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CANON EOS 300D

CANON EOS 300D

CONFRONTO TRA OBIETTIVO DEL KIT E 17-40 f/4 L

Sullo zoom 18-55 f/3.5-5.6 fornito in kit con la 300D si leggono pareri discordanti.
I principali siti che effettuano test su Internet (Dpreview, Steve's Dicgicams, Imaging Resource) ne parlano solitamente bene, e ne evidenzano il buon rapporto prestazioni/prezzo. Ma sui newsgroup, e su I.A.F.D. in primo luogo, si incontrano spesso giudizi drastici, che lo relegano nella abominevole categoria dei 'fondi di bottiglia'.

Tra le alternative che vengono citate per coprire, all'incirca, lo stesso range di focali, che su pellicola o sensore a formato pieno equivale a circa 29-88 mm, spicca il 17-40 f/4 USM serie L.
Piu' o meno tutti concordano sulla bonta' di questo zoom che orbita su una fascia di prezzo molto piu' vicina a quella del corpo macchina che a quella dell'obiettivo KIT.

Da un punto di vista meccanico/costruttivo la differenza salta all'occhio: in un caso si ha di fronte un solido oggetto di metallo corredato da un USM ultrarapido, nell'altro un giocattolo plasticoso e gommoso, molto leggero e un po' ballerino, ne' troppo lento ne' troppo veloce nella messa a fuoco (la versione USM e' proposta solo sul mercato giapponese).

Avendo pero' potuto apprezzare la qualita' che solitamente presentano le immagini realizzate con il giocattolo, ed essendo invece rimasto in qualche caso relativamente deluso dai risultati dell'obiettivo professionale, ho voluto fare un piccolo confronto in condizioni omogenee.

Le caratteristiche che ho cercato di analizzare sono la definizione e la quantita' di aberrazione, trascurando per il momento gli altri parametri, piu' o meno oggettivi, che concorrono alla qualita' dell'immagine (distorsione, contrasto, resa cromatica, vignettatura, bokeh, tridimensionalita', accuratezza autofocus, etc.)

La prova e' consistita semplicemente nell'inquadrare uno stesso soggetto, un paesaggio urbano con dei contrasti decisi, ai due estremi del range di focali a comune (18mm e 40mm) e con la massima apertura (sempre a comune, cioe' f/4 a 18mm e f/5 a 40mm).
Gli scatti sono poi stati ripetuti a f/8, per verificare il comportamento in condizione ottimale per entrambi gli obiettivi.

La macchina e' stata posta su cavalletto, e con la sensibilta' impostata (ISO 100) si sono determinati tempi di scatto variabili, a seconda del diaframma, tra 1/400 e 1/1250 di secondo. La messa a fuoco e' stata fatta in autofocus sul punto centrale.

Le immagini non hanno subito photoediting (sharpening a +1 in macchina), ed e' presente qualche piccola disparita' (dell'ordine del terzo di stop) nell'esposizione tra i diversi scatti. Inoltre le lunghezze focali non 'estreme' sui due obiettivi (18mm per il 17-40 e 40mm per il 18-55), possono presentare una imprecisione massima di 1mm di focale.

Di seguito viene riportato il crop 1:1 di zone significative delle immagini cosi' ottenute. Per ogni combinazione di focale e apertura, vengono esaminate tre zone (lato sinistro, centro, lato destro). La prima terna e' sempre relativa all'obiettivo K (obiettivo del KIT), seguita subito sotto dalla terna dell'obiettivo L (17-40)

 

18 mm

Immagine complessiva e zone esaminate

 

18mm f/4

  

Alla massima apertura, la nitidezza complessiva e' paragonabile, con un vantaggio per K sul lato SX, sostanziale parita' al centro, e vantaggio per L sul DX. Nota: f/4 costituisce circa 1/3 di stop di chiusura rispetto all'apertura massima per il K.

Le aberrazioni sono piu' evidenti su K, con una differenza piu' marcata sul lato SX.  Sul lato DX, L presenta un grado di aberrazione poco minore di K.

Una certa diminuzione di luminosita' ai lati, ovvero vignettatura, e' presente per K, specie sul lato SX.

 

18mm f/8

Chiudendo a f/8 l'aberrazione si riduce sensibilmente per il K, specie sul lato SX.

Anche la nitidezza si livella, con un piccolo vantaggio residuo per K sul lato SX

 

40mm

Immagine complessiva e zone esaminate

 

40mm f/5

Minori le aberrazioni a questa focale, anche all'apertura massima. Per K si nota solo sul lato DX, dove e' presente un riflesso di luce molto netto.

Sensibile la differenza di nitidezza, con il K che fornisce un'immagine abbastanza impastata anche al centro. Nota: f/5 costituisce piu' di mezzo stop di chiusura rispetto all'apertura massima per l'obiettivo L.

 

40mm f/8

Chiudendo, la qualita' si livella notevolmente sia per le aberrazioni che per la nitidezza, con un residuo piccolo vantaggio di L

 

Conclusioni:

La prova fatta ha una validita' limitata, sia per il sottoinsieme di caratteristiche prese in esame, sia per la metodologia 'casalinga' adottata, sia perche' comunque l'attrezzatura utilizzata potrebbe risultare fuori standard nel bene o nel male (il test andrebbe ripetuto con altri esemplari della stessa attrezzatura)

In molti casi, l'obiettivo L ha vinto il confronto, in special modo per quanto riguarda le aberrazioni a 18 mm e la nitidezza a 40 mm. Con il diaframma piu' chiuso le prestazioni sono risultate spesso paragonabili. In un caso (18mm, lato sinistro) si e' rilevato un comportamento migliore da parte del K, relativamente alla nitidezza.

Che l'obiettivo serie L risulti migliore e' scontato, e ci sarebbe da stupirsi del contrario. Che la differenza sia tale da sconsigliare l'utilizzo del 18-55, sembra ingiustificato alla luce della prova (consiglio di dare un'occhiata anche ai test MTF del sito Canon, per quel che valgono).

Dato che il prezzo di questo obiettivo quasi 'annega' in quello della macchina, in caso di dubbio puo' essere comunque sensato iniziare con il kit e decidere poi in base alle proprie esigenze o aspettative.

 

  Raffaello Conti © 6/2004

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