoni da forum è fantastica.

Comunque, FranzX, fermo restando che trovo ovvio che tu debba restare in ambiente Canon (e ci mancherebbe), entra in un negozio ben fornito, fatti dare in mano una K1, o se non ce l'hanno una D810 (che però costa molto di più della 6DMkII) giocaci un po' e vedi se QUELLA Canon la trovi proponibile a quel prezzo.

Inviato: 2/7/2017 16:02
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Re: Canon: non capisco e non mi adeguo

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FranzX, tieni presente però che la qualità costruttiva, se è del livello di quella della precedente 6D, è fotoamatoriale e di livello delle due anche bassino.

Nulla a che vedere fra come si percepisce anche tattilmente la costruzione "fisica" di una 5DMkII o MkIII, per dire, e la 6D.

Cosa successa anche col "carroarmato" Nikon D700, al confronto della quale prendere in mano una D750 e aver l'istinto di verificare non si tratti di un mockup da vetrina è tutt'uno.

Non parlo di peso, naturalmente. Parlo di materiali, di compliance dei comandi, di giochi fisici di tasti e ghiere, di finitura, di percezione della precisione di montaggio. Secondo me per più di 2000 euro (il livello di una Pentax K1 in acciaio inox e magnesio completamente tropicalizzata) si deve cominciare ad essere esigenti.

Inviato: 2/7/2017 1:00
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Re: cercasi obiettivo con elevato potere risolvente low-price

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La serie del Torio però prevede a seconda delle sue varie fasi come prodotti di decadimento particelle Alfa o beta (in un caso, nella fase di Torio C o Bismuto 212, ambedue associate).

A quali isotopi specifici ti riferisci?

NB/ Io non ho minimizzato, solo fatto misure su alcune ottiche che ho. Interponendo, o meno, materiali di diversa natura per valutarne l'efficacia.

PS/ Se lo strumento del nostro amico misura un'ottica che è contenuta in una scatola di lamiera (di solito da almeno 6/10 di mm) di ferro, eccome se quelli son raggi Gamma.
Che sono altro tipo di bestiaccia, in grado di generare altri livelli di preoccupazione quanto ad effetto ionizzante sul DNA dei viventi...

Inviato: 26/6/2017 21:04
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Re: Canon EOS 5DS R

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Se lei ha comprato un parallelepipedo nero schiacciato grande "circa 12 cm" per "minimo 17,3 o poco più" con attacco (maschio) per la fotocamera Canon EOS (bocchettone femmina) e se questo si infila al posto di uno chassis, in se e per sé serve solo ad avere un sensore grande al massimo 24x36 mm, dietro un banco ottico 4 per 5 pollici.

Presumo anche che l'attacco sia al centro di quel parallelepipedo.

Ora, puntando un qualche cosa col banco ottico, montandoci davanti un'ottica che copre, ossia produce un certo "cerchio immagine" (quello di un ottica 6x6, o per 6x9, o 4X5") se il banco davanti resta fisso, l'obiettivo aperto su posa "T" non si muove, e lei dopo aver messo a fuoco bene scatta con la reflex attaccata dietro varie foto spostando su un piano verticale solo la standarta posteriore (cui è attaccato il suo adattatore), in sostanza si che può produrre le foto di base per realizzare uno stitching: perché sta esplorando una UNICA immagine prodotta da un ottica, con vari scatti ognuno dei quali ne riprende un pezzettino.

Ed otterrà, ovviamente, un file grandissimo perché una volta "giuntato" col software (cosa che io non ho mai fatto e che dovrei imparare a fare esattamente come chiunque altro, semplicemente perché gli ultimi stitching mi son stati richiesti al tempo della pellicola) il file finale conterrà sostanzialmente somma dei Megapixels di informazione di tutti gli scatti.

La cosa però è di molto scomodissima assai, perché non è così banale spostare ogni volta di un tot sopra, sotto, a destra, a sinistra la standarta posteriore di un banco ottico senza spostare nulla. E ogni movimento verticale dev'essere di MENO di 24 mm, quelli orizzontali di MENO di 36 mm, perché ci dev'essere sovrapposizione parziale fra gli scatti. Ci vuole una folding o - molto meglio - un banco ottico monorail meccanicamente di gran classe.

Ma mi resta un dubbio.

Perché lei insiste sulla possibilità di ottenere foto da moltissimi megapixels?

Ho provato velocemente a guardare (troppo velocemente, lo confesso, poi è caduta la connessione dove mi trovavo) qualche scatto sul suo sito che ha messo in firma, e non mi sembra un genere fotografico che richieda smodate quantità di informazione numerica - fermo restando che più nitido e dettagliato a volte è più gradevole di una cosa che ingrandita un po' si dissolve troppo presto nel caos di quadrettini indistinti.

Sa a cosa serve uno stitching molto grande e pesante? Se lei vuole mettere in Rete per gli stusiosi, che ne so, una megafoto dei mosaici di Piazza Armerina ottenuta con infinita pazienza facendo stitching di molte immagini scattate in condizioni stracontrollate (uniformità di esposizione, cavalletti o tralicci sospesi granitici, ottiche ad altissima risolvenza e con distorsione trascurabile, niente vibrazioni, traslazione di una foto rispetto all'altra misurata con grande precisione, un tot per cento di sovrapposizione fra una foto e l'altra per garantire "giunte" perfette e invisibili, etc etc etc).

Alla fine per chi ne ha bisogno, si può avere una foto "navigabile" grandissima, tale che visualizzandola al 100% per vederla tutta si scorre col mouse o con le freccette piano piano sulla foto osservandone al monitor ogni volta solo un pezzettino.
E' un'applicazione pratica da fotografia scientifica. Si fa, faticosamente, quando ce n'è ragione.
Ad esempio la NASA al rover Curiosity, su Marte, in certi punti del suo percorso ha ordinato di fermarsi e di eseguire con infinita pazienza delle panoramiche fatte di tanti scatti, che montate in stitching producevano foto moooolto orizzontali "navigabili" con una esperienza immersiva preziosa per geologi, geomorfologi, petrografi, vulcanologi, sedimentologi che potevano essere aiutati nei loro ragionamenti volti a ricostruire il passato di quel pianeta un tempo certamente tanto più simile al nostro.

Ma per fare fotografie che sono una raffinata ricerca estetica, concettuale, etc non mi riesce di vedere l'utilità di avere a che fare con immagini da gestire di dimensioni abominevoli.

Già i circa 200 Mb del RAW che produce una Pentax K1 quando si utilizza il pixel shifting mi sembrano opzione da considerare assolutamente non standard...

Inviato: 19/6/2017 10:33
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Re: Canon EOS 5DS R

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Andrei a vedere anche la voce "stitching" di Wikipedia, contiene molti riferimenti e rinvii e link che possono essere di ispirazione.

Inviato: 18/6/2017 7:59
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Re: Canon EOS 5DS R

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Coprire il 4"x5" nel senso che si sposta la fotocamera per fare vari scatti da montare digitalmente (stitching) per ottenere una sola immagine di grande dimensione finale?

Di solito questo non si fa con grandangoli montati sulla fotocamera, CASOMAI avendo davanti un solo obiettivo per formato superiore (di qualità molto elevata, ad esempio i migliori "pezzi" delle serie Mamiya RB/RZ, Hasselblad come il 100/3,5, il 50/4, qualche Pentax 6x7 o simili) e spostando dietro all'obiettivo tenuto fisso e fermo - vincolato al cavallettone - la fotocamera mantenendo un piano di riferimento.

C'è chi produce su richiesta adattatori, che prevedono davanti un obiettivo per 6x6

http://www.omdonorio.it/work/nh6-digital-camera-shift/

Se si fanno invece vari scatti spostando lungo un piano fotocamera e obiettivo, una relativa sicurezza di buon risultato si ha solo con obiettivi dalla risolvenza elevata e distorsione quasi nulla, come i macro di focale doppia di quella standard.

Con i grandangolari tentare lo stitching produce arrabbiature impotenti e risultati inutilizzabili per ragioni geometriche (la "dilatazione" della scala delle immagini verso i bordi inevitabile portato di un grandangolare rettolinare, anche eccellente, non buono: dilatazione che NON è distorsione).

Inviato: 18/6/2017 7:54
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Re: Canon EOS 5DS R

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(cit. EOLO) Comunque sia la invidio, in quanto lei è Fotografo di professione.

Fa male. E' una professione, quella fotografica in senso stretto, in assoluto e totale declino. La fotografia è divenuta base di partenza per una immagine, che è spesso una variante davvero pesantemente elaborata della fotografia di partenza, che se l'autore del risultato finale è creativo e di gusto può essere anche splendida, efficace, da ricordare. Ma che si discosta di molto dalla fotografia di partenza.
Non c'è nulla di male in tutto ciò (quante elaborazioni di camera oscura, fotomontaggi, solarizzazioni, maschere di contrasto con la pellicola fotomeccanica, sviluppi a grana volutamente grossa come il Crawley DX16 etc etc etc si facevano prima in analogico?), ma il portato finale è che a colui che concepisce, illumina, scatta fisicamente l'immagine di partenza viene riconosciuto un ruolo molto più marginale di prima, in rapporto a quanto si considera fondamentale chi dopo ci metterà sopra le mani con Photoshop.

...per altro, a mio avviso "uno veramente bravo" con le millemila funzioni di Photoshop ha la dignità dell'artista, produce immagini (non fotografie) che a volte mi lascian pieno di ammirazione senza se e senza ma. Non ho invidia di lui, ma senso di emulazione e coinvolgimento si. però è un lavoro diverso dal mio, che rimpiango con cupa disperazione l'emozione, ormai negata, di quando andavo da Graphicolor o Foto Color Lab a ritirare le mie scatoline con gli E-6 intelaiati.

E' in teoria il massimo desiderabile poter controllare con un rapido review dopo lo scatto, sia pure su un monitorino del cavolo da 3" o giù di lì, come è venuta la foto ... prima di ridiscendere dalla vetta del Cervino che è costata ore e ore di scalata. In teoria per il professionista non ha prezzo, se l'immagine è ripetibile lo mette al riparo dal tornar giù e scoprire due giorni dopo che per la rivista gli mancano solo le foto in vetta (magari perché l'otturatore col freddo aveva allungato i tempi e le aveva sovraesposte irrimediabilmente tutte di due stop).
Eppure, mi manca quel pathos, quel dubbio residuo ("avrò fatto il ragionamento finale e giusto quando ho deciso la coppia tempo/diaframma?"). E' come sapere con l'ecografia se nascerà maschio o femmina, ma dieci volte peggio.

(cit. EOLO) Ancora, Lei ha una minima idea della qualità che ottiene dopo aver consegnato ad un negozio della mia zona di residenza un rullo 120 ?
Secondo me nelle vasche del C-41 hanno le rane.
Lei, se non ho capito male, è di Roma ed ars-imago (penso, mai provato) è una scelta per chi non vuole lasciare la pellicola.


Beh, dalle parti sue non so, ma a Roma la maggior parte dei laboratori hanno chiuso e via. Io ho smesso di portarmi dietro, oltre alla digitale, anche le Bessa L con la "terna magica" dei grandangoli 12-15-25 e la Fuji Provia F 100 dentro, la prima volta che Graphicolor, mica il kiosk della Stazione della metropolitana, dopo avermi fatto un E-6 da manuale ha fatto tagliare da una bestia le diapositive, che intelaiate a volte facevan vedere lo spazio nero fra due fotogrammi tutto da una parte, qualche volte proiettando addirittura si intravedeva un pezzetto del fotogramma adiacente. Quindi foto rovinate.
Era un lavoro per l'Hotel Perusia vicino Perugia, un albergone tipo Sheraton per il quale ho evitato la figuraccia solo perché la digitale ha fatto il lavoro suo bene... e nessuno ha toccato i miei files.
Due anni prima, una cosa del genere non sarebbe stata nemmeno concepibile. Mi han fatto tante scuse, eh? Ma non mi son fidato più.
Ars Imago onestamente non lo conosco, mi fa venir voglia di provarlo (di pellicola fresca ne ho). I prezzi son cari, ma non d'affezione: sei euro considerato che gli ultimi E-6 BEN FATTI in lire li pagai 6500 per il 36P montato... e considerata la ben minore economia di scala, non son demenziali, solo caretti.

(cit. EOLO) Già il fattore che ha fatto "partorire" alle ditte le mirrorless lo ignoro, se ha la pazienza e la voglia di spiegarmelo.

Beh, alla fine la reflex nacque per permettere di vedere bene, meglio di un mirino galileiano, cosa era nell'immagine e cosa no anche cambiando ottica. Molto meglio di cornicette nel mirino che cambiano campo inquadrato, e senza parallasse.
E poi col mirino reflex si poteva mettere a fuoco "a vista" in modo oggettivo, senza il dubbio che il telemetro fosse impreciso di suo o un po' starato.
Per ottenere questo, dovettero sviluppare tutto l'ambaradan con lo specchio, i consensi meccanici che permettono succeda qualcosa solo dopo che si è compiuto qualcos'altro, i meccanismi di ammortizzamento delle vibrazioni, il pentaprisma più evoluto del pozzetto (Rectaflex, poi Pentax), i vetrini di messa a fuoco luminosi, le indicazioni nel mirino bla bla.

Tutta una filiera tecnologica che in qualche caso (la luminosità del mirino di una Topcon SuperD o di una Leicaflex SLII, la nitidezza di messa a fuoco di una Pentax KX, i microled che scorrevano sulla scala dei tempi di una Pentax LX, gli innumerevoli vetrini intercambiabili di una Canon F1New...) raggiunse picchi di qualità progettuale altissimi.

Ora, se lei al posto dell'oculare con dietro il pentaprisma trova un minischermo LED che le dà la stessa sensazione di nitidezza e qualità di dettaglio di un mirino reflex e pure buono, togliendo tutto il mirabox (si chiama così l'ambaradan complessivo che distingue una reflex da una Leica, Contax, Bessa etc a telemetro) risparmia soldi, compelssità meccanica, cose che si potrebbero rompere, ingombro, peso, rumore.

Finché guardando in un mirino elettronico sembrava di vedere i videocitofono in bianco e nero, non c'era storia; ma una volta che siamo circa là... e migliorano ogni mese.

(cit. EOLO) Il Canon T-S che possiedo è TS-E 24 mm f/3.5L II, no autofocus, solo messa a fuoco manuale

...ottimo! Davvero! per sfruttare il suo angolo di campo però ci vuole un sensore 24x36 se no è come fosse meno di un 35 mm, ed è finito il gioco (o almeno la sua parte migliore, l'angolo di campo elevato).

(cit. EOLO) La Pentax K3II non mi interessa, in quanto APS-C.

Se fa riferimento alla sfruttabilità "intera" del TS24, ha ragione. Se ne fa un problema di qualità di immagine finale, no. La foto finale NON LO SA quanto era grande il sensore che l'ha prodotta. E nemmeno chi la vede.

(cit. EOLO) Pentax k-1 = (...) Lei ha scritto "...i 36,4 Mpx della K-1 son più nitidi dei 50 Mpx di un'altra FF tradizionale...". Questo ok, però come detto sopra devo aggiungere il costo degli obiettivi.

Che non sono mezzi regalati come il corpo macchina del quale chiedono sostanzialmente troppo poco, è un po' come certe stampanti inkjet evolute in cui il costo dell'apparecchio è stranamente basso rispetto a quel che ti porti a casa... ma tanto il resto è... un luuungo leasing le cui rate son le carissime cartucce di inchiostro.

Diciamo che per due "pezzi" fondamentali, il 15-30 (un Tamron rimarcato e un poco più rifinito da Pentax, eccellente) ci vogliono negli USA sui 1300$, per l'ottimo 24-70 poco meno di 1200, per il più controverso (si parla di un poco di vignettatura addirittura, cosa che troverei scandalosa anche se è nitidissimo...) 70-200 si sfiorano i 1600.

(cit. EOLO) Sony A7II = non mi interessa 24,3 Mpixels

L'importante, per lei, penso sia che sia 24x36. Non i Megapixels, conta più la qualità dell'algoritmo di processamento del segnale proveniente dal sensore di tante altre cose.
Gliel'ho detto, i numeri da soli non fanno testo, così come i negativi che uscivano dalla mia Spotmatic col 55/2, o il 35/3,5, o il 135/2,5 SMC Takumar rivelavano molto più dettaglio leggibile di quelli della Rolleicord di mio padre che pure aveva un signor Tessar... la 6x6 ovviamente si rivaleva su grana e scala tonale (lì non c'era storia).

(cit. EOLO) Sony Alpha A7RII Mirrorless ILCE7RM2 (solo corpo) 42,4 Mplixels = potrebbe essere di interesse. (...)
Però è più "asciutta" della Canon in mio possesso.


Bisogna vedere se a parità di ISO, fra gli 800 ed i 1600 ci si perde troppo salendo di risolvenza o no. Non ci ho mai scattato, ne ho sin qui sentito parlar bene. Più che più compatta e leggera, ha il tiraggio corto, quindi le dà la libertà di metterci davanti anche gli occhiali della nonna. E fortunatamente, mantenere o meno l'AF per lei non è una prorità.

(cit. EOLO) Per quanto riguarda la Sony Alpha A7RII Mirrorless ILCE7RM2 42,4 Mplixels, le caratteristiche recitano "Il primo sensore full-frame retroilluminato al mondo ?" Cosa significa ciò, vantaggi, svantaggi?

Non ho mai avuto una fotocamera con quel tipo di sensore (a parte una compatta Samsung di alte pretese, ma non fatesto), non voglio ripetere quel che posso aver distrattamente letto in giro senza averlo sperimentato. Qui ci sono tanti altri utenti ben più preparati su queste cose di me, che sono un vecchio pellicosauro abbastanza navigato convertito quasi a forza ai sensori, e di digitale "avanzato" in fondo capisco poco o nulla.

(cit. EOLO)Adattatori per i miei obiettivi sul corpo di cui sopra, dove li posso trovare?

Amazon, eBay, Il Fotoamatore, negozi specializzati. Non sono un problema. Assolutamente. A volte fanno la loro porca figura persino adattatori cinesi da poche decine di euro, non servono sempre i raffinati Novoflex o cose del genere.

(cit. EOLO) Detto ciò le chiedo quanto può essere un prezzo equo per il mio usato.

Non ho mai avuto reflex Canon, non le direi qualcosa di attendibile. Ci son tanti canonisti qui, la aiuteranno! Ma ahimé sarebbe punitivo, per l'obsolescenza programmata di cui parla lei (altra cosa del digitale che non apprezzo). A naso sotto i mille euro di sicuro, di quanto non so, temo nemmeno troppo poco.

Inviato: 15/6/2017 21:19
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Re: Canon EOS 5DS R

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...dunque dunque dunque.

L'argomento "TS 24 mm Canon" è potente, perché non solo è stato un'acquisto costoso, ma è un'ottica di alta classe, e non mi risulta la disponibilità di nulla di simile AF per la Pentax.

C'è questo

https://www.juzaphoto.com/recensione.php?l=it&t=samyang_ts24

che non è male, ma per ora non mi risulta ancora disponibile per Pentax. E se poi non lo fanno? Vai a sapere...

* * * * * * *

L'argomento "da 20 a 36,4 Mpx la differenza non è tanta" invece è assai debole.

Primo, perché già le foto senza pixel shifting (non è previsto né implementato, la macchina non ha stabilizzazione del sensore) della Nikon D801 che utilizza lo stesso sensore Sony sono MOLTO migliori, se intendiamo la capacità di dettaglio percepibile nell'immagine finale, di quelle di una Canon da 20 Mpx: già la D801 non ha filtro anti-alias, e questo fa pesantemente la differenza quanto a nitidezza percepita.

Poi, c'è il problema della matrice di Bayer. Davanti al sensore di norma, in pratica quasi sempre, c'è una griglia di filtri colorati, replicati all'infinito in gruppi di 4 (2x2): due verdi messi in diagonale, uno rosso e uno blu secondo l'altra diagonale.

Ogni fotodiodo non "vede" tutti i colori del "punto immagine" che l'obiettivo gli focheggia dentro, ma solo la componente del colore del filtro che gli è capitato in sorte (si fa per dire) davanti a sé. Siccome metà dei pixel ha davanti un filtro verde, vuol dire che dei 20 Mpx (per dire) del sensore la quantità di informazione (legata alla nitidezza) relativamente al colore verde sarà la metà. 10 Mpx sono per il verde.

Un quarto dei pixel hanno davanti un filtro rosso. Su un sensore da 20 Mpx, fanno 5 Mpx.

Un quarto dei pixel ha davanti un filtro blu. Su un sensore da 20 Mpx, fanno ancora 5 Mpx.
5+5+10 fan 20, i conti tornano.

In una fotocamera digitale che fa foto a colori, alla fine quindi la risolvenza reale è LA META' di quella nominale sui toni del verde, UN QUARTO per il rosso e UN QUARTO per il blu. Ti compri una reflex o una mirrorless da 50 Mpx, e la sua risolvenza "vera" è al massimo la metà, e ne godi quando fai foto di paesaggio con molta erba e vegetazione.

Perché dico "a colori"? Perché se davanti ad un certo singolo fotodiodo c'è per dire un filtro rosso, quel povero pixel può ricevere solo la componente rossa di quel punto immagine. Vede solo il rosso, gli altri colori vengono assorbiti. Come diavolo fa a sapere in quel punto quanto ce n'era invece di verde, o di blu? Non lo sa, non lo saprà e basta. La macchina il colore "presunto" se lo deve... inventare, con un processo matematico che si chiama demosaicizzazione. Il processore di immagine deve applicare un algoritmo che in sostanza decide quanto verde c'era "qui", statisticamente, facendo una media di quanto verde hanno registrato i pixel più vicini cui è capitato in sorte il filtro verde davanti. E così via.
Questo riduce, inevitabilmente, la precisione di resa del colore che è meno assoluta di quella che potresti ottenere, se facessi quattro foto con un sensore monocromatico, ossia senza la matrice di filtri colorati quattro a quattro davanti ai singoli pixel.

Una foto senza filtro, una col filtro rosso davanti all'obiettivo, una col filtro verde, una col filtro blu. Poi un algoritmo potrebbe ricostruire i colori un po' come si fa in stampa nella quadricromia.

* * * * * *

Il motivo per cui la K-1 se fossero state soddisfatte altre condizioni era ideale per chi "ha sempre fame di risolvenza percepita e di dettaglio fine", come me che per lavoro fotografo sopratutto opere d'arte e architettura antica, è che inserendo quella benedetta funzione di pixel shifting, la macchiana di foto ne fa quattro in sequenza, dopo la prima ogni volta spostando il sensore di un pixel.
Ossia click - su di un pixel, click - destra di un pixel, click - giù di un pixel, click.
Ciò significa che è come se davanti ad ogni fotodiodo venissero cambiati i filtri ogni volta.
Di ogni punto dell'immagine sarà stata fatta una foto per ciascuno dei colori dei filtri.

La matrice di Bayer a quel punto è scavalcata: non serve demosaicizzare, è come fare una vera quadricromia. Il risultato è che non solo i colori son resi con una fedeltà ancora di poco migliore, comunque teoricamente irraggiungibile col sistema a matrice colorata, ma per giunta se hai 20 Mpx di risolvenza nominale, vedi 20 Mpx di risolvenza percepita (se no abbiam visto che... "ne paghi 20", te e godi 10 o 5 a seconda dei colori del soggetto).

Questa figata di idea è nata su un dorso Hasselblad professionale e stracostosissimo, poi la Pentax l'ha sviluppata utilizzando i suoi sistemi di movimento del sensore evoluti per il sistema di stabilizzazione.
Le K3II e la nuova KP (da 24,2 Mpx) oltre alla ammiraglia K-1 (36,4 Mpx) son le uniche reflex che hanno sul piccolo formato questa funzione.
Per questo, fotografando delle mire ottiche, per capirci, i 36,4 Mpx della K-1 son più nitidi dei 50 Mpx di un'altra FF tradizionale. E' come passare da 20 a 72,8, non da 20 a 36,4... ahivoglia se si nota...

* * * * *

...ma non per fotografare lucciole in un bosco!! In quel caso capisco la ricerca di rumore modesto ad ISO non bassi, ma la risolvenza non mi pare un fattore godibile...

* * * * *

Ma il problema del tiraggio mi pare purtroppo dominante. Ha mica pensato ad un corpo mirrorless di classe alta, tipo una Sony A7II? Ci monterebbe senza problemi qualsiasi cosa, pure gli occhiali della nonna. Il più delle volte senza funzione AF, ma se non le interessa... ecco che ottiche Contax, Yashica, Canon, pure i Vattelappesknon con adattatore dedicato ci andrebbero benone.

Inviato: 13/6/2017 22:49
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Re: Canon EOS 5DS R

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(cit. Veniamo al sodo, che tanto quello che ho scritto sopra non interessa a nessuno.)

Non è detto: chiunque abbia conosciuto cosa possa voler dire affrontare e cercar di superare "anni difficili" (a cominciare dal sottoscritto) in cui la vita ti riserva prove che assolutamente non ti sei cercato, legge fra le righe e prova un sentimento di istintiva empatia - anche se con la consapevolezza di nulla poter fare perché a posteriori il caso ti avesse evitato ciò con cui hai dovuto tuo malgrado confrontarti.

Nel caso non lo faccia, ciò a mio avviso umanamente "non è normale".

Andiamo avanti.

* * * * * *

Anzitutto, se mi dici che dopo una posa da 16' la reflex te ne fa attendere circa altrettanti prima di aver finito di registrare sulla scheda CF lo scatto, ciò a mio avviso non dipende dalla scheda, e non miglioreresti le cose passando alle SD HC o SD XC o quel che vuoi: quel tempo interminabile penso si riferisca a quello utilizzato dalla fotocamera per scattare un "dark frame" da "sottrarre" allo scatto per ridurne il livello di rumore.

Il sensore, in una lunga posa, produce una certa quantità di rumore: ossia esiste proveniente dai vari pixel una quota parte di segnale che non corrisponde ad uno stimolo (fotoni incidenti), ma è generato spontaneamente dai fotorecettori, ossia è un "difetto".
Di massima, almeno nel breve periodo, i fotorecettori che generano un certo livello di segnale non derivante da stimolo ma sol dalla loro corrente di eccitazione "son quelli", e ciascuno tende ad "esprimere il difetto" nello stesso modo. Nel breve termine.

Se tu fai uno scatto da 20", tipicamente la fotocamera fa lo scatto che le hai chiesto, poi a otturatore CHIUSO (= fotoni incidenti zero, sensore nel buio più pesto) rifà un altra esposizione della stessa durata e con la stessa corrente di eccitazione dei fotorecettori. Il risultato DOVREBBE in teoria essere il nero come la pece, ....ma proprio il nero del corpo nero della Termodinamica.
Tutto ciò che si discosta dal nero assoluto, è rumore.
Il processore della fotocamera a questo punto "sottrae" lo scatto a otturatore chiuso, che si chiama appunto "dark frame", col risultato di ridurre di molto il disturbo sulla immagine che ti interessa. Questo dark frame potrebbe essere la causa di quello che a te pareva un inaccettabile approccio ...da bradipo nel copiare su una stupida scheda una sola foto.

* * * * * * *

Letto del fatto che avresti considerato una Pentax 645Z, mi chiedo: per quali generi fotografici stai cercando una degna sostituta della tua Canon, fotocamera full frame davvero non disprezzata dagli utenti che l'hanno?

Perché se hai esigenze che ti farebbero desiderare una medio formato, mi verrebbe da chiedermi se per caso potrebbe fare al caso tuo, adesso a circa 2100 euro (se porti in resa una compattina qualunque che dismetteresti, purché funzionante), o 2000 euro (se hai in un cassetto una vecchia Canon EOS 350D o altra sopravvissuta delle prime generazioni di DSLR, purché ancora magari scassatissima ma marciante) potresti prenderti una Pentax K-1, full frame 24x36 che ha delle caratteristiche forse per te molto interessanti, pur non essendo al top sotto aspetti tipo massima velocità di AF e capacità di seguire oggetti/soggetti in moto relativo veloce rispetto alla fotocamera, se raffrontata ai capofila di queste qualità tipo Nikon D500 o le Canon più recenti.

2100 euro (massimo) son molti meno di 8000, e la qualità visibile del singolo scatto qualora (su soggetti immobili ed utilizzando un cavalletto) tu decida di attivare la funzione di pixel shifting che supera il limite della matrice di Bayer e del relativo utilizzo dell'algoritmo di demosaicizzazione (anche un'Hasselblad offre quella funzione, ma a ben altri costi) addirittura in quel caso eccede quella nativa della 645Z che tanto apprezzi. Per capirci, il RAW risultante che ti ritrovi sulla scheda è di circa 200 Mb, roba da grande dorso a scansione per apparecchi da studio.

Però
- sistema più limitato, e di non poco, rispetto a Canon e Nikon (ci sono sul nuovo e sull'usato tante ottiche AF a baionetta, ma mooooooooooolte meno di quelle che trovi con attacco per le due major)
- sistema MOLTO più limitato rispetto a Canon, Nikon, Sony quanto a disponibilità di flash dedicati e modalità di utilizzo in remoto, wireless, sincronizzato bla bla - quello è un settore in cui primeggia Nikon e retsa molto indietro Canon
- di metterci davanti ottiche Yashica/Contax non se ne parla, queste hanno tiraggio 45,50 mm e l'attacco Pentax 45,46 mm; a parte il fatto che in 4 centesimi di mm nemmeno la NASA saprebbe realizzare un anello di raccordo, i bocchettoni hanno anche diametro analogo per cui interferirebbero le flange
- ancor peggio, di metterci davanti ottiche per Canon EOS nemmeno pensarlo, lì il tiraggio (44mm) è addirittura inferiore di due mm e mezzo.

Quindi davanti a Pentax possono andare, con la possibilità mantenuta di mettere a fuoco all'infinito, ottiche Pentax K, M, KA, KAF, KAF2, a vite 42x1, con adattatori ottiche per Pentax 645, 645D e 645Z, per Pentax 6x7, per Hasselblad, Bronica, Kiev 60/PentaconSix, Kiev 88/Zenith80 etc etc ma non Canon, Nikon, Yashica.

Si, dirai, un mare di alternative, ma alla fine solo con KAF e KAF2 metti a fuoco in automatico, per dire. E le ottiche con quella possibilità son solo svariate decine in giro. Per Canon, certo più di un centinaio fra i vari fornitori. Per Nikon, siamo lì. Per Sony, ci stanno vanno le Sony, le Zeiss per Sony, quelle di produttori indipendenti tipo Sigma e Tamron, e tutte le Minolta AF...

Si tratta di capire per cosa ti serve la fotocamera: "pose da 16' " incuriosisce e fa pensare a fotografia astronomica di oggetti deep...

O a un gatto nero addormentato su una catasta di carbone in una cantina durante una notte senza luna?

Inviato: 13/6/2017 11:10
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Re: Quando il sogno diventa realtà

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Operatore molto bravo in ogni caso. Ma a mio avviso l' « happening » era in realtà concordato, pianificato e provato più volte, come è standard in moltissimi concerti.

E anche le ragazzine sembrano comparse, le loro espressioni son troppo stereotipate a favore di telecamera.

Quando si vede, per dire, una Rihanna che mentre canta ha sotto il palco un po' di fan che cantano con lei, pare notarne uno, si avvicina al bordo, si china e gli porge il microfono "rivelando" un ragazzo con una bellissima voce, probabilmente quello è già stato selezionato pochi giorni prima come nuovo corista.
Il filmato diventa virale sui social, youtube in testa, lei fa la figura delle generosa talent scout e tutto va come accuratamente programmato.

la favola di Cenerentola piace sempre a tutti, ed i produttori lo sanno.

(E i coristi, privi del battage mediatico che crea il personaggio, spessissimo son MOLTO migliori del titolare del brand).

Inviato: 9/6/2017 7:55
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Re: cercasi obiettivo con elevato potere risolvente low-price

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Stiamo parlando di particelle Alfa (nuclei di Elio 4 ionizzati 4 volte) e di radiazioni beta (elettroni).

Le prime vengon facilmente arrestate da un foglio di carta spessa da 120 g/m2. A titolo di riferimento la carta da fotocopie standard è da 80.

I secondi da un sottilissimo foglio di alluminio, diciamo dello spessore di un cookie alluminio per incartare alimenti, ma penetrano facilmente ad esempio le tendine di seta gommata di una Spotmatic. Ma non un Copal Square degli anni '70 con tendine metalliche.

Col 50/1,4, per dire, era suggerito dalla Casa di non lasciare l'obiettivo montato per lungo tempo con la fotocamera caricata di pellicola e lasciata in un armadio.
Dai e dai, poteva leggermente ma percettibilmente velare il fotogramma dietro l'otturatore.
Ma non il resto del rullo, e neppure le foto già esposte protette dal vano in alluminio.

Le particelle Alfa non possono attraversare il vetro di un pentaprisma; gli elettroni possono essere riflessi da uno specchio come quello a 45° di una reflex, alluminato sulla prima superficie, ma il giro del pentaprisma non lo fanno. Il vetro è materia solida, ed il fatto che sia trasparente significa solo che è poco efficace per arrestare i fotoni.

Di ottiche radioattive ve n'è un'infinità. Son molto più radioattivi, ad esempio i filtri arancioni e sopratutto rossi (rari) dei catadiottrici russi.

Inviato: 7/6/2017 21:41
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